{"id":26442,"date":"2012-09-26T04:48:41","date_gmt":"2012-09-26T08:48:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=26442"},"modified":"2012-09-26T04:48:42","modified_gmt":"2012-09-26T08:48:42","slug":"nola-4000-anni-di-storia-abbandonati-sotto-lacqua","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/nola-4000-anni-di-storia-abbandonati-sotto-lacqua\/","title":{"rendered":"Nola: 4000 anni di storia abbandonati sotto l&#8217;acqua"},"content":{"rendered":"<div><a rel=\"attachment wp-att-26443\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=26443\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-26443\" title=\"IMG20110203095151182_900_700\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG20110203095151182_900_700.jpeg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"150\" \/><\/a><\/div>\n<div>Raassegna Stampa<\/div>\n<div><strong>di Chiara Bartoli da<a href=\"http:\/\/www.laperfettaletizia.com\/2012\/09\/nola-4000-anni-di-storia-abbandonati.html\">http:\/\/www.laperfettaletizia.com\/<\/a><\/strong><\/div>\n<p>Il comune di Nola, in provincia di Napoli, si estende per 39 km quadrati. Circa 32.700 abitanti, Nola riserva grandi sorprese ai visitatori che raggiungono l\u2019agro nolano, che costituisce appunto quel territorio sotto l\u2019influenza culturale nolana delimitato dagli Appennini a est, dal fiume Clanio a nord e dal Vesuvio a sud. Ma quali sono i tesori\u00a0<a name=\"more\"><\/a>che racchiude il comune fondato nell&#8217;VIII secolo a.C, ancora prima che nascesse Roma? Oltre all&#8217;anfiteatro romano, uno dei pi\u00f9 antichi della Campania, Nola \u00e8 sede anche della cosiddetta &#8220;Pompei della Preistoria&#8221;, un villaggio preistorico scoperto nel 2001. Il sito ha riportato alla luce reperti e utensili risalente all&#8217;et\u00e0 del Bronzo antico (1800 a.C.), che ora sono conservati presso il Museo Archeologico di Nola. Il villaggio conserva il calco di due capanne, che sono giunte a noi grazie al fango causato dall&#8217;eruzione delle \u201dPomici di Avellino\u201d, cos\u00ec denominata in quanto i lapilli caddero in direzione di Avellino.<\/p>\n<p>Questi antichi e inestimabili tesori dell\u2019umanit\u00e0 sono per\u00f2 chiusi al pubblici dal giugno del 2009 a causa dell\u2019innalzamento della falda acquifera sottostante l\u2019area. Il territorio non pu\u00f2 cos\u00ec sfruttare una delle sue potenziali fonti di ricchezza. Ma su chi ricade tale ingombrante responsabilit\u00e0? A questa e ad altre domande risponde lo scrittore ed ex presidente dell\u2019associazione Meridies, Angelo Amato de Serpis, che si occupa della tutela del luogo.<\/p>\n<p>D &#8211; Oltre ad essere giornalista pubblicista e scrittore, \u00e8 stato presidente dell&#8217;associazione culturale Meridies. Di cosa si occupa questa associazione?<br \/>\nR &#8211; Sono un ex presidente di Meridies dimessosi proprio per protesta per lo stato di abbandono da parte delle istituzioni del Villaggio Preistorico di Nola. Meridies \u00e8 un\u2019associazione di volontariato per i beni culturali, in particolare dell\u2019area nolana, che si \u00e8 occupata, in oltre quindici anni, di valorizzare l\u2019immenso patrimonio culturale locale del territorio, in particolare il Villaggio Preistorico di Nola.<\/p>\n<p>D &#8211; In quale stato versa attualmente il villaggio preistorico di Nola, definito &#8220;la Pompei della Preistoria&#8221;?