{"id":26846,"date":"2012-10-21T04:28:27","date_gmt":"2012-10-21T08:28:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=26846"},"modified":"2012-10-21T04:30:49","modified_gmt":"2012-10-21T08:30:49","slug":"dal-mondo-paesi-africani-propongono-all%e2%80%99onu-una-risoluzione-contro-le-mutilazioni-genitali-femminili","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/dal-mondo-paesi-africani-propongono-all%e2%80%99onu-una-risoluzione-contro-le-mutilazioni-genitali-femminili\/","title":{"rendered":"Dal Mondo-Paesi africani propongono all\u2019Onu una risoluzione contro le mutilazioni genitali femminili"},"content":{"rendered":"<p>Una proposta di risoluzione dell&#8217;Onu contro le mutilazioni genitali femminili \u00e8 stata presentata ieri dal gruppo dei Paesi africani. E\u2019 quanto ha annunciato nelle stesse ore il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, nel corso del Convegno organizzato al Senato dal Gruppo di lavoro parlamentare su salute globale e diritti delle donne.<\/p>\n<p><a rel=\"attachment wp-att-26851\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=26851\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-26851\" title=\"images (3)\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/images-31.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/it.radiovaticana.va\/news\/2012\/10\/19\/paesi_africani_propongono_all%27onu_una_risoluzione_contro_le_mutilazion\/it1-631226\" target=\"_blank\">Radio Vaticana<\/a> &#8211; Per capire l\u2019entit\u00e0 del fenomeno nel mondo, Fausta Speranza ha intervistato Rossana Scaricabarozzi dell\u2019Associazione ActionAid, fortemente impegnata contro questa drammatica pratica lesiva dei pi\u00f9 basilari diritti umani:<br \/>\n<em>R. &#8211; I dati ufficiali ci dicono che tra i 100 e i 140 milioni di donne hanno subito mutilazioni genitali femminili e tre milioni di bambine ogni anno subiscono questo fenomeno. Ovviamente, questo fenomeno \u00e8 diffuso soprattutto in Africa<a name=\"more\"><\/a> e in Medio Oriente ma le stime ci dicono che purtroppo \u00e8 un problema anche in Europa. I dati del Parlamento europeo ci dicono che circa 500 mila donne in Europa hanno subito mutilazioni genitali femminili. Lo Stato ci dice che 35 mila donne ogni anno le subiscono e che, in Italia, 90 mila donne emigrate che vivono nel nostro Paese hanno subito questo fenomeno.<\/em><br \/>\n<em><br \/>\n<\/em><strong><em>D. \u2013 Parliamo di prevenzione: come prevenire e quali difficolt\u00e0 si incontrano?<\/em><\/strong><br \/>\n<em>R. &#8211; Come ActionAid, operiamo contro le mutilazioni genitali femminili, in particolare in Etiopia Kenya, Liberia e Ghana. Tre di questi Paesi, si sono dotati di una legge contro le mutilazioni genitali femminili. In Etiopia, in particolare, dal \u201997 al 2007 si \u00e8 registrata una diminuzione di questo fenomeno, per\u00f2 \u00e8 ancora molto diffuso. Per prevenzione la nostra strategia prevede una sensibilizzazione, una denuncia a livello comunitario. Ovviamente, \u00e8 un fenomeno collegato anche alla povert\u00e0. In molti Paesi, molte donne che praticano la mutilazione non hanno altre forme di reddito, quindi si oppongono alla lotta a questa pratica. Ci sono anche altri ostacoli come le culture e le tradizioni di certi Paesi che prescindono dalla religione, perch\u00e9 dipendono dai gruppi etnici: si legano pi\u00f9 a tradizioni antichissime che sono molto difficili da sradicare. Quindi, \u00e8 molto importante agire a livello comunitario e che la comunit\u00e0 stessa comprenda le implicazioni di questo fenomeno in termini di violazione di diritti fondamentali della persona, delle donne in particolare, e che si faccia portatore di un cambiamento a livello comunitario.<\/em><br \/>\n<em><br \/>\n<\/em><strong><em>D. &#8211; Senz\u2019altro, sradicare la credenza per la quale chiss\u00e0 quale valore avrebbe far subire a una bambina una mutilazione genitale ma soprattutto forse anche far sapere i danni dal punto di vista sanitario, psicologico e fisico che le bambine subiscono\u2026<\/em><\/strong><br \/>\n<em>R. &#8211; Spesso si nascondono un po\u2019 quali sono le vere conseguenze di queste pratiche, che hanno effetti devastanti dal punto di vista della salute delle bambine e delle donne anche in et\u00e0 avanzata, non soltanto da bambine. Per esempio, possano portare complicazioni durante il parto, perfino alla morte della madre e del bambino stesso al momento del parto. Ovviamente queste conseguenze vengono spesso minimizzate all\u2019interno delle comunit\u00e0, si dice che non fa cos\u00ec male. Quindi, su questo ovviamente ci vuole una sensibilizzazione ma anche una sensibilizzazione su altre credenze. Per esempio, in alcuni Paesi si pensa che le donne che non sono mutilate siano pi\u00f9 propense a tradire il marito. Ci sono stereotipi di genere che vanno destrutturati e questo si fa partendo sempre dalla sensibilizzazione, dal dialogo. Spesso, affrontare anche direttamente la problematica non \u00e8 poi cos\u00ec efficace. Nella nostra esperienza noi partiamo da altre problematiche, come per esempio la diffusione dell\u2019Hiv e dell\u2019Aids a cui anche la pratica delle mutilazioni genitali femminili contribuisce. Quindi, iniziando a parlare di lotta all\u2019Aids, creando un dialogo iniziale con le comunit\u00e0, poi si pu\u00f2 allargare il discorso pi\u00f9 in generale sulle pratiche lesive dei diritti delle donne quali i matrimoni precoci, le mutilazioni genitali\u2026 Da l\u00ec, si inizia un dibattito pi\u00f9 approfondito e si arriva pi\u00f9 in profondit\u00e0, anche guadagnando la fiducia della comunit\u00e0.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una proposta di risoluzione dell&#8217;Onu contro le mutilazioni genitali femminili \u00e8 stata presentata ieri dal gruppo dei Paesi africani. 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