{"id":32403,"date":"2013-07-17T09:40:30","date_gmt":"2013-07-17T13:40:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=32403"},"modified":"2013-07-17T09:51:03","modified_gmt":"2013-07-17T13:51:03","slug":"eutanasia-di-una-citta-chiamata-napoliun-patrimonio-culturale-monumentale-tra-collusioni-degrado-e-abulia-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/eutanasia-di-una-citta-chiamata-napoliun-patrimonio-culturale-monumentale-tra-collusioni-degrado-e-abulia-2\/","title":{"rendered":"Eutanasia di una Citt\u00e0 chiamata Napoli;un patrimonio culturale monumentale tra collusioni, degrado e abulia."},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-32406\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=32406\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-32406\" title=\"scritte-plebiscito\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/scritte-plebiscito.jpg\" alt=\"\" width=\"329\" height=\"600\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/scritte-plebiscito.jpg 329w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/scritte-plebiscito-165x300.jpg 165w\" sizes=\"auto, (max-width: 329px) 100vw, 329px\" \/><\/a>Sono stanco della ininterrotta teoria d\u2019immagini\u00a0<em>vintage<\/em> di Napoli che circola in rete. Immagini color seppia, spesso corredate da nostalgiche didascalie, quasi che immortalassero l\u2019et\u00e0 dell\u2019oro di Partenope.\u201cChe bei tempi\u201d, \u201cvorrei tanto tornare a qui tempi\u201d, \u201caltro che adesso\u201d. I bei tempi dei fetidi \u201cvasci\u201d e della grotta degli spadari descritti da\u00a0<em>Jessie White Mario<\/em> o quelli degli immondi fondaci dei racconti del\u00a0<em>Villari<\/em>.<\/p>\n<p>Non la reggo pi\u00f9. Ed il fastidio cresce esponenzialmente mentre guardo le immagini della rivolta popolare turca. Il raffronto con quanto sta accadendo alla\u00a0<strong>Villa comunale<\/strong> di Napoli \u00e8 inevitabile. Ad Istanbul, il disegno di cementificare l&#8217;area del Gezi Park e la piazza Taksim, ha scatenato la dura protesta dei cittadini. Rivolta placatasi solo con l\u2019annullamento del progetto per l\u2019intervento di un tribunale turco. A Napoli, invece, la cancellazione dello storico giardino pubblico procede a tappe forzate senza suscitare apprezzabili reazioni. Un pezzo di parco \u00e8 sparito per realizzare la stazione \u201cArco Mirelli\u201d della Linea 6. Un altro lungo tratto, in prossimit\u00e0 di San Pasquale a Chiaja, privato dell\u2019antica recinzione in mattoni e lastroni di piperno, ha assunto aspetto e funzioni di una corsia stradale, organica forse alla stazione in fieri di \u201cSan Pasquale\u201d. In prossimit\u00e0 di piazza Vittoria, la grande cavit\u00e0 del pozzo di ventilazione sottrarr\u00e0 altro spazio al verde mentre le lunghe lame di cemento dei sottoservizi pervadono il sottosuolo ed impediscono la libera espansione degli apparati radicali degli alberi.<\/p>\n<p>Si dice che questi sfregi siano stati paradossalmente autorizzati dalla\u00a0<strong>Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Artistici ed Etnoantropologici <\/strong>per Napoli e Provincia. L\u2019Istituto che ha il compito di tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio culturale della nostra Citt\u00e0 e della sua provincia. Si dice\u2026 Gi\u00e0, perch\u00e9 ormai a Napoli la gestione del territorio \u00e8 diventata materia per pochi intimi. Si vocifera di una radicale \u201criqualificazione\u201d della litoranea, la quale contemplerebbe anche uno slittamento verso il mare del giardino vanvitelliano e la cancellazione di via Caracciolo, ma i progetti vengono tenuti ben nascosti alla vista dei cittadini. La stessa \u201copposizione\u201d in Consiglio comunale \u00e8 affetta da una grave forma debilitante di narcolessia. La rivoluzione arancione, la democrazia e l\u2019urbanistica partecipata dove sono finite? E soprattutto il popolo dov\u2019\u00e8? Ma che razza di popolo \u00e8 questo che si commuove e sospira davanti ad inanimate gouache, foto, poster d\u2019antan e nulla fa per difendere le proprie radici, il lascito culturale, monumentale ed architettonico ricevuto dal passato?<\/p>\n<p><em><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.angeloxg1.altervista.org\/no_spray.png\" alt=\"\" \/>Un popolo<\/em> \u2013 scriveva\u00a0<strong>Rocco De Zerbi<\/strong> sul finire del secondo decennio unitario, tanto per rimanere in sintonia con le foto d\u2019epoca &#8211;\u00a0<em>costituito da 3 mila uomini attivi, 7 mila scimmie, e 450 mila animali che vivono nella stessa cinta daziaria, estranei tra loro, che non si occupano altro che di campare, di procacciarsi denaro per vivere, di mangiare, di fare figliuoli\u2026 <\/em><\/p>\n<p>Ed \u00e8 sorprendente constatare come queste categorie, rispetto alla mutata fisionomia dei luoghi, siano ancora perfettamente riconoscibili a dispetto del tempo trascorso e del susseguirsi delle generazioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.lucaniasalerno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Giustino-Fortunato-209x300.jpg\" alt=\"\" width=\"125\" height=\"180\" \/>Uno sconsolato\u00a0<strong>Giustino Fortunato<\/strong> annotava nel 1928 che\u00a0<em>\u00abil male \u00e8 troppo profondo perch\u00e9 si possa aprire il cuore alla speranza. Nella grande maggioranza degli onesti \u00e8 immutata la tendenza ereditaria alla noncuranza di tutto e di tutti; \u00e8 fiacca, disgregata, indifferente, pettegola, sospettosa; vuol vivere in pace, oziosamente, di rendite; non ha fede n\u00e9 carattere, non ha sdegno n\u00e9 amori; rifugge tuttora dagli obblighi di coltura e di socievolezza, imposti dai nuovi ordini politici\u00bb<\/em>. Immagini antiche ma non ingiallite che pongono in risalto l\u2019esistenza di un popolo abulico, frammentato e contrapposto. Il popolo dell\u2019eterna ed irrisolta \u201cquestione morale\u201d dove l\u2019atavica insensibilit\u00e0 etico-politica della borghesia scende a patti con la politica e la \u201cplebe\u201d incolta per accaparrarsi fondi europei, lavori pubblici, beni comuni di pregio.<\/p>\n<p>La memoria storica non pu\u00f2 ridursi ad una fuorviante osservazione del passato, ma occorre conoscere il passato per comprenderlo ed andare oltre, facendolo rivivere nel presente altrimenti \u00e8 pura tanatofilia.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/encrypted-tbn2.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcS4zFKIKh_OUGrpZU-8Zz13ZKMLduhliMWk4t9SpJ25Rt-nlAR3\" alt=\"\" width=\"181\" height=\"136\" \/>La tradizione che si sintetizza nei monumenti e nelle opere d\u2019arte \u00e8 la nostra pi\u00f9 grande eredit\u00e0 e va tutelata ad ogni costo, anche con manifestazioni alla turca. Un popolo che non fa nulla per preservare la propria memoria storica, per tutelare l\u2019arte e l\u2019architettura, recide le proprie radici ed \u00e8 fatalmente condannato a non avere futuro.<\/p>\n<p>GENNARO NAPOLETANO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono stanco della ininterrotta teoria d\u2019immagini\u00a0vintage di Napoli che circola in rete. 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