Albero o presepe? Il dubbio amletico tra la tradizione nordica dell’abete natalizio e quella, decisamente meridionale, della Natività ricostruita con fantasia e pastori si trasferisce nientepopodimeno che al palazzo del Parlamento europeo, a Strasburgo, dove il moto d’orgoglio parte da due campani doc, Ciriaco De Mita e Cristiano Rivellini. L’europarlamentare irpino, già presidente del Consiglio dei Ministri, e il pidiellino,napoletano doc, chiedono con forza che nell’Europa dell’unione e della solidarietà il Natale sia accolto non solo con l’austero albero addobbato ma anche con il presepe.
Una richiesta che non è solo folklore: «Nel rispetto delle tradizioni, religioni ed usanze dell’intera comunità europea – si legge nella nota di De Mita e Rivellini – chiediamo che venga allestito anche un presepe, di uguale impatto, simbolo di cristianità e festa per gran parte dei popoli del Sud Europa. Questo perché è importante la tutela delle tradizioni al fine di preservare l’eredità e l’identità culturale, massima espressione di tutti i popoli».
E se già riecheggia, a Strasburgo, l’interrogativo di edoardiana memoria, quel “ti piace ‘o presepio” che sembra fatto apposta per gli europarlamentari mitteleuropei, qualcuno ricorda il precedente dall’esito negativo di un anno fa. De Mita e Rivellini si appellarono al polacco Jerzy Buzek, presidente del parlamento e popolare, che non cedette alla richiesta dei due.
La parola ora spetta a Martin Schultz, mediatore integerrimo. E chissà che non assecondi la richiesta italiana, facendo buon viso a cattivo gioco. Bue e asinello sono già pronti, ma in tempi di spending review, non c’è taglio che tenga: la Natività sarebbe al completo, zampognari compresi.
Fonte: LaPresse



