{"id":26863,"date":"2012-10-21T15:22:57","date_gmt":"2012-10-21T19:22:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=26863"},"modified":"2012-10-21T15:22:58","modified_gmt":"2012-10-21T19:22:58","slug":"roghi-tossici-campania-sul-fenomeno-e-forte-attenzione-e-impegno-di-tutte-le-istituzioni-chiesa-compresa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/roghi-tossici-campania-sul-fenomeno-e-forte-attenzione-e-impegno-di-tutte-le-istituzioni-chiesa-compresa\/","title":{"rendered":"Roghi tossici Campania: sul fenomeno \u00e8 forte attenzione e impegno di tutte le istituzioni Chiesa compresa"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-26864\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=26864\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-26864\" title=\"roghi-rifiuti\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/roghi-rifiuti.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"255\" \/><\/a><\/p>\n<p>di Ferdinando Pelliccia<\/p>\n<p>A causa del  fenomeno dei roghi tossici di rifiuti la regione Campania detiene  un  altro triste primato. Il fenomeno si sta trasformando in una vera e propria   emergenza sanitaria oltre che ecologica, per la preoccupante alta incidenza di   patologie tumorali tra i residenti. Da questi incendi purtroppo si sprigiona   soprattutto la diossina che \u00e8 dannosa per la salute dell\u2019uomo e per la   salvaguardia dell\u2019ambiente. \u201cLa situazione \u00e8 drammatica ed \u00e8 insostenibile  sul  piano della salute\u201d. Ad affermarlo Antonio Marfella, tossicologo e oncologo   dell\u2019istituto nazionale tumori Irccs \u2018Fondazione G. Pascale\u2019 di Napoli e   referente di Isde \u2013 Medici per l\u2019ambiente. Dati dell\u2019Organizzazione mondiale  della sanit\u00e0, Oms,  rivelano che in Campania si registra un aumento della  mortalit\u00e0 del 9-12%,  delle malformazioni di ben l\u201984% e una diffusione dei  tumori stimata in  crescita di 19 punti percentuali tra gli uomini e di 29 tra  le donne. In alcuni  punti della provincia poi, si rivelano punte di tumori che  arrivano al 400%. I dati diffusi recentemente dall\u2019istituto dei  tumori di  Napoli \u2018Pascale\u2019 parlano di un incremento di mortalit\u00e0 per tumori  negli ultimi  vent\u2019anni nella provincia di Napoli del 47% per gli uomini e del  40% per le  donne, nella provincia di Caserta del 28,4% per gli uomini e del  32,7% per le  donne. La problematica riguarda un\u2019area immensa situata  a nord di Napoli, tra  le citt\u00e0 di Caivano e Acerra e abbraccia anche il nolano  e casertano con  ripercussioni sia sui comuni limitrofi sia sulla stessa citt\u00e0  di Napoli  attraverso nubi tossiche e maleodoranti.   Un\u2019area che \u00e8 ormai tristemente nota  come la  \u2018Terra dei fuochi\u2019 e dove, secondo dati recentemente diffusi, negli  ultimi due  anni si sono verificati almeno tre roghi tossici ogni due giorni.   <a href=\"http:\/\/www.laterradeifuochi.it\/\">http:\/\/www.laterradeifuochi.it\/<\/a> Un\u2019area dove ogni giorno vengono smaltite almeno  di 30mila tonnellate di  rifiuti tossici industriali. Si tratta per lo pi\u00f9 di  scarti di lavorazioni  agricole, industriali, principalmente tessuti e pellami,  scarti dell\u2019edilizia  privata e pneumatici che vengono abbandonati furtivamente  nelle strade  periferiche del napoletano. Atti criminali compiuti da  imprenditori senza  scrupoli che per abbattere i costi di produzione o per non  far emergere quote  di produzione sommersa con conseguente evasione fiscale,  ricorrono allo  smaltimento illecito dei residui di lavorazione. Ad essere interessate dal  fenomeno sono per lo  pi\u00f9 le aree periferiche di confine tra i vari territori  comunali. Si tratta  quindi