{"id":35577,"date":"2014-09-15T09:00:52","date_gmt":"2014-09-15T13:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=35577"},"modified":"2014-09-15T09:03:06","modified_gmt":"2014-09-15T13:03:06","slug":"%e2%80%9csan-gennaro-day%e2%80%9d-e-%e2%80%9craccontami-di-napoli-e-san-gennaro%e2%80%9d-due-appuntamenti-con-il-teatro-la-musica-e-la-cultura-per-celebrare-la-festa-di-san-gennaro-2014","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/%e2%80%9csan-gennaro-day%e2%80%9d-e-%e2%80%9craccontami-di-napoli-e-san-gennaro%e2%80%9d-due-appuntamenti-con-il-teatro-la-musica-e-la-cultura-per-celebrare-la-festa-di-san-gennaro-2014\/","title":{"rendered":"\u201cSan Gennaro Day\u201d e \u201cRaccontami di Napoli e San Gennaro\u201d, due appuntamenti con il teatro, la musica e la cultura per celebrare la Festa di San Gennaro 2014."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a rel=\"attachment wp-att-35579\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=35579\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-35579\" title=\"festa-san-gennaro-napoli-2014\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/festa-san-gennaro-napoli-2014-300x147.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"147\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">il\u00a019 settembre\u00a0si avvicina. Per i napoletani \u00e8 una delle date pi\u00f9 significative dell\u2019anno, perch\u00e8 \u00e8 il giorno in cui\u00a0si celebra a Napoli la\u00a0Festa del Santo Patrono della citt\u00e0: San Gennaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">In quella occasione si svolger\u00e0, come da tradizione, il\u00a0miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro\u00a0nel Duomo, un momento molto atteso da credenti e non, perch\u00e9 rappresenta la vicinanza simbolica del Santo Patrono alla citt\u00e0 di Napoli ed ai suoi abitanti. Un evento che richiamer\u00e0, come ogni anno, migliaia di visitatori, pellegrini e fedeli che intendono partecipare a questa grande cerimonia religiosa. Il miracolo potr\u00e0 essere\u00a0seguito in diretta streaming\u00a0anche dall\u2019Australia, dagli Stati Uniti dal Sud Africa e dall\u2019America Latina<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a rel=\"attachment wp-att-35580\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=35580\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-35580\" title=\"1375163_284875301680527_5955755312806215051_n\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/1375163_284875301680527_5955755312806215051_n-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/1375163_284875301680527_5955755312806215051_n-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/1375163_284875301680527_5955755312806215051_n.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ma la\u00a0Festa di San Gennaro, quest\u2019anno, \u00e8 stata inserita, dall\u2019Assessorato alla Cultura ed al Turismo del Comune di Napoli, all\u2019interno della rassegna\u00a0<em>Imago Mundi, feste e santi della citt\u00e0 di Napoli<\/em>, che comprende anche le feste religiose della Madonna della Neve, di Piedigrotta, di San Gennaro e di Sant\u2019Alfonso Maria de\u2019 Liguori.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Dal 19 al 21 settembre 2014\u00a0si terranno quindi due eventi per celebrare la festa del Santo Patrono di Napoli: il\u00a0<em>San Gennaro Day<\/em> e\u00a0<em>Raccontami Napoli e San Gennaro<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Per tutto il weekend dedicato alla commemorazione del nome del Santo, via del Duomo ed i suoi storici monumenti saranno animati con momenti di teatro interpretati da artisti napoletani di affermata popolarit\u00e0.\u00a0Si terranno, infatti, gli spettacoli di<em> Raccontami Napoli e San Gennaro <\/em>(un percorso di 12 eventi distribuiti per due giorni ed in varie ore della giornata, e replicati pi\u00f9 volte cos\u00ec da creare un calendario di rappresentazioni di grande interesse culturale e turistico), e la II edizione del\u00a0<em>Premio San Gennaro Day<\/em> curato da\u00a0Gianni Simioli.