“L’abitudine rende sopportabili anche le cose orrende”. È ciò che diceva Esopo; e così è stato anche per la Campania e chissà quanti altri paesi in tanti anni. Paesi campani come Acerra, Giugliano, Caivano, Casal di Principe e tanti altri paesi limitrofi; ignari e paurosi di chi ci ha sottomessi a innumerevoli dolori. Ciò di cui parlo è l’abitudine allo scempio che stiamo vivendo, soprannominata “la terra dei fuochi”, per tutta l’immondizia che è stata bruciata per migliaia di soldi che giravano intorno. Smaltimento e riciclaggio di rifiuti tossici da forze criminali che hanno causato tumori che non hanno più fine, colpendo senza pietà piccoli innocenti, fino a strapparli dalla braccia delle proprie madri amorevoli. La situazione, dunque, è più grave di ciò che sembrava all’inizio e a dare allarme a tutto questo sono state molte persone e tra tante, Padre Maurizio Patriciello. Un prete che si è dedicato interamente alla sua terra e all’amore del suo popolo. Non si può più stare zitti e subire quando sono bambini a morire. Ed è così che il parroco di Caivano denuncia questi delitti alla natura e chiama a scendere in campo politici, medici e autorità competenti a dare una risposta a chi sta lottando per una città più vivibile. Il popolo è stanco e dice basta! Non si arrende e non accetta tale condanna, non accetta l’indifferenza. Devono avere il coraggio di affrontare madri, figli, genitori e giovani che sanno che queste migliaia di tonnellate di monnezza sono state un crimine da chi questa terra l’ha venduta egoisticamente. Bisogna ridare la dignità al nostro territorio avvelenato dai malfattori. Facciamolo tutti, senza nessuno escluso.
Padre Maurizio dice che nessuno deve dire che non è proprio compito, perché se non urliamo noi chi ci aiuterà? Ed è così che poi saremo messi nel dimenticatoio e nel disinteresse. Dobbiamo allora parlare sempre più di questo stupro all’ambiente. Dobbiamo, però, soprattutto mobilitarci, essere uniti e denunciare quanto più è possibile, tanto da stancare chi ci mette in secondo piano e fa finta che tutto questo sia solo una nostra immaginazione. Ci sarà un motivo che il livello di mortalità tumorale cresce sempre più nelle nostre zone e allora noi non ci fermeremo. Diamo voce alla salute e alla legalità! Facciamolo in piazza nella “fiaccolata per la vita” che si terrà domani, 21 settembre 2013 ad Acerra alle ore 18:00, partenza Corso Vittorio Emanuele II e anche denunciando e raccontando con le 100 mila cartoline che Padre Maurizio ha messo a disposizione per chiunque volesse partecipare a questa iniziativa e inviandole al Santo Padre e al capo dello Stato, potete ritirarle nella parrocchia di San Paolo – Parco Verde – Caivano. Siamo compatti per una vita migliore!
Manilla Castaldo




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