di aree incontrollate su cui cadono diverse  problematiche di competenza anche territoriale e in cui vi \u00e8 una forte presenza  di rom. Un fatto questo,  che ha la sua rilevanza nel fenomeno in quanto i rom,  incuranti della  conseguenze per tutti, oltre a bruciare le carcasse di auto  abbandonate e cavi  elettrici per ricavarci rame, danno fuoco a tutte le ore del  giorno e della  notte anche a questi rifiuti. Spesso, come da pi\u00f9 parti viene  ipotizzato, su  commissione degli stessi autori degli sversamenti illegali per  farne sparire ogni traccia e anche per \u2018fare spazio\u2019 ad altri sversamenti.  Purtroppo, seppur periodicamente bonificati,  questi siti di smaltimento  illegale, tornano nuovamente a essere utilizzati da  chi ha interesse a smaltire  illegalmente i propri rifiuti. Da parte loro i sindaci dei comuni situati nei   territori coinvolti dalla problematica si difendono affermando di fare il   proprio dovere per tutelare la salute dei propri concittadini, ma che diventa   sempre pi\u00f9 difficile gestire la situazione a causa delle ristrettezze   economiche in cui si trovano le loro amministrazioni. Per far fronte a  questa emergenza sopperendo alle scarse risorse molti Amministratori locali si  sono  coalizzati tra loro. Nel senso che lo scorso 23 marzo hanno firmato un   protocollo d\u2019intesa con la Prefettura di Napoli. Un documento sull\u2019attivit\u00e0 di   prevenzione e vigilanza finalizzate ad evitare fenomeni di abbandono dei   rifiuti, nonch\u00e8 ad impedire l\u2019illegale smaltimento degli stessi attraverso   roghi in luoghi pubblici e privati a cui hanno voluto aderire anche Regione   Campania e Provincia di Napoli. L\u2019impegno preso dalla Regione Campania \u00e8 stato   soprattutto di mettere a disposizione le sue risorse e a permettere un uso   delle sue tecnologie, come la videosorveglianza. In questo modo si vuole   soddisfare la richiesta giunta da diverse amministrazioni locali di provvedere   ad una videosorveglianza delle zone a maggiore incidenza del fenomeno dei roghi   tossici. I sindaci impegnati con tutte le loro \u2018forze\u2019  nella lotta al fenomeno,  dopo la recente adesione di altri 8 comuni, sono ora 25.  Le new entry sono i  comuni di Marano, Mugnano, Palma Campania, Qualiano,  Roccarainola, Somma  Vesuviana, Terzigno e Villaricca. Alla forte sensibilizzazione alla lotta  al<br \/>\nfenomeno, mostrata da tante Amministrazioni comunali, si associa anche  l\u2019adesione dell\u2019Arpac, delle Asl  1 centro, 2 Nord e 3 Sud e di quattro  associazioni ambientaliste: Fai,  Legambiente, Vas (Associazione Verdi ambiente  e Societ\u00e0 onlus) e dalle Guardie  Ambientali d\u2019Italia, associazioni di  categoria, Camera di Commercio, Conai,  Anas del Compartimento della viabilit\u00e0  in Campania e Compartimento della  Polizia stradale di Napoli. Sul fenomeno \u00e8  forte l\u2019attenzione e l\u2019impegno anche  della Chiesa. Oltre al Cardinale di  Napoli, Monsignor Crescenzio Sepe vi \u00e8 una  forte partecipazione, anche in prima  linea, di molti parroci. Tra gli impegni stabiliti dall\u2019intesa spicca la   formazione delle polizie locali dei diversi comuni che potranno prepararsi ad   affrontare al meglio i reati ambientali all\u2019interno della Scuola Regionale di   Polizia Locale della Regione Campania attraverso stage e incontri formativi. I   Comuni firmatari, per parte loro, si impegnano anche a liberare i siti abusivi   dai rifiuti inquinanti. Il contrasto messo in atto finora dai comuni ha,   dall\u2019ottobre del 2010 ad oggi, permesso di arrestare nell\u2019area interessata 155   persone e denunciarne 804 per crimini ambientali legati allo smaltimento ed   all\u2019incendio di rifiuti speciali e pericolosi. Un