Papa Francesco;Il Papa dal profondo Sud; è già un anno

Il 13 marzo del 2013 papa Francesco saliva sul soglio pontificio. Da quel momento in poi sono stati dodici mesi travolgenti che hanno portato la Chiesa a essere testimone dell’ansia di rinnovamento e di apertura di cui il cardinale Bergoglio si è reso sin da subito artefice.

Il primo Papa delle Americhe, il primo gesuita e il primo Francesco. Così il New York Times salutò Papa Francesco il giorno dopo l’elezione. Nato a Buenos Aires nel 1936, Jorge Bergoglio è cresciuto in una famiglia credente. I suoi genitori si sono conosciuti durante un’omelia una mattina del 1934 nell’oratorio salesiano di S. Antonio, nella capitale argentina, e si sono sposati l’anno successivo.

La vocazione religiosa è arrivata a 17 anni: il 24 settembre del 1954, mentre andava a casa della fidanzata, passando davanti alla basilica di San José de Flores.

In Argentina molti sostengono che il cardinale sconosciuto cominciò la corsa verso il pontificato nel 2001, quando fu nominato relatore supplente di un sinodo ma, in assenza del titolare, l’arcivescovo di New York Edward Egan, Bergoglio ebbe un posto privilegiato in Vaticano.

“Se ve, se siente, el Papa esta presente”. Era questo il coro più gettonato tra la folla di fedeli che ha atteso Papa Francesco questa mattina fuori dalla chiesa del Gesù a Roma.

Il pontefice ha celebrato messa nell’anniversario di sant’Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, le cui spoglie sono conservate nella chiesa. Un ritorno quindi tra i confratelli gesuiti per il Santo Padre, arrivato alle 8.10 a bordo di una Ford Focus.

La celebrazione liturgica era riservata a sacerdoti dell’ordine religioso, collaboratori e dipendenti delle sue strutture, e una rappresentanza di due congregazioni di suore di ispirazione ignaziana. Ma Francesco si è fermato a salutare anche la folla festante che lo aspettava fuori.

Chi è Papa Francesco

Primo Papa sudamericano. Ha prevalso la parte progressista. Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires, è il nuovo Pontefice. Bergoglio e’ nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936. Ha studiato e si e’ diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio ed e’ entrato nel seminario di Villa Devoto.L’11 marzo 1958 e’ passato al noviziato della Compagnia di Gesu’, ha compiuto studi umanistici in Cile e nel 1963, di ritorno a Buenos Aires, ha conseguito la laurea in filosofia presso la Facolta’ di Filosofia del collegio massimo «San Jose’» di San Miguel.Fra il 1964 e il 1965 e’ stato professore di letteratura e di psicologia nel collegio dell’Immacolata di Santa Fe e nel 1966 ha insegnato le stesse materie nel collegio del Salvatore di Buenos Aires. Dal 1967 al 1970 ha studiato teologia presso la Facolta’ di Teologia del collegio massimo «San Jose’», di San Miguel, dove ha conseguito la laurea. Il 13 dicembre 1969 e’ stato ordinato sacerdote.Fra il 1980 e il 1986 e’ stato rettore del collegio massimo e delle Facolta’ di Filosofia e Teologia della stessa Casa e parroco della parrocchia del Patriarca San Jose’, nella Diocesi di San Miguel. Nel marzo 1986 si e’ recato in Germania per ultimare la sua tesi dottorale; quindi i superiori lo hanno destinato al collegio del Salvatore, da dove e’ passato alla chiesa della Compagnia nella citta’ di Cordoba come direttore spirituale e confessore.Il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo ha nominato Vescovo titolare di Auca e Ausiliare di Buenos Aires. Il 27 giugno dello stesso anno ha ricevuto nella cattedrale di Buenos Aires l’ordinazione episcopale dalle mani del Cardinale Antonio Quarracino, del Nunzio Apostolico Monsignor Ubaldo Calabresi e del Vescovo di Mercedes-Luja’n, Monsignor Emilio Ogñe’novich. Il 3 giugno 1997 e’ stato nominato Arcivescovo Coadiutore di Buenos Aires e il 28 febbraio 1998 Arcivescovo di Buenos Aires per successione, alla morte del Cardinale Quarracino. E’ autore dei libri: «Meditaciones para religiosos» del 1982, «Reflexiones sobre la vida aposto’lica» del 1986 e «Reflexiones de esperanza» del 1992. E’ Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina che non possono contare su un Ordinario del loro rito. Gran Cancelliere dell’Universita’ Cattolica Argentina. Relatore Generale aggiunto alla 10ª Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2001). Dal novembre 2005 al novembre 2011 e’ stato Presidente della Conferenza Episcopale Argentina. Da Giovanni Paolo II creato Cardinale nel Concistoro del 21 febbraio 2001, del Titolo di San Roberto Bellarmino. E’ Membro delle Congregazioni: per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; per il Clero; per gli Istituti di vita consacrata e le Societa’ di vita apostolica; del Pontificio Consiglio per la Famiglia, della Pontificia Commissione per l’America Latina.

Si, lo possiamo dire, soprattutto questa volta. Il vero “vincitore” di questa elezione del successore di Benedetto XVI è proprio lui, lo Spirito Santo. Ben pochi, compreso chi scrive, alla vigilia di questo conclave pensavano che un signore nato nel 1936, proveniente dalla lontana (ma cattolica) Argentina, e per di più appartenente alla Compagnia del Gesù, potesse salire al Soglio di Pietro. Contro di lui, infatti, giocavano l’età, il fattore che è stato alla base della rinuncia di Benedetto XVI, e l’appartenenza ai gesuiti, ordine che nella Chiesa non è ben visto da tutti. E sono tanti, tra l’altro, gli appartenenti alla compagnia fondata da Ignazio di Loyola a pensare che un loro confratello non dovrebbe divenire il successore di Pietro.

Niente di tutto ciò. Lo Spirito Santo, ancora una volta, ha colto tutti di sorpresa. E ha optato per un gesuita noto per la sua timidezza e la sua riservatezza, alla quale unisce, però, un grande carisma ed una grande capacità di azione.

“Molti” Si staranno chiedendo, in particolare, se sia l’uomo giusto al posto giusto, se sia lui la persona più adatta per guidare una Chiesa in balia degli scandali;. “quattro anni di Bergoglio basterebbero per cambiare le cose”, è questa la voce che da tempo circola. “Si deve evitare la malattia spirituale della Chiesa autoreferenziale: quando lo diventa, la Chiesa si ammala; ha detto tempo fa Bergoglio, Questo implica una tensione molto forte tra centro e periferia, tra la parrocchia e il quartiere. Si deve uscire da se stessi, andare verso la periferia”, E tra una Chiesa accidentata che esce per strada, e una Chiesa ammalata di autoreferenzialità, non ho dubbi nel preferire la prima”. Ma al di là di queste parole, è il nome stesso a chiarire tutto, a spiegare quale sarà l’agenda del suo pontificato. Bergoglio ha scelto di chiamarsi non “Ignazio”, come il fondatore dell’ordine al quale appartiene, scelta che sarebbe stata legittima, ma “Francesco”, come San Francesco, il Santo dei poveri. “Padre Bergoglio servirà nella Chiesa non in autorità ma nello spirito di servizio” ha spiegato padre Lombardi, gesuita e direttore della Sala Stampa della Santa Sede

di Gennaro Napoletano

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Gennaro Napoletano - Direttore Editoriale di LaFragolaNapoli.it