{"id":28616,"date":"2013-01-06T07:45:16","date_gmt":"2013-01-06T11:45:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=28616"},"modified":"2013-01-06T07:45:17","modified_gmt":"2013-01-06T11:45:17","slug":"la-guerra-in-siria-l%e2%80%99informazione-il-papa-gli-interessi-globali","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/la-guerra-in-siria-l%e2%80%99informazione-il-papa-gli-interessi-globali\/","title":{"rendered":"La guerra in Siria: l\u2019informazione, il Papa, gli interessi globali"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><a rel=\"attachment wp-att-28617\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=28617\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-28617\" title=\"aleppo_siria\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/aleppo_siria.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/aleppo_siria.jpg 320w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/aleppo_siria-300x188.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>di Patrizio Ricci<\/strong><\/p>\n<p>Tutti sanno qual \u00e8 il vero bisogno dei siriani, ma tutti ci girano intorno, anche in Italia. Tutti tranne uno: il Papa. Il Pontefice \u00e8 una delle poche voci che ha esortato sempre, nei suoi interventi pubblici, la riconciliazione, il negoziato, la transizione politica pacifica. Il giorno di Natale, dopo il messaggio Urbi et Orbi, Benedetto XVI ha detto<a name=\"more\"><\/a> queste testuali parole: \u201cS\u00ec, la pace germogli per la popolazione siriana, profondamente ferita e divisa da un conflitto che non risparmia neanche gli inermi e miete vittime innocenti. Ancora una volta faccio appello perch\u00e9 cessi lo spargimento di sangue, si facilitino i soccorsi ai profughi e agli sfollati e, tramite il dialogo, si persegua una soluzione politica al conflitto&#8221;.<\/p>\n<p>Nel mondo, al di fuori del Papa, dei Patriarcati siriani e del movimento Mussalaha (<a href=\"http:\/\/www.fides.org\/aree\/news\/newsdet.php?idnews=39503\" target=\"_blank\">un movimento trasversale a tutte le componenti siriane<\/a> che vuol dire \u201criconciliazione\u201d), nessuno ha abbracciato la scomoda via della pace. Ma queste voci sono tuttora inascoltate: i media continuano a darci conto della guerra civile con la malcelata convinzione che un intervento internazionale \u2018stile Libia\u2019 riporti pace, concordia e giustizia. Anche i governi, che hanno chiuso le loro sedi diplomatiche ed espulso gli ambasciatori, hanno sposato le linee pi\u00f9 intransigenti della ribellione armata e non hanno trovato di meglio che decretare un embargo durissimo che colpisce soprattutto la popolazione. \u201cL\u2019unico colpevole di tutto quello che succede &#8211; ci ripetono &#8211; \u00e8 Assad\u201d. La vulgata generale ha accettato ormai questa \u2018verit\u00e0\u2019 e non ha il tempo n\u00e9 la voglia di cambiare idea n\u00e9 prospettare nuove soluzioni.<\/p>\n<p>Eppure la via d\u2019uscita per preservare dalla totale rovina quello che resta della Siria c\u2019\u00e8 da tempo: l\u2019accordo di Ginevra del 30 giugno sottoscritto dai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell\u2019ONU, pi\u00f9 Qatar, Turchia Kuwait e Iraq, prevede il varo di \u201cun processo politico che porti ad una transizione che soddisfi le legittime aspirazioni del popolo siriano\u201d e la creazione di un organo esecutivo di transizione formato da \u201cmembri dell\u2019attuale governo, dell\u2019opposizione e di altri gruppi\u201d. Il problema \u00e8 che l\u2019opposizione armata, sostenuta dalla comunit\u00e0 internazionale, non accetta questo piano, n\u00e9 ha accolto quello del negoziatore Brahimi, che prevedeva anche la non rieleggibilit\u00e0 di Assad.