{"id":33216,"date":"2013-10-07T05:38:02","date_gmt":"2013-10-07T09:38:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=33216"},"modified":"2013-10-07T05:38:02","modified_gmt":"2013-10-07T09:38:02","slug":"sono-figlio-di-questa-terra-laltra-faccia-della-terra-dei-fuochi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/sono-figlio-di-questa-terra-laltra-faccia-della-terra-dei-fuochi\/","title":{"rendered":"Sono figlio di questa terra; L&#8217;altra faccia della &#8220;terra dei Fuochi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-33217\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=33217\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-33217 aligncenter\" title=\"537847_10201568644289503_1356957533_n\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/537847_10201568644289503_1356957533_n-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/537847_10201568644289503_1356957533_n-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/537847_10201568644289503_1356957533_n-36x36.jpg 36w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/537847_10201568644289503_1356957533_n-115x115.jpg 115w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/537847_10201568644289503_1356957533_n.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/fbcdn-profile-a.akamaihd.net\/hprofile-ak-prn2\/c41.41.518.518\/s160x160\/8680_10200834384573469_49167259_n.jpg\" alt=\"Pietro Parisi\" width=\"96\" height=\"96\" \/><\/p>\n<p>di\u00a0<a id=\"js_144\" style=\"font-size: 0.83em; line-height: 19px;\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pietro.parisi.75\">Pietro Parisi<\/a><span style=\"font-size: 0.83em; line-height: 19px;\">.<\/span><\/p>\n<p>Sono figlio di questa Campania che negli ultimi giorni fa parlare tanti media e tanta gente.<br \/>\nSono figlio di questa terra e mi fa molto male quello che sento e vedo perch\u00e9 so che a renderla cos\u00ec \u00e8 anche l\u2019omert\u00e0 di gente comune. Cosa fare allora? Abbandonare questa terra e andare via? Per me sarebbe molto semplice e assai pi\u00f9 redditizio. Ma io non voglio scappare. E mi chiedo, possiamo permettere che una striscia di km rappresenti l\u2019economia intera di una regione? Credo che questo non sia giusto, soprattutto per quella gente, per quegli anziani che ancora hanno dei valori. Non possiamo distruggere anche chi ha sempre seguito un\u2019etica professionale.<br \/>\nCerto, parlare della Campania fa sempre notizia e siamo sempre stati considerati una regione di seconda classe. Per\u00f2 credo che in questo momento bisogna accendere i riflettori anche su quel poco di buono che ancora abbiamo nella nostra regione, aiutare a trovare una soluzione a questo drammatico problema e dare una nuova identit\u00e0 ai nostri campi. In Campania non esistono solo coltivatori che hanno avvelenano i loro stessi campi, ma anche coltivatori sani.<br \/>\nE poi sarebbe giusto ricordare che a speculare e a guadagnare sono sempre i grandi imprenditori. Pensate che una pianta di insalata si compra al mercato all\u2019ingrosso di Sarno a 12 centesimi e si vende ai banchi al dettaglio a un euro. Chi ne guadagna?<br \/>\nSiamo sempre noi, figli di questa terra, a continuar a pagare le pene eppure siamo considerati gente di serie b. Ecco, anche questo \u00e8 il problema, siamo dei grandi creativi e riusciamo nel nostro piccolo a cavarcela sempre. Mentre le aziende agricole del nord ricevono finanziamenti ed altro, da noi sono le piccole aziende il nostro polmone economico. Io ho investito qua e qua rimango. Credo nella mia terra e nei valori tramandatomi. Certo \u00e8 difficile, ma si vive di grandi soddisfazioni sudando di pi\u00f9.<br \/>\nScrivo questa lettera perch\u00e9 in questi giorni, visto il mio impegno per far emergere i contadini onesti, la gente umile e semplice, in tanti mi chiedono se possono acquistare i loro prodotti e dove. Io rispondo che bisogna innanzitutto incominciare a cambiare anche le abitudini alimentari e riprendere un po&#8217; quella che era l\u2019alimentazione dei nostri genitori e nonni.<br \/>\n\u00c8 vero che comprare prodotti sani oggi \u00e8 pi\u00f9 difficile di prima, ma c&#8217;\u00e8 ancora chi lavora con il cuore. Non voglio denigrare qualcuno e vantare qualcun altro, ma \u00e8 giusto dire che ancora c\u2019\u00e8 chi coltiva con il cuore, chi lo fa con passione, e in questo momento dobbiamo essere vicini a chi veramente per anni ha messo faccia e mani per mantenere vive queste terre.<br \/>\nI veri contadini non sono grossi imprenditori, sono i primi consumatori dei loro prodotti. Cercate questa gente in luoghi semplici e subito vi accorgerete di chi ha passione.<br \/>\nIo sono di Palma Campania, un posto che era un grande polmone agricolo. Anche qua ci \u00e8 stata l\u2019ambizione a diventare grandi imprenditori, ma oggi finalmente assistiamo al ritorno dei veri contadini, nascono nuove aziende agricole guidate da brave giovani donne. Io giro spesso nei mercati e vi invito a venire a visitare questi mercati agricoli e non commerciali, vi renderete conto che cos&#8217;\u00e8 la vera Campania agricola.<br \/>\nPurtroppo in tv fanno parlare troppo spesso gente che della sua campagna non sa niente, non vedo mai mani rozze e segnate dal lavoro. Molti dicono che io sono scomodo e che sarebbe meglio se stessi zitto perch\u00e9 sono un talebano. Ma se essere un talebano pu\u00f2 assicurare un futuro migliore a mia figlia lo voglio essere perch\u00e9 sono orgoglioso della mia terra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Pietro Parisi. 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