Afragola-Rudere di una villa confiscata alle cinque vie trasformata in fornace della morte.

Siamo in località Cinque vie, tra i comuni della provincia di Napoli di Afragola e Caivano a pochi chilometri dall’inceneritore di Acerra, una situazione che si ripeteva ormai da tempo, considerato l’osservazione di tutti. Un “rudere” di fabbricato  abusivo in un terreno confiscato, un fabbricato reso irriconoscibile dal pessimo stato, appartenuto ad un boss della camorra che doveva diventare una villa, era stata trasformata in un inceneritore con tanto di forno, usato 24 ore al giorno forse da rom, per bruciare rifiuti anche tossici, producendo fumi puzzolenti e tossici  giorno e notte.

Nel pomeriggio di mercoledì 25 luglio si è scoperto questo terribile scenario  sono intervenute le forze dell’ordine. Polizia, carabinieri e vigili del fuoco.

I comitati ambientalisti locali  hanno annunciato di avere intenzione di effettuare una querela contro 37 sindaci, il presidente della Regione e i presidenti delle province di Napoli e di Caserta.

Il parroco don Maurizio Patriciello, anch’egli sul luogo insieme ai comitati, ha detto: “Incredibile, una fabbrica della morte che fuma 24 ore al giorno. Sotto gli occhi di tutti, una vergogna“.

C’è la mano della camorra dietro lo smaltimento illecito e i roghi di rifiuti e sostanze tossiche, che in alcune zone delle provincie di Napoli e Caserta avvelenano l’aria e diminuiscono l’aspettativa di vita. Zone dove,ormai da anni, nell’indifferenza delle istituzioni e spesso anche dei mass-media, il rischio tumore è di molto superiore alla  lugliomedia nazionale. Ha cosi dichiarato don Maurizio parroco a Caivano ad una intervista di Fabio Colagrande , Radio Vaticana, Radiogiornale del 13 luglio 2012.

A tal proposito ricordiamo l’interrogazine parlamentare al ministro dell’ambiente e dell Interno del On Giuseppina Castiello,  interessata in prima pesona  ed espessione elettorale di quest’area, del 25 luglio 2012, ppubblicata sul nostro giornale vedi http://www.lafragolanapoli.it/giornale/?p=25388.

La “villa” è vicinissima ad un campo Rom  circondata da un muro alto lontano dagli occhi indiscreti di chi non voleva vedere , La colonna di fumo proveniente dalla villa abbandonata era creata da un “altoforno” che distruggeva rifiuti di ogni genere. Nei roghi andava a finire anche il rame  rubato dai rom alla vicina stazione TAV, rendendo l’aria irrespirabile e costringendo gli abitanti di quella zona a chiudersi in casa. Nel corso del sopralluogo sono stati trovati rifiuti provenienti da molte aziende dei dintorni che creavano veri e propri roghi, lasciando il forno sempre acceso come un vero inceneritore.

 

Cominciamo ad essere soddisfatti di come il fenomeno squallido e incivile dei  roghi sta diventando oggetto di interesse dei media dando il giusto peso ad una situazine divendata insostenibile per i cittadini, siamo a conoscenza di una raccolta di firme promosse da un comitato per i roghi di Caivano, il quale si sta facendo promotore attivo per il fenomeno, che ricordiamo, non interessa solo Afragola- Caivano, ma un’intera area vastissima  di Napoli e Caserta.

Una prestigiosa rivista scientifica “The Lancet”, definì queste zone, già nel settembre 2004 il «triangolo della morte», denunciando l’altissimo tasso di tumori.

Ancora Al microfono di Fabio Colagrande, di radio Vaticana, il vescovo di Aversa, mons. Angelo Spinillo, si fa interprete delle difficoltà della popolazione dell’area e torna a chiedere un intervento deciso da parte dello Stato: “E’ un momento di grande preoccupazione. Questo accumulo di rifiuti non è avvenuto soltanto negli ultimi giorni ma è avvenuto nel tempo, in una maniera che sembra essere addirittura quasi programmata. Per cui, oggi vediamo questi roghi bruciare e poi sentiamo di questa tristissima statistica che mette la nostra terra ai vertici della mortalità per tumore”. Nascono associazioni, nascono coordinamenti che in maniera ufficiale e pubblica ora dicono quale sia il problema e cercano anche una via sulla quale potersi incamminare. La nostra preoccupazione sta nel coinvolgere quante più persone possibile, anche persone che sono su altre posizioni di fede. La Chiesa vive intensamente questa attenzione insieme con le persone e credo sia in questo incoraggiata. Ci auguriamo che tutto quanto sta accadendo possa far crescere una nuova consapevolezza.
Segnaliamo anche l’interessante inziativa nata  su facebook di un gruppo che conta già piu’ di 4.000 persone, pensato da Vincenzo Russo (presidente di Generazione Giovani) e prof.ssa Rosa Fortunato (docente del Liceo Brunelleschi) che chiedono insieme a tanti cittadini l’intervento dell’esercito per fermare i roghi tossici. il sito è presente su https://www.facebook.com/groups/446624802036103/

di Gennaro Napoletano

 

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Gennaro Napoletano - Direttore Editoriale di LaFragolaNapoli.it