di Domenico Corcione
Siamo dunque giunti alla fine del nostro progetto editoriale, o perlomeno della prima parte di esso. Oggi incontriamo, per la 15esima e ultima intervista del ciclo “Giovane Afragola”, Davide Fabiano, esponente di spicco della politica afragolese.
- 1. Ciao Davide, presentati ai lettori
Salve, sono Davide Fabiano e ho ricoperto il ruolo di Presidente dei Giovani Democratici, il movimento politico giovanile del Partito democratico. Sono laureato in Scienze Politiche, e lavoro attualmente alla Banca Nazionale del Lavoro a Roma. Nonostante la distanza, cerco tuttavia di dare il mio contributo al dibattito politico afragolese.
- Come ti sei avvicinato alla politica?
Mah, direi sia a titolo informativo, per sapere come funzionava, sia per dare una mano, un contributo alla politica stessa. Sono una persona che crede che non si faccia politica solo nei partiti, e credo che la partecipazione suia un elemento essenziale della politica.
- Fai parte del board dei Gd, che dobbiamo riconoscere, sono una bella realtà della politica afragolese. Come nacque il movimento?
Sono molto affezionato ai Gd, di cui ho contribuito alla nascita. Quando a livello nazionale si prospettò la costruzione di una giovanile di partito, anche qui si fondò un comitato di studenti e giovani professionisti, e ricordo con nostalgia le riunioni a casa di coloro che facevano parte del comitato. Questo è un territorio difficile, ed è bello vedere la passione di ragazzi che vogliono impegnarsi. Penso che abbiamo dato una possibilità di aggregazione a tanti ragazzi volenterosi, capaci di dare vita anche una dialettica col partito maggiore.
- Noi ci avviamo a una difficile tornata elettorale. Come vedi questa esperienza amministrativa?
Ho un giudizio critico. Abbiamo passato anni ad assistere una coalizione litigiosa al governo; ricordo la campagna elettorale del 2008, c’erano contrapposte due diverse visioni, due personalità che provavano a dare altrettante alternative ai cittadini. Non ho visto la capacità di trasformare la visione politica che è risultata allora vincente in cose pratiche. Il sindaco Vincenzo Nespoli è stato bravo a tenere fila della sua maggioranza, gli riconosco grandi capacità politiche, ma è stato frenato dalla qualità della classe dirigente di cui si è attorniato. Alla prossima tornata elettorale, penso che gli afragolesi saranno più attenti a chi inviare in Consiglio comunale.
- Come vedi la tua città?
Il fatto di essere un po’ fuori dal contesto afragolese, mi ha dato la possibilità di avere una visione distaccata. Città ricca di contraddizioni: è la città dei centri commerciali che sono slegati dalla città, dei roghi tossici, dove c’è una forte presenza della criminalità, in cui si vive,e lo dico con estrema amarezza, male. Ha una pessima qualità della vita. Tuttavia, sono molto fiducioso nella comunità stessa di riscattarsi, c’è una filiera edile rinomata a livello nazionale, e non ho mai capito perché non ci sia sia uniti , ci sono giovani professionisti in gamba, e questa città ha sempre espresso personalità a livello nazionale, segno che c’è una comunità viva, ma che con grande rammarico non riesce a coagulare le proprie forze.
- Cosa vuoi dire ai tuoi coetanei afragolesi?
Voglio dire loro che il momento che stiamo attraversando è duro, ma che non devono lasciare che si spengano le loro speranze. Ognuno di noi è chiamato a dare un contributo nel suo piccolo, a esprimere le sue qualità, e tutto a vantaggio ella comunità.



