{"id":36999,"date":"2015-04-13T13:05:40","date_gmt":"2015-04-13T17:05:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=36999"},"modified":"2015-04-13T13:05:50","modified_gmt":"2015-04-13T17:05:50","slug":"genocidio-armenia-lo-riconobbe-anche-wojtyla","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/genocidio-armenia-lo-riconobbe-anche-wojtyla\/","title":{"rendered":"Genocidio Armenia: Lo riconobbe anche Wojtyla"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-37000\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=37000\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-37000 alignleft\" title=\"Wojtyla-genocidio-armenia-20150413104810\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Wojtyla-genocidio-armenia-20150413104810-300x146.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"146\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Wojtyla-genocidio-armenia-20150413104810-300x146.jpg 300w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Wojtyla-genocidio-armenia-20150413104810-620x300.jpg 620w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Wojtyla-genocidio-armenia-20150413104810.jpg 642w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La durissima reazione del governo di Ankara nei confronti della Santa Sede a motivo delle parole usate ieri da Francesco per definire lo sterminio sistematico degli armeni perpetrato nel 1915, era in qualche modo attesa. Il ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, ha definito \u00abinaccettabili\u00bb le frasi del Papa. Mehmet Paca\u00e7i, ambasciatore di Turchia presso la Santa Sede, \u00e8 stato richiamato ad Ankara per consultazioni, dopo che gi\u00e0 ieri, il nunzio apostolico Antonio Lucibello era stato convocato al ministero degli Esteri dove gli era stata presentata tutta \u00abl&#8217;irritazione\u00bb del governo turco. Il ministero degli Esteri ha definito le parole di Francesco \u00ablontane dalla realt\u00e0 legale e storica\u00bb e il Papa viene accusato di avere ignorato le sofferenze patite da turchi e musulmani durante gli avvenimenti del 1915, quando, secondo la versione di Ankara, almeno mezzo milione di persone fu ucciso dagli armeni. La Turchia da molti anni ha trasformato un tema storico in controversia politico-diplomatica, intervenendo non soltanto a ogni pubblica dichiarazione sul \u00abgenocidio armeno\u00bb, ma persino, come vedremo, di fronte alle indiscrezioni che hanno a che fare con l&#8217;argomento.<\/p>\n<p>Il 9 novembre 2000 Papa Giovanni Paolo II e il Catholicos Karekin II, il capo della Chiesa apostolica armena, firmavano a Roma un \u00abcomunicato congiunto\u00bb nel quale si parlava esplicitamente del \u00abgenocidio armeno\u00bb: \u00abI capi delle nazioni non temevano pi\u00f9 Dio n\u00e9 essi provavano vergogna di fronte al genere umano. Il XX secolo \u00e8 stato contrassegnato per noi da una estrema violenza. Il genocidio armeno, all\u2019inizio del secolo, ha costituito un prologo agli orrori che sarebbero seguiti. Due guerre mondiali, innumerevoli conflitti regionali e campagne di sterminio deliberatamente organizzate che hanno tolto la vita a milioni di fedeli\u00bb. L&#8217;iniziativa provoc\u00f2 una durissima reazione diplomatica della Turchia.<\/p>\n<p>L&#8217;anno successivo, 2001, durante il viaggio in Armenia, Papa Wojtyla evit\u00f2 nei suoi discorsi pubblici di pronunciare direttamente la parola \u00abgenocidio\u00bb, ma us\u00f2, nella preghiera da lui recitata, l&#8217;espressione Metz Yegh\u00e9rn, \u00abGrande Male\u00bb, cio\u00e8 la stessa usata dal popolo armeno per definire la tragedia avvenuta agli inizi del Novecento. Era il 26 settembre, e Giovanni Paolo II, che stava compiendo la visita al memoriale di Tzitzernakaberd, complesso architettonico costruito a Yerevan a ricordo delle vittime armene cadute nel 1915, preg\u00f2 con queste parole: \u00abO Giudice dei vivi e dei morti, abbi piet\u00e0 di noi! Ascolta, o Signore, il lamento che si leva da questo luogo, l\u2019invocazione dei morti dagli abissi del Metz Yegh\u00e9rn, il grido del sangue innocente che implora come il sangue di Abele, come Rachele che piange per i suoi