{"id":36787,"date":"2015-03-22T11:57:17","date_gmt":"2015-03-22T15:57:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=36787"},"modified":"2015-03-22T11:57:41","modified_gmt":"2015-03-22T15:57:41","slug":"don-peppino-diana-sara-beato-ucciso-dalla-camorra-in-odio-alla-fede","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/don-peppino-diana-sara-beato-ucciso-dalla-camorra-in-odio-alla-fede\/","title":{"rendered":"Don Peppino Diana sar\u00e0 beato, ucciso dalla camorra in odio alla fede"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-36788\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=36788\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-36788\" title=\"don_giuseppe_diana-300x225\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/don_giuseppe_diana-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">\u201cPer amore del mio popolo\u201d: la lettera di don Peppe Diana contro la camorra dei Casalesi<\/h4>\n<div>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>Nel 1991 don Peppe Diana, il sacerdote di Casal di Principe, scrisse e diffuse una lettera nella quale chiedeva un impegno civico contro la camorra. Tre anni dopo fu ucciso nella sua parrocchia.<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<p><a rel=\"attachment wp-att-36789\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=36789\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-36789\" title=\"19storie-Don-peppe-diana\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/19storie-Don-peppe-diana-300x146.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"146\" \/><\/a><\/p>\n<p>Don Peppino Diana \u00e8 stato assassinato dalla camorra il 19 marzo del 1994. Lo provano processi e condanne e le parole di pentiti che hanno raccontato i fatti; quello che conta, per\u00f2, \u00e8 che il suo martirio non \u00e8 stato riconosciuto solo nelle aule di tribunale ma anche dalla Chiesa. In questi giorni, infatti, ha preso il via la causa di beatificazione del sacerdote sostenuta pure da una forte spinta popolare. Il suo impegno si \u00e8 sviluppato a Casal di Principe, provincia di Aversa, regno di clan che controllavano il territorio, i traffici illeciti ma anche l\u2019economia \u2018legale&#8217;; contro questa onnipotenza si schier\u00f2 don Peppino il parroco della parrocchia di San Nicola a Casal di Principe. Nelle prime fasi del processo per il suo assassinio ci fu un tentativo di depistaggio costruito su false notizie: il prete venne dipinto come un uomo dedito alle donne, agli abusi sessuali, funzionale ai clan anzich\u00e9 loro oppositore. Le indagini smentirono le calunnie \u2013 pure diffuse su alcuni giornali \u2013 e fecero emergere un quadro di mandanti e esecutori sul cui conto non ci potevano essere dubbi.<\/p>\n<p>La storia di don Peppino \u00e8 dunque la vicenda di uno di quegli eroi normali che popolano la nostra storia recente in cui a fatica si \u00e8 fatto largo nella societ\u00e0 italiana il senso di una comune appartenenza civile e nazionale fondato non sul sopruso ma sulla legalit\u00e0. Una storia che si somma e aggiunge a quella di altre figure simili: pensiamo a don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia nel quartiere Brancaccio di Palermo, in Sicilia, nel 1993; a Rosario Livatino, il giovane magistrato ammazzato dalle organizzazioni criminali in provincia di Agrigento nel 1990. Tre nomi associati non per caso: per tutti loro \u00e8 stata infatti aperta e avviata una causa di beatificazione; segno di un riconoscimento pubblico che la Chiesa oggi vuole dare a questi suoi martiri, uomini da portare ad esempio a tutto il popolo di Dio e alla societ\u00e0 nel suo insieme. Lo ha ricordato di recente il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, che ha spiegato come in Diana, Puglisi e Livatino \u201cnon si riconosce soltanto un coraggio vissuto fino all\u2019eroismo, una sensibilit\u00e0 capace di reagire davanti alle sofferenze dell\u2019umanit\u00e0 oppressa, oppure una visione sapiente della verit\u00e0, in essi si riconosce una presenza che si affida a Dio, che si consegna a Dio. E\u2019 veramente intenso questo verbo: consegnarsi a Dio\u201d.<\/p>\n<p>Ma certo a rendere a possibile la beatificazione di don Peppino \u00e8 stato anche, e in modo determinante, l\u2019impulso al cambiamento nella Chiesa promosso da papa Francesco, dalla sua scomunica ai mafiosi pronunciata nel 2014 in Calabria, dalla separazione fra Chiesa e poteri criminali affermata e richiesta da Francesco in ogni occasione. Di pi\u00f9: la criminalit\u00e0 per il pontefice argentino \u00e8 fenomeno globale che riguarda da vicino il suo Paese come tutta l\u2019America Latina; la mafia \u2013 Bergoglio ne \u00e8 consapevole \u2013 \u00e8 un mostro con molte teste: il traffico di droga, l\u2019oppressione che esercita sulle popolazioni, la sua capacit\u00e0 di influenzare il potere politico sono altrettanti capitoli di una \u201cstruttura del peccato\u201d che va sradicata.<\/p>\n<p>In quest\u2019ambito, allora, il cristiano deve testimoniare la propria scelta in favore del Vangelo, scelta non violenta per eccellenza che si manifesta per\u00f2 nella denuncia delle organizzazioni criminali, dei loro disvalori, della corruzione che diffondono nel corpo sociale. I poveri, ha detto il papa nella periferia romana di Tor Bella Monaca, sono le prime vittime della mafia, i primi a soffrire del morbo criminale. Affermazioni compiute non per caso in una grande e storica periferia della Capitale a pochi mesi dall\u2019emergere di quel fenomeno non ancora del tutto scoperchiato dalle indagini della magistratura definito mafia Capitale.<\/p>\n<p>E allora in questi anni di assenza di speranza la Chiesa di Francesco, a fatica, con molte resistenze interne, prova a rilanciare un discorso profetico e cristiano di cambiamento sociale e prende ad esempio uomini e personalit\u00e0 che non hanno ceduto di fronte alle minacce e anzi, per il loro impegno, sono stati uccisi \u201cin odium fidei\u201d; perch\u00e9 il mafioso odia il Vangelo quando diventa strumento di liberazione. In quest\u2019ottica, ancora, va letto pure il viaggio del Papa a Napoli dove, fra le tappe della visita, c\u2019\u00e8 Scamp\u00eca, quartiere simbolo di quella Gomorra che sembra un destino ineluttabile, a quella popolazione Francesco porta un messaggio di emancipazione dall\u2019oppressione criminale. (Francesco Peloso &#8211; Articolo21)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPer amore del mio popolo\u201d: la lettera di don Peppe Diana contro la camorra dei Casalesi Nel 1991 don Peppe Diana, il sacerdote di Casal di Principe, scrisse e diffuse [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":36788,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,1,3],"tags":[],"class_list":["post-36787","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-di-napoli","category-la-fragola-napoli","category-lo-strillone-di-napoli"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36787","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36787"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36787\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36793,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36787\/revisions\/36793"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36788"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36787"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36787"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36787"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}