Cronaca di Napoli-Fascicoli processuali nascosti in cambio di mazzette

Alla Corte d’Appello di Napoli fioccano 26 ordinanze cautelari nei confronti di avvocati, cancellieri ed un ispettore di polizia

 Scoperto un giro di illegalità negli uffici giudiziari di Napoli. Sono 45 le persone indagate nell’inchiesta sull’occultamento e la manipolazione di fascicoli processuali in cambio di mazzette. Tre persone sono finite in carcere e 22 ai domiciliari, mentr una ha subito una misura interdittiva. Coinvolti quattro avvocati, alcuni cancellieri e un ispettore di polizia.

I REATI – Le accuse sono, a vario titolo, di associazione a delinquere, corruzione in atti giudiziari, violazione del segreto istruttorio, occultamento di fascicoli processuali ed accesso abusivo ai sistemi informatici. I reati sarebbero stati commessi in particolare presso la Corte d’Appello e il Tribunale di Sorveglianza. Diversi sono i boss che avrebbero beneficiato della sparizione dei fascicoli o di singoli atti.

PROVE VIDEO – Agli atti ci sono intercettazioni e anche riprese video delle telecamere installate negli uffici della corte d’Appello, che documenterebbero accordi e scambi di denaro tra cancellieri e avvocati coinvolti nell’organizzazione.

I NOMI – L’inchiesta ha portato in carcere due dipendenti della Corte d’Appello, Mariano Raimondi e Giancarlo Vivolo, ed un faccendiere, Vincenzo Michele Olivo. I quattro avvocati agli arresti domiciliari sono Giancarlo Di Meglio, Fabio La Rotonda, Giorgio Pace e Stefano Zoff.

IL CONSULENTE E IL POLIZIOTTO – Dalle intercettazioni, si evince l’esistenza di una vera e propria organizzazione, definita come “rete corruttiva”. La misura interdittiva riguarda un consulente tecnico iscritto all’albo della procura e del tribunale, il quale, su incarico di un avvocato e dietro pagamento di mazzette, avrebbe redatto perizie psichiatriche d’ufficio compiacenti a favore di un indagato gravato da numerosi procedimenti penali. Ai domiciliari è finito, tra gli altri, un ispettore di polizia del commissariato Vicaria-Mercato, che avrebbe avuto sostiuito le relazioni negative redatte dal commissariato su richiesta del tribunale di sorveglianza con false relazioni positive, al fine di far ottenere ai condannati provvedimenti favorevoli.

15 Gennaio 2013

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Gennaro Napoletano - Direttore Editoriale di LaFragolaNapoli.it