di Gennaro Napoletano
“Grazie per accoglienza, domani vado a pregare Madonna”. Le prime parole dalla loggia di San Pietro
L’argentino Bergoglio nuovo Papa Un gesuita sul soglio di Pietro
Città del Vaticano, 13 mar. (Adnkronos/Ign) – ”Incominciamo questo cammino della chiesa di Roma, vescovo e popolo, di fratellanza, amore, fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi, l’uno per l’altro, perché vi sia una grande fratellanza”. Lo ha detto Papa Francesco, nel suo primo discorso ai fedeli in Piazza San Pietro, auspicando che questo cammino ”sia fruttuoso per l’evangelizzazione”.
Adesso vorrei dare la benedizione ma prima vi chiedo un favore: prima che il Vescovo benedica il popolo vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica. La preghiera del popolo che chiede la benedizione per il suo Vescovo”, ha quindi detto, quasi a sorpresa, alla folla che lo ascoltava.
E così un silenzio assordante è calato su piazza S. Pietro quando i fedeli presenti hanno raccolto l’invito. E’ stato un momento particolarmente intenso e dal volto di tanti traspariva una profonda commozione. Poco prima il nuovo Papa aveva suscitato i sorrisi divertiti dei presenti quando ha scherzato sulla propria origine, dicendo di essere stato ‘preso quasi alla fine del mondo’. “E’ un Papa simpatico”, hanno commentato in tanti.
C’è stato anche un piccolo lapsus per Francesco che nel suo commiato rivolto alla piazza gremita di folla dice “ci vediamo domani”, correggendo subito il domani con “presto”. Spiega infatti “domani vado a pregare la Madonna”. Quindi il nuovo Pontefice ringrazia per “l’accoglienza” e augura la buonanotte: “Ci vediamo presto: buonanotte e buon riposo”. E per due volte: “Grazie per la vostra accoglienza”.
Domani Papa Francesco sarà probabilmente in visita a Santa Maria Maggiore, a Roma. Lo ha fatto sapere Padre Federico Lombardi.
All’annuncio dell’elezione, hanno suonato a distesa le campane di San Pietro per festeggiare. Alla vista della fumata bianca c’è stata un’esplosione di gioia dai fedeli che per ore avevano atteso sotto la pioggia. “Abbiamo il Papa, abbiamo il Papa”, è stata la voce del popolo che anticipa l’annuncio del ‘Habemus Papam’, che è arrivato circa un’ora dopo dalla loggia della basilica di san Pietro.
Al termine del discorso del nuovo Pontefice, a San Pietro risuonano anche le note della pizzica. Un ragazzo leccese ha iniziato a suonare con il tamburello i ritmi serrati della nota danza salentina e intorno a lui altri ragazzi hanno accennato passi di danza. Si è scatenata, in particolare, una donna libanese che, ha poi detto, manifesta così la sua grande gioia per l’elezione di Francesco.
“Sono una mediatrice culturale – racconta al termine del ballo – e speriamo che la nomina di questo Papa porti bene a tutta la Chiesa. Sono felicissima e per noi cristiani del Medio Oriente che stiamo vivendo un momento particolarmente difficile, è un segno di speranza”.
In piazza San Pietro scalzo e vestito con un sacco ma è un laico
Città del Vaticano, 13 mar. (Adnkronos) – Scalzo, con un sacco di iuta per vestito, in ginocchio sorretto a un bastone, sotto la pioggia battente in piazza San Pietro: ma non è un religioso, tanto meno un francescano.E’ un laico, 64 anni, folta barba bianca, che viene da Perugia, si chiama Massimo Coppo, è un perito agrario, sposato senza figli e con la moglie fa parte di una comunità a 12 chilometri da Assisi. La sua presenza ininterrotta vicino l’obelisco posto al centro del colonnato del Bernini attira l’attenzione dei fedeli e in tanti gli si avvicinano per chiedergli lumi e qualcuno addirittura per implorare una sua benedizione.
“La nostra comunità conta una dozzina di appartenenti ed è stata fondata nel 1980 da un laico come noi, direi un mistico veggente, ricco imprenditore nel campo della moda che poi ebbe una conversione e si è dato alla penitenza -spiega Massimo- quanto a me, mi ero allontanato completamente dalla religione cattolica per colpa dei miei studi di filosofia. Poi, mi sono diplomato in agraria e nonostante la mia famiglia fosse cattolica mi sono avvicinato alla chiesa evangelica, fino alla mia riconversione al cattolicesimo”.
Ma il suo rapporto e quello della sua comunità con la Chiesa di Roma si può definire contrastato: “noi le siamo fedeli -premette- anche se abbiamo avuto alcuni problemi, non tutti risolti”. Ma cosa chiede al nuovo Papa che sarà eletto in Cappella Sistina? “Soprattutto che faccia pulizia all’interno della Chiesa -risponde- del resto fu lo stesso cardinale Ratzinger, prima che diventasse Papa Benedetto XVI, a parlare della sporcizia nella Chiesa”.
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