La cappella di Sant’Antonio Abate è in via Antonio Guerra, attigua al palazzo Caputo. Il prospetto si presenta incassato fra due edifici, e costituisce l’estrema propaggine del palazzo Caputo, già Guerra. La facciata presenta una cancellata che racchiude il portale ligneo d’ingresso, sormontato da un finestrone, a sua volta dominato dal campanile a doppia fornace, in ciascuna delle quali è presenta una campana.
L’interno è tutto compreso in un’unica navata, lunga circa 8 metri, larga 5 e alta 6 e mezzo. A destra dell’ingresso, troviamo la piccola scala a chiocciola che conduce alla balconata e al finestrone. A sinistra, invece, a metà della navata, una piccola edicola che ospita una statua del Sacro Cuore di buona fattura. La volta della sala è dominata da un dipinto raffigurante il Santo titolare, e termina con un arco di trionfo che immette nel piccolo presbiterio. L’altare di marmo è illuminato da un finestrone per illuminazione interna che si apre sulla votla del presbiterio, mentre nella teca alle spalle del tabernacolo troviamo una statua di Sant’Antonio Abate di buona fattura, ma bisognosa di ripulitura. A destra del presbiterio si pare lo spazio della sagrestia.
Non conosciamo la committenza del tempio, ma dalla Visita del 1542 (alla quale risalgono le più antiche notizie sugli edifici ecclesiastici afragolesi) risulta cappellano Mizio Fortino o Russo, che aveva preso il posto di Tommaso Paribelli. Tale Fortino era contemporaneamente cappellano anche di San Giovanni Battista e di San Nicola di Bari (oggi scomparsa), entrambe site nello slargo dell’Arco, oggi Piazza Municipio. Dalle fonti apprendiamo che aveva il titolo anche di Santa Maria Annunziata dei Saponi, la famiglia che ne aveva il patronato. Il reddito per il rettore derivava da 2 moggi di terra site nella selva di Afragola. In antichità aveva du altari, uno dedicato al Santo titolare, l’altro a Sant’Antonio da Padova; verso il 1840 appare del tutto abbandonata a se stessa e , riferisce Giuseppe D’Arcora (Descrizione della Chiese della città di Napoli) “ aveva la porta tutta quanta scassinata”.
Parrocchia dal 1926 al 1976, fu retta da don Domenico Giacco, che ne fu cappellano, dalla soppressione fino alla morte del sacerdote pittore, il 9 febbraio 1985. E’ attualmente rettoria della parrocchia del SS. Rosario.
Ultime notizie su Angelo Mozzillo!
Nell’ultimo numero, quando mi occupai del pittore Angelo Mozzillo, espressi dubbi sul fatto che la sua produzione nell’area a nord di Napoli non avesse compreso Casalnuovo, e che immaginavo che opere di Mozzillo fossero state attribuite ad altri. Indirettamente, abbiamo avuto una conferma nei giorni scorsi: il restauratore Aldo Guida ha infatti attribuito a Mozzillo il dipinto “Madonna Addolorata con angeli”, conservato nella chiesa di San Nicola Magno a Santa Maria a Vico, un’area in cui finora non si erano trovato opere del maestro. Stimolo ulteriore per la ricerca di nuovie tracce del Mozzillo anche nelle nostre zone.


