{"id":29642,"date":"2013-03-02T17:01:09","date_gmt":"2013-03-02T21:01:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=29642"},"modified":"2013-03-02T17:17:09","modified_gmt":"2013-03-02T21:17:09","slug":"cultura-afragola-sconosciuta-le-cripte-del-ss-rosario","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/cultura-afragola-sconosciuta-le-cripte-del-ss-rosario\/","title":{"rendered":"CULTURA- Afragola sconosciuta: le cripte del Ss. Rosario"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-29650\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=29650\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-29650\" title=\"sisyyy\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/sisyyy.png\" alt=\"\" width=\"167\" height=\"120\" \/><\/a><\/p>\n<p><a rel=\"attachment wp-att-29653\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=29653\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-29653\" title=\"5025A\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/5025A.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"733\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/5025A.jpg 550w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/5025A-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>di Domenico Corcione<\/p>\n<p>La nostra citt\u00e0 ha una particolare caratteristica: da un lato appare caotica, con le sue piazze, vie e vicoli sommersi dal traffico, dall&#8217;altro presenta singolarissime oasi di pace, che sono misconosciute alla stragrande maggioranze della popolazione.<\/p>\n<p>Per alcuni di questi luoghi, si tratta di un vero peccato, in quanto potrebbero costituire un punto di attrazione sia dal punto di vista civico sia da quello turistico, e potrebbero venire valorizzati, cosa che attualmente non sono: per altri, invece, questa \u201cignoranza\u201d della loro presenza \u00e8 una vera manna, dal momento che potrebbero essere invasi in maniera non propro pacifica. Nel corso di queste settimane, cercheremo di darvi un quadro di questi angoli sconosciuti dalla citt\u00e0, descrivendovi posti noti e altri meno. Con un po&#8217; di fantasia possiamo denominare questa nostra rubrica come \u201cAfragola sconosciuta\u201d.<\/p>\n<p>Questa settimana trattiamo dell&#8217;Afragola sotterranea. Nulla a che vedere, purtroppo, con i famosi cunicoli tufacei di Napoli, ma anche essa degna di menzione. Oltre a una citt\u00e0 superficiale, infatti, se ne snoda sotto i nostri piedi una oscura e mai definita con esattezza, formata da grotte vaste e da anfratti minuscoli, che collegano fra di loro varie zone della citt\u00e0. Dalle \u201c<strong>Memorie storiche del Comune di Afragola<\/strong>\u201d di Giuseppe Castaldi, edito nel 1830, apprendiamo che esse servivano alla conservazione del vino e degli alimenti, inmancanza di frigoriferi, ancora di l\u00e0 da venire. Ogni palazzo gentilizio aveva la sua grotta, che era tanto profonda quanto pi\u00f9 alto era il palazzo stesso. Questo perch\u00e9 l&#8217;edificio veniva costruito con i materiali sotterranei, e dunque sotto restava il vuoto. Ci sono per\u00f2 anche spazi sotterranei alle chiese della nostra citt\u00e0, vale a dire le cripte in cui anticamente, prima dell&#8217;editto di Fontainebleau (1804), venivano sepolti parroci, collegiati e notabili. I sistemi di cripte pi\u00f9 noti sono quelli delle chiese di Santa Maria d&#8217;Ajello e del Santissimo Rosario. Il primo, da cui si accede tramite un ingresso posteriore all&#8217;ex Confraternita dell&#8217;Immacolata, \u00e8 chiuso da anni, mentre il secondo \u00e8 usufruibile previo il permesso del parroco del Rosario, attuale padre Paul Crochat.<\/p>\n<p>La cripta del Rosario, posta circa 5 metri sotto il piano di calpestio, consta di vari ambienti, tutti nati dall&#8217;esigenza di dare sepoltura privata ai morti apaprtenenti alle famiglie con giuspatronato laico, cio\u00e8 famiglie che possedevano una cappella in chiesa e potevano farvi celebrare una messa tutta per s\u00e9 da sacerdoti scelti da loro. Di tali cappelle, quella pi\u00f9 importante dell&#8217;ex collegiata del Rosario \u00e8 quella Castaldi, con probabilit\u00e0 la prima a dotarsi di una cripta sotterranea, coeva alla costruzione dell&#8217;edificio sacro (XVII secolo).