{"id":35667,"date":"2014-09-19T08:34:43","date_gmt":"2014-09-19T12:34:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=35667"},"modified":"2014-09-19T08:40:35","modified_gmt":"2014-09-19T12:40:35","slug":"festa-di-san-gennaro-2014vita-miracoli-e-prodigi-del-santo-patrono-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/festa-di-san-gennaro-2014vita-miracoli-e-prodigi-del-santo-patrono-di-napoli\/","title":{"rendered":"Festa di San Gennaro 2014:vita, miracoli e prodigi del Santo Patrono di Napoli"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-35671\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=35671\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-35671\" title=\"demagsgen\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/demagsgen-300x208.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"208\" \/><\/a>Oggi, 19 settembre, la Chiesa celebra\u00a0<strong>San Gennaro<\/strong>, vescovo e martire cristiano, famoso per il prodigio della liquefazione del sangue. Le numerose fonti documentarie sulla vita e le opere del santo riferiscono che Gennaro\u00a0<strong>nacque a Napoli nella seconda met\u00e0 del III secolo<\/strong>: eletto vescovo di Benevento, svolse il suo apostolato amato dalla comunit\u00e0 cristiana e rispettato dai pagani per le imponenti opere di carit\u00e0 cui era impegnato. Era quello, infatti, il primo periodo dell\u2019<strong>impero di Diocleziano <\/strong>(243-313), che in inizialmente permise ai cristiani di occupare anche posti di prestigio, unitamente ad una certa libert\u00e0 di culto. In vecchiaia per\u00f2 l\u2019imperatore, sotto la pressione del suo cesare Galerio, firm\u00f2 ben\u00a0<strong>tre editti contro i cristiani<\/strong>, provocando una delle pi\u00f9 feroci persecuzioni, che colpirono la Chiesa nei suoi membri e nei suoi averi al fine di impedirle di soccorrere i poveri e spezzare cos\u00ec il favore popolare. E proprio in questo contesto s\u2019inserisce la\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/news.leonardo.it\/giorno-di-santo-stefano-il-26-dicembre-si-celebra-il-primo-martire-del-cristianesimo\/\">storia del martirio<\/a> di Gennaro<\/strong>.<\/p>\n<p>Recatosi a Pozzuoli per portare conforto al diacono Sosso (o Sossio), incarcerato dal giudice Dragonio, proconsole della Campania, per le funzioni religiose che quotidianamente venivano celebrate nonostante i divieti, Gennaro fu a sua volta arrestato, insieme ai suoi due compagni Festo e Desiderio e<strong>condannato a morire nell\u2019anfiteatro sbranato dagli orsi, in un pubblico spettacolo<\/strong>. Durante i preparativi, il proconsole si accorse per\u00f2 che il popolo dimostrava simpatia verso i prigionieri e, temendo disordini durante i giochi, mut\u00f2 la pena facendoli\u00a0<strong>decapitare il 19 settembre del 305 nel Foro di Vulcano<\/strong>, presso la celebre Solfatara di Pozzuoli. Qui, si racconta,\u00a0<strong>una donna di nome Eusebia riusc\u00ec raccogliere in due ampolle parte del sangue del vescovo<\/strong>, mentre gli abitanti di Pozzuoli seppellirono le spoglie dei martiri nell\u2019agro Marciano.<\/p>\n<p>Oltre un secolo dopo, nel 431, per volont\u00e0 del vescovo di Napoli, S. Giovanni I,\u00a0<strong>le reliquie di Gennaro vennero quindi trasportate da Pozzuoli alle catacombe di Capodimonte<\/strong>, poi dette \u201cCatacombe di S. Gennaro\u201d e proprio durante il trasporto le due ampolline contenenti il sangue del martire vennero consegnate al vescovo, mentre a ricordo delle tappe della solenne traslazione, vennero erette due cappelle: S. Gennariello al Vomero e San Gennaro ad Antignano.<\/p>\n<p>Con il trascorrere del tempo, il\u00a0<strong>culto per il santo vescovo si diffuse enormemente<\/strong>, richiedendo l\u2019ampliamento della catacomba, a testimonianza del fatto che\u00a0<strong>sin dal V egli fosse gi\u00e0 considerato \u2018santo\u2019<\/strong>,\u00a0<strong>canonizzazione poi confermata da papa Sisto V nel 1586<\/strong>. La tomba divenne in breve tempo meta di continui pellegrinaggi per i\u00a0<strong>grandi prodigi che gli venivano attribuiti<\/strong>: nel 472, ad esempio, in occasione di una violenta eruzione del Vesuvio, i napoletani accorsero in massa nella catacomba per chiederne l\u2019intercessione, iniziando cos\u00ec l\u2019abitudine ad invocare S. Gennaro in occasione di terremoti ed eruzioni.