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Programma della Festa di San Gennaro 2014<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Raccontami Napoli e san Gennaro<\/em><br \/>\nun progetto di Giulio Baffi e Giovanni Petrone<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Museo Diocesano e via Duomo<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Venerd\u00ec 19, sabato 20 e domenica 21 alle 11:00 e alle 12:00<br \/>\nMercoled\u00ec 24 e venerd\u00ec 26 alle 17:30, alle 18:30, alle 20:30<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">I bellissimi spazi di Napoli, una strada antica come via Duomo che nasconde altre strade, spazi, vicoli, piccole piazze, chiostri, sale, chiese. Architetture che possono diventare location per rappresentazioni inconsuete, per attori che inventano una storia e la raccontano al pubblico come per un incontro improvvisato. Verit\u00e0 e fantasia che si confondono.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Raccontami<\/em> \u00e8 format teatrale sperimentato negli anni in incontri di teatro che guarda al territorio come ad una nutrimento artistico unico, affidando agli attori la parola e l\u2019invenzione, la suggestione, la ricerca, moltiplicando l\u2019attenzione degli spettatori e la fantasia degli attori-autori. Negli ultimi anni i\u00a0<em>Raccontami<\/em> sono stati applauditi in centinaia di spazi storici, museali ed architettonici della Campania. Oggi \u00e8 bello raccontare in via Duomo nuove storie, costruite con fantasia, parole e gesti, suoni, versi di grandi poeti napoletani che costruiscono inconsueti tessuti per rapide rappresentazioni affidate all\u2019invenzione di attori che hanno accolto con entusiasmo l\u2019invito di\u00a0<em>Imago Mundi<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Isa Danieli, Mariano Rigillo, Claudio Di Palma, le guarattelle di\u00a0Bruno Leone\u00a0e altri attori e musicisti della scena napoletana saranno i protagonisti del\u00a0<em>Raccontami Napoli e San Gennaro<\/em> al Museo Diocesano e in altri luoghi storici di via Duomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>San Gennaro Day<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Sagrato del Duomo di Napoli<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Domenica 21 settembre, ore 21:00<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Dopo il grande successo del 2013, torna il\u00a0<em>San Gennaro Day<\/em>: una serata unica per provare a sostenere, riconoscere (da riconoscenti) ed applaudire quei napoletani (e non) che compiono ogni giorno il \u201cmiracolo\u201d della creativit\u00e0 e dell\u2019impegno sociale e civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Il\u00a0Premio San Gennaro Day sar\u00e0 una festa che mescola la cultura pi\u00f9 leggera a quella pi\u00f9 pesante: la festa di San Gennaro \u00e8 tra le pochissime occasioni che abbiamo per assistere in una sola volta al grande spettacolo del\u00a0<em>meltin pop<\/em> che solo Napoli riesce a inscenare. Per questo ad affiancare scrittori e intellettuali sul palco ci saranno proprio quelle icone simbolo del popolo, affinch\u00e8 si realizzi concretamente quello scambio culturale che dalla notte dei tempi si va auspicando.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(San Gennaro Day \u00e8 un\u2019idea di Gianni Simioli e Fiorita Nardi \u2013 Direttore artistico: Gianni Simioli \u2013 Prodotto dalla Jesce Sole)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Per conoscere il programma completo della rassegna\u00a0<em>Imago Mundi<\/em><a title=\"Imago Mundi sito ufficiale\" href=\"http:\/\/imagomundi.events\/\" target=\"_blank\"> consultare il sito ufficiale<\/a><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\"><a rel=\"attachment wp-att-35581\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=35581\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-35581\" title=\"10309044_284877368346987_2846657325152794399_n\" 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alt=\"\" \/>Noi\u00a0<em>crediamo<\/em> ai miracoli, a quelli veri. Che cosa \u00e8 il miracolo?<br \/>\nIl miracolo \u00e8 un fatto straordinario che avviene al di sopra delle leggi della natura o contro di esse. Dio solo pu\u00f2 operare il miracolo. Egli lo fa per rivelare agli uomini la sua potenza, il suo amore, o la sua giustizia.