L’Italia del barbecue; A rischio salute e ambiente

Con l’estate arriva la voglia di mangiare all’aria aperta: in qualità di amanti del barbecue gli italiani si posizionano al 5° posto nel mondo. Ma gli esperti avvertono sulla dannosità degli alimenti bruciacchiati. Ecco qualche accorgimento per non danneggiare salute e ambiente.

Soltanto durante i mesi estivi del 2012 saranno più di 22 milioni le grigliate fatte in casa, all’aperto e nelle sagre di paese: queste le stime della Cia, la Confederazione italiana agricoltori, che accenna una sorta di classifica mondiale: leader incontrastati del barbecue si confermano gli statunitensi, seguono australiani, francesi, tedeschi e, al 5° posto, gli italiani, con il 38% della popolazione che afferma di prediligere questa modalità di cucinare.

Ma se le grigliate prendono sempre più piede, nella maggior parte dei casi come pretesto per incontrarsi con amici o parenti passando una giornata all’aria aperta, c’è però da sottolineare come questa abitudine sia purtroppo poco salutare.

Non è un caso infatti che proprio negli Stati Uniti, paese in cui ben il 70% della popolazione afferma di prediligere il barbecue, uno degli Istituti di ricerca più accreditati, l’American Institute for Cancer Research, sia più volte intervenuto ricordando i pericoli che si nascondono dietro una gustosa grigliata: abusare di barbecue e serate a base di carni grasse bruciacchiate, avvertono gli esperti, può aumentare clamorosamente il rischio di cancro.

Non è immune alla griglia nemmeno l’ambiente: l’allevamento di animali per uso alimentare è uno dei fattori che maggiormente contribuisce all’emissione in atmosfera di gas ad effetto serra. Il primo accorgimento che si può utilizzare quindi, se proprio non si vuole rinunciare alla brace, è prediligere minime dosi di carni bianche e abbondare con le quantità di verdure.

Qualsiasi sia il cibo che si sta preparando, da evitare il bruciacchiato: anche se il profumo e l’aspetto crispy spesso sono invitanti, è bene ricordarsi come proprio queste parti  contengano alte concentrazioni di ammine eterocicliche e idrocarburi policiclici aromatici, sono sotto accusa come fattori di rischio per il cancro.

Gli alimenti sulla brace vanno quindi cotti lentamente, alla giusta altezza, e tenuti distanti per quanto possibile dal contatto diretto con la brace e con la fiamma, cercando di far cuocere bene la parte interna senza scottare troppo quella esterna.

Ultimo accorgimento: prima di mettere sul fuoco i cibi, lo stesso American Institute for Cancer Research consiglia la marinatura: imbevendo e lasciando macerare i cibi in aceto, limone e spezie prima della cottura, si riduce la produzione di sostanze chimiche pericolose.

fonte http: gogreen.virgilio.it

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Gennaro Napoletano - Direttore Editoriale di LaFragolaNapoli.it