{"id":32593,"date":"2013-08-15T07:15:02","date_gmt":"2013-08-15T11:15:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=32593"},"modified":"2013-08-15T07:16:20","modified_gmt":"2013-08-15T11:16:20","slug":"ambiente-una-pianta-salvera-il-pianeta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/ambiente-una-pianta-salvera-il-pianeta\/","title":{"rendered":"Ambiente- Una pianta salver\u00e0 il pianeta?;Gli scienziati sono da anni al lavoro per &#8220;limitare i danni&#8221; e hanno fatto una scoperta sorprendente"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff9900;\"><a rel=\"attachment wp-att-32594\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=32594\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-32594\" title=\"pianta\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/pianta.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"214\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/pianta.jpg 320w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/pianta-300x201.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a>Nonostante la \u201ccoscienza verde\u201d sia sempre pi\u00f9 radicata nell\u2019uomo, i gas serra continuano ad aumentare mentre i cambiamenti climatici costano l\u20191,5 per cento del Pil mondiale. Gli scienziati sono da anni al lavoro per &#8220;limitare i danni&#8221; e hanno fatto una scoperta sorprendente<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.cittanuova.it\/c\/430644\/Una_pianta_salver_il_pianeta.html\" target=\"_blank\">Citt\u00e0nuova<\/a> &#8211; Il 9 maggio scorso, per la prima volta nella storia dell\u2019umanit\u00e0, la concentrazione in atmosfera di anidride carbonica, il principale inquinante gas serra, ha superato le 400 parti per milione (fonte universit\u00e0 di San Diego). Negli ultimi 150 anni l\u2019uomo ha inquinato la guaina protettiva di atmosfera che circonda la Terra. Ogni giorno si versano in atmosfera 90 milioni di tonnellate di gas serra. E madre natura prima o poi si ribella. Non scandalizziamoci quindi se i cambiamenti climatici rappresentano un fenomeno attuale<a name=\"more\"><\/a>: le temperature aumentano, i regimi delle precipitazioni si modificano, i ghiacciai e la neve si sciolgono e il livello medio globale del mare \u00e8 in aumento. <\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\nImprovvisi temporali con grandine e trombe d\u2019aria ci accompagnano durante i mesi estivi, causando danni soprattutto all\u2019agricoltura. L\u2019ultima ondata di maltempo che ha colpito il Nord Italia, secondo la Coldiretti, ha causato danni per oltre un miliardo di euro. Da qui la richiesta degli agricoltori di dichiarare lo stato di calamit\u00e0 nei territori colpiti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nonostante la \u201ccoscienza verde\u201d sia sempre pi\u00f9 radicata nell\u2019uomo, i cambiamenti climatici costano l\u20191,5 per cento del Pil mondiale (fonte ong Dara). E allora che fare per contrastare, o almeno convivere, con il fenomeno?<\/p>\n<p>Qualche provvedimento arriva dalla ricerca. In Europa, ad esempio, \u00e8 nato il progetto Climsave (Climate change integrated assessment methodology for cross-sectoral adaptation and vulnerability in Europe), coordinato dall\u2019universit\u00e0 di Oxford e finanziato appunto dall\u2019Unione europea. Il progetto ha l\u2019obiettivo di favorire la valutazione dell\u2019impatto, anche economico, dei cambiamenti climatici in diverse zone ambientali.<\/p>\n<p>I ricercatori di Climsave, provenienti da 13 Paesi europei e da Australia e Cina, affermano che il progetto sta \u00abanalizzando le risposte della politica e dell\u2019amministrazione, identificando i punti deboli, analizzando l\u2019efficienza in termini di costi di diversi provvedimenti di adattamento, analizzando l\u2019incertezza per aiutare la valutazione delle opzioni politiche, integrando i contributi delle parti interessate attraverso scenari partecipativi\u00bb.<\/p>\n<p>In pratica i risultati, che saranno a disposizione del pubblico da ottobre 2013 attraverso la piattaforma Climsave, aiuteranno a esaminare e capire meglio le conseguenze dei cambiamenti climatici e a identificare le vulnerabilit\u00e0 di agricoltura e selvicoltura, la biodiversit\u00e0, le coste, le risorse idriche e lo sviluppo urbano. La piattaforma si potr\u00e0 usare anche per studiare i possibili scenari climatici e socio-economici e gli effetti negativi e positivi sui servizi dell\u2019ecosistema.<\/p>\n<p>Un altro studio arriva dalla geoingegneria verde, dove alcuni scienziati sono alla ricerca di un \u201cpiano B\u201d per mitigare i cambiamenti climatici. Un pool di ricercatori tedeschi ha messo a punto un metodo ecologico chiamato carbon farming. Pubblicato su Earth system dynamics, il giornale dell\u2019European geosciences union (Egu), questo studio dimostra che le piantagioni su larga scala di Jatropha curcas, se insediate nelle zone costiere calde e secche di tutto il mondo, potrebbero catturare 17-25 tonnellate di biossido di carbonio per ettaro all\u2019anno dall\u2019atmosfera per un periodo di 20 anni. Lo studio conferma che la pianta di Jatropha curcas si adatta bene ad ambienti difficili ed \u00e8 in grado di crescere da sola o in combinazione con altre specie arboree ed arbustive con irrigazione minima nei deserti caldi dove la pioggia cade solo sporadicamente.<\/p>\n<p>Inoltre, il team tedesco afferma che 10 mila km2 di piantagioni potrebbero produrre una riduzione della temperatura media della superficie e una comparsa o un aumento delle precipitazioni di pioggia e di rugiada a livello regionale.<\/p>\n<p>Klaus Becker, dell\u2019universit\u00e0 di Hohenheim di Stoccarda, spiega: \u00abLa carbon farming affronta la fonte principale del cambiamento climatico: l\u2019emissione di biossido di carbonio dalle attivit\u00e0 umane\u00bb.<\/p>\n<p>E quando si tratta di sequestro di CO2 dall\u2019atmosfera, il team tedesco dimostra che il meglio che c\u2019\u00e8 in natura \u00e8 appunto la Jatropha curcas. Se davvero un ettaro piantato a Jatropha curcas pu\u00f2 catturare fino a 25 tonnellate di CO2 all\u2019anno per 20 anni, una piantagione che occupasse solo circa il 3 per cento del deserto dell\u2019Arabia potrebbe assorbire in 20 anni tutta la CO2 prodotta dai veicoli a motore della Germania nello stesso periodo.<\/p>\n<p>Il giornale Egu afferma: \u00abCon circa un miliardo di ettari adatti alla carbon farming, il metodo potrebbe sequestrare una percentuale significativa della CO2 aggiunta all\u2019atmosfera dalla rivoluzione industriale\u00bb.<\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p><strong>di Lorenzo Russo<\/strong><\/p>\n<p><strong>da <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/profile.ak.fbcdn.net\/hprofile-ak-frc3\/373270_225807927432159_465526383_q.jpg\" alt=\"\" \/> <\/strong><\/p>\n<table cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/LaPerfettaLetizia.Quotidiano\" target=\"_blank\">La Perfetta Letizia<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante la \u201ccoscienza verde\u201d sia sempre pi\u00f9 radicata nell\u2019uomo, i gas serra continuano ad aumentare mentre i cambiamenti climatici costano l\u20191,5 per cento del Pil mondiale. 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