<br \/>\nIl miracolo in questo caso \u00e8 quasi sempre accompagnato da tali circostanze che rispondono alla dignit\u00e0 divina e ne determinano il carattere soprannaturale.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>Non tutto ci\u00f2 che per l&#8217;uomo \u00e8 sorprendente pu\u00f2 essere qualificato come miracoloso. Se, ad esempio, una mano avvicinata al fuoco, invece di riscaldarsi, come sarebbe naturale, si ghiacciasse, ci\u00f2 potrebbe impressionare coloro che ne ignorano le cause, senza peraltro essere definito miracolo, specie se non \u00e8 accompagnato da quei segni e quelle premesse che richiamino l&#8217;intervento divino. Chiameremo tali esempi fenomeni straordinari, ma non miracoli.<\/p>\n<p>Quando il pubblico, dopo ore di attese e di preghiere, nella prima decade di maggio e di settembre di ogni anno, assiste stupefatto alla liquefazione di una certa sostanza indurita, ritenuta sangue di S. Gennaro, conservata nel Duomo di Napoli dentro una piccola ampolla, si esalta e freneticamente applaude, come farebbe dinanzi a un qualsiasi spettacolo, noi ne comprendiamo la ragione, ma rimaniamo scettici di fronte al carattere miracoloso ad esso attribuito.<\/p>\n<p>Valga il presente studio a far riflettere tutte le persone di buon senso, prima di credere quello che in questo caso la folla crede.<br \/>\nLa nostra affermazione \u00e8 basata sui fatti. Ed i fatti li desumiamo principalmente da una cronaca del miracolo di S. Gennaro, scritta e pubblicata tempo addietro dal Rev. canonico napoletano don Vincenzo Iodice e reperibile nella stessa cattedrale di Napoli.<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/encrypted-tbn2.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcSTUBgM52wvu-IpJbUGQmJK_Q3wyYXnpxOEWPpxeDwNk-ArhEFt\" alt=\"\" \/>Leggenda e storia<\/strong><\/p>\n<p>Si narra che nell&#8217;anno 305 fu tratto in arresto il capo della comunit\u00e0 religiosa di Benevento, un certo Gennaro. Gli storici che hanno trattato l&#8217;argomento, non sono d&#8217;accordo nello stabilire il paese d&#8217;origine del santo, e fra di essi, c&#8217;\u00e8 chi nega del tutto la sua vera esistenza.<br \/>\nAd ogni modo, la tradizione stabilisce che Gennaro fu condotto a Pozzuoli ed in quell&#8217;Anfiteatro fu decapitato, per essere spettacolo alla gente.<br \/>\nDa Pozzuoli, poco tempo dopo il corpo del martire fu trasferito a Napoli ed in quella occasione avvenne un fatto straordinario, cos\u00ec raccontato nella storia del canonico:\u00a0<em>\u00ab Le ampolle, dice la leggenda, erano custodite da Eusebia, nutrice del santo e solo dieci anni pi\u00f9 tardi, quando cio\u00e8 il corpo del santo trionfalmente veniva portato in processione a Napoli, passando per Antignano la vecchietta che abitava in quei pressi, le cacci\u00f2 fuori in quella circostanza, per consegnarle nelle mani del Vescovo S. Zosimo o Cosma, che guidava il corteo. Infatti appena esse furono da lui poste sull&#8217;urna, il sangue coagulato e disseccato, sembr\u00f2 rivivere liquefacendosi \u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Si tenga presente che prima dell&#8217;anno 1600 stando alla tradizione ricordata dallo scrittore, per il decorso di tredici secoli, non si allude mai al miracolo del sangue, fuori dalla sopradetta circostanza.<br \/>\nCosa \u00e8 avvenuto da allora al 1600? Secondo un&#8217;altra cronaca, durante l&#8217;assedio posto a Napoli dal principe di Benevento Sicone nell&#8217;anno 817, il corpo di S. Gennaro fu trafugato e portato a Benevento.<br \/>\nDa questa citt\u00e0 nel 1159, avendo Guglielmo il Normanno, espugnato Benevento, il corpo del martire fu trasferito nel convento di Montevergine in quel di Avellino.