{"id":34716,"date":"2014-04-13T08:57:49","date_gmt":"2014-04-13T12:57:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=34716"},"modified":"2014-04-13T08:57:49","modified_gmt":"2014-04-13T12:57:49","slug":"afragola-sconosciuta-la-croce-templare-in-san-marco-in-sylvis","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/afragola-sconosciuta-la-croce-templare-in-san-marco-in-sylvis\/","title":{"rendered":"Afragola sconosciuta: la croce templare in San Marco in Sylvis"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-34717\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=34717\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-34717\" title=\"Foto d'epoca (1)\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Foto-depoca-1-300x250.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"250\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Foto-depoca-1-300x250.jpg 300w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Foto-depoca-1.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>di Domenico Corcione<\/p>\n<div>Da tempo desideravo affrontare una questione storiografica interessante, e carica di potenziali revisionismi della storia della nostra citt\u00e0: la presenza, all&#8217;interno della chiesa di San Marco in Sylvis, di una croce in pietra, scolpita secondo il modello delle croci dei cavalieri templari.<\/div>\n<div>Le fonti sul tempio dedicato all&#8217;Evangelista non citano tale manufatto: non\u00a0<strong>Luigi M. Iazzetta<\/strong>, parroco della chiesa e autore nel 1897 del primo compendio di notizie storiche raccolte in modo sistematico sul tempio; non\u00a0<strong>Giuseppe Castaldi<\/strong>, nelle sue\u00a0<em>Memorie<\/em>, primo testo storico su Afragola; n\u00e9 i vari volumi di\u00a0<strong>Gaetano Capasso<\/strong>, piuttosto generici; n\u00e9 le monografie dell&#8217;architetto\u00a0<strong>Catello Passinetti<\/strong> per l&#8217; A.R.C.A. realizzate negli anni Novanta del secolo scorso. Oggi cercher\u00f2 di vagliare in maniera scientifica le due ipotesi possibili sulla presenza della croce, evitando accuratamente il sensazionalismo alla\u00a0<strong>Dan Brown<\/strong>: qui si parla di fatti tangibili, non di cerchi nel grano o cavalieri misteriosi che vagano nella nebbia.<\/div>\n<div>Prima ipotesi: la croce \u00e8 originaria dell&#8217;edificio<\/div>\n<div>Questa ipotesi porta a due domande principali: perch\u00e9 non \u00e8 mai stata citata nelle varie fonti? E perch\u00e9 tale manufatto, che si ricollega al simbolismo dei cavalieri del Tempio di Gerusalemme, o almeno all&#8217;ambiente crociato, \u00e8 presente in chiesa?<\/div>\n<div>Dobbiamo innanzitutto partire dal\u00a0<strong>criterio metodologico della molteplice attestazione<\/strong>: se un evento, un oggetto \u00e8 citato da molti, anche se con le inevitabili discrepanze dovute alla soggettivit\u00e0 degli individui, dobbiamo concludere che quel fatto e quell&#8217;oggetto siano davvero esistiti. Non si tratta di parole vuote o aria fritta: se ci pensiamo, \u00e8 lo stesso criterio con cui avvengono i processi.<\/div>\n<div>Sull&#8217;assenza del reperto nelle fonti locali, dobbiamo ammettere che solo recentemente le opere storiografiche si sono dotate di una certa metodicit\u00e0 nell&#8217;analizzare il patrimonio artistico della citt\u00e0, e come dimostra l&#8217;esistenza stessa di questa rubrica, essa non ha ancora argomentato circa numerosi aspetti della vita cittadina. Spesso ci si limita a una frettolosa citazione, senza analizzare aspetti che meriterebbero pi\u00f9 attenzione. Applicando quindi alle fonti locali il criterio predetto, dobbiamo constatare che esse sono tutte concordi: s\u00ec, nel non dire nulla! Quindi il manufatto \u00e8 stato introdotto\u00a0<em>successivamente<\/em> nel tempio? Analizziamo i fatti.<\/div>\n<table cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"http:\/\/3.bp.blogspot.com\/-ab00IXi2FPw\/U0k7lNam67I\/AAAAAAAAAQY\/pIS6qupnuRE\/s1600\/DSC00555.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/3.bp.blogspot.com\/-ab00IXi2FPw\/U0k7lNam67I\/AAAAAAAAAQY\/pIS6qupnuRE\/s1600\/DSC00555.