Questa festa della mamma 2013- per celebrare i tanti volti della donna,

di Gennaro Napoletano

Come Mariaarca, che si è sposata con Pasquale, e, perché non può avere figli, ha deciso di adottare due fratellini abbandonati. Come Antonella, la ragazza di Francesco, che non può sposarsi perché disoccupata, come lui. Come Rina, che dal suo matrimonio felice con Vittorio ha avuto tre figli, tutti e tre, però, in cassa integrazione, come Chiara con Gennaro che fanno tanti sacrifici per dare il meglio d’istruzione ai loro Pasquale, Renzo e Alessia,   Come Anna, la vedova di Antonio, che è morto per un incidente in cantiere, lasciandola con due figli e un mutuo da pagare. Come Teresa, la nonna di Luca, che a soli due anni ha perso la sua mamma.

Come Stefania, lasciata dal marito che la tradiva con una sua collega. Come Vincenza 74 anni nella sua anzianità lasciata sola dal più dei suoi figli. Come Gina che ogni giorno, davanti alla figlia, veniva picchiata da Roberto, suo marito. Come Irene, alla quale, un giorno qualsiasi, senza un perché, hanno ucciso Maria. Sono storie di donne, frutto della mente di chi scrive, che rispecchiano, tuttavia, la vita vera di tante mamme per natura o per vocazione. Che delle difficoltà hanno fatto la loro forza. Che dei valori hanno fatto il loro baluardo. Che non hanno perso la speranza, e la speranza e il coraggio tramandano come la più ricca delle eredità. Sono solamente alcune trame parallele, che si intrecciano nell’universo fatto di sentimenti disordinati.

In occasione della festa della mamma, il pensiero non può non andare a queste donne, che, in questo mondo incomprensibile, vivono la vita con totalità. Se non fosse così, Mariaarca abbandonerebbe il progetto di adozione alle prime difficoltà burocratiche. Antonella lascerebbe il suo fidanzato per un altro con una posizione sociale e lavorativa migliore. Rina mortificherebbe i suoi figli senza lavoro. Rosa si lascerebbe andare alla disperazione. Teresa, ormai settantenne, non troverebbe le forze per resistere ai capricci del piccolo Luca. Stefania si vendicherebbe del marito. Gina non avrebbe mai denunciato le violenze di Roberto. Irene non avrebbe costituito una fondazione di beneficenza in onore della figlia uccisa. Ferme e forti. Sempre lì. Nelle vicende drammatiche proprie e dei loro figli, queste donne non abbassano la testa agli eventi. Ma ne diventano protagoniste. Per superarli.

Queste prime donne sono quelle che oggi, festa della mamma, e non solo oggi, giova ricordare per prenderne esempio. A loro e a tutte le mamme, che nella loro semplicità vivono instancabili le gioie e i dolori della quotidianità, vanno gli auguri di La fragola Napoli News

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Gennaro Napoletano - Direttore Editoriale di LaFragolaNapoli.it