periodo durante il quale le   forze dell\u2019ordine hanno anche individuato ben 463 roghi pericolosi   distinguibili per lo pi\u00f9 in 159 roghi di penumatici, 287 di materiale tessile  e<br \/>\ndi pelletteria e 17 incendi di rifiuti connessi alle attivit\u00e0 agricole. Un  dato  che dimostra la qualit\u00e0 e la provenienza dei rifiuti e che dovrebbe  ben<br \/>\nindirizzare la lotta da parte delle forze dell\u2019ordine al fenomeno. Ad  agevolare  il lavoro di contrasto l\u2019istituzione di gruppi di lavoro specifici  presso i  commissariati e le compagnie e le tenenze dei carabinieri che stanno   permettendo una attivit\u00e0 capillare sul territorio interessato. Questo  per\u00f2,<br \/>\nsembra non bastare in quanto secondo gli ultimi dati disponibili la  situazione  derivante dagli incendi dolosi appiccati ai cumuli di rifiuti  lasciati lungo le  strade periferiche nel napoletano sono in calo, ma non  regrediscono. Ed ecco  che allora la mobilitazione sta diventando totale. Nei  giorni scorsi, il 17  ottobre, la Giunta comunale di Napoli si \u00e8 impegnata, con  una delibera, a  combattere lo sversamento abusivo e la combustione illegale dei  rifiuti. La  delibera impegna \u2018Asia Napoli\u2019, la societ\u00e0 del Comune partenopeo  responsabile  della raccolta dei rifiuti in citt\u00e0, al prelievo differenziato dei  pneumatici,  anche se abbandonati per strada, da conferire al consorzio  \u2018Ecopneus\u2019 per inviarli al recupero. A tal scopo l\u2019\u2019Asia Napoli\u2019 ha individuato  nel territorio comunale almeno 66 siti di sversamenti illegali dove vengono  sversati periodicamente ingenti quantit\u00e0 di pneumatici usati. Questi siti al  fine di impedirne il riutilizzo dopo la bonifica sar\u00e0 monitorato dal nucleo di  Polizia locale preposto alla lotta allo sversamento abusivo di rifiuti. E\u2019  previsto anche il ricorso a 50 volontari da utilizzare come guardie ambientali.  per contrastare il fenomeno dell\u2019abbandono incontrollato di rifiuti e per  ridurre il rischio di  combustione. Inoltre, l\u2019Asia dovr\u00e0 prelevare i rifiuti  provenienti dalla  differenziazione effettuata dall\u2019Astir, la societ\u00e0 di  propriet\u00e0 della Regione  Campania, per poi conferirli nei siti di destinazione  finale. Nel frattempo, oltre 30 associazioni e oltre  30mila cittadini si sono  mobilitati per dire basta a questi roghi tossici.  Tutti insieme hanno dato vita  ad un\u2019iniziativa che culminer\u00e0 in una \u2018querela a  sottoscrizione popolare\u2019, che  sar\u00e0 depositata alle Procure di Napoli, di Santa  Maria Capua Vetere e di Nola,  nei confronti di Regione Campania, Province di  Napoli e Caserta e di ben 42  Comuni, tra i quali anche i Comuni capoluogo per violazione  dell\u2019articolo 328  del Codice Penale, non avendo di fatto negli anni adoperato  tutti gli strumenti  a loro consentiti dalla legge per fronteggiare e cercare di  risolvere la  problematica. Un dato significativo \u00e8 il fatto che la  sottoscrizione, chiusa il  30 settembre scorso,  ha raggiunto quota 32.520 firme. Da tempo il Coordinamento  comitati fuochi, che  raccoglie 34 comitati attivi sul territorio, ha avanzato  la proposta<br \/>\ndell\u2019istituzione di un sistema nazionale satellitare di  tracciabilit\u00e0 dei flussi  di rifiuti industriali e l\u2019inasprimento delle pene per  reati di trasporto e<br \/>\n<a rel=\"attachment wp-att-42616\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=42616\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"logo comitato no discariche\" src=\"http:\/\/news.liberoreporter.eu\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/logo-comitato-no-discariche.