{"id":36288,"date":"2014-12-27T08:59:22","date_gmt":"2014-12-27T12:59:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=36288"},"modified":"2014-12-27T09:02:33","modified_gmt":"2014-12-27T13:02:33","slug":"storia-di-una-tradizione-napoletana-anticail-presepe-ieri-e-oggi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/storia-di-una-tradizione-napoletana-anticail-presepe-ieri-e-oggi\/","title":{"rendered":"Storia di una tradizione napoletana antica;Il presepe ieri e oggi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a rel=\"attachment wp-att-36291\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=36291\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-36291\" title=\"images (1)\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/images-1.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: center;\">rassegna stampa<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Dalle origini francescane di Greccio ai personaggi in terracotta raffiguranti Renzi e Benitez. Il presepe ha attraversato i secoli rinnovandosi ma anche svuotandosi del suo significato primario. Ecco un breve viaggio nella storia di pastori, nativit\u00e0 e business commerciali<\/strong><\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.campaniasuweb.it\/sites\/default\/files\/imagecache\/medium\/articolo\/immagine\/201412\/Giotto_-_Legend_of_St_Francis_-_-13-_-_Institution_of_the_Crib_at_Greccio.jpg\" alt=\"Presepe di Greccio\" \/>Il presepe: le origini<\/strong><\/p>\n<p>Il presepe non nasce a Napoli. In realt\u00e0, a Napoli c\u2019arriva portato dall\u2019ordine francescano, dopo che San Francesco d\u2019Assisi nel 1223 riprodusse la prima \u201cnativit\u00e0\u201d. Perch\u00e9 \u00e8 questo, tirate le somme, il presepe: la rappresentazione della nascita di Ges\u00f9, la condizione di assoluta povert\u00e0 in cui il Salvatore \u00e8 nato, cos\u00ec come viene descritto dai Vangeli.<\/p>\n<p>Ma la tradizione del presepe non \u00e8 arrivata solo a Napoli: qui, certo, ha trovato terreno fertile per resistere e svilupparsi, e nel corso del tempo \u00e8 riuscita a diffondersi praticamente ovunque nel mondo, radicandosi anche nella cultura spagnola e, pi\u00f9 in particolare, nella cultura catalana.<\/p>\n<p>Quindi non \u00e8 facile dire chi abbia cominciato per primo, quale tradizione sia la pi\u00f9 antica; quella napoletana \u00e8 una delle tante, e la storia ci insegna che nel corso dei secoli, da quel 1223 in cui San Francesco ebbe l\u2019idea di ricostruire \u2013 fisicamente \u2013 la natalit\u00e0, il presepe \u00e8 diventato qualcosa di pi\u00f9. Da espressione puramente religiosa a forma d\u2019arte complessa, studiata e approfondita nelle botteghe di maestri laici di cui ancora oggi \u00e8 possibile ammirare l\u2019opera (in alcune chiese di Napoli, per esempio, vengono esposti ancora oggi i presepi realizzati dal Belverte, dal Rossellino e dal Marigliano). Fino a incarnare un elemento di quotidianit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma cos\u2019\u00e8 che differenzia le varie tradizioni \u2013 perch\u00e9 il presepe napoletano, per esempio, \u00e8 cos\u00ec famoso nel mondo e ha avuto cos\u00ec \u201cfortuna\u201d? Rispetto alle altre tradizioni, quella napoletana vuole i pastori in terracotta con abiti intessuti e cuciti a parte, distinti quindi dalla figura dei personaggi. Cosa che invece non accade nella tradizione bolognese, che vuole i personaggi come un unico blocco.<\/p>\n<p><strong>Il presepe napoletano<\/strong><\/p>\n<p>Da Napoli il presepe si \u00e8 diffuso in tutto il resto del mondo, grazie soprattutto alla dominazione borbonica che ha fatto sue alcune delle tradizioni del capoluogo partenopeo, esportandole non solo in Spagna ma pure nel resto dei suoi domini.<\/p>\n<p>Del presepe napoletano ci sono tantissime testimonianze; la prima, una delle pi\u00f9 accreditate, risale al 1025, ancora prima che San Francesco d\u2019Assisi realizzasse la prima nativit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.campaniasuweb.it\/sites\/default\/files\/imagecache\/large\/articolo\/immagine\/201412\/Schermata%202014-12-25%20alle%2013.12.58.png\" alt=\"Presepe napoletano\" \/><\/p>\n<p>Il presepe napoletano, contrariamente agli altri \u201ctipi\u201d di presepi, \u00e8 forte di una scuola artigianale importante, che \u00e8 prolificata nel corso dei secoli soprattutto perch\u00e9 sostenuta, o comunque bene accettata, dai Borbone.