{"id":26713,"date":"2012-10-11T06:19:54","date_gmt":"2012-10-11T10:19:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=26713"},"modified":"2012-10-11T06:32:13","modified_gmt":"2012-10-11T10:32:13","slug":"nichilista-o-spirito-laico-zagrebelsky-interpreta-qohelet","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/nichilista-o-spirito-laico-zagrebelsky-interpreta-qohelet\/","title":{"rendered":"Cultura- Nichilista o spirito laico?  Zagrebelsky interpreta Qoh\u00e9let; la necessit\u00e0 a non rassegnarci alla vanit\u00e0 del mondo"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-26714\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=26714\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26714\" title=\"images (9)\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/images-91.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><\/p>\n<p>di Elisa Romanucci<\/p>\n<p>Molte volte si utilizzano fiumi di parole per parlare di argomenti pi\u00f9 o meno importanti, illustrando il proprio pensiero quale espressione altissima della personale conoscenza ed elevata cultura.<\/p>\n<p>Sarebbe, invece, molto importante, almeno per qualche volta, restare in silenzio e conoscere l\u2019altrui pensiero, quale fonte di arricchimento e reciproco confronto.<\/p>\n<p>Pochi giorni fa, \u00e8 stato pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/\">www.Repubblica.it<\/a>, l\u2019intervento, integralmente sottoriportato, di \u201c Zagrebelsky interpreta Qoh\u00e9let \u201c.<\/p>\n<p>Si lascia, ai lettori, ogni riflessione.<\/p>\n<p>Elisa Romanucci<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/speciali\/repubblica-delle-idee\/edizione2012\/?ref=HRER3-1\"><strong>REPUBBLICA DELLE IDEE\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 26\/9\/2012<\/strong><br \/>\n<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/speciali\/repubblica-delle-idee\/edizione2012\/2012\/09\/24\/news\/zagrebelsky_interpretare_qohlet-43195786\/\">Il successo di Qoh\u00e9let, libro sulla vanit\u00e0<br \/>\nPadre nel nichilismo o spirito laico<\/a> <\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">TORINO SPIRITUALIT\u00c0<br \/>\nNichilista o spirito laico?<br \/>\nZagrebelsky interpreta Qoh\u00e9let<\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Anticipiamo l&#8217;intervento che il costituzionalista terr\u00e0 a Torino Spiritualit\u00e0, intervenendo nel ciclo dedicato al libro (l&#8217;Ecclesiaste) dell&#8217;Antico Testamento che ancora oggi \u00e8 in grado di interrogare nel profondo lo spirito umano.\u00a0 Da padre dello scetticismo a precursore dell&#8217;arte del vivere, nel corso dei secoli si sono rincorse molte esegesi. Zagrebelsky ci invita a non rassegnarci alla vanit\u00e0 del mondo<\/strong><\/p>\n<p>Il figlio di Davide, re in Gerusalemme, non \u00e8 un sistematico. Il suo linguaggio \u00e8 a salti, pezzi e bocconi, aggiunte e contraddizioni. Tale composizione ha permesso agli interpreti di rispecchiare se stessi nel testo con molta libert\u00e0, piuttosto che rispecchiarlo. In quanto sfogo d&#8217;uno spirito radicalmente sfiduciato o deluso circa il vero, il giusto, il buono, circa tutto ci\u00f2 che ha valore in s\u00e9, si \u00e8 considerato questo piccolo libro un precursore dell&#8217;arte di vivere senza eccessi (&#8220;non essere n\u00e9 troppo giusto n\u00e9 troppo malvagio&#8221;: 7,16) \u00e0 la Montaigne o la testimonianza d&#8217;un disperato della vita (&#8220;voglio provare la gioia, ma a che giova?: 2, 2) \u00e0 la Leopardi, per fare solo due nomi.<\/p>\n<p><strong>Interpretare Qoh\u00e9let.<\/strong> Si \u00e8 visto in lui un padre dello scetticismo, del nichilismo, della disperazione e, alla fine, dell&#8217;edonismo egoistico, come farmaco e rimedio al taedium vitae di Lucrezio e Seneca o allo spleen di Baudelaire. Ma l&#8217;esaltazione della vita, soprattutto giovanile, ha fatto pensare anche a un&#8217;apologia della gioia di vivere. Altri, nella denigrazione dei beni del mondo hanno visto un &#8220;antidoto all&#8217;idolatria&#8221; delle cose vane e brevi (E. Bianchi): oggi, il successo, il denaro, i prodotti della tecnologia. Queste sono pi\u00f9 o meno arbitrarie interpretazioni attualizzanti. Qualcuno, seguendo Renan, vi ha perfino visto tratteggiato il profilo psicologico dell&#8217;Ebreo moderno, completamente secolarizzato e assimilato al mondo: una visione che pu\u00f2 facilmente essere generalizzata. Ma, in fondo, ogni interpretazione \u00e8 attualizzazione e riflette il volto dell&#8217;interprete nelle condizioni del tempo che \u00e8 il suo.