{"id":36956,"date":"2015-04-13T11:31:06","date_gmt":"2015-04-13T15:31:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=36956"},"modified":"2015-04-13T12:09:53","modified_gmt":"2015-04-13T16:09:53","slug":"afragola-miezz-all%e2%80%99arc%e2%80%99-e-na-vota-quando-la-fede-diventa-tradizione-popolare-contadina","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/afragola-miezz-all%e2%80%99arc%e2%80%99-e-na-vota-quando-la-fede-diventa-tradizione-popolare-contadina\/","title":{"rendered":"Afragola- Miezz all\u2019arc\u2019 e na vota; quando la fede diventa tradizione popolare contadina."},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-36957\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=36957\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-36957\" title=\"miezz allarco si\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/miezz-allarco-si-300x229.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"229\" \/><\/a><\/p>\n<p>di Gennaro Napoletano<\/p>\n<p>Corrono, piangono, pregano, gridano, strisciano, implorano, imprecano, si gettano in ginocchio e avanzano fino all\u2019altare.<a rel=\"attachment wp-att-36958\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=36958\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-36958\" title=\"images\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/images1.jpg\" alt=\"\" width=\"276\" height=\"183\" \/><\/a> L\u00ec, al cospetto della pietosa Madre dell\u2019Arco culmina il concitato e drammatico pellegrinaggio che porta ogni anno, il luned\u00ec di Pasqua in particolare ed la prima domenica dopo, una fitta, interminabile schiera di devoti scalzi a ripercorrere un antico itinerario di dolore fino al santuario di Maria Santissima dell\u2019Arco, a Sant\u2019Anastasia, dodici chilometri ad est di Napoli. Sono i &#8220;fujenti&#8221;, detti anche &#8220;battenti&#8221;, i devoti dell\u2019icona dolente, della Vergine dal volto ferito: forse la pi\u00f9 antica fra le Madonne che sanguinano. E\u2019 proprio la ferita, simbolo di un dolore antico, all\u2019origine del primo miracolo di questa prodigiosa immagine.<\/p>\n<p>I fujenti (il termine in napoletano indica appunto coloro che corrono) sono scalzi per voto e, sempre per voto, devono compiere di corsa almeno l\u2019ultimo tratto del pellegrinaggio, forse in ricordo della corsa frenetica dello scellerato giocatore ed in espiazione del suo peccato.<a rel=\"attachment wp-att-36959\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=36959\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-36959\" title=\"mrs11_raffaeleabbate_1\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/mrs11_raffaeleabbate_1-300x204.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/mrs11_raffaeleabbate_1-300x204.jpg 300w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/mrs11_raffaeleabbate_1.jpg 325w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Questo \u00e8 un evento unico per ampiezza, fede e folklore, la cui tradizione \u00e8 trasmessa di padre in figlio da 500 anni<\/p>\n<p>Caratteristici sono i devoti a questa Madonna, chiamati fujenti (&#8220;coloro che corrono in atteggiamento di fuga&#8221; ), dal modo di procedere verso il Santuario. Vestono ritualmente una particolare divisa conservata nei secoli: camicia e pantaloni bianchi (il bianco, simbolo di purezza), e portano una fascia azzurra a tracolla con l&#8217;immagine della Madonna. L&#8217;azzurro \u00e8 il colore della Madonna, chiamata spesso proprio &#8220;Mamma Celeste&#8221;. Hanno una fascia rossa alla vita, e fino a pochi anni fa partecipavano tutti a piedi nudi e ora in gran parte con scarpette bianche. Sono anche detti &#8220;battenti&#8221; per l&#8217;azione del battere costantemente i piedi a terra in modo ritmato e cadenzato<\/p>\n<p>Tutto inizi\u00f2 cos\u00ec<\/p>\n<p>Nel quattrocento sorgeva un&#8217;edicola dedicata alla Madonna sul margine della via che collegava a Napoli i vari comuni vesuviani, nel lato del Monte Somma. Tale edicola era a pochi chilometri dalla Capitale del Regno, in territorio del comune di Sant&#8217;Anastasia nella contrada che si chiamava &#8220;Arco&#8221; per la presenza di arcate di un antico acquedotto romano. Il Domenici parla di un arco &#8220;grande, antico di fabbrica che li faceva (all&#8217;immagine) ghirlanda e corona e la difendeva dalle piogge, grandine e tempeste&#8230; e che era rifugio degli uomini e degli animali&#8221;. Perci\u00f2 l&#8217;immagine era detta &#8220;Madonna dell&#8217;Arco&#8221; .