<br \/>\nPassati altri tre secoli, e propriamente nell&#8217;anno 1480, durante alcune riparazioni alla chiesa del convento, ordinate dal cardinale d&#8217;Aragona, fu rinvenuto sotto l&#8217;altare un sarcofago, che portava questa \u00ecscrizione latina:\u00a0<em>Corpus S. Januari Episcopi beneventani et mart\u00edris<\/em>. Naturalmente tutti credettero di trovarsi dinanzi al corpo del santo di cui parliamo. Il vescovo di Napoli fu molto impressionato da questa scoperta e pretese il diritto di riavere il corpo a Napoli; ma la fortuna non gli arrise. Pi\u00f9 tardi quando a presule della diocesi di Napoli si trov\u00f2 il cardinale Oliviero Carafa, questi brig\u00f2 talmente nella corte papale, che ottenne dal papa Alessandro VI, di famosa memoria, il permesso di togliere ai frati di Montevergine il corpo di S. Gennaro e di poterlo trasferire a Napoli. Ci\u00f2 che egli fece in maniera trionfale.<\/p>\n<p>Dovettero passare altri cinquanta anni prima che una simile reliquia fosse messa in efficienza. L&#8217;occasione non manc\u00f2. Una terribile peste scoppi\u00f2 a Napoli con tragiche e dolorose conseguenze. Le autorit\u00e0 ecclesiastiche organizzarono una processione per portare in giro per la citt\u00e0 il corpo del santo, seguito da tutto il popolo che chiedeva a gran voce la cessazione del morbo, con la promessa che, a prodigio avvenuto, avrebbero fatto erigere in suo onore una cappella. La peste come ogni altra cosa, ebbe fine, non senza aver mietuto molte vittime, ma la sua fine fu attribuita alla potenza d\u00ed S. Gennaro. Senonch\u00e9, &#8220;passata la festa e gabbatu lu santu&#8221; come dice un proverbio popolare, i napoletani dimenticarono la promessa. Siamo quasi al 1600 e S. Gennaro non ha una chiesa di suo in Napoli.<\/p>\n<p>Ci volle il Vesuvio a risvegliare la memoria per il santo. Infatti la grande eruzione di quel tempo mise tanta paura nell&#8217;animo dei napoletani che subito ricorsero al santo, perch\u00e9 facesse la grazia di fermare la lava, che stava facendo danni immensi e di far cessare la pioggia di lapilli. Anche il Vesuvio, come altre volte, cess\u00f2 dall&#8217;essere cattivo e torn\u00f2 allo stato norrnale. Ma per i napoletani S. Gennaro aveva fatto il miracolo e per premio gli fu edificata una cappella: cos\u00ec il voto degli avi era stato adempiuto.<\/p>\n<p>Dopo 1300 anni finalmente S. Gennaro ebbe un luogo consacrato al suo nome. E pensare che il popolo napoletano in tutto questo tempo aveva onorato un&#8217;altra santa, alla quale aveva eretto una chiesa sin dal tempo di Costantino, dicono certi storici, ma pi\u00f9 probabilmente nel secolo VII, dice il canonico Iodice, sulla scorta di altri scrittori. Questa santa si chiama Restituta, una servetta cristiana che fu martirizzata contemporaneamente a S. Gennaro. \u00c8 ben curioso dunque che una servetta trov\u00f2 subito nel cuore dei napoletani simpatia, devozione e culto, mentre per S. Gennaro Vescovo dimenticanza e oblio&#8230;!<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/m2.paperblog.com\/i\/236\/2364159\/quando-san-gennaro-fu-sostituito-da-santanton-L-iDPCZ5.jpeg\" alt=\"\" \/>Ad ogni modo la chiesa erettagli risulta di una cappella aggiunta a quella di Santa Restituta, alla quale era gi\u00e0 collegato un antico battistero, per celebrare il rito per immersione, e tutto l&#8217;insieme venne a formare il Duomo di Napoli. In quest&#8217;epoca S. Gennaro cominci\u00f2 a fare il miracolo del sangue e cos\u00ec S. Restituta pass\u00f2 in second&#8217;ordine e fu dimenticata.<\/p>\n<p>Dopo tredici secoli riapparvero le ampolle di Eusebia. Chiss\u00e0 dove furono nascoste in tutto questo tempo e da chi erano state custodite!<\/p>\n<p><strong>La cappella<\/strong><\/p>\n<p>A destra di chi entra nel Duomo di Napoli si trova la cappella destinata all&#8217;ufficiatura del miracolo. Essa pu\u00f2 contenere molta gente. \u00c8 ricca di pitture di valore e di varie pregevoli statue, che per l&#8217;occasione vengono portate in processione per la citt\u00e0.<br \/>\nLa cappella ha tre altari. In quella di mezzo vengono esposte le reliquie durante la festa del santo. Esse comprendono un Ostensorio d&#8217;argento contenente due ampolline con il sangue ed un busto del santo, anch&#8217;esso d&#8217;argento, dono di Carlo I d&#8217;Angi\u00f2, nel quale dicono sia la testa del martire. Il busto ha la faccia dorata, che perci\u00f2 \u00e8 detta &#8220;faccia gialluta&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Il reliquiario<\/strong><\/p>\n<p>Nella parte centrale e circolare dell&#8217;Ostensorio sono racchiuse le ampolle tra due vetri. La pi\u00f9 grande \u00e8 di cm. 13 e per due terzi contiene una sostanza rosso-cupa, creduta sangue, al di sopra \u00e8 posta l&#8217;altra pi\u00f9 piccola, ma vuota e recante solo le tracce della sostanza asportata, a quanto si racconta, da Carlo III di Borbone, che ne fece dono al re Filippo V di Spagna.