di Gennaro Napoletano
La famiglia nei tempi odierni è stata, come e forse più di altre istituzioni, investita dalle ampie, profonde e rapide trasformazioni della società e della cultura. Molte famiglie vivono questa situazione nella fedeltà a quei valori che costituiscono il fondamento dell’istituto familiare. Altre sono divenute incerte e smarrite di fronte ai loro compiti o, addirittura, dubbiose e quasi ignare del significato ultimo e della verità della vita coniugale e familiare. Altre, infine, sono impedite da svariate situazioni di ingiustizia nella realizzazione dei loro fondamentali diritti.
Consapevole che il matrimonio e la famiglia costituiscono uno dei beni più preziosi dell’umanità, la Chiesa vuole far giungere la sua voce ed offrire il suo aiuto a chi, già conoscendo il valore del matrimonio e della famiglia, cerca di viverlo fedelmente a chi, incerto ed ansioso, è alla ricerca della verità ed a chi è ingiustamente impedito di vivere liberamente il proprio progetto familiare. Sostenendo i primi, illuminando i secondi ed aiutando gli altri, la Chiesa offre il suo servizio ad ogni uomo pensoso dei destini del matrimonio e della famiglia («Gaudium et Spes», 52).
In modo particolare essa si rivolge ai giovani, che stanno per iniziare il loro cammino verso il matrimonio e la famiglia, al fine di aprire loro nuovi orizzonti, aiutandoli a scoprire la bellezza e la grandezza della vocazione all’amore e al servizio della vita.
” Da FAMILIARIS CONSORTIO DI SUA SANTITA’GIOVANNI PAOLO II,
potete leggerla tutta clicca qui
iniziare con il riferimento alla Familiaris consorsotio non è un caso, era il 22 novembre 1981 quando Papa Giovanni Paolo II riconosce la necessità di esortazione apostolica solo per la “famiglia” ovviamente per la “famiglia Cristiana” alla luce del nuovo millennio; sono quindi trascorsi più di 33 anni, la stessa esortazione è stata riconosciuta come associazione, sono stati aggiornati i testi già in data 7 ottobre 2010, ma tutto questo non è bastato; il risultato è questo; la FAMILIARIS CONSORTIO stenta a partire, ancora tante le perplessità nell’universo cattolico praticante.
Ieri 18-10-2014 I padri sinodali hanno votato e approvato il testo della «relatio Synodi» il documento finale del Sinodo straordinario sulla famiglia convocato da Francesco. Un’assemblea che per volere del Papa ha lavorato con grande libertà, confrontandosi veramente sui problemi, senza percorsi precostituiti o precotti, (www.lastampa.it). I temi trattati sono di grande interesse non solo per i cattolici: I SACRAMENTI AI DIVORZIATI SEPARATI, L’APERTURA AGLI OMOSESSUALI.
LA DECISIONE FINALE è rimandata al 2015 Ci sono dunque punti controversi, che non avendo raggiunto la maggioranza qualificata non possono essere considerati testi proposti dal Sinodo. Ma siccome si tratta di un testo ancora di lavoro, sul quale si dovranno confrontare le Chiese locali nel prossimo anno, Francesco ha voluto pubblicare tutto. Ed è comunque significativo che ci fosse una maggioranza assoluta disposta ad approfondire e discutere.
LA DECISIONE DI Papa FRANCESCO ha deciso di pubblicare tutto il testo completo, e di riferire ai giornalisti anche i singoli voti di tutti i paragrafi, così da comprendere la dimensione del consenso dei singoli punti, evidenziando il dibattito. Ha ottenuto i due terzi dei voti (155 contro 19) il punto nel quale si legge: «Anche le situazioni dei divorziati risposati esigono un attento discernimento e un accompagnamento di grande rispetto, evitando ogni linguaggio e atteggiamento che li faccia sentire discriminati e promovendo la loro partecipazione alla vita delle comunità. Prendersi cura di loro non è per la comunità cristiana un indebolimento della sua fede e della sua testimonianza circa l’indissolubilità matrimoniale, anzi essa esprime proprio in questa cura la sua carità».
Il testo è stato votato in ogni suo paragrafo: i vescovi e gli altri membri del Sinodo si sono espressi su ciascuno dei 62 numeri, con un voto elettronico che prevedeva soltanto l’opzione «placet» o «non placet». Per l’approvazione dei testi era necessaria la maggioranza dei due terzi dell’assemblea. Il paragrafo sulla questione più dibattuta, la possibilità di cambiare la disciplina sull’ammissione ai sacramenti dei divorziati risposati, che presentava le due posizioni emerse, non ha ottenuto i due terzi dei voti, attestandosi a 104 favorevoli e 74 contrari. La stessa sorte è toccata al testo sui gay, che ha ottenuto 118 placet e 62 non placet.
Dunque cambia la Società, cambia la “Famiglia” cambia la Chiesa. Non inoltriamoci nelle spiegazioni sociologiche o antropologiche, ne tanto meno quelle psicologiche, per non diluire il nostro discorso rischiando di uscire fuori tema.
Siamo sicuri che questo mondo odierno “civile e globalizzato” cambia in positivo?
