di Gennaro Napoletano
“Praticamente” è successo che tre buontemponi, commossi dall’ennesimo tentativo di rimozione di un alberello che fan ben mostra di se in una delle tante piazze “caotiche” di Afragola, hanno chiesto spiegazioni del perché di questa rimozione, premesso che rimuovere in tal modo il malcapitato secolare ulivo, vuol dire dare una sicura sentenza di trapasso al vegetale in oggetto. Non vi dico a quante espressioni di insensibilità e superficialità, chiamiamola così, i tre cittadini afragolesi sono stati oggetti,alla domanda del perché di tale azione; a questo punto animati di coraggio decidono di chiedere alla massima autorità cittadina il perché di tale provvedimento, premesso che già in un passato non lontano, quando un’altra amministrazione comunale, di sicuro poco vicino agli “ulivo” aveva già tentato l’azzardo. In testa a questa “minuscola” delegazione di Afragolesi una bandiera dell’associazionismo locale l’avvocato on. Aldo Casillo responsabile di Società Aperta la quale ha adottato il sito, proteggendolo e salvaguardandolo da tentativi vari. Non insisto nel descrivervi tutto l’avventura per giungere al colloquio con il sindaco di Afragola per il quale riconosciamo la sua sensibilità per la bellezza del nostro territorio e in particolare il verde pubblico, che dalle nostre parte è rappresentato per il 90 per cento da friarielli delle vicine “campagne”; è proprio questa l’espressione che L’avvocato Aldo Casillo ha cercato di spiegare a qualcuno che in un animata conversazione pre incontro con il 1 cittadino, che quell’ albero secolare non è un friariello che non necessità di particolari attenzioni per un spostamento anche se di pochi metri, insomma lasciando ogni considerazione dell’accaduto che meriterebbe una trattazione a parte in riferimento alla preparazione in materia di molti della cosidetta politica locale, siamo arrivati accolti dal nostro sindaco che ci ha spiegato le motivazioni dei lavori: ripristino della viabilità pubblica, promettendoci un interessamento particolare per lo spostamento dell’ulivo attraverso la consulenza di un noto agronomo afragolese che sovraintenderà i lavori del malcapitato vegetale.
Voglio aggiungere; è mai possibile che per tante cose da fare da queste parti, c’è sempre qualcosa o qualcuno che tenda di tagliare le radici di questo alberello secolare che con la sua “naturalità” da gioia ad una piazza dove centri di scommesse sono l’unica espressione di una realtà territoriale distrutta socialmente e culturalmente?.



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