<strong>Man mano che<\/strong> <strong>il suo culto<\/strong> <strong>aumentava, diminuiva quello per S. Agrippino vescovo, fino allora patrono della citt\u00e0 di Napoli, fin che, nel 472, Gennaro cominci\u00f2 ad assumere il rango di patrono principale della citt\u00e0, <\/strong>tanto che<strong> <\/strong>durante la successiva eruzione, nel 512, fu lo stesso vescovo di Napoli, S. Stefano I, ad iniziare le preghiere propiziatorie,\u00a0<strong>facendo costruire in suo onore la chiesa detta Stefania, dove fu riposto il cranio del santo e la teca contenente le ampolle del sangue e sulla quale, verso la fine del secolo XIII, venne eretto il Duomo<\/strong>. Una decisione provvidenziale, che preserv\u00f2 le suddette reliquie dal furto operato dal longobardo Sicone durante l\u2019assedio di Napoli dell\u2019831. Le restanti ossa furono infatti trafugate e portate a Benevento, sede del ducato longobardo, dove restarono fino al 1156, per poi far perdere le loro tracce per secoli, fino al ritrovamento fortuito del 1480.<\/p>\n<p>Dopo infinite trattative, il 13 gennaio 1492, le ossa di Gennaro furono quindi riportate a Napoli, nel succorpo del Duomo, ed unite al capo e alle ampolle. La teca assunse poi l\u2019aspetto attuale nel XVII secolo: racchiuse fra due vetri circolari di circa dodici centimetri di diametro, vi sono le due ampolline, una pi\u00f9 grande di forma ellittica schiacciata, ripiena per circa il 60% di sangue e quella pi\u00f9 piccola cilindrica con solo alcune macchie rosso-brunastre sulle pareti.<\/p>\n<p>Ma\u00a0<strong>il culto di San Gennaro si estende ben oltre i confini di Napoli<\/strong>: egli \u00e8 conosciuto in tutto il mondo (grazie anche al culto esportato dai tantissimi emigranti napoletani) non solo per i suoi prodigiosi interventi nel bloccare le calamit\u00e0 naturali, ma anche per il famoso\u00a0<strong>prodigio della<\/strong> <strong>liquefazione del sangue contenuto nelle antiche ampolle<\/strong>, completamente sigillate e custodite in una nicchia chiusa con porte d\u2019argento, situata dietro l\u2019altare principale, della Cappella del Tesoro .<\/p>\n<p><strong>Il miracolo della liquefazione del sangue<\/strong>, che a Napoli ha assunto una valenza incredibile, secondo un antico documento sarebbe avvenuto per la prima volta il 17 agosto 1389, ripetendosi da allora tre volte l\u2019anno: nel\u00a0<strong>primo sabato di maggio<\/strong>, in cui il busto ornato di paramenti vescovili e il reliquiario con la teca e le ampolle vengono portati in processione dal Duomo alla Basilica di S. Chiara, in ricordo della prima traslazione da Pozzuoli a Napoli;\u00a0<strong>il 19 settembre<\/strong>, ricorrenza della decapitazione, in occasione della quale il busto e le reliquie vengono esposte sull\u2019altare maggiore del Duomo; e\u00a0<strong>il 16 dicembre<\/strong>\u201cfesta del patrocinio di S. Gennaro\u201d, in memoria della disastrosa eruzione del Vesuvio nel 1631, bloccata dopo le invocazioni al santo. E\u2019 accaduto per\u00f2, nel corso dei secoli, che il miracolo abbia anticipato o tardato la data, segni interpretati dal popolo napoletano rispettivamente come auspicio positivo per il futuro della citt\u00e0, o presagio di possibili calamit\u00e0 future. Del resto\u00a0<strong>la prodigiosa liquefazione \u00e8 stata recentemente oggetto di profondi studi scientifici<\/strong>, grazie ai quali, usando l\u2019esame spettroscopico, si \u00e8 potuto stabilire la presenza di emoglobina nel liquido, confermandone cos\u00ec la natura organica, ma<strong>nessuna analisi \u00e8 ad oggi stata in grado di spiegarne la causa<\/strong>. Singolare inoltre il fatto che a Pozzuoli, contemporaneamente al miracolo che avviene a Napoli, la pietra conservata nella chiesa di S. Gennaro e che si crede sia il ceppo su cui il martire poggi\u00f2 la testa per essere decapitato, diventi pi\u00f9 rossa.