Torre del Greco, inaugurato il prestigioso Museo del Corallo

Il 26 marzo ha riaperto, dopo circa tre anni di lavori di consolidamento, il Museo del Corallo di Torre del Greco. Una data vicinissima a un anniversario importante per la Scuola e per il Museo stesso: il27 marzo 1805, infatti, Ferdinando IV dava la concessione a Paolo Bartolmeo Martin, marsigliese trapiantato a Torre del Greco, di aprire delle fabbriche per la lavorazione del corallo. La fabbrica del Martin, a circa cinque anni dall’installazione, dava lavoro a circa 200 famiglie torresi, e iniziò la fortuna sia commerciale che artigianale e artistica della città, ormai diretta concorrente e temuta rivale di Livorno, Marsiglia, Genova e Trapani, anch’esse città dedite alla pesca e alla lavorazione del corallo. Il declino dell’attività artigianale torrese è iniziato dopo l’Unità d’Italia.

L’istituzione di una vera e propria scuola per incisori è del 1879; da qui la trasformazione in scuola vera e propria si ha con l’arrivo di Enrico Taverna, torinese, nel 1886.

La preside, la dott.ssa Valentia Bia, conferma la modernità di Taverna nel concepire la scuola e il museo: «Il professor Taverna iniziò a conservare già dal suo arrivo i lavori più significativi degli studenti. E alla sua apertura, nel 1933, il museo era stato concepito come rivoluzionario per l’epoca: doveva essere vivo, aperto verso la città e le sue esigenze, un luogo in cui gli allievi potevano studiare le opere prodotte nel passato. Molte delle opere, come nel napoletano Museo Filangieri, sono donazione di privati cittadini, e molte altre sono prodotte dagli studenti stessi durante le ore di lezione».

«Siamo stati i primi – dice la Professoressa Caterina Ascione – ad accogliere studenti donne già dalla fine dell’800 e ad aver trovato un connubio tra formazione e lavoro: Taverna, infatti, voleva istituire un sistema di botteghe cooperative dove poter far lavorare gli allievi una volta finito il percorso di studi. L’idea, rivoluzionaria per il tempo, non fu mai realizzata, ma diede lo spunto successivo per la realizzazione delle officine, dove gli studenti potevano vendere i loro lavori attraverso la scuola. Questo era un modo per aiutarli economicamente, arginando l’abbandono scolastico».

La formazione, insomma, nasceva dalla conoscenza del passato, e non dalla sua copia. «Per questo – continua la prof. Ascione – dalle scuole di Marsiglia, di Torino o Londra nascevano artigiani che lavoravano quasi in maniera seriale, mentre dalla scuola di Torre nascevano degli artisti che, fino a qualche tempo fa, trovavano subito collocazione in molte imprese sia locali che internazionali».

La città di Torre del Greco ha una secolare tradizione nella pesca e lavorazione del corallo, e nei vecchi e nuovi alunni si legge ancora un senso di appartenenza alla tradizione, e il dispiacere nel vederla spesso mortificare dall’omologazione istituzionale.

«È un peccato vedere che i giovani abbiano lo stesso nostro entusiasmo, ma meno opportunità di esprimersi – dicono Luigi, Claudio e Ciro, tre EX allievi dell’Istituto – Quando frequentavamo noi c’era un atmosfera più da laboratorio artistico e meno da liceo, e questo può limitare la qualità creativa. Gli Istituti d’arte non sono solo scuole, ma soprattutto botteghe d’arte e artigiane, e andrebbero gestite come degli unicum».

«Proprio in questi giorni – dice l’Assessore della Regione Campania Pasquale Sommese – abbiamo raccolto degli ottimi risultati dalla Borsa del Mediterraneo, che conferma il trend positivo delle attività turistiche ed economiche del nostro territorio e questa sinergia tra scuola ed Enti pubblici deve continuare: la mia intenzione è quella di destinare più fondi agli istituti tecnici e artistici che lavorano già sul territorio, sprecandone meno in corsi di formazione che, spesso, lasciano il tempo che trovano».

Presenti all’inaugurazione anche Maria Rosaria Nappi, referente della Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania del MiBACT, il Sindaco di Torre del Greco Ciro Borriello e alcuni assessori tra cui Romina Stilo (assessore all’Istruzione) e Alessandra Tabernacolo (assessore alla Cultura).

27 Marzo 2015
da http://www.campaniasuweb.it/

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Gennaro Napoletano - Direttore Editoriale di LaFragolaNapoli.it