Era il 19 marzo del 1994, quando veniva assassinato nella sagrestia della sua Chiesa Don Peppino Diana. La folla di Casal di Principe stretta attorno al suo parroco.
Lunedì è il diciottesimo anniversario dell assasinio di donGiuseppe Diana, trucidato dai Casalesi il 19 marzo del 1994, nel giorno del suo onomastico, nella parrocchia di San Nicola di Bari a Casal di Principe, in quanto ritenuto «colpevole» di provare a risvegliare la coscienza dei suoi concittadini e di denunciare i soprusi dei camorristi. Celebri sono divenute frasi come «Per amore del mio popolo non tacerò»,
riprese da un maxi-cartellone che da ieri campeggia a Caserta all’esterno dell’istituto professionale Mattei ubicato nella centrale via Settembrini; sono stati gli studenti dell’istituto a realizzarlo.
Tra le iniziative in programma per la ricorrenza, il giorno 20 marzo verranno resi noti i nomi dei vincitori del «Premio don Peppe Diana» organizzato da Libera Caserta e dal Comitato don Peppe Diana; andrà a persone che nei più svariati campi si sono distinti nell’inviare messaggi di legalità,
Il 21 marzo,, le due associazioni unite insieme hanno ideato un’iniziativa presso 90 istituti scolastici campani dalla denominazione «Stessa ora, stesso giorno». In tutti gli istituti infatti verrà proiettato il film-documentario «Oltre Gomorra. Il tesoro dei boss».
Il coraggio di Don Diana: ucciso dalla camorra per essersi ribellato alla criminalità organizzata di Casal di Principe nel 1994.
Ieri sera a Porta a Porta in una puntata dedicata all’impegno civile e religioso di Don Peppe Diana con ospiti Rosi Bindi, Stefano Caldoro e Alessandro Preziosi, protagonista delle fiction sul prete anti-camorra “Per amore del mio popolo”, che andrà in onda su Rai1. – ha ricordato il sacrificio del sacerdote come esempio da seguire.