<br \/>\nSi dice che quando ribolle il sangue a Napoli, lo stesso avvenga a Pozzuoli ed in Spagna. Per\u00f2 questa diceria viene smentita nella cronaca scritta dal canonico Iodice.<\/p>\n<p>Durante il tempo che i devoti pregano perch\u00e9 il santo faccia il miracolo, il prete celebrante prende di tanto in tanto l&#8217;Ostensorio e lo piega or a destra ed or a sinistra, &#8220;per vedere&#8221;, dicono, se il sangue si liquefa. A miracolo compiuto, il medesimo prende l&#8217;Ostensorio, lo passa al bacio dei fedeli, che si affollano dinanzi all&#8217;altare. Durante questo servizio, un altro prete segue il primo avvicinando una candela accesa alla reliquia, dicono, &#8220;perch\u00e9 il pubblico possa accertarsi della liquefazione avvenuta&#8221;.<\/p>\n<p>\u00c8 da notare a questo punto, che il sangue non si scioglie nel giorno della festa della nascita del santo, che sarebbe il 16 dicembre.<br \/>\nAd ogni modo \u00e8 provato che il processo della liquefazione comincia con il distacco graduale della sostanza indurita dal vetro, per poi estendersi al centro; ma questo spesso resta allo stato di prima; rimane cio\u00e8 un piccolo nucleo della sostanza che non si scioglie.<\/p>\n<p>A nostro parere questo procedimento \u00e8 sfavorevole all&#8217;ammissione del miracolo; poich\u00e9 mostra che la liquefazione \u00e8 prodotta da cause esterne. Di regola la vita dovrebbe svilupparsi dal centro, e procedere verso la periferia.<br \/>\nNon vi pare che l&#8217;ambiente portato ad una temperatura pi\u00f9 calda della precedente, l&#8217;agitazione prodotta dal prete, il calore della fiammella molto vicina all&#8217;ampolla contribuiscano a produrre il fenomeno della liquefazione? Per lo meno vi \u00e8 un legittimo dubbio.<\/p>\n<p>A questo punto qualcuno dir\u00e0: il sangue al calore non si scioglie, anzi si indurisce! Benissimo. Ma chi ci assicura che il contenuto dell&#8217;ampolla sia sangue? Neppure il signor canonico lo afferma, quando scrive che\u00a0<em>\u00ab il popolo napoletano, per una secolare e mai interrotta tradizione, ritiene che nelle ampolle \u00e8 contenuto i\u00cc sangue del martire\u00bb.<\/em> Chi lo ha detto al popolo napoletano? Qui si parla di credenza tradizionale e non di prove. Tante cose crede il popolo, che poi risultano fantastiche! A quale epoca rimonta questa tradizione? Certamente dal giorno che cominci\u00f2 il misterioso avvenimento, e cio\u00e8 non prima dell&#8217;anno 1600.<\/p>\n<p>A questo punto \u00e8 opportuno che il lettore conosca un episodio piuttosto recente. Al tempo del cardinale Sanfelice si dovette procedere ad una riparazione dell&#8217;Ostensorio. Il noto prelato volle tenere nelle sue mani la reliquia, mentre il meccanico eseguiva la saldatura. Ad un certo momento il cardinale cominci\u00f2 a sentire che l&#8217;Ostensorio si riscaldava per effetto del saldatore rovente. Ecco, disse il prelato, la prova che il calore non ha nulla da che fare con il miracolo&#8230; ma aveva appena terminato di fare tale osservazione, che il sangue cominci\u00f2 a sciogliersi! Ricreduto si prostr\u00f2 in ginocchio per venerare la reliquia insieme con tutti gli altri astanti&#8230;<\/p>\n<p>Qualcuno dir\u00e0: come spiegare allora la schiuma e le bollicine che affiorano sul liquido? Le bollicine e la schiuma danno luogo a credere che avvenga un ribollimento. Ma non si tiene conto in questo caso che l&#8217;ampolla non \u00e8 tutta occupata dal liquido e vi \u00e8 quindi una parte di aria in essa, e che il tutto poi viene agitato con i continui movimenti.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, se quella sostanza potesse essere esaminata chimicamente i dubbi verrebbero risolti. Ma questo non sar\u00e0 mai permesso dalle autorit\u00e0 ecclesiastiche cattoliche, le quali si trincerano dietro il comodo paravento che le cose sacre non vanno profanate! Esse temono una clamorosa smentita. Perch\u00e9 fu lecito a Carlo III rimuovere il sangue da una delle ampolle e non \u00e8 lecito al papa di ordinare un esame di accertamento, al servizio della causa della verit\u00e0?