{"id":34892,"date":"2014-05-05T16:00:22","date_gmt":"2014-05-05T20:00:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=34892"},"modified":"2014-05-05T16:02:07","modified_gmt":"2014-05-05T20:02:07","slug":"il-ventre-di-napoli-la-tomba-di-virgilio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/il-ventre-di-napoli-la-tomba-di-virgilio\/","title":{"rendered":"Il Ventre di Napoli: la Tomba di Virgilio"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-34905\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=34905\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-34905\" title=\"1.3\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/1.3.jpg\" alt=\"\" width=\"304\" height=\"192\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/1.3.jpg 304w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/1.3-300x189.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 304px) 100vw, 304px\" \/><\/a>di Domenico Corcione<\/p>\n<p>Lasciati i sotterranei e i meandri soffocanti, eccomi di nuovo nel circolo caotico della vita di questa citt\u00e0, che da 3000 anni non conosce davvero la notte e il silenzio.<\/p>\n<p>Mi avvio lungo via Tribunali: ecco il <strong>campanile di Pietrasanta<\/strong>, il pi\u00f9 antico di Napoli, in mattoncini rossi e marmi scolpiti, indifferente alle masse variopinte che si muovono sotto di lui; ecco il <strong>Conservatorio di San Pietro a Majella<\/strong>, ex convento di Celestini, dove risuona musica classica, certamente registrata, a vedere che tipo di gente vi esce, che difficilmente accosteresti a Bach o Mozart; passo sotto le arcate di <strong>Port&#8217;Alba<\/strong>, aperta nelle mura della citt\u00e0 perch\u00e8 i napoletani non avevano voglia di farne il giro, e rivedo me stesso mentre sfogliavo con delizia i libri delle bancarelle, i sabati mattina di tanti anni fa. Fu qui che iniziai a infoltire la mia biblioteca con i grandi maestri: Seneca, Giovenale, Cicerone, Stevenson, Conan Doyle, Dickens, Verne, Gide, Balzac, Cornwell&#8230; Fu qui che, al prezzo di 1 euro, acquistai una copia dei Promessi Sposi bisunta, risalente al 1891, il testo pi\u00f9 antico in mio possesso; e sempre qui passavo al ritorno dalle mie lunghe camminate per la citt\u00e0.<\/p>\n<p>Oggi, nulla \u00e8 rimasto di allora: la mitica <strong>\u201cGuida\u201d<\/strong> ha chiuso i battenti dopo decenni, e davanti alle sue porte vuote c&#8217;\u00e8 la vetrina della vicina friggitoria: tanto \u00e8 tutto spazio inutilizzato, no? Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 quel signore cortese che mi sorrideva ogni volta che entravo da lui, con i libri scelti dalla bancarella davanti al suo negozio: due giovani spenti l&#8217;hanno sostituito. Anch&#8217;io, del resto, sono diverso dal me stesso di allora: meno illuso, meno sognatore, meno paziente. Perfino i libri non mi interessano: getto un&#8217;occhiata appena alla statua di Dante Alighieri nell&#8217;omonima piazza, e scendo di nuovo nelle profondit\u00e0 della terra, ma per prendere la metro.<\/p>\n<p>Con essa torno al Museo Archeologico, e qui cambio linea, diretto verso <strong>Mergellina<\/strong>, la contrada che fino a 80 anni fa era composta solo di terra, scogli, casupole e barchette, e che ricorda nel suo nome il mitico Mergoglino, giovane dall&#8217;immensa bellezza, morto d&#8217;amore per una sirena ( ci racconta Matilde Serao). Esco fuori dalla stazione fascista, dalla facciata severa e ridondante. Il sole \u00e8 esploso: fa un caldo da morire, e osservo la facciata bianca e grigia della Basilica di Piedigrotta.<\/p>\n<p>Piedigrotta: \u201cai piedi della grotta\u201d, e tale grotta altro non pu\u00f2 essere che la <strong>Crypta Neapolitana<\/strong>, un tunnel romano costruito nel I secolo per collegare Mergellina ai campi dell&#8217;area di Fuorigrotta (anche questo quartiere prende il nome dall&#8217;antro), passando attraverso al collina di Posillipo. Ma questo episodio cos\u00ec prosaico e poco poetico non andava bene ai napoletani del Medioevo, che\u00a0 attribuirono la creazione del tunnel a Virgilio. Il dolce poeta latino, sepolto secondo la tradizione proprio davanti all&#8217;ingresso della Grotta, aveva per l&#8217;occasione aveva posato\u00a0\u00a0 il pennino e preso il calderone, per realizzare il tunnel, tutto in una notte per di pi\u00f9.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/cir.campania.beniculturali.it\/tombavirgilio\/octapy-images\/item_img1.png\/image_mini\" alt=\"Il Parco\" \/>Penso a questo mentre, costeggiando il lato destro della Basilica, e salendo verso il tunnel che porta al Viale Augusto, mi incammino verso il Parco Virgiliano di Mergellina. Meno famoso del suo omonimo a Posillipo, questo parco consiste in due rampe, dove una folta vegetazione mediterranea accompagna il visitatore fino in cima. Eccomi al cancello, ed entro liberamente \u2013 l&#8217;ingresso \u00e8 gratis. Una pace davvero secolare scende su tutto, ed \u00e8 interrotta solo dal lontano frastuono dei treni delle metro. Salendo, incontro dapprima un marmo enorme, che mi ricorda i lavori di Re Alfonso D&#8217;Aragona per riattare il percorso della Grotta, e poi un busto di un giovane Virgilio, dove sembra avere non pi\u00f9 di 30 anni. Continuo a salire: sulla mia sinistra inizia a delinearsi una massa solida, alta, torreggiante: \u00e8 la <strong>Tomba di Giacomo Leopardi<\/strong>. Lo sfortunato poeta, in presa a crisi esistenziali che metterebbero in difficolt\u00e0 anche Freud, mor\u00ec qui a Napoli nel 1837, durante un&#8217;epidemia di colera.