{"id":37297,"date":"2015-05-26T09:23:30","date_gmt":"2015-05-26T13:23:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=37297"},"modified":"2015-05-26T09:23:30","modified_gmt":"2015-05-26T13:23:30","slug":"napoli-o-cuorpo-e-napule-ecco-cosa-rappresenta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/napoli-o-cuorpo-e-napule-ecco-cosa-rappresenta\/","title":{"rendered":"Napoli- &#8216;o cuorpo &#8216;e Napule, ecco cosa rappresenta."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La statua del dio Nilo, anche detta in napoletano &#8216;o cuorpo &#8216;e Napule, \u00e8 una scultura marmorea eretta durante il periodo romano tra il II e III secolo d.C.<\/p>\n<p><a id=\"set-post-thumbnail\" class=\"thickbox\" title=\"Imposta l'immagine in evidenza\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-admin\/media-upload.php?post_id=37297&amp;type=image&amp;TB_iframe=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-266x266 alignleft\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/10418377_10205881869144958_3848262660070760590_n-300x298.jpg\" alt=\"10418377_10205881869144958_3848262660070760590_n\" width=\"266\" height=\"264\" \/><\/a>La statua domina il largo corpo di Napoli e costituisce un elemento di elevata fattura di tutto il centro storico partenopeo.<\/p>\n<p>Nella Napoli greco-romana si stabilirono numerosi egiziani (provenienti da Alessandria d&#8217;Egitto); le colonie erano formate da ceti sociali differenti tra loro (viaggiatori, mercanti, schiavi) ed i napoletani non si dimostrarono avversi a questo popolo, anzi, le colonie vennero soprannominate le \u00abnilesi\u00bb, in onore del vasto fiume egiziano. Gli Alessandrini decisero cos\u00ec di erigere una statua che ricordasse il fiume Nilo, elevato ai ranghi di divinit\u00e0 portatrice di prosperit\u00e0 e ricchezza alla loro terra natia.<\/p>\n<p>Solo nel <a title=\"1657\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1657\">1657<\/a>, quando fu totalmente demolito il vecchio edificio del sedile, la scultura fu adagiata su un basamento e restaurata per iniziativa delle famiglie del seggio dallo scultore Bartolomeo Mori, il quale integr\u00f2 la statua con la testa di un uomo barbuto, le sostitu\u00ec il braccio destro e vi apport\u00f2 la cornucopia, la testa del coccodrillo presso i piedi del dio, la testa della sfinge posta sotto il braccio sinistro e i vari putti; infine sul basamento fu posta un&#8217;epigrafe a ricordo, il cui testo, anche se in maniera imprecisa<sup id=\"cite_ref-Capasso_2-1\" class=\"reference\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Statua_del_dio_Nilo#cite_note-Capasso-2\">[2]<\/a><\/sup>, fu riportato da Tommaso De Rosa nella sua opera del <a title=\"1702\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1702\">1702<\/a> intitolata <i>Ragguagli storici della origine di Napoli<\/i>, realizzata con l&#8217;ausilo dello zio Ignazio.<\/p>\n<p>Dopo che fu persa la prima epigrafe e la statua fu danneggiata, nel <a title=\"1734\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1734\">1734<\/a> fu applicata l&#8217;epigrafe dettata dal noto erudito Matteo Egizio che tuttora si pu\u00f2 leggere, in occasione dei lavori di restauro patrocinati dalle nobili famiglie Dentice e Caracciolo e promossi da varie personalit\u00e0 tra cui l&#8217;architetto <a title=\"Ferdinando Sanfelice\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ferdinando_Sanfelice\">Ferdinando Sanfelice<\/a>.<\/p>\n<p>Ulteriori poderosi restauri furono apportati dallo scultore <a title=\"Angelo Viva\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Angelo_Viva\">Angelo Viva<\/a> tra la fine del <a title=\"XVIII secolo\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XVIII_secolo\">XVIII secolo<\/a> e i primi anni del <a title=\"XIX secolo\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XIX_secolo\">XIX secolo<\/a> alle parti integrate dal Mori, che a quanto pare dovevano aver subito nel frattempo gli ennesimi pesanti atti vandalici. Lo stesso scultore narra esplicitamente di una statua ormai ridotta a \u00abmonco di busto\u00bb cui aveva ricostruito ex novo quasi tutte le membra e quasi tutti gli elementi decorativi che la circondavano.