{"id":33681,"date":"2013-12-01T16:36:58","date_gmt":"2013-12-01T20:36:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=33681"},"modified":"2013-12-01T16:44:23","modified_gmt":"2013-12-01T20:44:23","slug":"ai-campi-senza-veleni-nella-terra-dei-fuochi-serve-solo-acqua-pura","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/ai-campi-senza-veleni-nella-terra-dei-fuochi-serve-solo-acqua-pura\/","title":{"rendered":"Ai campi senza veleni nella Terra dei fuochi serve solo acqua pura"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"images\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/images1.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Rassegna stampa<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">di Antonio Maria Mira\u00a0il\u00a027 novembre 2013.\u00a0<a title=\"Visualizza tutti gli articoli in Campania\" rel=\"category tag\" href=\"http:\/\/www.liberainformazione.org\/campania\/\">Campania<\/a><\/p>\n<p>da<a href=\"http:\/\/www.liberainformazione.org\/2013\/11\/27\/ai-campi-senza-veleni-nella-terra-dei-fuochi-serve-solo-acqua-pura\/\">\/www.liberainformazione.org<\/a><\/p>\n<div>\n<p>Un pezzo di soluzione \u00e8 a portata di mano. Ad alcuni agricoltori andrebbe pi\u00f9 che bene e se gli inquirenti non si pronunciano ufficialmente, lasciano per\u00f2 intendere, sussurrandolo, che potrebbe dare una gran mano. Resta da capire se la Regione e magari anche le Province e i Comuni, proclami a parte, abbiano voglia di fare seriamente la loro parte per cominciare a venir fuori tutti insieme dal dramma. Punto di partenza: l\u2019agricoltura nella Terra dei fuochi sta finendo in ginocchio. Le duemila aziende ortofrutticole di Acerra, ad esempio, affermano che le loro vendite si sono dimezzate nel giro di qualche settimana: colpa dei sequestri di terreni (inquinati o in cui sono pozzi inquinati) e della conseguente \u201ccattiva pubblicit\u00e0\u201d. Sono cominciati i primi cortei e le proteste. Sebbene il Procuratore nazionale antimafia abbia che ricordato che \u00abuna responsabilit\u00e0 forte dell\u2019inquinamento in Campania \u00e8 anche dei contadini, che adesso sono compatiti \u2013 ha detto Franco Roberti -, ma negli anni scorsi hanno preso soldi a palate per far sotterrare i rifiuti nei loro terreni\u00bb. Tuttavia potrebbe dipingersi in poco tempo un nuovo scenario, appunto, a portata di mano. La coltura su terreni nei quali sono stati sversati o sotterrati rifiuti tossici e\/o pericolosi (circa fin qui il 5%) deve \u201cchiudere\u201d e su questo nessuno neppure apre discussioni. Ma ne esistono molti, moltissimi ancora \u201cpuliti\u201d che soffrono dell\u2019inquinamento dei pozzi dai quali si attinge l\u2019acqua per irrigarli (pozzi che attingono a falde contaminate) e sono ad esempio la gran parte di quelli sequestrati nel caivanese. Dunque basterebbe irrigarli con acqua pulita portata da fuori. \u00abCi costerebbe troppo\u00bb, hanno fatto ufficiosamente sapere alcuni contadini, senza in teoria aver torto. Solo in teoria, perch\u00e9 in pratica i costi potrebbero essere abbattuti seguendo due strade. Intanto acquistandola attraverso i consorzi delle acque, che in Campania certo non mancano, anzi. E poi facendo contribuire alle spese di sicuro la Regione, ma anche Province e Comuni. Non servirebbero cifre spropositate e nemmeno occorrerebbe troppo tempo, specie adesso che le piogge invernali si sono gi\u00e0 affacciate.<\/p>\n<p>A quel punto i benefici sarebbero enormi. Ripartirebbe alla grande l\u2019agricoltura con tutto il suo indotto. La gente ricostruirebbe presto la propria fiducia nei prodotti agroalimentari campani. Le forze dell\u2019ordine potrebbero allentare un minimo la morsa dei controlli sulle acque (oggi prioritari) e concentrarsi su quanto \u00e8 stato sversato e ancora si sversa da queste parti. Cesserebbe l\u2019evasione fiscale nel settore agricolo. E infine anche i contadini farebbero fronte comune con la gente, il che non sarebbe di poco conto, visto quanto e come stia materializzandosi un muro contro muro. Con gli agricoltori che ormai contestano duramente i sequestri di terreni.<\/p>\n<p>E qui la faccenda s\u2019ingarbuglia parecchio. A metterla assai semplice, i contadini sostengono soprattutto che i sequestri non starebbero in piedi perch\u00e9 la quantit\u00e0 delle sostanze ritrovate nell\u2019acqua dei pozzi rientrerebbe quasi sempre nei parametri previsti dal decreto ministeriale 185 del 2003. E che la grossa concentrazione nei pozzi di alcuni elementi, come il manganese (che \u00e8 un prodotto anche dei rifiuti industriali), \u00e8 tale per le caratteristiche vulcaniche del sottosuolo. In realt\u00e0 quel decreto \u00e8 stato abrogato dal \u201cCodice ambientale\u201d del 2006. Senza contare che la Cassazione ha stabilito che se esistono situazioni potenzialmente pericolose per la salute umana o animale, si debba applicare lo scontato principio di precauzione. Quanto poi al manganese, se fosse caratteristica solo vulcanica, perch\u00e9 nei terreni sequestrati, anche adiacenti, anche distanti un ettaro o due, le concentrazioni variano da dieci a cento, duecento, seicento volte la media?<\/p>\n<p>Alcuni numeri, infine, e un\u2019idea ancora appena abbozzata, ma che potrebbe offrire un altro bel pezzo di soluzione alla tragedia. Il monitoraggio occasionale delle acque irrigue ha un costo di circa 250 euro e quello sistematico oscilla fra i 1.000 e i 1.500 all\u2019anno. E poi perch\u00e9 non si mette in piedi un bel sistema di tracciabilit\u00e0 dei prodotti ortofrutticoli? Basterebbe, pi\u00f9 o meno, copiare quello delle carni (che prese capillarmente piede dopo la \u201cmucca pazza\u201d\u2026). \u00c8 cos\u00ec pericoloso fare \u2013 e dichiarare \u2013 tutto alla luce del sole e con ogni crisma di legalit\u00e0? Oppure converrebbe a tutti, ma proprio a tutti, dal primo produttore all\u2019ultimo consumatore, nessuno escluso?<\/p>\n<p><em>[Antonio Maria Mira]<\/em><\/p>\n<p><em><a class=\"aligncenter\" href=\"http:\/\/www.liberainformazione.org\/\" target=\"_self\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.liberainformazione.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/liberainformazione.png\" alt=\"Libera Informazione\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rassegna stampa di Antonio Maria Mira\u00a0il\u00a027 novembre 2013.\u00a0Campania da\/www.liberainformazione.org Un pezzo di soluzione \u00e8 a portata di mano. 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