<\/p>\n<p>Miracolo o no,\u00a0<strong>i festeggiamenti in onore di San Gennaro non conoscono paragoni<\/strong>: per omaggiare in Santo Patrono della citt\u00e0,\u00a0<a href=\"http:\/\/viaggi.leonardo.it\/visita-nella-citta-della-pizza-napoli\/\">Napoli<\/a> organizza ogni anno una miriade di eventi, che si protraggono ben oltre la giornata odierna. Si comincia cos\u00ec con la lettura della Passione del Santo durante la Solenne Celebrazione Eucaristica, cui seguir\u00e0 l\u2019esposizione delle Reliquie (in streaming sul portale internet www.sangennaro.eu e sul digitale terrestre con Napoli Canale 21). Avvenuta la liquefazione, la teca, sorretta dall\u2019arcivescovo, viene mostrata ai fedeli, successivamente ammessi ad ammirarla da vicino e baciarla, con un prelato preposto a muoverla per farne constatare la liquidit\u00e0. Alle ore 21 poi, l\u2019<strong>esibizione della banda della NATO<\/strong>, per sancire un<strong>gemellaggio virtuale con la festa americana di\u00a0<a href=\"http:\/\/viaggi.leonardo.it\/visita-al-bellissimo-stato-di-new-york\/\">New York<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>La festa proseguir\u00e0 quindi con \u201c<strong>A caccia di sorrisi<\/strong>\u201d, un\u2019urban game senza barriere per favorire l\u2019inclusione sociale organizzato per domani, 20 settembre, al Lungomare Caracciolo; a seguire, alle ore 20:00 il\u00a0<strong>concerto in omaggio a San Gennaro<\/strong> a cura dei gruppi etnici cittadini<strong> <\/strong>che si terr\u00e0 sul sagrato del Duomo; e ancora, domenica 21,\u00a0<strong>gara podistica cittadina<\/strong> a cura del CSI, con partenza dal Duomo alle 8:30 e alla cui premiazione presenzier\u00e0 il Cardinale. Marted\u00ec 23 settembre, alle ore 20, si terr\u00e0 quindi il\u00a0<strong>Concerto del San Carlo<\/strong>, performance musicale dell\u2019orchestra del Massimo napoletano, mentre in programma per il 24 e 25 settembre \u201c<strong>Raccontami Napoli e San Gennaro<\/strong>\u201d, spettacolo teatrale promosso nell\u2019ambito del progetto \u201cImago mundi\u201d, diretto da Giulio Baffi; ed in fine, al via sabato prossimo, in occasione della Giornata Mondiale del Turismo, l\u2019iniziativa \u201c<strong>San Gennaro nell\u2019arte<\/strong>\u201d, con\u00a0<strong>visita a prezzo ridotto ai musei e luoghi del Santo patrono: Catacombe, Donnaregina, Tesoro.<\/strong><\/p>\n<p><strong>fonte: news.leonardo.it<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana; color: #000000; font-size: x-small;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.san-gennaro.it\/img\/gennaro12.gif\" border=\"0\" alt=\"\" hspace=\"10\" align=\"left\" \/>San Gennaro, nacque povero da genitori poveri e ancora bambino, rimase orfano di madre. Il padre, passato a seconde nozze a causa della povert\u00e0 mand\u00f2 il figlio, sebbene in tenera et\u00e0, a fare il guardiano di porci. Il ragazzo conobbe un Eremita del villaggio e cominci\u00f2 a frequentarlo, recandosi da lui per essere istruito. Un giorno l\u2019Eremita invit\u00e0 Gennaro a seguirlo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>A questo punto nella vita del Santo troviamo un vuoto incolmabile, tant\u2019\u00e8 che, allontanandosi dal luogo nat\u00eco, lo ritroviamo vescovo di Benevento e quindi martire a Pozzuoli. San Gennaro sembra abbia versato il suo sangue per Cristo all&#8217;inizio del secolo IV. In una nota agiogr\u00e0fica si legge infatti che Gennaro, &#8220;vescovo di Benevento, ha sub\u00ecto il martirio a Napoli, insieme con i suoi compagni, durante la persecuzione di Diocleziano&#8221;. Condannato &#8220;ad bestias&#8221; nell&#8217;anfiteatro di Pozzuoli, insieme con i compagni di fede, a causa del ritardo di un giudice, sarebbe stato decapitato e non dato in pasto alle belve per il gratuito e macabro divertimento dei pagani. Oltre un secolo dopo, nel 432, in occasione della traslazione delle reliquie da Pozzuoli a Napoli, una donna avrebbe consegnato al vescovo Giovanni due ampolle contenenti il sangue raggrumato di S. Gennaro.