<\/p>\n<p>In questo contesto, la comunit\u00e0 internazionale ha assunto una posizione fortemente ambigua: pur non opponendosi alle trattative, le ha subito delegittimate e inopinatamente accantonate. Interessi terzi hanno fatto che si riconoscesse l\u2019opposizione armata come unica rappresentante del popolo siriano e si adottasse un modo di operare del tutto irrazionale: con una mano si organizzano le trattative e con l\u2019altra si arma si finanzia la ribellione.<\/p>\n<p>Intanto a Natale, mentre erano in corso le trattative del negoziatore ONU Brahimi con Assad, \u00e8 arrivata notizia dell\u2019ennesima strage: l\u2019agenzia Ansa ha riferito che aerei governativi hanno attaccato a Halfaya una folla che faceva la fila per il pane, provocando numerose vittime. La fonte era costituita da un video pubblicato su YouTube dagli stessi ribelli, ma il filmato evidentemente non pu\u00f2 dimostrare con certezza responsabilit\u00e0 e dinamiche di quanto accaduto, tutt\u2019altro che chiare. Il giorno dopo gli insorti hanno denunciato un altro panificio colpito dai Mig e un generale disertore ha denunciato in TV l\u2019uso di gas nervini da parte dei governativi (gli USA avevano avvertito che il loro utilizzo sarebbe equivalso a varcare la \u2018linea di non ritorno\u2019 e avrebbe fatto scattare l\u2019intervento Nato). Insomma, il governo siriano sembra abbia la vocazione di farsi continuamente autogol mettendo in atto gesti cruenti e irrazionali, proprio in concomitanza di trattative internazionali, addirittura in alcuni casi sarebbe stato responsabile di mettere autobombe anche presso le proprie sedi governative. Questi episodi, la cui paternit\u00e0 viene continuamente palleggiata tra le opposte fazioni in lotta (responsabili entrambi di gravi violazioni dei diritti umani), anzich\u00e9 costituire posizione di forza di una delle parti, dovrebbero invece essere indicative della necessit\u00e0 di giungere ad una rapida soluzione del conflitto.<\/p>\n<p>L\u2019Italia intanto si allinea: fedele in maniera acritica alla comune appartenenza europea e atlantica, appare pi\u00f9 preoccupata su come sfruttare le circostanze in chiave politico-economica che operare per la pace. Le interazioni economiche con i Paesi del Golfo, soprattutto in tempo di crisi, sono preziose, ma le conseguenze politiche derivanti da alcuni accordi (<a href=\"http:\/\/www.zenit.org\/article-34538?l=italian\">come quello raggiunto dall\u2019Ansa nel campo dell\u2019informazione<\/a>), seppur proficue, spesso sono opinabili: non sempre i buoni affari sono \u2018buoni affari\u2019 in termini di democrazia e libert\u00e0. Se guardiamo con criticit\u00e0 a questo tipo di accordi, se portiamo lo sguardo pi\u00f9 in alto, oltre i Mig a caccia di panifici e le autobombe per la democrazia, se decidiamo di non accettare pi\u00f9 la sola conta delle violazioni dei diritti umani perpetrate in una guerra settaria senza quartiere, scopriremmo che ben altri ingranaggi muovono la macchina del mondo.<\/p>\n<p>E\u2019 evidente che per evitare la distruzione totale della Siria tutte le parti in causa devono abbassare le proprie aspettative, a vantaggio del paese. In quanto a noi, stati democratici e liberi, dovremmo contribuire a quest\u2019obiettivo: anzich\u00e9 far l\u2019occhiolino ai violenti, comunque si chiamino, dovremmo semplicemente scegliere di rispettare l\u2019art. 11 della nostra Costituzione e non alimentare o sostenere guerre per conto terzi, spesso mascherandole da \u2018guerre umanitarie\u2019.<\/p>\n<p>da <a href=\"http:\/\/www.laperfettaletizia.com\/2012\/12\/la-guerra-in-siria-linformazione-il.html\">http:\/\/www.laperfettaletizia.com\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 di Patrizio Ricci Tutti sanno qual \u00e8 il vero bisogno dei siriani, ma tutti ci girano intorno, anche in Italia. Tutti tranne uno: il Papa. 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