<\/p>\n<p>Una cinquantina di anni fa, in un convento dei Padri Francescani della Provincia d&#8217;Arezzo (non ricordo la localit\u00e0), secondo quanto mi fu riferito da un baldo e spregiudicato monaco dello stesso Ordine, mio personale amico, si suoleva celebrare la festa in onore di un santo giovinetto, del quale si presumeva possedere le ossa custodite in un&#8217;urna, posta sotto un altare della chiesa. I monaci chiesero un giorno alla Congregazione romana l&#8217;estensione di quel culto a tutto l&#8217;Ordine.<br \/>\nCome suole avvenire in questi casi, la Congregazione mand\u00f2 sul posto una persona competente di sua fiducia a compiere la ricognizione delle reliquie. Ma, ahi noi! le ossa tanto venerate non erano umane, bens\u00ec quelle di un cane! Con immenso disappunto dei monaci la festa cess\u00f2 e con giustificati pretesti la cosa fu messa a tacere. La storia \u00e8 autentica.<br \/>\nNon si sa mai che cosa potrebbe accadere se anche per il sangue di S. Gennaro si ordinasse una ricognizione!<\/p>\n<p>A questa difficolt\u00e0 \u00e8 stato risposto dalla parte interessata che un esame fu fatto, non chimico, ma spettroscopico. Un illustre scienziato napoletano dichiar\u00f2, dopo l&#8217;esame, che in quella sostanza aveva notato\u00a0<em>\u00ab tracce di sangue \u00bb<\/em>. Per\u00f2 non ci ha detto a quale natura appartengono gli ingredienti sui quali sono apparse delle tracce di sangue!<\/p>\n<p><strong>La Pietra, il Busto ed il naso<\/strong><\/p>\n<p>La Pietra fatale sulla quale si dice sia stato decapitato il martire, si trova nella chiesa dei padri cappuccini di Pozzuoli. Essa \u00e8 data a vedere al pubblico nei giorni della festa del santo. Sono andato anch&#8217;io, per rendermene conto. In una cappella a destra di chi entra in chiesa, nascosta in fondo ad una buca praticata nel muro, a lato dell&#8217;altare, sta diritta una pietra, della grandezza di circa 25 cm. per 30. L&#8217;orificio della buca \u00e8 chiusa da un vetro. Per vedere la pietra bisogna fare la fila, sorvegliata dalla forza pubblica. Uno sguardo, e poi, via. Dicono che su quella pietra ribolla il sangue, ma il pubblico non ha tempo per vedere e constatare. Forse si tratta di una di quelle pietre venate che trasudano. Il canonico dice che su quella pietra\u00a0<em>\u00ab rosseggiano pi\u00f9 o meno poche strie di sangue, che si trovano o perch\u00e9 nella pietra si raccolse il sangue del martire, che su di essa fu decapitato, o perch\u00e9 pi\u00f9 probabilmente, come si vede, Eusebia vi si asciug\u00f2 le mani, dopo aver raccolto il sangue del confessore \u00bb.<\/em> Affermazioni incerte, dubbiose e insostenibili. Sopra una pietra cos\u00ec piccola avvenne la decapitazione, quasi mancassero a Pozzuoli delle pietre adatte alla bisogna! Eusebia tanto devota sciupava quel sacro sangue sopra una pietra, quasi non avesse un panno da conservare poi.<br \/>\nPerch\u00e9 ella non port\u00f2 a casa anche la pietra e non si procur\u00f2 l&#8217;ascia con la quale i manigoldi avevano staccato il capo al santo vescovo? Chi custod\u00ec quella pietra da farla pervenire molti secoli dopo ai padri cappuccini? Capisco che sono domande imbarazzanti per un devoto di S. Gennaro, ma per una fede ragionevole, queste domande vanno fatte.<\/p>\n<p>Ed ora parliamo del Busto del santo.<br \/>\nLa sua storia \u00e8 breve. Esso \u00e8 di marmo e rappresenta la figura del martire. Viene venerato nella stessa chiesa. Dicono ch\u00e9 sia miracoloso, perch\u00e9 liber\u00f2 la citt\u00e0 di Pozzuoli da un morbo pestilenziale, in una maniera assai originale. La statua presenta una cicatrice sulla guancia destra. II santo per far cessare il morbo, se lo attrasse a s\u00e9. Una piaga purulenta colp\u00ec il suo viso; quando si cicatrizz\u00f2 il morbo era cessato.<br \/>\nEd ora \u00e8 la volta del Naso.<\/p>\n<p>Quel busto di marmo un bel mattino fu trovato dai monaci senza naso.