<\/p>\n<p>I personaggi del presepe napoletano, come abbiamo gi\u00e0 detto, si contraddistinguono per la cura dei dettagli, per il fatto che gli abiti e gli altri accessori siano distinti e realizzati a parte rispetto il corpo principale, fatto comunque di terracotta. Insomma, il presepe napoletano \u00e8 una vera e propria forma d\u2019arte, che nel corso del tempo ha rielaborato la natalit\u00e0 descritta nei Vangeli per farne qualcosa di pi\u00f9 vicino alla citt\u00e0, aggiungendo (o eliminando o modificando) alcuni personaggi.<\/p>\n<p>\u00c8 la tradizione partenopea, infatti, che vuole\u00a0<em>Benino<\/em> o\u00a0<em>Benito<\/em>, che \u00e8 il pastore che dorme, quello che, praticamente, riceve in sogno l&#8217;annunciazione della nascita di Ges\u00f9 (secondo la credenza popolare, risvegliarlo equivarrebbe a far sparire il presepe perch\u00e9 \u00e8 lui quello che lo rende vero, con i suoi sogni). Ma nel presepe napoletano ci sono pure\u00a0<em>il Vinaio<\/em> e Cicci Bacco, che rappresentano un&#8217;evoluzione della religione cristiana: gi\u00e0 nel presepe, i maestri artigiani napoletani inseriscono elementi della Pasqua, della morte di Ges\u00f9, come appunto il vino venduto dal Vinaio e il pane.<\/p>\n<p>Poi abbiamo\u00a0<em>il pescatore, i due compari<\/em>,\u00a0<em>Zi&#8217; Vicenzo<\/em> e\u00a0<em>zi&#8217; Pascale<\/em>, rispettivamente le personificazioni del Carnevale e della Morte, di cui si trovano oggi rappresentazioni anche al\u00a0<strong>Cimitero delle Fontanelle di Napoli<\/strong>. Quindi c&#8217;\u00e8\u00a0<em>il monaco<\/em>, punto di contatto tra il sacro e il profano<em>; la zingara<\/em>, ennesimo elemento pagano che entra a far parte della nativit\u00e0 cristiana;\u00a0<em>Stefania<\/em>, vergine come la Madonna;\u00a0<em>la meretrice<\/em>, in contrapposizione a sua volta proprio alla madre del salvatore;\u00a0<em>i re magi<\/em> e\u00a0<em>i venditori<\/em>, che rappresentano ciascuno i vari mesi dell&#8217;anno.<\/p>\n<p>In particolare: macellaio e salumiere rappresentano gennaio, venditore di ricotta febbraio; marzo, invece, \u00e8 rappresentato dal pollivendolo. Ad aprile corrisponde il venditore di uova, maggio \u00e8 la coppia di sposi, a giugno il panettiere; quindi il venditore di pomodori per luglio, quello di cocomeri per agosto, e quello di fichi per settembre. A ottobre il vinaio o il cacciatore, a novembre il venditore di castagne e a dicembre il pescatore &#8211; dal pesce, simbolo della cristianit\u00e0 per eccellenza.<\/p>\n<p>Quindi anche i luoghi nel presepe napoletano assumono un&#8217;importanza fondamentale: le botteghe dei &#8220;venditori&#8221; sono infatti l&#8217;ennesima rappresentazione dei mesi e, quindi, delle stagioni. Ma pure il ponte, il forno, la chiesa (gi\u00e0 presente nella rappresentazione della natalit\u00e0 a fine &#8216;700), l&#8217;osteria, il fiume e il pozzo sono simboli importanti, pregni di significato nella tradizione napoletana.<\/p>\n<p><strong>Che cos\u2019\u00e8 diventato oggi il presepe<\/strong><\/p>\n<p>Nel corso del tempo la tradizione napoletana ha continuato ad arricchirsi di nuovi elementi e negli ultimi anni, a cominciare dalla seconda met\u00e0 del \u2018900, nel presepe sono stati aggiunti nuovi personaggi, ispirati liberamente alla cronaca e all\u2019attualit\u00e0, come Tot\u00f2 o Massimo Troisi o comunque tutti quei personaggi che in qualche modo sono diventati importanti per la citt\u00e0.<\/p>\n<p>Insomma, il presepe \u2013 e la tradizione del presepe \u2013 sono diventati due modi quasi inconsci per riconoscere l\u2019importanza e il valore di coloro che hanno aiutato Napoli. Diventare un personaggio del presepe napoletano \u00e8 diventato cos\u00ec una sorta di investitura civile.