<br \/>\nIn quanto testo privo di certezze &#8220;ontologiche&#8221;, che colloca l&#8217;essere umano in uno spazio non governato dalla dura verit\u00e0 dell&#8217;essere divino che si rivela o che \u00e8 rivelata, lo si \u00e8 considerato espressione di &#8220;spirito laico&#8221;: lo spirito della ricerca e dalla sperimentazione pragmatica di &#8220;tecniche di sopravvivenza&#8221; materiale e spirituale. Oppure, infine, s&#8217;\u00e8 parlato di &#8220;spirito d&#8217;attesa&#8221;, soggiacente all&#8217;esaltazione della vanit\u00e0 del mondo. Nel vuoto della vita e nell&#8217;insignificanza in cui siamo immersi, Qoh\u00e9let ci fa sentire l&#8217;urgente bisogno di uno svelamento, di una &#8220;rivelazione&#8221;. Sarebbe un libro dell&#8217;attesa, quasi un&#8217;invocazione messianica. Finalmente, la denigrazione del mondo si pu\u00f2 intendere come una spinta, una preparazione all&#8217;accoglienza di un mondo che verr\u00e0, un &#8220;mettersi sulla soglia&#8221; di qualche evento o avvento portatore di senso (P. De Benedetti). Questa \u00e8 la pia interpretazione cristiana, gi\u00e0 a partire dall&#8217;orazione &#8220;Vanitas vanitatum&#8221; di Giovanni Crisostomo: un&#8217;interpretazione che la svalutazione luterana del mondo e l&#8217;attesa della salvezza solo &#8220;per grazia&#8221; accentueranno.<\/p>\n<p>Qui, non c&#8217;\u00e8 da prendere posizione. Il testo \u00e8 fisso, le parole sono ricche di significati e le interpretazioni sono libere. L&#8217;unica cosa che non si pu\u00f2 negare \u00e8 l&#8217;esistenza del filo conduttore, la vanit\u00e0 delle vanit\u00e0 che lega tutto il discorso, dall&#8217;inizio alla fine, in un moto circolare, che riproduce letterariamente la legge universale che muove in un circolo chiuso le cose del mondo, sotto il sole.<br \/>\n<strong>Un libro attuale? <\/strong>All&#8217;epoca in cui fu il libro fu scritto (tra il III e il II secolo a. C.) dovette esserlo. Non mancano accenni polemici, oggi quasi incomprensibili, a vicende contemporanee. In generale, Qoh\u00e9let \u00e8 figlio del suo tempo, un tempo d&#8217;incertezze rispetto ai valori della tradizione, insidiati da influenze scettiche provenienti dalla cultura ellenistica, dal sorgere di sette fanatiche come quella degli Esseni, e da movimenti politico-radicali per la restaurazione della pura fede dei padri, senza che valori nuovi apparissero all&#8217;orizzonte: un tempo del &#8220;non pi\u00f9&#8221; e del &#8220;non ancora&#8221;. Qoh\u00e9let\u00a0 reagisce con distaccata indifferenza, come i grandi scettici che additano nei piccoli piaceri l&#8217;efficace lenimento dei dolori d&#8217;una vita senza speranza.<br \/>\nE oggi? Se guardiamo al successo che il nostro testo incontra, e in misura crescente, nella letteratura esegetica, nella poesia, nel teatro, nella musica, nel senso comune che si \u00e8 appropriato di tante espressioni di Qoh\u00e9let, facendole sue e dimenticando la fonte; se diamo al giovanilismo odierno, alla paura dell&#8217;invecchiamento e agli esorcismi contro la morte il significato d&#8217;un marchio del tempo, al di l\u00e0 del loro aspetto grottesco e disperato,\u00a0 possiamo forse credere in Qoh\u00e9let come filosofo per i nostri giorni, e fare nostra la parola di Ceronetti: qoh\u00e9letite. Anche questo odierno incontro potrebbe essere un sintomo di qualcosa, come un&#8217;infezione dello spirito. Oppure, potrebbe essere il segno della speranza in qualcosa che deve nascere. Per capirne di pi\u00f9, occorrerebbe l&#8217;interrogazione, niente di meno, sui caratteri profondi dello spirito dell&#8217;epoca attuale, nel confronto con lo spirito cui Qoh\u00e9let, ventidue secoli fa, diede voce.<br \/>\n<strong>Anche la saggezza di Qoh\u00e9let \u00e8 vana? <\/strong>Di qoh\u00e9letite si pu\u00f2 morire. E anche morire percorrendo una strada di piacevolezze. Chi non ha sentito il fascino poetico delle potenti immagini che descrivono l&#8217;insignificanza dei giorni della vita &#8220;sotto il sole&#8221;? Chi non direbbe: \u00e8 proprio cos\u00ec, so anch&#8217;io che \u00e8 cos\u00ec? Le parole di Qoh\u00e9let cadono su un terreno predisposto ad accoglierle. E chi non ha detto: prendiamo dalla vita, momento per momento, il piacere effimero che pu\u00f2 dare, senza pensare al futuro? Anche a questo, il terreno \u00e8 predisposto. E se poi Dio &#8220;ti convocher\u00e0 in giudizio&#8221; (11,9), gli si potr\u00e0 dire: ma proprio tu mi hai messo nella disperata condizione mortale e non mi hai detto come uscirne. Devo s\u00ec ricordarmi del mio creatore (12, 1), ma proprio perch\u00e9 me ne ricordo e so d&#8217;essere quello che hai voluto ch&#8217;io fossi, procedo cos\u00ec. Condannami, se puoi!