De Magistris querela l’Espresso e chiede 1 miliardo di risarcimento per la copertina “Bevi Napoli e poi muori

Cronaca — 16 novembre 2013 12:47

Il Comune di Napoli chiederà un miliardo di euro di risarcimento al settimanale L’Espresso per la copertina del numero oggi in edicola intitolata “Bevi Napoli e poi muori”. Una copertina che il sindaco Luigi de Magistris definisce “vergognosa” e dal titolo “diffamatorio”. In una delibera la Giunta comunale darà mandato all’Avvocatura di agire per vie legali. “L’acqua di Napoli è la più controllata d’Italia”, ha assicurato de Magistris parlando al Consiglio comunale definendo la copertina dell’Espresso “peggio di un proiettile”.

bevi napoli e poi muori, lIl sindaco di Napoli non ci sta. Luigi De Magistris querela l’Espresso. Il motivo? Aver diffuso notizie non veritiere in un servizio pubblicato oggi dal settimanale sulla presunta pericolosità dell’acqua bevuta in Campania. Sulla copertina si legge infatti il titolo “Bevi Napoli e poi muori” con cui si presenta l’inchiesta di US Navy sull’inquinamento della falda acquifera nella Terra dei Fuochi.

Il primo cittadino però non ha gradito la cosa e chiederà 1 miliardo di euro al giornale. La giunta approva oggi una delibera con cui da mandato all’Avvocatura comunale per agire «con la massima forza» per azioni civili e penali nei confronti del settimanale. Ad annunciarlo è lo stesso de Magistris in apertura del suo intervento in Consiglio comunale.

La copertina, diffusa già nella giornata di ieri, aveva scatenato le reazioni soprattutto dai membri della giunta regionale. Il settimanale si è difeso replicando di leggere l’accurata inchiesta sulla situazione ambientale in Campania prima di esprimere giudizi e addirittura chiedere l’intervento della magistratura per un eventuale reato di procurato allarme. In una nota adesso L’Espresso risponde anche al sindaco ribadendo che “quanto pubblicato si basa sui risultati dell’unico studio scientifico condotto sugli effetti dei rifiuti tossici in Campania”.  «Nel dossier dell’Us Navy – si legge nella nota –  fondato su ricerche costate 30 milioni di dollari sono esaminati anche i risultati dei controlli sulla rete idrica dei tecnici dell’Arin, che vengono ritenuti per metodologia e tecniche della campionatura non comparabili agli standard statunitensi. Per questo i test sono stati ripetuti dagli specialisti americani per valutare i livelli di 241 sostanze potenzialmente pericolose per la salute. Mentre, come riportato dal nostro giornale, le sorgenti che riforniscono gli acquedotti campani sono tutte di buona qualità, i risultati sull’acqua dei rubinetti presentano dati allarmanti». «Anche nella città di Napoli, stando a questo studio, il 57 per cento dei rubinetti esaminati “pone rischi non accettabili” per la salute».

«Prima di annunciare querele – prosegue il settimanale – sarebbe opportuno accertare se questi rischi individuati nel 2011 sono stati eliminati, partendo proprio dall’analisi di quello che esce dai rubinetti. Per poi estendere i riscontri ai vapori di gas tossici individuati nel terreno e alla situazione dell’aria, dove sono state scoperte sostanze cancerogene bandite da decenni».

fonte http://www.piueconomia.it/news/de-magistris-non-ci-sta-e-chiede-1-miliardo-di-risarcimento-allespresso

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Gennaro Napoletano - Direttore Editoriale di LaFragolaNapoli.it