<br \/>\nR &#8211; Il villaggio di Nola \u00e8 stato definito \u201cla Pompei della Preistoria\u201d perch\u00e9, proprio come la Pompei romana, ci ha restituito uno spaccato eccezionale di una civilt\u00e0 dell\u2019et\u00e0 del bronzo antico, fermata nel tempo dall\u2019eruzione del Vesuvio di 4000 anni fa, come in una fotografia, addirittura con tutti gli oggetti ancora al loro posto nelle capanne ritrovate. E\u2019, in pratica, un\u2019istantanea della quotidianit\u00e0 di quella laboriosa comunit\u00e0 che ci ha consentito di entrare dalla porta principale nella vita di questi nostri antenati. Proprio per questo ho cercato nel mio ultimo libro \u201cIl giorno senza domani\u201d di ridare voce a quelle persone che hanno vissuto e sono morte in quelle tragiche ore. Oggi, purtroppo, questo \u201cunicum\u201d archeologico \u00e8 dal 2009 sommerso a causa di una falda sottostante l\u2019area del villaggio, con grave rischio di sfaldamento delle strutture scoperte e con la forte probabilit\u00e0 di perderle per sempre.<\/p>\n<p>D &#8211; Quali sono le origini di questo degrado? Era possibile porre un freno all&#8217;emergenza?<br \/>\nR &#8211; Purtroppo tale situazione \u00e8 stata causata innanzitutto da una sottovalutazione del problema da parte delle istituzioni (la falda \u00e8 risultata presente gi\u00e0 al momento dello scavo) e poi dalla cronica mancanza di fondi della soprintendenza archeologica napoletana, che non ha mai avuto fondi specifici da parte del ministero competente per il villaggio di Nola. Si \u00e8 dovuti andare avanti sempre con interventi provvisori e limitati, \u201cmendicando\u201d piccoli finanziamenti e aiuti tra le varie istituzioni e pochi privati volenterosi. Il villaggio di Nola non ha mai avuto l\u2019attenzione che avrebbe realmente meritato, essendo un sito di interesse archeologico straordinario.<\/p>\n<p>D &#8211; Su chi ricadono le &#8220;colpe&#8221; di tale disattenzione?<br \/>\nR &#8211; Le istituzioni in genere non hanno mai fatto molto per il villaggio di Nola, forse non comprendendo appieno la straordinariet\u00e0 e l\u2019importanza del sito, anche tenendo conto del contesto turistico nel quale si andava ad inserire. Ho sempre rimproverato l\u2019assenza evidente del ministero in tale vicenda, che avrebbe meritato molta pi\u00f9 attenzione e, magari, qualche intervento economico specifico.<\/p>\n<p>D &#8211; Quali sono gli strumenti di cui dispone oggi il comune di Nola per poter risolvere definitivamente il problema?<br \/>\nR &#8211; Il Comune di Nola non ha molti strumenti per intervenire in modo diretto per risolvere il problema, se non quello di spingere le altre istituzioni competenti in materia a prendere decisioni serie e definitive. Forse ci sarebbe voluta una maggiore attenzione da parte di tutti, anche dei nolani e dei cittadini di questo territorio, che hanno visto scomparire un patrimonio culturale di grande valenza anche turistica, senza mostrare un eccessivo interesse, mentre in altri luoghi d\u2019Italia il villaggio di Nola \u00e8 stato utilizzato per la realizzazione di parchi archeologici.<\/p>\n<p>D &#8211; In Italia Nola non \u00e8 un caso isolato; pochi giorni fa a Pompei una trave \u00e8 crollata nel Peristilio della Villa dei Misteri. Che messaggio vuole lanciare alle istituzioni italiane che silenziose assistono al continuo degrado di beni di importanza mondiale?<br \/>\nR &#8211; Questo paese sta dimostrando, giorno dopo giorno, di non meritare il passato e il patrimonio che ha indegnamente ereditato dai nostri avi. Le istituzioni stanno facendo anche peggio, riducendo sempre di pi\u00f9 i fondi per la cultura e cancellando quella che potrebbe essere la vera, unica e duratura fonte di sviluppo di questo paese. Inoltre, tale situazione si avverte ancora di pi\u00f9 in aree come quella nolana, dove lo sviluppo turistico, che meriterebbe per il patrimonio monumentale e culturale presente, potrebbe essere una boccata d\u2019ossigeno, in particolare per i nostri giovani, costretti sempre in numero maggiore ad andare via per trovare lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Raassegna Stampa di Chiara Bartoli dahttp:\/\/www.laperfettaletizia.com\/ Il comune di Nola, in provincia di Napoli, si estende per 39 km quadrati. 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