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"186\" \/><\/a>smaltimento illegale di rifiuti industriali  equiparandolo a reato di camorra. Sul fenomeno \u00e8 forte l\u2019attenzione e l\u2019impegno   della Chiesa che vede in prima linea molti parroci come Don Maurizio   Patriciello, parroco della chiesa di San Pietro Apostolo al Parco Verde di   Caivano nel napoletano che sta portando avanti una dura battaglia per ottenere   la vivibilit\u00e0 del territorio in cui svolge la sua missione e che \u00e8 ormai   invivibile a causa del fenomeno. Un impegno che lo sta portando ad avere   contatti quasi quotidiani anche con diversi rappresentanti istituzionali   regionali. A testimonianza della tensione che tutti i  protagonisti di questa  situazione vivono \u00e8 un episodio che si \u00e8 verificato nei  giorni scorsi durante   una riunione  presso gli uffici del Palazzo di Governo. Don Maurizio si \u00e8 reso,  suo malgrado,  protagonista di un episodio in cui \u00e8 stato rimproverato  aspramente dal Prefetto  di Napoli, Andrea De Martino. Il rappresentante del  Governo lo ha \u2018richiamato\u2019 quando  si \u00e8 rivolto al Prefetto di Caserta, Carmela  Pagano chiamandola pi\u00f9 volte  \u2018Signora\u2019 in presenza di rappresentanti di altre  istituzioni. De Martino ha invitato  il parroco a rivolgersi al responsabile  della prefettura di Caserta utilizzando  il titolo di Prefetto. Un momento  definibile \u2018triste\u2019 della riunione che \u00e8  stato ripreso con il telefonino e che  poi, \u00e8 stato messo in rete. Una testimonianza  del rimprovero piuttosto  \u2018caloroso\u2019 di De Martino nei confronti di Don Maurizio  che di fatto si \u00e8 stato  uno sfogo del Prefetto di Napoli e che evidenzia quanto  sia alta la tensione e  lo stress a causa di questa grave problematica. \u201cEro l\u00ec  per segnalare solo  quanto noi cittadini abbiamo documentato con foto, per  ragionare come sempre  con spirito collaborativo e costruttivo. Non era mia  intenzione di mancare di  rispetto al prefetto di Caserta chiamandola solo  signora e non \u2018signor  prefetto\u2019\u201d, ha spiegato pi\u00f9 tardi il parroco di Caivano.  Don Maurizio conosceva  il prefetto di Caserta e per il suo ruolo era stato da lei pi\u00f9 volte ricevuto  presso la prefettura a Caserta e chiss\u00e0 in quante di queste occasioni Don  Maurizio le si \u00e8 rivolto chiamandola signora. Un dire caratteristico dei  parroci, specie di provincia. Un dire che non \u00e8 certo  irriverente ma figlio  anche di una certa familiarit\u00e0 che si \u00e8 ormai venuta a  stabilire tra tutti i  protagonisti del contrasto al fenomeno che a volte stanno  insieme per lavoro  pi\u00f9 di quanto non stanno con i propri familiari. Purtroppo come accade in casi  del genere l\u2019episodio  \u00e8 stato ampliato in maniera esagerata. Le richieste di  tanti al Prefetto di Napoli,  Andrea De Martino di scusarsi con il Parroco di  Caivano, don Maurizio Patriciello forse erano inappropriate perch\u00e9 anche se il  modo \u00e8 sindacabile certo le ragioni non lo sono. De Martino aveva il dovere  istituzionale di intervenire anche se forse non in quel modo. Se in un contesto  privato certe formalismi sono annullati in pubblico tutto deve rimanere immutato  diversamente le regole e il rispetto dei ruoli e competenze sarebbe annullato.  Tanto \u00e8 vero che a testimonianza della piccolezza del fatto la \u2018pace\u2019 tra i due  \u00e8 stata poi, fatta al funerale a Cardito della giovane vittima della camorra,  Pasquale Romano.<\/p>\n<p>Ferdinando Pelliccia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Ferdinando Pelliccia A causa del fenomeno dei roghi tossici di rifiuti la regione Campania detiene un altro triste primato. 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