Siamo sicuri che cambiare o meglio ancora stravolgere la semplice logica naturale vuol dire essere progrediti?
Spero che non mi definiate eccessivo ma lo vedo così attinente: “Il noto filosofo napoletano Giambattista Vico, vissuto a cavallo fra il XVII e il XVIII secolo, elaborò una teoria sulla storia umana assai singolare.
Egli era convinto che la storia fosse caratterizzata dal continuo e incessante ripetersi di tre cicli distinti: l’età primitiva e divina, l’età poetica ed eroica, l’età civile e veramente umana. Il continuo ripetersi di questi cicli non avveniva per caso ma era predeterminato e regolamentato, se così si può dire, dalla provvidenza. Questa formulazione di pensiero è comunemente nota come “teoria dei corsi e dei ricorsi storici”. In parole povere, tanto per non essere troppo criptici, il Vico sosteneva che alcuni accadimenti si ripetevano con le medesime modalità, anche a distanza di tanto tempo; e ciò avveniva non per puro caso ma in base ad un preciso disegno stilato della divina provvidenza.”
Allora il grande Vico, certamente un grande napoletano che non si faceva i fatti suoi, come commenderebbe questo nostro tema tanto spinoso da allontanare l’interesse dagli stessi addetti ai lavori?
Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato ad intraprendere un cammino di Fede vera come quello sull’esempio del “poverello d’Assisi, S.Francesco, dove in ogni aspetto di questa momentanea vita terrena, l’unico vero faro di luce è Dio, riconoscendolo in tutto il creato, nella sua grande grande Misericordia e Semplicità. La famiglia cristiana e umana è tutto questo ”
Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.
Dio li benedisse e disse loro:
“Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra;
Parole chiare e semplici che ritroviamo nell’ordine naturale di tutte le cose se non vogliamo perseguire il “Caos”, e il caos è disordine, è male.
Permettetemi un brevissimo riferimento sociologico cioè che è vero che nel concepire la Famiglia, fino a qualche secolo fa, anche in quelle cattoliche, certi rapporti basilari tra i suoi legittimi componenti erano basati in modo eccessivamente coercitivi, stravolgendo spesso il grande significato come “Sacramento” basato sull’amore tra: Padre , madre e figli illuminati da Dio.
Da un articolo di di Stanislaw Grygiel “L’avvenire dell’umanità passa attraverso la famiglia”
La felicità che l’uomo cerca nell’amore viene a lui nella persona che gli si affida per sempre. La persona è dono e il dono non è dono per qualche tempo. Per qualche tempo uno compra oppure presta oggetti. La persona non è oggetto. Essa non è né da comprare né da prestare.
La persona appartiene all’altra persona cui si è data in dono, il che non significa che sia diventata sua proprietà. Karol Wojtyla ha scritto che la persona che dice a un’altra: «Sei “mia”!», le dice di appartenerle, di identificarsi con lei così da vedere in lei la verità della propria identità e della propria dignità, che non sono né da vendere né da comprare. Appartenendo a un’altra persona, l’uomo scopre di essere obbligato a comportarsi in un ben definito modo nei confronti di sé e degli altri. Grazie a quest’esperienza dell’obbligo, l’uomo ri- nasce. Colui che non appartiene ad alcun altro non ha luogo in cui ri-nascere. Non si rende conto di essere “naturus” e invece di vivere “secundum naturam”, vive secondo le leggi che gli sono dettate dalla sua e dall’altrui spensierata volontà. La sua esperienza dell’uomo, direbbe Karol Wojtyla, si riduce a vivere fatti casuali e non invece la libertà e la moralità. Continua leggere dalla fonte clicca
Dal Vatican Insider di LA STAMPA.IT, nell’articolo di Andrea Tornielli di stamattina 19/10/2014 leggiamo: Papa Francesco, per nulla preoccupato dall’emergere di posizioni diverse e del confronto vissuto nel Sinodo, ieri l’ha concluso con uno dei discorsi più importanti del suo pontificato, dicendo che in aula si sono vissute varie «tentazioni». Quella «dell’irrigidimento ostile, cioè il volersi chiudere dentro» la legge, «e non lasciarsi sorprendere da Dio», cioè la tentazione «degli zelanti, degli scrupolosi, dei tradizionalisti e degli intellettualisti». Ma anche quella del «buonismo distruttivo», dei «progressisti», che in «nome di una misericordia ingannatrice» fasciano le ferite «senza prima curarle e medicarle». La tentazione di scendere dalla croce «per accontentare la gente», la tentazione di trascurare il deposito della fede sentendosene non custodi ma «proprietari e padroni», la tentazione di trascurare la realtà usando «bizantinismi». Sono parole che quasi «fotografano» quanto avvenuto nell’aula in questi giorni. puoi continuare a leggere clicca qui
Voglio ringraziare il diagono dott. Giuseppe Barisciano e la sua gentilissima sposa dott.ssa Felicetta Salomone del gruppo FAMIGLIA della Basilica Pontificia di S.Antonio in Afragola NA, per il loro grande attaccamento al tema della Famiglia della Parrocchia ed la loro ammirevole sopportazione per la mia presenza al gruppo.
Gennaro Napoletano
19-10-2014 ore 6.30



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