<\/p>\n<p><a class=\"image\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_dei_Pignatelli_(Napoli).jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"thumbimage alignright\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/a\/a2\/Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_dei_Pignatelli_%28Napoli%29.jpg\/220px-Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_dei_Pignatelli_%28Napoli%29.jpg\" srcset=\"\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/a\/a2\/Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_dei_Pignatelli_%28Napoli%29.jpg\/330px-Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_dei_Pignatelli_%28Napoli%29.jpg 1.5x, \/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/a\/a2\/Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_dei_Pignatelli_%28Napoli%29.jpg\/440px-Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_dei_Pignatelli_%28Napoli%29.jpg 2x\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"165\" data-file-width=\"2560\" data-file-height=\"1920\" \/><\/a>Durante il secondo dopoguerra, due dei tre putti che circondavano in basso la divinit\u00e0 nonch\u00e9 la testa della sfinge che caratterizzava il blocco di marmo furono staccati e rubati, probabilmente per rivenderli al mercato nero. La testa della sfinge verr\u00e0 ritrovata nel 2013 in Austria, dopo sessant&#8217;anni dal furto, dal Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri<sup id=\"cite_ref-3\" class=\"reference\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Statua_del_dio_Nilo#cite_note-3\">[3]<\/a><\/sup>. Al momento della diffusione della notizia, il comitato per il restauro della statua si era gi\u00e0 ricostituito per intraprendere una nuova pulizia del monumento dopo che erano passati vent&#8217;anni dall&#8217;ultimo intervento, eseguito sempre per iniziativa del comitato nel 1993<sup id=\"cite_ref-4\" class=\"reference\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Statua_del_dio_Nilo#cite_note-4\">[4]<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p>Il restauro, che si \u00e8 prefisso anche di ricollocare la testa ritrovata, \u00e8 durato per quasi tutto il 2014 e si \u00e8 concluso nel mese di novembre<sup id=\"cite_ref-5\" class=\"reference\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Statua_del_dio_Nilo#cite_note-5\">[5]<\/a><\/sup>. Il 15 novembre 2014 la statua \u00e8 stata presentata alla citt\u00e0 con una solenne inaugurazione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec recita l&#8217;iscrizione incisa sul basamento della statua:<\/p>\n<p>(<abbr title=\"latino\"><span style=\"font-size: small;\">LA<\/span><\/abbr>)<\/p>\n<p>\u00ab\u00a0<span class=\"smallcaps\">Vetustissimam Nili Statuam Ab Alexandrinis Olim Ut Fama Est In Proximo Habitantibus Velut Patrio Numini Positam Deinde Temporum Injuria Corruptam Capiteque Truncatam Aediles Quidem Anni MDCLXVII Ne Quae Huic Regioni Celebre Nomen Fecit Sine Honore Jaceret Restituendam Conlocandamque Aediles Vero Anni MDCCXXXIV Fulciendam Novoque Pigrammate Ornandum Curavere Placido Princ. Dentice Praef. Ferdinandus Sanfelicius Marcellus Caracciolus Petrus Princeps De Cardanas Princ. Cassan. Dux Carinar. Augustinus Viventius Antonius Gratiosus. Agnell. Vassallus Sec<\/span>.\u00a0\u00bb<\/p>\n<p>t\u00ab\u00a0Gli edili dell&#8217;anno 1667 provvidero a restaurare e ad installare l&#8217;antichissima statua del Nilo, gi\u00e0 eretta (secondo la tradizione) dagli Alessandrini residenti nel circondario come ad onorare una divinit\u00e0 patria, poi successivamente rovinata dalle ingiurie del tempo e decapitata, affinch\u00e9 non restasse nell&#8217;abbandono una statua che ha dato la fama a questo quartiere. Gli edili dell&#8217;anno 1734 provvidero invece a consolidarla e a corredarla di una nuova epigrafe, sotto il patronato del principe Placido Dentice.<\/p>\n<p>\u00c8 alquanto curioso notare come l&#8217;anno del primo restauro (il 1657, alla romana MDCLVII) sia stato indicato nell&#8217;epigrafe in maniera imprecisa (MDCLXVII), mentre lo stesso Matteo Egizio, che l&#8217;aveva dettata, ripara all&#8217;errore indicando l&#8217;anno corretto in una sua raccolta epigrammatica.<\/p>\n<p>La scultura non \u00e8 interamente risalente all&#8217;epoca imperiale romana, infatti gran parte delle sue parti \u00e8 frutto di integrazioni apportate nei secoli. Parti &#8220;originali&#8221; sono davvero poche: il busto, gli arti inferiori velati e il braccio e spalla sinistri del dio, le onde su cui si distende, il coccodrillo e la sfinge meno che le relative teste.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span class=\"mw-editsection\"><span class=\"mw-editsection-bracket\">\u00a0<\/span><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La statua del dio Nilo, anche detta in napoletano &#8216;o cuorpo &#8216;e Napule, \u00e8 una scultura marmorea eretta durante il periodo romano tra il II e III secolo d.C. 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