{"id":33243,"date":"2013-10-09T04:40:18","date_gmt":"2013-10-09T08:40:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=33243"},"modified":"2013-10-09T04:40:20","modified_gmt":"2013-10-09T08:40:20","slug":"afragola-oscura-il-caso-dei-ragazzi-emo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/afragola-oscura-il-caso-dei-ragazzi-emo\/","title":{"rendered":"Afragola oscura: il caso dei ragazzi emo"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-33245\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=33245\"><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-33245\" title=\"emo-love\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/emo-love-300x248.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"248\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/domenico.corcione.18\/photos\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-33246\" title=\"375117_585063381517441_431644319_n\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/375117_585063381517441_431644319_n1-190x110.jpg\" alt=\"\" width=\"114\" height=\"66\" \/><\/a><\/p>\n<p>di Domenico Corcione<\/p>\n<p>Che Afragola sia sempre stata diversa dalle citt\u00e0 vicine, vuoi per il carattere degli abitanti, vuoi per l&#8217;essere al centro di tutte le vie di comunicazione da e per Napoli, credo che chiunque se ne sia reso conto. La diversit\u00e0 della nostra cittadina non si manifesta solo nell&#8217;aspetto \u201cvisibile\u201d, ma anche in quello pi\u00f9 nascosto: poche realt\u00e0 urbane presentano una faccia alternativa cos\u00ec diversa da quella \u201cufficiale\u201d. Potremmo dire che esistano due citt\u00e0, una diurna e una notturna, una visibile e l&#8217;altra nascosta, con quest&#8217;ultima scandalosamente pi\u00f9 interessante della prima. Anche oggi, ci sono angoli o episodi cittadini sconosciuti ai pi\u00f9, oppure conosciuti e facenti parte di quella categoria di argomenti \u201cche si conoscono ma di cui non si parla\u201d. Questa volta cerchiamo di rompere l&#8217;omert\u00e0, trattando un caso spinoso: i cosiddetti ragazzi \u201cemo\u201d.<\/p>\n<p>Il fenomeno \u201cemo\u201d indicava negli anni Ottanta un sottogenere musicale rock,\u00a0 per poi passare negli anni successivi a delineare uno \u201cstile\u201d di comportamento delle nuove generazioni, caratterizzato da capigliature lunghe e spesso colorate, vestiario dimesso, linguaggio alternativo. Oltre a questi caratteri peculiari, la \u201ccultura emo\u201d si caratterizza anche per una profonda sfiducia nel futuro e per l&#8217;autolesionismo, che porta coloro che seguono tale moda a provocarsi ferite, via via sempre pi\u00f9 marcate, ai polsi o alle caviglie.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il motivo di tale atteggiamento, secondo gli psicologi, sta nella debolezza di tali individui nell&#8217;affrontare la vita in societ\u00e0, e nel conseguente rifiuto di accettarne i codici di comportamento. Dal rigetto delle norme della societ\u00e0 si passa alla scarsa considerazione per la propria incolumit\u00e0, e quindi ad atti di autolesionismo sempre pi\u00f9 gravi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 da alcuni mesi, entrando in contatto per motivi di lavoro col il mondo adolescenziale, mi era giunta voce che questa perversa moda era giunta anche fra i giovani della nostra citt\u00e0,\u00a0 ma lo ritenni un fenomeno transitorio ed eccentrico, essendo i casi troppo pochi per far creare allarmismi. Ma con la ripresa autunnale, <strong>da pi\u00f9 fonti mi sono arrivate notizie<\/strong> <strong>dell&#8217;espansione del fenomeno<\/strong>, soprattutto fra ragazzi compresi tra i 12 e i 17 anni, e la richiesta esplicita di parlarne, se non altro per metterne a conoscenza i genitori. Ho dunque raccolto testimonianze, che mi hanno dato un quadro fosco. Una di queste, rilasciatami da un residente del quartiere S. Michele, <strong>Giuseppe D<\/strong>. afferma: \u201cGli emo si riuniscono ogni venerd\u00ec e sabato sera al corso Napoli e nella via di fronte al Gelsomino (via Borsellino, nda) e se ne stanno l\u00ec senza fare apparentemente nulla. Sono 10 o 15 in tutto. Parlano dei fatti loro, e si mostrano le ferite che si sono fatti l&#8217;un l&#8217;altro. Con gli altri si comportano normalmente, anzi lo dicono apertamente di essere emo. Se qualcuno vuole entrare nel loro gruppo, deve farsi tagliare leggermente il palmo della mano o il polso con un pezzetto di vetro\u201d. Apprendiamo quindi che questi ragazzi convivono apertamente con i loro coetanei non facenti parte del \u201cloro\u201d mondo. Alla domanda di come si comportino con i genitori, la nostra fonte dice: \u201cSi comportano normalmente, e per nascondere i tagli si mettono braccialetti ai polsi, perch\u00e9 all&#8217;inizio i tagli sono leggeri\u201d. Un&#8217;altra ragazza, stavolta di piazza Castello, e che non conosce la nostra prima fonte, e che chiamiamo <strong>Elena<\/strong>, ci dice: \u201cSi mettono braccialetti colorati in estate per non farsi vedere dai genitori, mentre li tolgono in inverno perch\u00e9 sono coperti da maglie e camicie. I genitori non si accorgono mai di niente, perch\u00e9 sono distratti e pensano che stanno gi\u00f9 a causa della scuola, e gli insegnanti credono il contrario, cio\u00e8 che stanno male perch\u00e9 in famiglia le cose non vanno bene. Ma di solito chi si taglia viene da famiglie normali, benestanti, senza problemi\u201d. Questa nuova fonte segnala un altro elemento: non sono i figli di famiglie in difficolt\u00e0 a seguire questa nefasta moda di aprirsi i polsi, ma quelli\u00a0 di famiglie bene, con genitori che magari lavorano entrambi, e che sono troppo distratti per accorgersi della depressione dei figli.<\/p>\n<p>Alla domanda principe, che ho lasciato per ultima, cio\u00e8 \u201c<strong>Perch\u00e9 lo fanno?<\/strong>\u201d, le fonti rispondono pressoch\u00e9 nello stesso modo. Giuseppe: \u201cDicono che non si accettano e che vogliono cambiare e sentire qualcosa di nuovo, ma penso perch\u00e9 non vengono molto considerati\u201d. Elena: \u201cAlcuni affermano che \u00e8 per attirare l&#8217;attenzione, cos\u00ec i prof o i genitori si accorgono di loro. Altri non dicono niente, non sanno perch\u00e9 lo fanno, gli piace e basta\u201d.<\/p>\n<p>Ecco: attirare l&#8217;attenzione e per semplice piacere. Nel primo caso, un atteggiamento assunto per reclamare l&#8217;attenzione che normalmente non hanno, da parte di insegnanti e genitori troppo presi da altro per rendersi conto della depressione dei figli, nell&#8217;altro, a mio parere se possibile ancora pi\u00f9 grave, c&#8217;\u00e8 semplice emulazione, un seguire un modello senza domandarsi a cosa serve o perch\u00e9 attragga tanto.<\/p>\n<p>Col pubblicare questo primo contributo a una ricerca sociologica di pi\u00f9 ampio respiro su un fenomeno che mai avremmo immaginato potesse assumere tali proporzioni, lanciamo un semplice invito ai genitori: PARLATE CON I VOSTRI FIGLI.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Domenico Corcione Che Afragola sia sempre stata diversa dalle citt\u00e0 vicine, vuoi per il carattere degli abitanti, vuoi per l&#8217;essere al centro di tutte le vie di comunicazione da [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":33245,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,4],"tags":[],"class_list":["post-33243","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-fragola-napoli","category-lo-strillo-afragola"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33243","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33243"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33243\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33248,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33243\/revisions\/33248"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33245"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33243"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33243"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33243"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}