<img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/magazine.snav.it\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/napoli_tomba_leopardi.jpg\" alt=\"la tomba di giacomo leopardi si trova a napoli\" \/> Era venuto qui a Napoli per guarire dai suoi mali fisici e depressivi, e pare che, col sole la vita gioiosa e un buon quantitativo di gelati e sorbetti che gustava in via Santa Teresa degli Scalzi, ci stesse anche riuscendo. Ma il destino volle diversamente, e poco manc\u00f2 che finisse in una fossa comune. Il suo ospite napoletano, Antonio Ranieri, che successivamente si dimostr\u00f2 ben poco caritatevole nello scrivere dei suoi anni passati con Leopardi, ne salv\u00f2 le spoglie, per custodirle nella chiesa di San Vitale a Fuorigrotta. Quando il tempio and\u00f2 distrutto, le ceneri del vate di Recanati passarono qui, o almeno cos\u00ec \u00e8 ricordato da un marmo del Re Umberto I. Osservo l&#8217;opera: perfino la sua tomba emana una senso di solitudine, come doveva emanarne l&#8217;ospite oltre un secolo e mezzo fa.<\/p>\n<p>Continuo la mia ascesa, ed ecco l&#8217;ingresso della Crypta: un antro nero, profondo, da cui spira un vento gelido nonostante il sole. Un punto, minuscolo, tremolante ma visibilissimo, mi segnala l&#8217;altra estremit\u00e0, in via Grotta Vecchia, che andai a vedere due anni fa e trovai coperta da enormi ragnatele. Da anni nessuno pi\u00f9 accede all&#8217;interno di questa caverna, per molti secoli unico passaggio diretto verso Pozzuoli senza dover attraversare le colline. L&#8217;unica concessione ancor pi\u00f9 interna all&#8217;esplorazione \u00e8 data dall&#8217;acquedotto romano, ormai asciutto, e che passava per di qui, in canali scavati nel tufo giallo, per portare l&#8217;acqua a una Napoli assetata. Emana un certo fascino, questa grotta: chiss\u00e0 come doveva essere bello attraversarla, a\u00a0 piedi o in carrozza, immergendosi nella frescura e nel mistero. Fu sede di riti in onore del dio Priapo: in una notte di settembre, ragazzi e ragazze si accoppiavano assieme, nell&#8217;oscurit\u00e0, non sapendo l&#8217;un l&#8217;altra con chi, in un&#8217;orgia divina infinita, che aveva fine prima dell&#8217;alba, affinch\u00e9 l&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;amante restasse un segreto. Il cristianesimo non poteva certo permettere simili riti, e se ne appropri\u00f2: la grotta divenne una specie di chiesa (e si vedono lacerti di affresco della Madonna e di San Giovanni) e la festa pagana fu sostituita dalla ben nota festa di Piedigrotta. Chiss\u00e0 cosa ne avrebbe pensato il dio Priapo!<\/p>\n<p>Salgo, l&#8217;ascesa pi\u00f9 pesante per queste gambe non atletiche come anni fa, ma anche pi\u00f9 gratificante: eccomi al colombario di Virgilio, dove la tradizione ne individuava la tomba, dopo la morte repentina a Brindisi. E&#8217; un ambiente spoglio, con nicchie scavate nell&#8217;opus reticulatum, dove venivano poste le ceneri dei defunti. Difficile immaginare che tanto spazio sia stato dato per una sola persona. Inutile anche cercarne i resti: saranno spariti in una delle tante ristrutturazioni cui la Crypta e il colombario sono stati sottoposti. In cambio, al centro, un treppiede in ferro, che contiene alcuni messaggi. \u201cVirg\u00ec, fammi superare l&#8217;esame\u201d, oppure \u201cVirgilio, dammi tre numeri al lotto\u201d. Un culto per il poeta latino che ricorda curiosamente quello per le anime pezzentelle del cimitero delle Fontanelle alla Sanit\u00e0. Mentre osservo il cielo azzurro, da una delle 8 finestrelle del colombario, il freddo del cimitero delle Vergini \u00e8 un ricordo lontano. Eppure, qui, fra le mie mani, ci sono testimonianze della fede tutta scaramantica, o piuttosto \u201cpratica\u201d, che i napoletani hanno sempre avuto riguardo l&#8217;aldil\u00e0.<\/p>\n<p>Il pomeriggio sta prendendo piede, \u00e8 ora di andare. Uscendo da quella tomba aperta, mi volto indietro, osservandone l&#8217;interno vuoto. E mentalmente saluto quel grande poeta, e lo ringrazio per aver regalato la luce del latino agli occhi orbi del mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Domenico Corcione Lasciati i sotterranei e i meandri soffocanti, eccomi di nuovo nel circolo caotico della vita di questa citt\u00e0, che da 3000 anni non conosce davvero la notte [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":34905,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,1,3],"tags":[],"class_list":["post-34892","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-di-napoli","category-la-fragola-napoli","category-lo-strillone-di-napoli"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34892","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34892"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34892\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34910,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34892\/revisions\/34910"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34905"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34892"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34892"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34892"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}