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/mediaserver.alice.it\/MediaServer\/Listener?action=view&amp;source_type=PSAccountAttachment&amp;source_param=Zm9sZGVyPUlOQk9YLGF0dF9pZD0zLHBzX2lwPTgyLjU3LjIwNC4xMTglM0E4MCxhY2NvdW50PURlZmF1bHRNYWlsQWNjb3VudCx1aWQ9NTc5LGQ9YWxpY2UuaXQscGN0PTEyNzk2ODEwMzEwMzJkMSx1PXJlZGF6aW9uZWxhZnJhZ29sYW5hcG9saSxzPWZldTE1LWkzXzEzNjIyNTc4ODY3NjJfODIuNTcuOTcuMjE3&amp;output_type=image&amp;output_param=d2JhY2s9MSxkaW09MTIweDEyMA%3D%3D\" alt=\"\" \/>Le cripte del Rosario si sviluppano in maniera longitudinale: a partire dalla cappella Castaldi, la terza a destra e la pi\u00f9 riccamente decorata, per terminare sotto la sagrestia. Oggi l&#8217;accesso alla cappella Castaldi \u00e8 tappato da una lastra trasparente, e dunque si pu\u00f2 scendere solo da quello della sagrestia. Superata una stretta scala, si accede a un vasto ambiente umido e freddo, con un piccolo altare e alcune lapidi commemorative. Da qui parte un corridoio che immette nelle sale adiacenti, tutte areate da una finestrella che collega allo spiazzo a lato della chiesa, e\u00a0 tutte caratterizzate da una lunga fila di sedili di pietra, con un foro al centro, che corrono lungo tutte il perimetro di due delle tre stanze successive. Sono i colatoi, su cui erano adagiati i defunti (come se fossero seduti) e messi ad \u201casciugare\u201d (mi si perdoni l&#8217;espressione): attraverso il foro centrale, i liquidi corporei del defunto scorrevano a un canaletto che portava a un foro, ancora visibile in mezzo alla stanza, collegato alal fogna. Dopo un periodo variabile, che poteva durare anche diversi mesi, il corpo rinsecchito del morto era sepolto. I corpi erano messi in successione, e possiamo immaginare che coloro che erano addetti a trasportare l\u00e0 sotto nuovi ospiti, mentre gli altri gi\u00e0 presenti deperivano silenziosi, non erano proprio da invidiare. Il motivo di tale usanza \u00e8 presto detto: si cercava di ritardare il deformarsi dei volti dei defunti, in modo da ottenere un processo simile all&#8217;imbalsamazione (la scarsa umidit\u00e0 dell&#8217;ambiente sigillato non permetteva la proliferazione di microbia aerobi).\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Come detto, tali sedili sono presenti nella seconda e nella terza sala; in quest&#8217;ultima, al centro, \u00e8 presente un contenitore trasparente che contiene ossa e teschi umani, forse antichi ospiti dei colatoi,e l\u00ec lasciati per piet\u00e0 cristiana. Il quarto ambiente conduce alla scala che sale alla cappella Castaldi, il cui ingresso \u00e8 sigillato. In realt\u00e0, di ambienti ce ne sono 5: la quinta stanza delle cripte \u00e8 per\u00f2 sigillata e porta direttamente sotto l&#8217;altare maggiore.<\/p>\n<p>Qui ha termine la nostra visita. Come detto all&#8217;inizio, la cripta non \u00e8 accessibile liberamente ma solo col permesso del parroco. E non posso dirmi contrario: luogo sacro e dedito al raccoglimento per i fedeli, interessante \u201cmacchina del tempo\u201d per lo storico locale, essa \u00e8 un piccolo luogo di ristoro della mente e dei sensi dal caos soprastante. Ed \u00e8 necessario che rimanga tale, per quanto mi riguarda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Domenico Corcione La nostra citt\u00e0 ha una particolare caratteristica: da un lato appare caotica, con le sue piazze, vie e vicoli sommersi dal traffico, dall&#8217;altro presenta singolarissime oasi di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":29653,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,4],"tags":[],"class_list":["post-29642","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-fragola-napoli","category-lo-strillo-afragola"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29642","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29642"}],"version-history":[{"count":10,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29642\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29644,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29642\/revisions\/29644"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29653"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29642"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29642"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29642"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}