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<h3><span style=\"font-family: verdana; color: #000000; font-size: x-small;\"><strong>Come avvenne:<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>Durante la persecuzione dell&#8217;imperatore Diocleziano (284-305), il vescovo Gennaro si trovava a Pozzuoli, in incognito, per non essere riconosciuto dai\u00a0<a title=\"Paganesimo\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paganesimo\">pagani<\/a>, che allora accorrevano numerosi nella zona per consultare la<a title=\"Sibilla Cumana\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sibilla_Cumana\">Sibilla Cumana<\/a>. I cristiani della zona, per\u00f2, erano a conoscenza della presenza del vescovo, tanto che il\u00a0<a title=\"Diacono\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Diacono\">diacono<\/a><a title=\"Sossio di Miseno\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sossio_di_Miseno\">Sossio<\/a>, il diacono Festo e il\u00a0<a title=\"Lettorato (liturgia)\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lettorato_(liturgia)\">lettore<\/a> Desiderio, si recarono pi\u00f9 volte a fargli visita. I pagani scoperto che\u00a0<a title=\"Sossio di Miseno\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sossio_di_Miseno\">Sossio<\/a> era cristiano, lo denunciarono al giudice Dragonzio. Sossio venne catturato e condannato ad essere sbranato dalle belve nell&#8217;<a title=\"Anfiteatro Flavio (Pozzuoli)\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anfiteatro_Flavio_(Pozzuoli)\">anfiteatro Flavio di Pozzuoli<\/a>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/encrypted-tbn2.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcSGtZ379bVb3pE6gkYM7YJL7bjaVfJgUZEi-n4WKyil3GrnSka-\" alt=\"\" \/>Gennaro, Festo e Desiderio, saputo del suo arresto, vollero far visita a Sossio; furono scoperti, confessarono di essere cristiani e furono condotti dal giudice Draconzio, che li condann\u00f2 alla stessa pena di Sossio. A questo punto del racconto compaiono i tre puteolani, il diacono Procolo ed i\u00a0<a title=\"Laico\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Laico\">laici<\/a> cristiani Eutiche ed Acuzio, i quali protestarono vivacemente contro la condanna mentre i martiri venivano condotti al supplizio; con la facilit\u00e0 e il fanatismo di allora, furono presi anche loro e condannati alla stessa pena degli altri. Il giorno dopo, tuttavia, per l&#8217;assenza del governatore stesso, impegnato altrove o, secondo altri, perch\u00e9 si era accorto che il popolo dimostrava simpatia verso i condannati e quindi per evitare disordini, il supplizio fu sospeso. Secondo la tradizione invece, il supplizio fu mutato per l&#8217;avvenimento di un miracolo, infatti, le fiere si inginocchiarono al cospetto dei condannati, dopo una\u00a0<a title=\"Benedizione\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Benedizione\">benedizione<\/a> fatta da Gennaro. Perci\u00f2 furono trasferiti nel Foro dove il Magistrato giudicante li condann\u00f2 alla decapitazione, che ebbe luogo, secondo la tradizione, il 19 settembre del 305 nei pressi della\u00a0<a title=\"Solfatara di Pozzuoli\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Solfatara_di_Pozzuoli\">Solfatara di Pozzuoli<\/a>.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana; color: #000000; font-size: x-small;\"> <\/span><\/p>\n<p>Quasi a garanzia dell&#8217;affermazione della donna il sangue si liquefece davanti agli occhi del vescovo e di una grande moltitudine di fedeli. L&#8217;evento singolare da allora si ripete costantemente tutti gli anni in determinati giorni, cio\u00e8 il sabato precedente la prima domenica di maggio e negli otto giorni successivi; il 16 dicembre e il 19 settembre e per tutta l&#8217;ottava delle celebrazioni in suo onore. Le testimonianze di questo fenomeno cominciano dal 1329, e sono tanto numerose e concordi da non poter essere messe in dubbio. Il prodigio, perch\u00e9 tale \u00e8 anche per la scienza, merita l&#8217;affettuosa ammirazione con cui \u00e8 seguito dall&#8217;intera popolazione partenopea. La sincera devozione dei napoletani per questo martire, storicamente poco identificabile, ha fatto s\u00ec che la memoria di S. Gennaro, celebrata liturgicamente gi\u00e0 dal 1586, fosse conservata nel nuovo calendario. Poich\u00e9 al fenomeno manca una spiegazione naturale, non dipendendo n\u00e9 dalla temperatura n\u00e9 dall&#8217;ambiente, possiamo comunque attribuirgli il significato simbolico di vivificante testimonianza del sangue di tutti i martiri nella vita della Chiesa, nata dal sangue della prima vittima, Cristo crocifisso.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<table>\n<tbody><\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi, 19 settembre, la Chiesa celebra\u00a0San Gennaro, vescovo e martire cristiano, famoso per il prodigio della liquefazione del sangue. 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