figli perch\u00e9 non sono pi\u00f9. Ascolta, o Signore, la voce del Vescovo di Roma, che riecheggia la supplica del suo predecessore, il Papa Benedetto XV, quando nel 1915 alz\u00f2 la voce in difesa\u00a0 &#8220;del popolo armeno gravemente afflitto, condotto alla soglia dell\u2019annientamento&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p>Al termine della vista in Armenia, il Papa e Karekin II firmarono una nuova \u00abdichiarazione congiunta\u00bb, nella quale venne usata questa espressione \u00abLo sterminio di un milione e mezzo di cristiani armeni, che generalmente viene definito come il primo genocidio del XX secolo\u00bb. Dunque per la seconda volta a distanza di due anni, seppure in un testo sottoscritto congiuntamente dal capo della Chiesa cattolica e da quello della Chiesa apostolica armena, compariva la parola \u00abgenocidio\u00bb riferita ai massacri del 1915.<\/p>\n<p>Non ha invece mai usato la parola \u00abgenocidio\u00bb, durante tutto il suo pontificato, Benedetto XVI. Ricevendo Nerses Bedros XIX Tarmouni, patriarca di Cilicia degli armeni, accompagnato dai componenti del Sinodo patriarcale, Papa Ratzinger il 20 marzo 2006 nel discorso pubblico afferm\u00f2: \u00abLa Chiesa armena, che fa riferimento al Patriarcato di Cilicia, \u00e8 certamente partecipe a pieno titolo delle vicende storiche vissute dal popolo armeno lungo i secoli e, in particolare, delle sofferenze che esso ha patito in nome della fede cristiana negli anni della terribile persecuzione che resta nella storia col nome tristemente significativo di Metz Yegh\u00e8rn, il Grande Male\u00bb.<\/p>\n<p>Da arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio \u00e8 stato vicino alla comunit\u00e0 armena argentina e ha fatto collocare all&#8217;interno di una chiesa diocesana una targa in memoria delle vittime dei massacri del 1915. Pochi ricordano che un primo motivo di screzio diplomatico con Ankara vi fu gi\u00e0 nei primissimi mesi di pontificato di Francesco, anche se in quel caso l&#8217;irritazione del governo turco fu basata soltanto su indiscrezioni. Il 3 giugno 2013, Papa Bergoglio ricevette infatti il patriarca di Cilicia degli armeni, Nerses Bedros XIX. Quattro giorni dopo, il 7 giugno, consegnava le sue credenziali al Pontefice il primo ambasciatore residente della Repubblica di Armenia presso la Santa Sede, Mikayel Minasyan. Fu quest&#8217;ultimo a rendere pubblico che, durante l&#8217;incontro dei giorni precedenti con il patriarca Nerses Bedros, Francesco si era riferito al \u00abgenocidio\u00bb. Le parole dell&#8217;ambasciatore non vennero smentite dalla Santa Sede e l&#8217;indiscrezione bast\u00f2 a far s\u00ec che il ministero degli Esteri comunicasse \u00abil suo disappunto sia all\u2019ambasciata della Santa Sede ad Ankara, sia al Vaticano a Roma\u00bb, come scrisse il quotidiano turco Hurriyet.<\/p>\n<p>Nel saluto all&#8217;inizio della messa di ieri mattina, Francesco ha inserito la tragedia del 1915 nel contesto degli stermini di massa del Novecento, citando non soltanto quelli nazisti e stalinisti, ma anche quelli molto pi\u00f9 vicini a noi, avvenuti in Asia e in Africa. Con queste parole ha definito la prima delle \u00abtragedie inaudite\u00bb del secolo scorso: \u00abQuella che generalmente viene considerata come &#8220;il primo genocidio del XX secolo&#8221;; essa ha colpito il vostro popolo armeno \u2013 prima nazione cristiana \u2013, insieme ai siri cattolici e ortodossi, agli assiri, ai caldei e ai greci. Furono uccisi vescovi, sacerdoti, religiosi, donne, uomini, anziani e persino bambini e malati indifesi\u00bb. Nel testo scritto del saluto papale, subito dopo la frase non a caso virgolettata sul \u00abprimo genocidio del XX secolo\u00bb, \u00e8 stata volutamente riportata la fonte della citazione (Giovanni Paolo II e Karekin II, Dichiarazione Comune, Etchmiadzin, 27 settembre 2001), vale a dire la dichiarazione congiunta di quattordici anni fa. In questo modo, Papa Francesco ha usato la parola \u00abgenocidio\u00bb ma al tempo stesso l&#8217;ha pronunciata citando un suo predecessore oggi santo. Com&#8217;era peraltro prevedibile che facesse, sebbene nei giorni precedenti la cerimonia in San Pietro sia fonti diplomatiche turche come pure fonti vaticane, avevano fatto filtrare che il Papa non avrebbe usato la parola \u00abgenocidio\u00bb.