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>La croce in San Marco in Sylvis<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div>Nello specifico di San Marco, bisogna rilevare che tutti gli storici sono sempre partiti nella loro analisi dal poemetto attribuito a\u00a0<strong>Domenico de Stelleopardis<\/strong>, domenicano vissuto nel XIV e che nel 1390 avrebbe scritto un&#8217;opera in cui raccontava della fondazione della chiesa. Secondo tale operetta, l&#8217;edificio sarebbe stato edificato per ordine del re Guglielmo e su richiesta degli abitanti del luogo, e sarebbe stato in una notte trasportato dagli angeli dal suo sito primitivo allo spiazzo in una foresta, per coprire i corpi di alcuni martiri della citt\u00e0 di Nola, sepolti da secoli in quella boscaglia (da qui il\u00a0<em>dicatum<\/em> latinizzante della chiesa, che si presume aggiunto in secoli recenti) . La data del miracoloso trasporto sarebbe quella del 10 aprile 1179, e sarebbe stata segnata dalle croci marmoree fatte apporre dal vescovo di Napoli Sergio III, avvisato solo successivamente del miracolo. Il presunto testo dello Stelleopardis, perduto in tempi antichi, sarebbe stato ristampato almeno tre volte, l&#8217;ultima delle quali nel 1682 a opera di un tale \u201cBocrene\u201d, che aggiunse una sua prefazione in cui, senza citare nessuna fonte se non la tradizione, parla del 1140 come data di fondazione di Afragola da parte del re Ruggiero. Sulla credibilit\u00e0 o meno di questo poemetto e di questa prefazione si sono scritti fiumi di inchiostro; in questa sede, ci limitiamo a dire che, per varie ragioni di metrica e di storiografia, il poema \u00e8 apocrifo, anche se reca certamente l&#8217;eco di tradizioni orali pi\u00f9 antiche, e che di conseguenza le date del 1179 e del 1140 perdono di ogni significato.<\/div>\n<div>Eliminato l&#8217;incerto, basiamoci sui fatti. La chiesa, come tutti sanno, \u00e8 a navata unica \u00e8 ha un impianto rettangolare; presenta poche cappelle con un apparato pittorico notevole, che \u00e8 databile con certezza almeno al 1521, come \u00e8 firmato in calce a uno di essi; il campanile \u00e8 di stile angioino, simile a molti altri presenti in a Nola, Avellino, San Valentino Torio (presso Sarno). Sono proprio il campanile, di epoca angioina (dal 1266 in poi) insieme a un atto privato citato dal\u00a0Castaldi nelle sue Memorie del 1258, in cui si cita la localit\u00e0 di San Marco, a darci le date pi\u00f9 antiche riguardo al territorio. E&#8217; quindi ovvio che all&#8217;inizio del XII secolo la chiesa, o almeno una cappella, esistesse gi\u00e0, e la citazione dei corpi santi del nolano fa supporre che i primi abitanti dell&#8217;area fossero proprio di Nola.<\/div>\n<table cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"http:\/\/3.bp.blogspot.com\/--_X4TuDmfIE\/U0k8mjPEm8I\/AAAAAAAAAQo\/gp0LOZvFwMQ\/s1600\/Affresco+1521.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/3.bp.blogspot.com\/--_X4TuDmfIE\/U0k8mjPEm8I\/AAAAAAAAAQo\/gp0LOZvFwMQ\/s1600\/Affresco+1521.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>L&#8217;affresco del 31 agosto 1521, datato ai piedi delle figure,<br \/>\nil pi\u00f9 antico della citt\u00e0<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div>Ora, dedichiamoci alla croce. Essa \u00e8 di pietra e poggia sopra una mensola anch&#8217;essa di pietra, la quale presenta una frattura sul lato sinistro. E&#8217; ospitata nella cappella Alfieri, la seconda a destra per chi entra dal portale principale.<\/div>\n<div>Per trovare una conferma allo stile della croce, mi sono rivolto via mail a\u00a0<strong>Barbara Frale, storica medievista,<\/strong> una delle massime esperte al mondo riguardo la storia dei cavalieri del Tempio. Inviandole l&#8217;immagine della croce e chiedendole delucidazioni, mi ha risposto: \u201cLa forma della croce \u00e8 compatibile con altre sicuramente dei Templari ritrovate nelle loro commende\u201d, pur aggiungendo \u201c Le croci dei crociati erano fatte tutte pi\u00f9 o meno cos\u00ec, e allora per stare sicuri bisogna che il sito dove \u00e8 stata trovata sia legato all&#8217;ordine\u201d.<\/div>\n<div>Il manufatto \u00e8 di stile templare, crociato almeno. Ma che legami possono esserci fra San Marco e l&#8217;Ordine fatto sciogliere da Filippo IV dopo un processo farsa nel 1314? Non abbiamo dati certi, ma possiamo analizzare quelle che si chiamano \u201cprove circostanziali\u201d.<\/div>\n<div>Il poemetto dello Stelleopardis reca l&#8217;eco di un&#8217;antica tradizione, e cio\u00e8 che San Marco copra le tombe di antichi martiri di Nola. Ora, la sede dei Templari pi\u00f9 vicina a Napoli, e quindi ad Afragola, era a Cicciano.\u00a0<em>A soli 3 km da Nola.<\/em> Coincidenza? Certo, dobbiamo ammetterlo.<\/div>\n<div>I Templari erano soliti erigere cappelle per i bisogni spirituali dei confratelli, arrivando spesso a modificare l&#8217;articolazione delle parrocchie del luogo. Con la loro soppressione, molte cappelle divennero poi parrocchie. Scrive\u00a0<strong>lo storico francese Alain Demurger<\/strong> in \u201cVita e morte dell&#8217;Ordine dei Templari\u201d: \u201cLa regola costruttiva delle chiese era quella a pianta rettangolare molto semplice\u201d.