{"id":37226,"date":"2015-05-16T04:04:13","date_gmt":"2015-05-16T08:04:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=37226"},"modified":"2015-05-16T04:04:13","modified_gmt":"2015-05-16T08:04:13","slug":"litaliano-nella-messa-elegante-ma-con-qualche-errore-concesso","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/litaliano-nella-messa-elegante-ma-con-qualche-errore-concesso\/","title":{"rendered":"L&#8217;italiano nella Messa? Elegante ma con qualche errore (concesso)"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\" alignleft\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/NMF2110201_46203071_300-300x200.jpg\" alt=\"NMF2110201_46203071_300\" \/><\/p>\n<p>Rassegna stampa da\u00a0www.avvenire.it<\/p>\n<p>In molti si commossero, cinquanta anni fa, per la prima Messa in italiano. Raccont\u00f2 lo stupore anche Paolo VI che aveva presieduto quella storica Eucaristia nella lingua del popolo fra le navate della parrocchia di Ognissanti a Roma il 7 marzo 1965. \u00abC\u2019era chi disse: finalmente si pu\u00f2 capire e seguire la complicata e misteriosa cerimonia; finalmente il sacerdote parla ai fedeli e si vede che agisce con loro e per loro\u00bb. <strong>Fu una rivoluzione la Messa in italiano. Ed era figlia della riforma liturgica scaturita dal Concilio Vaticano<\/strong>II. In mezzo secolo il rito \u00e8 gi\u00e0 stato rivisto pi\u00f9 volte: siamo gi\u00e0 alla terza <em>editio typica<\/em> in latino che presto porter\u00e0 alla terza traduzione italiana del Messale romano.<\/p>\n<p>L\u2019anniversario della prima Eucaristia in \u201cvolgare\u201d diventa l\u2019occasione per porsi una domanda: <strong>che tipo di italiano viene usato nelle celebrazioni eucaristiche? <\/strong>\u00abBisogna dire subito che non coincide precisamente con la lingua comune \u2013 spiega Vittorio Coletti, docente di storia della lingua italiana all\u2019Universit\u00e0 di Genova e consigliere dell\u2019Accademia della Crusca che all\u2019argomento ha dedicato una ricerca \u2013. <strong>La Messa ha un suo vocabolario che talvolta \u00e8 distante da quello contemporaneo. Poi ricorre a costruzioni ed espressioni inusuali o addirittura non ammesse dai manuali di grammatica<\/strong>\u00bb. Quella di Coletti sembra una provocazione: intento di Paolo VI e dei padri conciliari era di favorire la partecipazione piena e consapevole dell\u2019assemblea anche attraverso le lingue nazionali. \u00abE l\u2019obiettivo \u00e8 stato centrato\u00bb, ribatte monsignor Angelo Lameri, consultore dell&#8217;Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice e titolare della cattedra di liturgia e sacramentaria generale alla Pontificia Universit\u00e0 Lateranense. \u00ab<strong>La linea seguita in questi cinquanta anni \u2013 prosegue Lameri \u2013 \u00e8 stata quella di trovare il giusto equilibrio fra una lingua che fosse comprensibile persino alla gente pi\u00f9 semplice e una lingua che non scadesse nel banale. La costituzione conciliare sulla liturgia, <em>Sacrosanctum Concilium<\/em>, ha coniato la definizione di \u201cnobile semplicit\u00e0<\/strong>\u201d a proposito dell\u2019arte. Questa intuizione pu\u00f2 essere applicata anche alla lingua\u00bb. Coletti preferisce chiamarla \u00ablingua speciale\u00bb. \u00abIl linguista sa che esistono usi settoriali dell\u2019italiano: \u00e8 il caso della lingua medica o di quella informatica. Di tutto ci\u00f2 lo studioso non si stupisce. Certo, va riconosciuta alla lingua della Messa una sua eleganza\u00bb.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.avvenire.it\/Cultura\/Pagine\/Litaliano-nella-Messa-Elegante-ma-con-qualche-errore-concesso.aspx\">CONTINUA A LEGGERE DALL&#8217;ARTICOLO ORIGINALE CLICCA QUI<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rassegna stampa da\u00a0www.avvenire.it In molti si commossero, cinquanta anni fa, per la prima Messa in italiano. 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