Giorno del ricordo: si commemorano le vittime delle foibe

10.2.13

Ci volle una legge approvata nel 2004 per riportare all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica italiana il dramma vissuto nella Venezia Giulia tra il 1943 e il 1950. Con quella legge venne istituito il “Giorno del Ricordo” fissato per ogni 10 febbraio.

– Da ricordare c’è il dramma di centinaia di migliaia di italiani che si videro costretti ad abbandonare le proprie case in Istria, Dalmazia e Fiume, e delle migliaia di persone gettate nelle foibe, profonde gole naturali del Carso, dai partigiani jugoslavi. Molte le iniziative in programma oggi. Domani si terrà una cerimonia al Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Adriana Masotti ha chiesto a Lucio Toth, presidente onorario dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, quale sia l’importanza del “Giorno del Ricordo”:

Ha il significato di ricordare che c’è stata una parte d’Italia che, alla fine della Seconda Guerra Mondiale ha vissuto una vicenda particolare: quella di aver subito una liberazione da parte di un Paese alleato degli angloamericani, che però invece aveva su di noi delle mire annessionistiche, voleva prendersi tutta l’Istria, Trieste eccetera. E quindi per noi è diventata una vicenda tragica perché dopo due anni di occupazione tedesca, ci siamo trovati ad avere anni ed anni di quella che per noi era un’occupazione straniera: che ci ha impedito di usare la nostra lingua, che ha iniziato una persecuzione nei riguardi degli italiani, in tutte le forme. Le foibe sono la forma più sanguinosa di questo fenomeno, con migliaia di morti. Ma altrimenti, è stata tutta una caccia all’italiano, tutta una persecuzione di intere comunità, così che l’esodo si è risolto nell’abbandono di ben 350mila italiani …

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Gennaro Napoletano - Direttore Editoriale di LaFragolaNapoli.it