\u00a0<em>Come \u00e8 difatti<\/em> San Marco in Sylvis.<\/div>\n<div>Soppresso che fu l&#8217;Ordine, le propriet\u00e0 templari, con le cappelle, furono passate ad altri ordini, come per esempio gli Ospitalieri, quasi concorrenti dei cavalieri; ci\u00f2 spiegherebbe, seppure in maniera labile, come mai le fonti affermino che la nomina del rettore di San Marco era diritto delle monache del monastero dei SS. Marcellino e Desiderio a Napoli. Diritto di cui\u00a0<em>non si sa l&#8217;origine<\/em>.<\/div>\n<div>Si possono ovviamente avanzare dubbi su ciascuna di queste circostanze, e definirle tutte coincidenze; fatto sta che, se la croce \u00e8 definita templare o almeno di stile crociato, tali circostanze danno da pensare a una storia diversa da quella finora scritta su San Marco.<\/div>\n<table cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"http:\/\/2.bp.blogspot.com\/-jvflcTfRFbQ\/U0k9qDHWF4I\/AAAAAAAAAQs\/ASCVzxha7dw\/s1600\/DSC00559.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/2.bp.blogspot.com\/-jvflcTfRFbQ\/U0k9qDHWF4I\/AAAAAAAAAQs\/ASCVzxha7dw\/s1600\/DSC00559.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>La croce ripresa da vicino<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div>Seconda ipotesi: la croce non \u00e8 di San Marco<\/div>\n<div>Anche questa ipotesi io porta a due domande: come mai \u00e8 stata portata l\u00ec, se non \u00e8 originaria del tempio afragolese? E come mai nessuno ne ha dato notizia?<\/div>\n<div>La stessa Frale, rispondendo alla mia domanda, chiede: \u201cE stata prelevata da un altro sito?\u201d<\/div>\n<div>Allo stato attuale della ricerca, non \u00e8 possibile rispondere. Nel mentre le fonti storiche, anche le pi\u00f9 recenti, come quella del 2010 del professore\u00a0<strong>Pierfrancesco Rescio<\/strong> sul ciclo pittorico della chiesa, non citano la croce, le testimonianze orali affermano che essa c&#8217;\u00e8 sempre stata. Il parroco don\u00a0<strong>Peppino Delle Cave<\/strong>, da me consultato, afferma che essa \u00e8\u00ec stata sempre presente in chiesa, e dopo i lavori di restauro per il terremoto del 1980, fu da lui apposta nella cappella.<\/div>\n<div>Chiudendo questo contributo, possiamo avere un dato certo: nella seconda cappella di destra della chiesa di San Marco in Sylvis, \u00e8 presente una croce di tipo templare, o almeno simile a quel modello. Possiamo fare ipotesi diverse sulla sua presenza l\u00ec, e di certo torneremo a occuparcene, convinti che se gli uomini di cultura ne hanno ignorato l&#8217;esistenza, altri invece abbiano informazioni preziose. Tutto seguendo ovviamente criteri storiografici: non c&#8217;\u00e8 bisogno di disturbare\u00a0\u201c<em>Mistero<\/em>\u201d e\u00a0<strong>Daniele Bossari<\/strong>. Almeno per ora.<\/div>\n<div>\n<table cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"http:\/\/2.bp.blogspot.com\/-f5a84VrvWxg\/U0k_VUcxCBI\/AAAAAAAAAQ4\/M2RWb9Y3A7Q\/s1600\/DSC00557.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/2.bp.blogspot.com\/-f5a84VrvWxg\/U0k_VUcxCBI\/AAAAAAAAAQ4\/M2RWb9Y3A7Q\/s1600\/DSC00557.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>La croce di pietra, vista da un&#8217;altra prospettiva<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Domenico Corcione Da tempo desideravo affrontare una questione storiografica interessante, e carica di potenziali revisionismi della storia della nostra citt\u00e0: la presenza, all&#8217;interno della chiesa di San Marco in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":34717,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,4],"tags":[],"class_list":["post-34716","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-fragola-napoli","category-lo-strillo-afragola"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34716","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34716"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34716\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34719,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34716\/revisions\/34719"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34717"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34716"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34716"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34716"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}