Casalnuovo (NA)- Eduardo De Falco si suicida per una multa di 2000 euro.

di Gennaro Napoletano

Eduardo De Falco titolare di un panificio e pizzetteria di Casalnuovo, si è tolto la vita,  decidendo di farla finita . In auto, sotto casa, si è lasciato morire inalando monossido di carbonio dal tubo dell’auto.

Tutto per un verbale di 2000 euro per irregolarità riscontrate dall’ispettorato del lavoro. Una cifra esagerata in questo tempo di crisi, gli amici  “Siamo in una fase di disperazione totale, non riusciamo ad andare avanti”.

Un cartello con la scritta «Non siamo ladri, nè sfruttatori», ed una corona di orchidee, con la firma «Tutti i commercianti» sono stati collocati davanti al panificio-pizzeria di Eduardo, «Eddy» De Falco, al Corso Umberto I di Casalnuovo, centro alle porte di Napoli. Gli amici giunti sul posto dopo la diffusione della notizia sono ancora pochi, e tra loro domina l’incredulità. «Sono allibito», dice un commerciante. Altri parlano di una iniziativa di protesta contro fisco e burocrazia. De Falco, che aveva cominciato come panettiere serviva nel suo locale, «Speedy Pizza», pizzette realizzate con un forno elettrico. La moglie lo aiutava nel lavoro.

Edoardo aveva 38 anni, indossava ancora la sua divisa da bravo panettiere quando ha deciso del suo gesto la pizza di “SPEEDY PIZZA” era la più buona del posto. Quella multa di 2000 euro la doveva pagare in pochi giorni se non chiusura del locale. Le associazione di categoria come la Com commercio di Napoli puntano il dito contro enti locali Equitalia e fisco che stanno costringendo tanti commercianti ad enormi disagi e ansie, già in enorme difficoltà per la crisi e le enormi difficoltà di accesso al credito.

Suicidio commerciante di Casalnuovo, la solidarietà di Confcommercio
„l presidente di Confcommercio della provincia di Napoli Pietro Russo è intervenuto in merito al suicidio di Eduardo De Falco, il commerciante di Casalnuovo che si è tolto la vita la scorsa notte dopo aver ricevuto una multa di 2mila euro dall’ispettorato del lavoro.
“Desidero esprimere la solidarietà personale e dell’associazione che presiedo alla famiglia – rende noto Russo – Si tratta di un gesto estremo che ci rattrista e che impone una riflessione alle Istituzioni. Abbiamo più volte lanciato l’allarme su come il terziario sia allo stremo, ma i nostri appelli sono stati inascoltati”. “D’altra parte – prosegue il presidente della Confcommercio provinciale – basta fare un giro per il nostro territorio e vedere sempre più saracinesche abbassate. Siamo nel mezzo di una crisi che non risparmia quasi nessuno e che non accenna ad esaurirsi”.

Anche Mauro Pantano, presidente della Confcommercio Libere Professioni di Napoli, ha commentato l’episodio. “Si tratta dell’ennesimo atto di disperazione. Dal Ministero del Lavoro, e in particolare dall’Ispettorato, ci aspettiamo una maggiore collaborazione per una situazione drammatica che attanaglia le imprese del territorio in questo momento di crisi”. “Troppo semplice multare i piccoli imprenditori – prosegue Pantano – che cercano in ogni modo di sopravvivere per portare avanti una vita dignitosa, quando invece si lascia proliferare la vera illegalità e non si contrasta la contraffazione: dai marciapiedi zeppi di venditori ambulanti, irregolari sia a fini fiscali che previdenziali, al continuo proliferare di negozi e centri di ingrosso di proprietà cinese che – conclude – notoriamente non emettono alcun documento fiscale e non regolarizzano i lavoratori”.“

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Gennaro Napoletano - Direttore Editoriale di LaFragolaNapoli.it