{"id":37751,"date":"2015-11-15T10:00:25","date_gmt":"2015-11-15T14:00:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=37751"},"modified":"2015-11-15T10:00:37","modified_gmt":"2015-11-15T14:00:37","slug":"i-nuovi-ultimi-li-consideriamo-scomodi-e-impegnativi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/i-nuovi-ultimi-li-consideriamo-scomodi-e-impegnativi\/","title":{"rendered":"I nuovi ultimi.  Li consideriamo scomodi e impegnativi?"},"content":{"rendered":"<p><a id=\"set-post-thumbnail\" class=\"thickbox\" title=\"Imposta l'immagine in evidenza\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-admin\/media-upload.php?post_id=37751&amp;type=image&amp;TB_iframe=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-266x266 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Poveri-Papa-Francesco-20151110122359-300x146.jpg\" alt=\"Poveri-Papa-Francesco-20151110122359\" width=\"466\" height=\"226\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Credit Foto &#8211; Ansa<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per il Santo Padre la rinuncia al superfluo e la lotta allo spreco sono regole di vita. Egli non si limita ad applicarle quotidianamente: le interpreta anche in senso pi\u00f9 ampio, attraverso le riflessioni che sviluppa nei suoi discorsi e nei suoi scritti, dove il tema della rinuncia al superfluo \u00e8 sempre connesso a quello del valore delle risorse e delle persone. Si tratta cio\u00e8 sempre sia di custodire ci\u00f2 che Bergoglio chiama \u00abla casa comune\u00bb, che di aver cura di coloro che la abitano. Il tema compare gi\u00e0 durante la messa di inizio del pontificato, del 19 marzo 2013: \u00abLa vocazione del custodire non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che \u00e8 semplicemente umana, riguarda tutti. \u00c8 il custodire l&#8217;intero creato, la bellezza del creato, come ci viene detto nel Libro della Genesi e come ci ha mostrato san Francesco d&#8217;Assisi: \u00e8 l&#8217;avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l&#8217;ambiente in cui viviamo.<\/p>\n<p>\u00c8 il custodire la gente, l&#8217;aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono pi\u00f9 fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. \u00c8 l&#8217;aver cura l&#8217;uno dell&#8217;altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori. \u00c8 il vivere con sincerit\u00e0 le amicizie, che sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene. In fondo, tutto \u00e8 affidato alla custodia dell&#8217;uomo, ed \u00e8 una responsabilit\u00e0 che ci riguarda tutti.<\/p>\n<p>Siate custodi dei doni di Dio (&#8230;), custodi dell&#8217;altro, dell&#8217;ambiente\u00bb. Poche settimane dopo, durante l&#8217;udienza generale del 5 giugno 2013 che si svolge in concomitanza della Giornata mondiale dell&#8217;ambiente promossa dalle Nazioni Unite, Papa Francesco torna sull&#8217;a rg o m e n t o . Compiendo un ulteriore passaggio, trova parole forti per parlare degli sprechi, che intende sia come dissipazione delle risorse che come colpevole incuria nei confronti degli esseri umani. \u00abUomini e donne vengono sacrificati agli idoli del profitto e del consumo: \u00e8 la &#8220;cultura dello scarto&#8221;. Se si rompe un computer \u00e8 una tragedia, ma la povert\u00e0, i bisogni, i drammi di tante persone finiscono per entrare nella normalit\u00e0. (&#8230;) Cos\u00ec le persone vengono scartate, come se fossero rifiuti\u00bb. Ci\u00f2 che \u00e8 peggio, aggiunge Papa Francesco in quella occasione, \u00e8 che la cultura dello scarto \u00abtende a diventare mentalit\u00e0 comune, che contagia tutti. La vita umana, la persona non sono pi\u00f9 sentite come valore primario da rispettare e tutelare, specie se \u00e8 povera o disabile, se non serve ancora &#8211; come il nascituro &#8211; o non serve pi\u00f9 &#8211; come l&#8217;anziano\u00bb. Nel suo messaggio per la Quaresima 2015, spiegher\u00e0 che \u00abquesta attitudine egoistica ha preso oggi una dimensione mondiale, a tal punto che possiamo parlare di una &#8220;globalizzazione dell&#8217;i n d i f f e re n z a &#8220;\u00bb.<\/p>\n<p>Nel pensiero di Papa Francesco si tratta di un&#8217;unica complessa questione. Alla base c&#8217;\u00e8 un modello di sviluppo basato sullo sfruttamento dissennato: oltre ad aver prodotto un degrado ambientale forse irrimediabile, ha imposto la logica utilitaristica anche nelle relazioni, cos\u00ec anche le persone &#8211; proprio come le cose &#8211; si trasformano velocemente in spazzatura. Ecco allora &#8220;i nuovi ultimi&#8221;, i rifiutati dalla societ\u00e0 del benessere, gli esclusi. \u00c8 a loro che Papa Francesco d\u00e0 una grande visibilit\u00e0 nell&#8217;enciclica Laudato si&#8217; , in cui scrive: \u00abVorrei osservare che spesso non si ha chiara consapevolezza dei problemi che colpiscono particolarmente gli esclusi. Essi sono la maggior parte del pianeta, miliardi di persone. Oggi sono menzionati nei dibattiti politici ed economici internazionali, ma per lo pi\u00f9 sembra che i loro problemi si pongano come un&#8217;appendice, come una questione che si aggiunga quasi per obbligo o in maniera periferica, se non li si considera un mero danno collaterale. Di fatto, al momento dell&#8217;attuazione concreta, rimangono frequentemente all&#8217;ultimo posto.