Napoli-Museo del principe Totò;vent’anni di solo chiacchiere.

Il Museo di Totò a Palazzo dello Spagnolo, i cui lavori sono stati iniziati più di 15 anni fa, non è ancora stato completato.

Sono nato in Rione Sanità, il più famoso di Napoli. La domenica pomeriggio le famiglie napoletane usavano riunirsi nelle case dell’una o dell’altra, chi suonava la chitarra, chi diceva la poesia, e chi cantava. Io facevo scenette comiche, per gioco. Fu così che cominciai

Così descriveva il suo quartiere natale Antonio De Curtis, in arte Totò, quello stesso quartiere nel cuore di Napoli che si sta mobilitando per raccogliere le firme in favore dell’apertura di un “Museo di Totò” lì dove nacque il grande attore nel 1898. Tale progetto rientra nell’ambito dell’iniziativa “I luoghi del cuore” promossa dal Fai (Fondo ambientale italiano), in collaborazione con Intesa Sanpaolo, per scoprire i posti più amati dagli italiani. Incluso tra i luoghi eleggibili anche il “Museo di Totò”, a Palazzo dello Spagnolo.

Promotori della raccolta firme in particolare i docenti ed i ragazzi dell’istituto tecnico – professionale Caracciolo- Salvator Rosa, entusiasti di partecipare ad un’iniziativa che mira a celebrare la grandezza di una persona che tutti portiamo nel cuore.

Lo stesso sindaco De Magistris, si  è detto favorevole invitando la figlia del principe della risata Liliana De Curtis, alla conclusione del Pizza village, dove si raccoglieranno le prime firme di chi vuole appoggiare la candidatura del museo.  Infatti tale museo, oltre ad essere un patrimonio dell’umanità che potrà raccogliere la storia e molti oggetti personali di Totò, potrebbe rappresentare una risorsa effettiva sia in termini culturali, che economici e sociali come primo “museo di quartiere” in Italia, riqualificando il Rione Sanità attraverso arte, cultura e rinnovamento.

Due milioni di euro spesi per ristrutturare uno dei palazzi più preziosi della Sanità, lo Spagnuolo, nel quartiere dove Antonio De Curtis “principe della risata” è nato, per farci un museo alla memoria riempito di bombette e altri cimeli. Che si aspetta per aprirlo una volta per tutte? Se lo chiedono infine i registi di “Totò Memories – Il Museo del Principe atteso da vent’anni”, documentario-inchiesta dei giornalisti Carlo Maria Alfarano e Daniela Giordano che è la sintesi di più di un decennio di impegni, promesse, lotte, opere mai concluse. Perché? Provano a spiegarlo gli stessi autori con questo film, che sarà presentato in anteprima a Napoli il 14 novembre al Centro Culturale “La Città del Sole” all’ex Asilo Filangieri in vico Maffei (18.30). Intanto “Totò Memories” vuole essere, anticipano gli autori, soprattutto «l’omaggio a una delle figure più rappresentative della città di Napoli. Icona che rivive nei gesti e nelle battute del popolo, eppure non ha un luogo fisico che lo commemori» malgrado le diffuse buone intenzioni che crollano alla prova dei fatti e la evidente – allora – «speculazione» che accompagna ogni iniziativa che lo ricordi, sempre di sicuro successo.(corrieredelmezzogiorno.corriere.it)

  1. Il Museo di Totò a Palazzo dello Spagnolo, i cui lavori sono iniziati più di 15 anni fa, non è mai stato aperto.
  2. All’interno della Sanità non esiste un percorso che ricordi ai turisti la storia, la vita, la filmografia del nostro grande attore.
  3. Davanti alla sua casa natale non c’è nulla, né una statua, né una lapide che lo ricordi degnamente.
  4. Si sta riducendo sempre più la percentuale di giovani al di sotto dei 20 anni che dichiara di aver visto per intero un suo film.

Pensate che gli abitanti di Cuneo gli hanno regalato una statua, solo perché la città è stata citata dal comico in un film con la famosa frase “sono un uomo di mondo ho fatto il militare a Cuneo”.

È categorica Liliana de Curtis, figlia del grande Totò, nel sottolineare la sua decisione: il rosario di legno di suo padre, donato a don Santino Spartà, suo confessore non sarà ceduto fino a quando non vedrà finalmente pronto il Museo Totò a palazzo dello Spagnuolo nel rione Sanità. Museo che Liliana ed i napoletani aspettano da 15 anni.

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Gennaro Napoletano - Direttore Editoriale di LaFragolaNapoli.it