<br \/>\nLa leggenda racconta che, dopo vario tempo da questo fatto, un giovane puteolano pescava con una rete nel mar di Pozzuoli, e nel tirare su la rete, che sembrava pesante, al posto dei pesci trov\u00f2 un naso di marmo. Meravigliato ed esultante corse al convento, dicendo a quei monaci che il naso miracolosamente era riuscito fuori. I bravi monaci si affaticarono per riappiccicarlo al viso della statua, senza per altro riuscirci con i mezzi conosciuti. Allora ricorsero ad un loro confratello ritenuto per un santo servitore di Dio. Questi si assunse egli l&#8217;incarico. Ripul\u00ec per bene il naso, l&#8217;accost\u00f2 al viso della statua e con meraviglia di tutti, quasi attratto da una calamita, il naso si ricongiunse cos\u00ec fortemente al viso, che ancora oggi si pu\u00f2 vederlo con i segni della congiuntura.<br \/>\nNon facciamo commenti a queste ulteriori tradizioni della fantasia popolare, alle quali neppure i preti prestano fede.<\/p>\n<p><strong>Altri Sangui<\/strong><\/p>\n<p>In altre chiese della citt\u00e0 di Napoli sangui di vari santi sono prodigiosi.<\/p>\n<p><em>Sangue di Santa Patrizia<\/em><\/p>\n<p>Nella chiesa di S. Gregorio Armeno si liquefa ogni 25 agosto sin dal secolo XVII, miracolosamente. Corre intorno ad esso una storiella. Un devoto della santa, desiderando possedere una reliquia della medesima, trasse nascostamente un dente dal teschio del suo santo corpo, che da cento anni era in un&#8217;urna. Ne sgorg\u00f2 del sangue, che raccolto e custodito divenne oggetto di venerazione e di meraviglia.<\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;\">Sangue di S. Giovanni Battista<\/span><\/em><\/p>\n<p>Fu un dono di Carlo I al monastero di S. Arcangelo a Baiano, ed ogni 29 agosto, dall&#8217;anno 1554 si liquefa, come cosa viva.<\/p>\n<p><em>Sangue di Santo Stefano Protomartire<\/em><\/p>\n<p>Nessuno avrebbe pensato mai di raccogliere il sangue di quel primo martire cristiano, circa duemila anni fa&#8230; ma qualche viaggiatore napoletano avr\u00e0 approfittato della confusione tra gli ebrei persecutori per riportare a casa una cos\u00ec rara merce. Senonch\u00e9 la storia dice che detto sangue solo dall&#8217;anno 1561 dapprima si liquefaceva nella chiesa di S. Gaudosio, verso gli ultimi giorni di settembre, ed in seguito in quella di Santa Chiara il giorno 3 agosto d&#8217;ogni anno.<\/p>\n<p><em>Sangue di S. Luigi Conzaga<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 un sangue meno antico ma non per questo meno &#8220;prodigioso&#8221;. Esso \u00e8 custodito e si liquefa nella chiesa dell&#8217;Ordine al quale apparteneva il santo, nel giorno 21 giugno, sua ricorrenza festiva.<br \/>\nSi noti la coincidenza dell&#8217;epoca e della stagione indicate nella storia di questi sangui, rispondenti a quelle nelle quali avviene il miracolo del sangue di questo studio!<\/p>\n<p><strong>Tentativi di spiegazione<\/strong><\/p>\n<p>Gli appassionati del miracolo di S. Gennaro han dato al medesimo varie spiegazioni. Alcuni pensano che esso avvenga per la<em>simpatia<\/em> che si sviluppa nel sangue, quando l&#8217;ampolla si trova presso il busto del santo, dentro cui, come abbiamo detto, si dice che sia contenuta la testa. Altri suppongono che la forte\u00a0<em>suggestione collettiva<\/em> dei devoti ed in particolare quella di certe donne del Lavinaro, che pretendono di essere le discendenti del martire, che guardano fissamente per ore la reliquia, produca lo scioglimento del sangue!<\/p>\n<p>Ma queste spiegazioni urtano contro una difficolt\u00e0, e cio\u00e8, come dice l&#8217;autore della monografia a pagina 5,\u00a0<em>\u00ab che bench\u00e9 le reliquie del santo, siano sempre esposte ed a vista della testa, rarissima si ha la liquefazione nel mese di dicembre \u00bb.<\/em> Le circostanze non cambiano, ma l&#8217;effetto non si raggiunge.<\/p>\n<p>Non resta che la spiegazione pratica fatta in pubblico qui a Napoli un mezzo secolo fa dall&#8217;allora on. Guido Podrecca, il quale nel corso di una conferenza sull&#8217;argomento, aiutato da un suo amico chimico, riprodusse il miracolo di S. Gennaro, con un preparato analogo a quello dell&#8217;ampolla custodita nel Duomo.<\/p>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p>Tralasciando qualunque paragone dal punto di vista morale o sociale con altri popoli, limitiamo la nostra osservazione a quello religioso.