<\/p>\n<p>L&#8217;edicola, come ci testimonia frate Ludovico Ayrola, in uno scritto della fine del seicento, era formata da &#8220;una piccola, povera ed antica conicella di fabbrica, in cui con semplici colori effigiata si vedeva la gloriosissima Vergine Maria con faccia grande e sovramodo venerabile&#8221;. Il luned\u00ec di Pasqua del 1450, celebrandosi come di consuetudine ogni anno, dagli abitanti della contrada una festicciola in onore della Beata Vergine Maria, avvenne un prodigio che richiam\u00f2 su qull&#8217; immagine l&#8217;attenzione di tutti i fedeli delle terre circonvicine.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.aversalenostreradici.com\/Fujenti2\/sacrilegio.jpg\" alt=\"\" \/>Presso l&#8217;edicola tra le altre cose si giocava a palla-maglio; il gioco consisteva nel colpire una palla di legno con un maglio, e vinceva colui che faceva andare pi\u00f9 lontano la propria palla.<\/p>\n<p>Tir\u00f2 il suo colpo il primo giocatore, poi l&#8217;altro, tir\u00f2 il suo con pi\u00f9 energia ed abilit\u00e0 tanto da poter esser certo della vittoria se questo tiro non fosse stato fermato dal tronco di un albero di tiglio, che era sulla direzione e vicino all&#8217;edicola della sacra immagine. Indispettito e fuor di s\u00e8 dalla collera, questi bestemmi\u00f2 ripetute volte la Santa Vergine, poi, raccattata la palla dal suolo, al colmo dell&#8217;ira, la scagli\u00f2 contro l&#8217;effige, colpendola alla guancia sinistra, che subito, quasi fosse stata carne viva, rosseggi\u00f2 e diede copioso sangue. Gli astanti che, attratti dal gioco, si erano fatti intorno ai due giocatori, ebbero un grido di orrore.<\/p>\n<p>Riavutisi dallo stupore, i presenti presero il disgraziato, e gridando ad un tempo miracolo e giustizia, ne avrebbero fatto scempio, se non fosse giunto opportuno a liberarlo dalle loro mani il conte di Sarno, Gran Giustiziere del Regno, comandante la compagnia contro i banditi. Questi, trovandosi nella contrada, richiamato dal tumulto, accorse con i suoi uomini e s&#8217;impadron\u00ec del reo, cercando di calmare e trattenere la folla eccitata che chiedeva giustizia.<\/p>\n<p>Sparsasi intorno la fama dell&#8217;accaduto, fu un accorrere quotidiano di fedeli. Per venire incontro a questi fedeli, proteggere la sacra Immagine e celebrare la liturgia fu costruito prima un tempietto, con un altare dinanzi, poi, pi\u00f9 tardi, una chiesetta e due stanzette, una a pianterreno ed una superiore, per ospitare un custode. Nacque cos\u00ec il culto per questa Madonna che ben presto si estese a tutti i paese vicini, culto vivissimo ancora oggi, ed in particolare anche ad Afragola, sia per la vicinanza, sia per il percorso stradale nel quale percorrevano d\u2019obbligo, per tradizione, i fujenti di comuni pi\u00f9 distanti per via S. Marco.<\/p>\n<p>Le associazioni, sparse in in Italia e in tutta la Campania hanno una organizzazione con sedi, presidenti, tesorieri, portabandiera, e soci. Tutti gli appartenenti all&#8217;Associazione fanno voto di correre al Santuario della Madonna il Luned\u00ec in Albis. Ogni associazione organizza una squadra di fujenti, la cosiddetta paranza (parola derivata dal gergo marinaro, perch\u00e9 la squadra di devoti ricorda la disposizione in mare delle barche uscite per la &#8220;pesca di paranza&#8221;), ma nel nostro territorio del casale delle fragole si usano invece il termini &#8220;battenti&#8221; e &#8220;chietta&#8221; e visto che si parla di Afragola, useremo questi, com&#8217;\u00e8 giusto che sia.<\/p>\n<p>Afragola ha tantissimi circoli &#8220;Associazione Cattolica Maria SS. dell&#8217;Arco&#8221;, in pratica non c&#8217;\u00e8 strada, borgo o piazza che non ne abbia uno, e che non organizzi la questua prima e la festa poi, anche se a 100 metri c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra &#8220;associazione.