<\/p>\n<p>I maestri artigianali della via del presepe (che non comprende la sola San Gregorio Armeno, ma che si estende fino a San Biagio dei Librai) hanno per\u00f2 finito per fare della tradizione napoletana anche uno strumento di satira e di retorica, rappresentando magari anche i personaggi pi\u00f9 controversi e criticati dalla societ\u00e0. E cos\u00ec quelle che fino a qualche anno prima erano rappresentazioni dettate dal rispetto o dallo sfott\u00f2 sono diventate occasioni commerciali e di visibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Da tradizione religiosa, quella del presepe ha finito per diventare totalmente laica, e oggi pi\u00f9 che l\u2019arte in s\u00e9 rischia di essere dimenticato il racconto popolare, quello che giustifica e vuole i personaggi di cui abbiamo parlato; quello che prescrive il giusto modo di disporre i pastori, e che vuole la costruzione ex novo, ogni anno, della natalit\u00e0.<\/p>\n<div>Un Renzi gigante che promette gli 80 euro: la &#8220;deriva commerciale&#8221; del presepe<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>L\u2019altra faccia del presepe: San Gregorio Armeno<\/strong><\/p>\n<p>Oggi allora che cos\u2019\u00e8 diventato il presepe? In quanti, ancora, si \u201costinano\u201d \u2013 perch\u00e9 s\u00ec, la passione e l\u2019attenzione per la cultura popolare sono diventati questo: ostinazione \u2013 a seguire gli \u201cantichi precetti\u201d, il racconto, la storia, la spiegazione di una tradizione ricca di secoli e secoli di storia?<\/p>\n<p>Del presepe napoletano quello che viene pi\u00f9 pubblicizzato \u00e8 il suo aspetto pi\u00f9 superficiale e pi\u00f9 consumistico: la statuina del politico o del calciatore di turno, la rappresentazione a grandezza naturale dei personaggi dello spettacolo, e cos\u00ec via. Ma la passione per il presepe \u00e8 un\u2019altra cosa. Che con il consumismo ha davvero poco a che fare. Prendete\u00a0<strong>Eduardo De Filippo<\/strong> e il suo\u00a0<em>Natale in Casa Cupiello<\/em>: era un dovere fare il presepe una volta, quasi una missione; e c\u2019era piacere, certo, nel seguirla, oppure no.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.campaniasuweb.it\/sites\/default\/files\/imagecache\/large\/articolo\/immagine\/201412\/benino.jpg\" alt=\"Benino\" \/>Nella contrapposizione continua tra il padre di famiglia, Luca Cupiello, interpretato proprio da De Filippo, e suo figlio Nennillo, uno appassionato al presepe e l\u2019altro no, c\u2019\u00e8 la degna rappresentazione di una rottura tra il passato e il presente, tra tradizione e disprezzo &#8211; pi\u00f9 che discontinuit\u00e0 e voglia di progresso &#8211; per la tradizione.\u00a0<em>\u201cTe piace \u2018o presepe?\u201d<\/em> \u00e8 il mantra che Luca ripete ogni mattina, con forza e insistenza.\u00a0<em>\u201cNo\u201d<\/em>, gli risponde Nennillo annoiato. E effettivamente a chiederlo ancora oggi, \u201cte piace \u2018o presepe?\u201d, chiss\u00e0 se si otterrebbe un altro tipo di risposta da quel no sfasteriato e controvoglia. \u00c8 che i tempi sono cambiati e il presepe da rappresentazione della natalit\u00e0 \u00e8 diventato un altro evento qualunque, una boa pi\u00f9 che un pilastro: ci si gira attorno, perch\u00e9 si deve, e poi si ritorna al punto di partenza.<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.campaniasuweb.it\/sites\/default\/files\/imagecache\/medium\/articolo\/immagine\/201412\/renzi.jpg\" alt=\"Renzi\" \/> La via dei pastori viene riempita di rappresentazioni piccole e insulse, di plastica e riprodotte serialmente; e di Benito, del vinaio o di Zi\u2019 Vicenzo e Zi\u2019 Pascale nessuno si ricorda pi\u00f9. Meglio un Renzi gigante o un Benitez che sorride e indossa giacca e cravatta come ai ritiri della squadra: la Via dei Presepi \u00e8 diventata un Museo di<strong>Madame Tussauds<\/strong> a cielo aperto, solo che anzich\u00e9 della cera i personaggi sono fatti di terracotta.<\/p>\n<div>\n<div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.campaniasuweb.it\/source\/gianmaria-tammaro\">Gianmaria Tammaro<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<div>25 Dicembre 2014 da http:\/\/www.campaniasuweb.it<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>rassegna stampa Dalle origini francescane di Greccio ai personaggi in terracotta raffiguranti Renzi e Benitez. Il presepe ha attraversato i secoli rinnovandosi ma anche svuotandosi del suo significato primario. 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