<\/p>\n<p>Questo si deve in parte al fatto che tanti professionisti, opinionisti, mezzi di comunicazione e centri di potere sono ubicati lontani da loro, in aree urbane isolate, senza contatto diretto con i loro problemi. Vivono e riflettono a partire dalla comodit\u00e0 di uno sviluppo e di una qualit\u00e0 di vita che non sono alla portata della maggior parte della popolazione mondiale. Questa mancanza di contatto fisico, a volte favorita dalla frammentazione delle nostre citt\u00e0, aiuta a cauterizzare la coscienza e a ignorare parte della re a l t \u00e0 \u00bb . Abbiamo la coscienza \u00abcauterizzata\u00bb, dice il Papa, perci\u00f2 degli esclusi preferiamo non occuparci: costituiscono una visione scomoda e impegnativa, che ci rimanda con urgenza alle nostre responsabilit\u00e0. Ed \u00e8 appunto per questo che il Santo Padre accende i riflettori della sua lettera proprio su di loro: vuole obbligarci a vedere. Perch\u00e9 la loro esclusione \u00e8 solo uno degli effetti di un&#8217;incuria pi\u00f9 generale e perniciosa che l&#8217;umanit\u00e0 dimostra di riservare a tutto il c re a t o . Presentata il 18 giugno 2015, la Laudato si&#8217; \u00e8 la prima enciclica interamente redatta da Papa Francesco (l&#8217;altra, Lumen fidei , era di fatto l&#8217;ultima del suo predecessore, che con essa chiudeva una trilogia di lettere dedicate alle virt\u00f9 teologali). Contiene certamente anche un discorso ecologista, tant&#8217;\u00e8 che i media l&#8217;hanno etichettata subito come &#8220;enciclica g re e n &#8220;; ma il raggio della riflessione che propone \u00e8 in realt\u00e0 molto pi\u00f9 ampio, e va ben oltre l&#8217;ecologia. Infatti, dice il Pontefice, \u00abecologia ambientale ed ecologia umana camminano insieme\u00bb e non si pu\u00f2 parlare di ambiente prescindendo dalla societ\u00e0 che lo abita, e dunque anche da una seria riflessione su di essa. L&#8217;approccio del Santo Padre \u00e8 dunque quello di un'&#8221;ecologia integrale&#8221;, ovvero un approccio che sappia integrare lo sguardo sull&#8217;ambiente e quello sull&#8217;essere umano. \u00c8 questa la forza comunicativa di Papa Francesco, che chiede che ogni creatura prenda coscienza della necessit\u00e0 di un cambiamento e si adoperi per favorirlo.<\/p>\n<p>La Laudato si&#8217; diventa allora anche uno strumento di convocazione, oltre che di comunicazione, e il Santo Padre lo dichiara espressamente: \u00abIn questa enciclica, mi propongo specialmente di entrare in dialogo con tutti riguardo alla nostra casa comune\u00bb. Le risposte al suo invito non tardano a venire. Tra i primi a recepire le sue sollecitazioni c&#8217;\u00e8 il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che il 3 agosto 2015, parlando del suo piano contro i cambiamenti climatici, cita proprio l&#8217;enciclica: \u00abSiamo la prima generazione a sentire l&#8217;impatto del cambiamento climatico e l&#8217;ultima generazione che pu\u00f2 fare qualcosa\u00bb. Oltre a lui ci sono anche settanta sindaci delle principali citt\u00e0 del mondo che, il mese prima, alla fine di luglio, si sono riuniti in Vaticano per una due giorni di dibattito promossa dalla Pontificia accademia delle Scienze Sociali. Per discutere di nuove schiavit\u00f9 e di tutela dell&#8217;ambiente il Santo Padre ha infatti voluto proprio loro, gli amministratori, quelli che si occupano nel concreto delle citt\u00e0 e delle loro periferie, luoghi di proliferazione delle disuguaglianze.<\/p>\n<p>La mobilitazione a livello istituzionale dimostra una volta di pi\u00f9 l&#8217;efficacia dell&#8217;azione comunicativa di Papa Francesco, che si prefigge soprattutto di arrivare al cuore di ognuno. \u00c8 infatti a ogni singola coscienza che il Santo Padre rivolge gli interrogativi pi\u00f9 urgenti: abbiamo capito che la mercificazione di tutto, persone e risorse, \u00e8 una deriva scellerata? Siamo consapevoli che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tempo? Sappiamo che non si pu\u00f2 costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi? Questo \u00e8 ci\u00f2 su cui dobbiamo riflettere anche nelle nostre quotidiane scelte personali, ci dice Papa Francesco; \u00e8 la sfida che dobbiamo tenere presente nell&#8217;immaginare il mondo che vogliamo lasciare alle generazioni future. (Osservatore Romano)<span id=\"pastemarkerend79158\"><\/span><br \/>\n<b>Redazione online<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Credit Foto &#8211; Ansa &nbsp; Per il Santo Padre la rinuncia al superfluo e la lotta allo spreco sono regole di vita. 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