<\/p>\n<p><a rel=\"attachment wp-att-36964\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=36964\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-36964\" title=\"hqdefault\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/hqdefault-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/hqdefault-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/hqdefault.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Era la nostra piazza del Municipio ad ospitare la festa principale, \u00a0del Lunedi in Albis, La piazza si riempiva completamente, la stessa Fontana diventava tribuna per \u201cqualcuno\u201d che gi\u00e0 allora faceva sentire quella certa \u201cprepotenza\u201d. In attesa dei Quadri i tanti bambini giocavano a scagliarsi quelle povere palle fatte di semplice segatura ed un elastico, zeppole, panzarotti e granite di limone completavano quel momento. Per i meno giovanissimi, momento di rindossare il vestito di Pasqua, quello buono con le scarpe rimesse a lucido, \u201cBenito con poche lire le faceva diventare come nuove, per \u201cfittiare\u201d la bella del cuore.<\/p>\n<p><a rel=\"attachment wp-att-36961\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=36961\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-36961\" title=\"1010417_253545024813206_32545346_n\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/1010417_253545024813206_32545346_n1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/1010417_253545024813206_32545346_n1-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/1010417_253545024813206_32545346_n1.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Intorno alle 14 arrivano i primi quadri, preceduti dai fujenti tutti legati ad un cordone, simbolo di \u00a0fratellanza ad una appartenenza non solo simbolica ma soprattutto di Fede e devozione alla Santissima Vergine Maria, Alla quale questo popolo ha sempre dimostrato un attaccamento che va al di la di ogni spiegazione Antropologica; un affidamento completo alla madre di Ges\u00f9 \u00a0senza barriere sociali e culturali;<\/p>\n<p>tranne forse per \u201cquelli\u201d che di motivazioni sono da ricercare nel codice penale; ma questa \u00e8 un\u2019altra storia che al momento non fa parte di quest\u2019articolo.<\/p>\n<p>Oggi questa Festa \u00e8 lasciata a se stessa senza una vera considerazione, chi dovrebbe garantire una tradizione come questa si lascia distrarre a situazioni, forse, ad una maggiore risonanza mediatica quella massificata a valori stereotipati, \u00a0certamente non legati ad una terra , un popolo napoletano e contadino come il Nostro. Rivogliamo la nostra festa della madonna dell\u2019arco, quella vera dove la fede cristiana pura e semplice si sposa con la devozione alla Santa Vergine Maria dell\u2019Arco, <a rel=\"attachment wp-att-36976\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=36976\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-36976\" title=\"images (2)\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/images-2-190x110.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"110\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/images-2-190x110.jpg 190w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/images-2-192x110.jpg 192w\" sizes=\"auto, (max-width: 190px) 100vw, 190px\" \/><\/a>rivogliamo i \u201cQuadri\u201d miezz all\u2019Arco, come una volta, quando L\u2019arte, la Fede, La tradizione popolare, rappresentava un triduo inscindibile di cultura, intesa come espressione di un popolo felix, come la sua terra, generosa e spontanea come la sua gente.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/f2m2otAuzGs\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-36968\" title=\"nbjgugu\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/nbjgugu.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"250\" \/><\/a>VIDEO:Documentario Madonna dell&#8217;arco &#8211; Afragola &#8211; festa dei fujenti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gennaro Napoletano Corrono, piangono, pregano, gridano, strisciano, implorano, imprecano, si gettano in ginocchio e avanzano fino all\u2019altare. 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