Napoli-A Natale la cultura diventa tradizione

L’arrivo del freddo, la picchiata in giù delle temperature, i primi caminetti accesi, cappottoni, cappelli e sciarpe, l’inbrunire anticipato e la conseguente accensione di luci in strada iniziano a far respirare l’aria natalizia. In Campania sono tante le iniziative che si ripetono, ormai, con successo di edizione in edizione. Mercatini, concerti, manifestazioni delle più varie. Non ce ne vogliate, però, se accendiamo l’occhio di bue su via San Gregorio Armeno, regina indiscussa del simbolo natalizio per eccellenza: il presepe.

E’ nota a tutti la peculiarità di questa stradina sita al centro, proprio nel cuore, di Napoli. E’ famosa in tutto il mondo per la sua tradizione presepiale, attiva ed operante tutto l’anno, ma come è giusto che sia, di questi periodi si riempie di visitatori. La via si compone di tante piccole botteghe di artigiani che lavorano ad ogni singolo particolare del presepe, tra esperienza ed entusiasmo conferiscono alle loro creazioni quell’elemento “fantastico” eoriginale, tanto da rendere i loro prodotti esemplari unici. Statuine protagonisti di presepi, capanne, case, carretti e così via, l’elenco potrebbe essere infinito. La perizia, la cura e l’artisticità sono doti innate di ciascun artigiano che da epoche remote praticano questa attività.
In epoca classica a San Gregorio Armeno esisteva un tempio dedicato a Cerere, che nella religione romana era una divinità materna della terra e della fertilità, nume tutelare dei raccolti, l’etimo del nome era latino ed osco, rispettivamente Ceres e Kerri. I cittadini offrivano alla divinità, come da voto, delle piccole statue di terracotta che venivano, a loro volta, costruite nelle botteghe vicine ( a tal proposito sarebbe interessante leggere il libro di Vincezo Regina, “Le chiese di Napoli”). Dunque le botteghe che “storicamente” si trovano ivi ubicate, oggi sono diventate polo di attrazione turistica, e realizzano statuine  per i presepi sia canoniche che originali. E’ da altrettanti anni, ormai, che la nota via dei presepi faccia sfoggio di particolari personaggi di spicco della contemporaneità. Un resoconto annuo di chi si è contraddistinto, sia in positivo che in negativo, sarà oggetto di fabbricazione dei celeberrimi artigiani.
La breve storia che sopra vi abbiamo raccontato non ha determinato la nascita del presepe napoletano: esso affonda le sue radici nel Settecento, anche se ne troviamo tracce addirittura nel Seicento.
Possiamo affermare, certamente, che il presepe è un “must” a Napoli e batte qualsiasi forma di istallazione natalizia, ma recenti studi statistici, hanno fatto emergere un’altra curiosità in merito al natale partenopeo.
Uno studio sull’onomastica effettuato tramite le pagine bianche, condotto da Seat PG Italia, ha evinto che il cognome maggiormente diffuso a Napoli e riconducibile al Capodanno. Si tratta di Silvestro che, stando agli studi, risulta essere quello di 424 napoletani, mentre Natale ne conta solo 254.
Una città che non si fa mancare proprio nulla  per quanto riguarda la preparazione natalizia: tra gli oggetti d’arredo il presepe, in campo di onomastica il cognome Silvestro batte tutti, in effetti pirici risultano eccellenti e che dire: le festività più lunghe dell’anno risultano impecabili nella bellissima Napoli.

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Gennaro Napoletano - Direttore Editoriale di LaFragolaNapoli.it