Politica – Richiamo di Napolitano: “Evitare tensioni destabilizzanti per il sistema democratico

ultimo aggiornamento: 12 marzo, ore 21:53uuRoma – (Adnkronos/Ign) – Il capo dello Stato al termine dell’incontro al Quirinale con il comitato di presidenza del Csm:”Aberrante” se Berlusconi fosse messo fuori gioco in via giudiziaria, questo è “un inammissibile sospetto”. E invita al “rispetto tra magistratura e politica”. Al Quirinale riceve Alfano e i capigruppo del Popolo della Libertà. Anm: “Messi in discussione i principi della democrazia”. Grillo: ”Solidarietà ai pm di Milano, Berlusconi si dia alla latitanza”. Il Cavaliere resta al San Raffaele. Stefania Craxi all’Adnkronos: “Berlusconi teme fine di mio padre e purtroppo ha ragione”.Quirinale, Berlusconi: “Il centrodestra ha diritto a rivendicare un suo candidato”.
Roma, 12 mar. (Adnkronos/Ign) – L’avvio della nuova legislatura è un appuntamento “di estrema importanza e delicatezza”. Per questo, occorre “evitare tensioni destabilizzanti per il nostro sistema democratico” non solo tra le forze politiche, ma anche tra politica e magistratura. Lo afferma Giorgio Napolitano, che oggi ha ricevuto al Quirinale una delegazione del Pdl e il comitato di presidenza del Csm. Un richiamo al reciproco rispetto, perché proprio in questi giorni si registra “un’allarmante, nuova spirale di polemiche” tra magistratura e politica. E’ indispensabile invece il “rispetto effettivo del ruolo e della dignità tanto della magistratura quanto delle istituzioni politiche e delle forze che le rappresentano”.
Sarebbe “aberrante” il tentativo di mettere fuori gioco Silvio Berlusconi per via giudiziaria, anche se questo è “un inammissibile sospetto”. “Non è da prendersi nemmeno in considerazione – sottolinea il Capo dello Stato – l’aberrante ipotesi di manovre tendenti a mettere fuori giuoco, ‘per via giudiziaria’ come con inammissibile sospetto si tende ad affermare, uno dei protagonisti del confronto democratico e parlamentare nazionale”.

Quindi il capo dello Stato sottolinea come i passi politici e istituzionali da compiere per l’avvio della legislatura “chiamano in causa ed esigono il contributo di tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento, ed in particolar modo di quelle che hanno ottenuto i maggiori consensi”. E tende la mano al Pdl, invitandolo di fatto a rivedere la propria posizione. Sarebbe sbagliato, è il ragionamento di Napolitano, salire sull’Aventino, rinunciando a partecipare alle prime sedute del Parlamento e rendendo molto difficoltosi i primi passi della nuova legislatura.

Rivolto alla magistratura Napolitano ricorda poi che chi indaga e giudica deve rispettare “rigorose norme di comportamento”. “Con fermezza – sottolinea il Capo dello Stato – ho sollecitato il rispetto di rigorose norme di comportamento da parte di ‘quanti sono chiamati a indagare e giudicare’, guardandosi dall’attribuirsi missioni improprie e osservando scrupolosamente i principi del ‘giusto processo’ sanciti fin dal 1999 nell’articolo 111 della Costituzione con particolare attenzione per le garanzie da riconoscere alla difesa”.

In mattinata il Capo dello Stato ricevendo al Quirinale il segretario del Pdl Angelino Alfano e i capigruppo uscenti Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri ha sottolineato come egli “non può interferire nell’esercizio del potere giudiziario” ricordando quali siano “le responsabilità e le prerogative” del presidente della Repubblica, al quale tuttavia non è venuta dal Pdl “alcuna richiesta di impropri interventi”, dopo la clamorosa protesta inscenata dai parlamentari del Pdl nel tribunale di Milano.

Al Capo dello Stato, Alfano e i presidenti dei gruppi della Camera e del Senato hanno “rappresentato preoccupazioni di carattere politico-istituzionale per recenti sviluppi delle vicende giudiziarie riguardanti il leader del loro partito e capo della loro coalizione”, pur nella “piena consapevolezza della natura delle responsabilità e delle prerogative del Capo dello Stato che non può interferire nell’esercizio del potere giudiziario”.

Nel corso dell’incontro Napolitano ha espresso il suo “vivo rammarico per il riaccendersi di tensioni e contrapposizioni tra politica e giustizia. Rammarico, in particolare, per quanto è accaduto ieri ed è sfociato in una manifestazione politica senza precedenti all’interno del palazzo di giustizia di Milano”.

Intanto le reazioni alla manifestazione di ieri non si placano. Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, “vedere l’ex ministro della Giustizia e la seconda carica dello Stato andare a occupare gli uffici giudiziari è una cosa sconvolgente, che non ha precedenti. E’ una ferita gravissima al meccanismo costituzionale e democratico. Il Pdl deve rendersi conto dell’enorme responsabilità che si sta prendendo”.

A stretto giro la replica di Renato Schifani. “Siamo di fronte – afferma il presidente del Senato – ad una dichiarazione falsa ed offensiva in quanto il sottoscritto, proprio per il rispetto alle Istituzioni che il proprio ruolo impone, non ha partecipato alla manifestazione al palazzo di giustizia di Milano, mentre ha preso parte, esclusivamente, alla riunione dei parlamentari neo eletti del Pdl che si è tenuta nel corso della mattinata di ieri, presso la Camera di Commercio milanese”.

Contro ”la manifestazione messa in atto da un gruppo di parlamentari all’interno del palazzo di giustizia di Milano, mentre era in corso la celebrazione di un processo” internviene anche l’Associazione nazionale magistrati che in una nota denuncia come la protesta dei parlamentari del centrodestra “ha messo in discussione e in grave tensione i principi fondamentali dell’ordinamento democratico, quali la separazione fra i poteri dello Stato e l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura, consacrati nell’art. 104 della nostra Costituzione”.

Oggi all’attacco del Cavaliere è tornato poi Beppe Grillo, in un post sul suo blog in cui manifesta piena solidarietà ai magistrati di Milano. “Berlusconi ha paura di fare la fine di Bottino Craxi, ma sarebbe invece la sua fortuna – scrive Grillo – In fuga sulle spiagge tunisine piene di Ruby senza la rottura di co…..i quotidiana dei suoi questuanti”. “Si faccia condannare al più presto senza attenuanti e – suggerisce il leader del Movimento 5 Stelle – prima dell’arresto, si dia alla latitanza. Ci guadagnerà in salute. Guarirà dall’uveite e gli italiani guariranno finalmente dall’orchite con cui li affligge da vent’anni”. Segue un post scriptum in cui Grillo esprime tutta la sua ”solidarietà ai magistrati di Milano”.

Il Cavaliere intanto resta all’ospedale San Raffaele, dove è ricoverato da venerdì. “Il presidente Berlusconi rimarrà anche oggi in ospedale – ha affermato all’Adnkronos Salute il suo medico personale, Alberto Zangrillo – Procederemo in giornata ad effettuare gli accertamenti previsti, tra cui quello sulla funzionalità dell’albero coronarico”. “Le condizioni di salute generali del presidente Berlusconi – ha aggiunto Zangrillo – sono comunque tranquillizzanti”.

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Gennaro Napoletano - Direttore Editoriale di LaFragolaNapoli.it