<\/p>\n<p>Se si rilegge il testo del saluto di Francesco, ma soprattutto la sua omelia e il messaggio consegnato al popolo armeno alla fine della liturgia, ci si rende conto come il riconoscimento dello sterminio del 1915 non abbia, nell&#8217;ottica del Vescovo di Roma, alcuna prospettiva di rivendicazione n\u00e9 di colpevolizzazione della Turchia nel suo insieme per i fatti avvenuti un secolo fa.<\/p>\n<p>Rispondendo a una domanda sul genocidio armeno durante il volo di ritorno da Istanbul a Roma, al termine del viaggio in Turchia dello scorso novembre, Papa Bergoglio us\u00f2 parole incoraggianti per l&#8217;iniziale riconoscimento della tragedia armena fatto dal presidente turco: \u00abIl governo turco ha fatto un gesto, l\u2019anno scorso: l\u2019allora primo ministro Erdo\u011fan ha scritto una lettera nella data di questa ricorrenza; una lettera che alcuni hanno giudicato troppo debole, ma \u00e8 stata \u2013 a mio giudizio \u2013 grande o piccolo, non so, un tendere la mano. E questo \u00e8 sempre positivo. Io posso allungare la mano cos\u00ec o posso allungare la mano cos\u00ec, aspettando cosa mi dice l\u2019altro per non mettermi in imbarazzo. E questo \u00e8 positivo, quello che ha fatto l\u2019allora primo ministro. Una cosa che a me sta molto a cuore \u00e8 la frontiera turco-armena: se si potesse aprire, quella frontiera, sarebbe una cosa bella! So che ci sono problemi geopolitici nella zona, che non facilitano l\u2019apertura di quella frontiera. Ma dobbiamo pregare per la riconciliazione dei popoli. So anche che c\u2019\u00e8 buona volont\u00e0 da ambedue le parti \u2013 cos\u00ec credo \u2013 e dobbiamo aiutare perch\u00e9 che questo si faccia. L\u2019anno prossimo sono previsti tanti atti commemorativi di questo centenario, ma speriamo che si arrivi su una strada di piccoli gesti, di piccoli passi di avvicinamento\u00bb.<\/p>\n<p>Negare contro l&#8217;evidenza i fatti del 1915, sebbene anche in Turchia vi siano intellettuali e storici che riconoscono quanto avvenuto, intervenire diplomaticamente quasi che la discussione sui fatti storici rappresentasse un vulnus inferto alla nazione turca, \u00e8 la strada che il governo di Ankara ha deciso di imboccare. Come dimostra la dura reazione di ieri dopo le parole del Papa. Tensioni che certo non aiutano in un momento delicatissimo dal punto di vista geopolitico, dato che la Turchia ha ai propri confini l&#8217;autoproclamatosi Califfato islamico, ed \u00e8 il Paese dove negli ultimi anni i cattolici hanno pagato un tributo di sangue: don Andrea Santoro \u00e8 stato ucciso a Trebisonda nel 2006, e il vescovo Luigi Padovese \u00e8 stato ucciso a Iskenderun nel 2010. (ANDREA TORNIELLI &#8211;\u00a0 Vatican Insider)<\/p>\n<p>da http:\/\/www.sanfrancescopatronoditalia.it<br \/>\n<strong>Redazione online<\/strong><\/p>\n<div><ins><ins id=\"aswift_0_expand\"><ins id=\"aswift_0_anchor\"><\/ins><\/ins><\/ins><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La durissima reazione del governo di Ankara nei confronti della Santa Sede a motivo delle parole usate ieri da Francesco per definire lo sterminio sistematico degli armeni perpetrato nel 1915, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":37000,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-36999","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-fragola-napoli"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36999","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36999"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36999\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37004,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36999\/revisions\/37004"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media\/37000"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36999"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36999"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36999"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}