Vesuvio o Fenestrelle il contenuto non cambia; a 151 anni di distanza ancora intolleranze contro il popolo di Napoli

di Gennaro Napoletano

Durante il telegiornale delle 19.30 di sabato prima del big match Juventus-Napoli. L’inviato Giampiero Amandola si è recato fuori dallo Juventus Stadium per le consuete interviste sui pronostici per la partita che stava iniziando e i sentimenti delle tifoserie delle due squadre.. Amandola ha interpellato i tifosi juventini che, davanti alle telecamere, non hanno esitato a intonare il coro “Vesuvio lavali tu“. Ma il vero momento di imbarazzo arriva quando, ad un ragazzo che affermava che “i napoletani sono ovunque, un po’ come i cinesi“, forse cercando di limare le eccessive differenze tra nord e sud, il giornalista risponde: “E voi li riconoscete dalla Il Tgr Piemonte è al centro delle polemiche per una servizio alquanto discutibile trasmesso puzza?”. Ovvio l’imbarazzo anche dello stesso intervistato che, però, risponde: “Certo”.

Immediatamente “questo servizio” ha fatto il giro dei social network creando davvero molto rumore, tanto che lo stesso presidente dell’ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, ha annunciato l’avvio di un procedimento disciplinare.

Prontamente, però, il comitato di redazione del Tgr Piemonte si è scusato con i telespettatori per gli “apprezzamenti irrispettosi nei confronti dei tifosi napoletani”. “Il tentativo di ironizzare sugli aspetti più beceri del tifo da stadio – ha aggiunto il Cdr – si è trasformato in una battuta infelice per la quale è giusto chiedere scusa. Neppure lontanamente l’informazione del servizio pubblico radiotelevisivo può essere accostata a valori che non siano quelli della solidarietà e del rispetto tra le persone“.
Un brutto incidente, quindi, quello in cui è incappato Giampiero Amandola forse “per la fretta di montare il servizio”.

“Come giornalista, come napoletano mi sento offeso, umiliato, dal vergognoso servizio del Tgr Piemonte su Juventus Napoli: spero che Agcom, direzione generale Rai e Ordine dei giornalisti vogliano intraprendere azioni durissime contro la Rai Piemonte e invito il sindaco De Magistris a fare altrettanto”, afferma Campanella; “Come italiano mi sento veramente nauseato e spero che questi razzisti che hanno occupato la tv di stato vengano licenziati. Non mi fermerò fino a quando questa brutta pagina di razzismo , effettuata con i soldi di tutti gli italiani, in testa i napoletani, non sarà adeguatamente sanzionata

Sono passati più di 150 anni da quando Cinquemiladuecentododici condanne a morte, 6564 arresti, 54 paesi rasi al suolo, 1 milione di morti. Queste le cifre della repressione consumata all’indomani dell’Unità d’Italia dai Savoia. La prima pulizia etnica della modernità occidentale operata sulle popolazioni meridionali dettata dalla Legge Pica, promulgata dal governo Minghetti del 15 agosto 1863 “…

Una pagina non ancora scritta è quella relativa alle carceri in cui furono rinchiusi i soldati “vinti”. Il governo piemontese dovette affrontare il problema dei prigionieri, 1700 ufficiali dell’esercito borbonico (su un giornale satirico dell’epoca era rappresentata la caricatura dell’esercito borbonico: il soldato con la testa di leone, l’ufficiale con la testa d’asino, il generale senza testa) e 24.000 soldati, senza contare quelli che ancora resistevano nelle fortezze di Gaeta, Messina e Civitella del Tronto.

Fenestrelle (nella foto di apertura) più che un forte, era un insieme di forti, protetti da altissimi bastioni ed uniti da una scala, scavata nella roccia, di 4000 gradini. Era una ciclopica cortina bastionata cui la naturale asperità dei luoghi ed il rigore del clima conferivano un aspetto sinistro. Faceva tanto spavento come la relegazione in Siberia. I detenuti tentarono anche di organizzare una rivolta il 22 agosto del 1861 per impadronirsi della fortezza, ma fu scoperta in tempo ed il tentativo ebbe come risultato l’inasprimento delle pene con i più costretti con palle al piede da 16 chili, ceppi e catene.

Non sono citazioni a vuoto, per dire che non siamo i soliti che ci piangiamo addosso, se proprio allora vogliamo tiriamole fuori queste verità, non per fare secessionismo, ma per ridare ad un grande popolo come il nostro la sua vera dignità che  ha sempre vantato e riconosciuto, “caro” Amandola, non entro nel discorso etico per non sprecare parole, questa ITALIA ci è costata tanto, continueremo ad amarla al di là di ogni stupida ed incompetente considerazione. A 151 anni di distanza vogliamo per davvero costruire una vera Italia fondata sul rispetto di tutte quelle culture che non possono essere annullate, ma che rappresentano un tesoro culturale per tutti i cittadini del mondo. Sarebbe stupido andare, come si dice da noi “ a  tucca’ a mazzarella e san Giuseppe “ semplicemente perché non siamo tutti della stessa opinione, se si vanno a toccare falsità di un presunto risorgimento che è ancora da riscrivere e studiare.


About gennaro61

Gennaro Napoletano - Direttore Editoriale di LaFragolaNapoli.it