<br \/>\nNelle superstizioni napoletane si riscontrano tutte le tendenze dei popoli primitivi. La presenza del miracolo non ha avuto nessuna influenza correttiva sopra tutti i suoi pregiudizi, quali la iettatura, le fatture, il potere degli amulti, dei talismani, dei cornetti, degli scongiuri, ecc.! A questo basso paganesimo si mescola uno pseudo-cristianesimo di stampo molto inferiore. Non c&#8217;\u00e8 rione di Napoli che non abbia un particolare protettore celeste; non c&#8217;\u00e8 santo cui non si sia consacrata una via o una nicchia e che non sia festeggiato con lo sfarzo di archi luminosi e di fuochi pirotecnici assordanti e diretti a far loro cosa grata.<\/p>\n<p>L&#8217;apostolo Paolo previde quello che sarebbe successo a riguardo della fede di certi cristiani, nelle due lettere al discepolo Timoteo:\u00a0<em>\u00ab Nei tempi a venire alcuni apostateranno la fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni, per via della ipocrisia degli uomini, che proferiranno menzogne \u00bb.<br \/>\n\u00ab E distoglieranno le orecchie alla verit\u00e0 e si volgeranno alle favole \u00bb.<\/em><\/p>\n<p>La maggioranza dei devoti napoletani sono da sempre refrattari alle voci della verit\u00e0 religiosa e molto proclive a quelle delle favole, pi\u00f9 conformi alle sue tendenze pietistiche e miracolistiche. In queste deviazioni, delle quali non poco sono responsabili le autorit\u00e0 cattoliche, conviene ricercare le ragioni o la vera spiegazione di certi fenomeni sorprendenti, e le origini in genere dell&#8217;esistenza di tanti celebrati santuari, dell&#8217;annunzio di tante fantastiche visioni celesti, del concorso di tanti pellegrini a grotte miracolose, alla ricerca di guarigione nelle acque di sacre fonti, ecc.<\/p>\n<p>Napoli, la citt\u00e0 partenopea, dai molti colori folcloristici, la pi\u00f9 cattolica delle cattoliche, non poteva in certe circostanze restare in seconda linea a nessun&#8217;altra citt\u00e0 d&#8217;Italia, quando si trattava di salvare il patrimonio dottrinale della chiesa romana, oppugnato da temibili avversari.<\/p>\n<p>\u00c8 stato dunque questo popolo giocato nella sua buona fede da persone interessate? \u00c8 proprio cos\u00ec. Rifletta ognuno al periodo nel quale cominci\u00f2 a verificarsi il miracolo di S. Gennaro. Esso coincide con quello della liquefazione di altri sangui, di cui ho detto in precedenza. Coincidenza che si ha, guarda caso, proprio nel periodo della riforma Protestante del sec. XVI. La Curia romana doveva ricorrere ai ripari e prendere delle misure adeguate, per difendere la causa della sua chiesa.<\/p>\n<p>Il Luteranesimo ed il Calvinismo trionfante nel Nord non dovevano invadere l&#8217;Italia, sede del romano Pontefice. Segni di un certo risveglio riformistico si avvertivano anche nella penisola, e Napoli non ne era esente. Quale forza pi\u00f9 efficace di quella del miracolo, per contrastare chi era considerato nemico religioso? Ed i miracoli erano allora pi\u00f9 facili per le autorit\u00e0 ecclesiastiche, di quanto non lo siano oggi per il tempo delle elezioni politiche! L&#8217;empia teoria del \u00abfine giustifica i mezzi\u00bb cadeva molto opportuna e non bisognava farsi prendere dagli scrupoli.<\/p>\n<p>Amico lettore, io credo di essere stato ben compreso, e del resto il mio giudizio non va lontano dall&#8217;avvertenza che il Rev. Canonico Iodice fa ai suoi lettori a pag. 54, di prestare a quanto ha scritto intorno al miracolo di S. Gennaro, &#8220;solo fede umana&#8221;.<br \/>\nCi\u00f2 vuol dire che esso non riguarda una questione dogmatica, nella quale la Suprema Autorit\u00e0 cattolica pronuncia un definitivo giudizio. Il giorno che, auguriamocelo presto, l&#8217;esame chimico coscienzioso facesse giustizia della verit\u00e0, il prestigio ufficiale della chiesa sar\u00e0 salvo e gli uomini sapranno che, ignorate formule della vecchia Alchimia, riuscivano a compiere sbalorditivi fenomeni.<\/p>\n<p>la redazione online<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>il\u00a019 settembre\u00a0si avvicina. 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