<br \/>\nDunque, la voce di Qoh\u00e9let \u00e8 seducente. Ma \u00e8 anche convincente? Egli si presenta spoglio d&#8217;ogni orgoglio e anche in questo consiste il suo potere seduttivo. Ma la sua \u00e8 modestia solo apparente. Non dice: questo o quello \u00e8 vanit\u00e0, ma tutto, veramente tutto, \u00e8 vanit\u00e0, anzi \u00e8 vanit\u00e0 delle vanit\u00e0. In verit\u00e0, qui non c&#8217;\u00e8 modestia, ma massima prova d&#8217;orgoglio. \u00c8 un mettersi al di sopra di tutto e di tutti. Ma quest&#8217;atto d&#8217;orgoglio troppo s&#8217;innalza e rovina su se stesso. Se tutto \u00e8 vano, infatti, lo sono anche, e specialmente, le parole di Qoh\u00e9let stesso. Se non sono vane, allora non \u00e8 vero che tutto \u00e8 vano e altro ci pu\u00f2 essere che contraddice &#8220;non vanamente&#8221; quelle parole. Del resto, Qoh\u00e9let, sulla sua &#8220;vanit\u00e0&#8221; costruisce addirittura un&#8217;etica, l&#8217;etica del vano godimento della vita. In base a quale principio o autorit\u00e0 preminente pu\u00f2 egli dire che tutto \u00e8 senza valore, salvo ci\u00f2 che viene detto da lui stesso? Si uscirebbe dalla difficolt\u00e0 se si dicesse che il nostro testo non parla della &#8220;vanit\u00e0&#8221; della vita, ma solo dei &#8220;vanitosi&#8221; che incontriamo nella vita: questi s\u00ec sarebbero vani e vuoti, ma tra questi potrebbe non esserci Qoh\u00e9let stesso in quanto egli prenda le distanze (come in 7, 8) dalla vanit\u00e0 dei vanitosi.<br \/>\nLa vanit\u00e0 e la vuotaggine, allora, potrebbero non riguardarlo. Ma, per quanto le interpretazioni possano spaziare, una come questa varrebbe ad appianare le impervie vette del testo in una visione banalizzatrice, ma trascurerebbe il dato pi\u00f9 evidente:\u00a0 Qoh\u00e9let non si professa affatto diverso da tutti gli altri mortali; non si dichiara esente dalla legge generale della vanit\u00e0 della vita. Al contrario, anch&#8217;egli \u00e8 completamente irretito nella vanit\u00e0 del mondo, nell&#8217;assurdit\u00e0 di tutte le vite che si svolgono sotto il sole, destinate a essere ugualizzate nella morte. Si considera un &#8220;pezzo&#8221; della generale insensatezza; anzi, un testimone autorevole di questa generale condizione.<br \/>\nNon dobbiamo considerare quelle che precedono vane esercitazioni logiche. Dobbiamo invece respingere, come fallaci e tentatrici, tutte le affermazioni autoriflessive circa il valore (vero o falso, vano o non vano) delle affermazioni medesime. Esse s\u00ec sono insensate. Una proposizione non \u00e8 vera o falsa perch\u00e9 tale \u00e8 detta da chi la pronuncia. Occorrerebbe un fondamento, un criterio esterno. Orbene, potrebbe essere tanto che Qoh\u00e9let abbia ragione quanto che abbia torto. Ma, per poter dire una cosa o l&#8217;altra, dobbiamo cercare la verit\u00e0 fuori delle sue parole. Non c&#8217;\u00e8 verit\u00e0 in Qoh\u00e9let. C&#8217;\u00e8 molta suggestione e poesia, autocompiacimento d&#8217;un animo depresso, ideologia &#8211; qoh\u00e9letite &#8211; tipica d&#8217;un tempo di crisi. C&#8217;\u00e8 nelle sue parole &#8220;fame di vento&#8221;. O, forse, c&#8217;\u00e8 la generalizzazione di un&#8217;esistenza individuale di fallimenti.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 dovremmo concedergli l&#8217;autorit\u00e0 di parlare per tutti e per sempre, e condannare come insensata in generale la ricerca di qualcosa che vale, e come illusoria l&#8217;azione rivolta a costruire, nella vita individuale e in quella collettiva, qualcosa che vana non sia?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Elisa Romanucci Molte volte si utilizzano fiumi di parole per parlare di argomenti pi\u00f9 o meno importanti, illustrando il proprio pensiero quale espressione altissima della personale conoscenza ed elevata [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":26714,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,1],"tags":[],"class_list":["post-26713","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-di-napoli","category-la-fragola-napoli"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26713","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26713"}],"version-history":[{"count":13,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26713\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26723,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26713\/revisions\/26723"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26714"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26713"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26713"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26713"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}