{"id":26029,"date":"2012-08-28T11:50:41","date_gmt":"2012-08-28T15:50:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?p=26029"},"modified":"2012-08-28T11:53:40","modified_gmt":"2012-08-28T15:53:40","slug":"earth-overshoot-day-in-soli-8-mesi-lumanita-ha-esaurito-le-risorse-della-terra-per-il-2012-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/earth-overshoot-day-in-soli-8-mesi-lumanita-ha-esaurito-le-risorse-della-terra-per-il-2012-2\/","title":{"rendered":"Ambiente- Earth Overshoot Day, in soli 8 mesi l&#8217;umanit\u00e0 ha esaurito le risorse della Terra per il 2012"},"content":{"rendered":"<div><a rel=\"attachment wp-att-26030\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=26030\"><\/a><\/div>\n<div><a rel=\"attachment wp-att-26030\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=26030\"><\/a><\/div>\n<div><a rel=\"attachment wp-att-26030\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=26030\"><\/a><\/div>\n<p><a rel=\"attachment wp-att-26030\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=26030\"><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26030\" title=\"imagesCAFA6304\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/imagesCAFA63041.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"180\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/imagesCAFA63041.jpg 180w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/imagesCAFA63041-36x36.jpg 36w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/imagesCAFA63041-115x115.jpg 115w\" sizes=\"auto, (max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<p class=\"catenaccio\" style=\"text-align: center;\"><strong>O cambiamo modello di consumo o il pianeta non regge<\/strong><\/p>\n<p>Oggi \u00e8 il primo giorno del 2012 che la popolazione del pianeta Terra vive sfruttando riserve di risorse che vanno oltre il reddito naturale che il pianeta ci offre in un intero anno. Infatti, il 22 agosto c&#8217;\u00e8 stato l&#8217;Earth Overshoot Day, che segna la data (sempre pi\u00f9 anticipata) in cui l&#8217;umanit\u00e0 ha esaurito il suo bilancio naturale per l&#8217;anno in corso. Come osservano dal Global Footprint Network, \u00abstiamo operando in scoperto.\u00a0Per il resto dell&#8217;anno, manterremo il nostro deficit ecologico attingendo alle riserve di risorse locali e incidendo sull&#8217;accumulo di anidride carbonica nell&#8217;atmosfera\u00bb.<\/p>\n<p>Proprio come fosse un estratto conto bancario, ogni anno il Global Footprint Network registra entrate e uscite e misura la domanda dell&#8217;umanit\u00e0 e l&#8217;offerta di risorse naturali e di servizi ecologici.\u00a0Ne emergere ogni anno un dato che dovrebbe far riflettere e che nel 20912 fissa in 8 mesi il limite del superamento della sfruttamento delle risorse rinnovabili e del sequestro di C02\u00a0che il nostro pianeta pu\u00f2 fornire per un anno intero<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.greenreport.it\/_new\/immagini\/big\/2012_08_23_13_16_30.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.greenreport.it\/_new\/immagini\/big\/2012_08_23_13_16_30.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"410\" \/><\/a><\/p>\n<p>Proprio come fosse un estratto conto bancario, ogni anno il Global Footprint Network registra entrate e uscite e misura la domanda dell&#8217;umanit\u00e0 e l&#8217;offerta di risorse naturali e di servizi ecologici.\u00a0Ne emergere ogni anno un dato che dovrebbe far riflettere e che nel 20912 fissa in 8 mesi il limite del superamento della sfruttamento delle risorse rinnovabili e del sequestro di C02\u00a0che il nostro pianeta pu\u00f2 fornire per un anno intero.<\/p>\n<p>Il primo l&#8217;Earth Overshoot Day ci sarebbe stato 20 anni fa, nel 1992, quando per la prima volta i consumi del genere umano avrebbero superato la capacit\u00e0 del pianeta di ricostituire le risorse sfruttate. Allora \u00a0la data limite era il 21 ottobre.\u00a0Dieci anni dopo, nel 2002, l&#8217;Overshoot Day era ancora al 3 ottobre. \u00a0Alla luce delle tendenze attuali di consumo, una cosa \u00e8 chiara: l&#8217;Earth Overshoot Day arriva sempre prima e sempre pi\u00f9 velocemente, dato che nel 2012 siamo arrivati al 22 agosto, con un&#8217;accelerazione davvero preoccupante.<\/p>\n<p>L&#8217;Earth Overshoot Day \u00e8 un concetto originariamente sviluppato Global Footprint Network e dalla New Economic Fondation, un think tank\u00a0britannico, ed ogni anno segna la data dopo la quale iniziamo a vivere al \u00a0di l\u00e0 dei nostri mezzi, mettendoci di fronte al divario tra la nostra domanda di risorse e di servizi ecologici e quanto la Terra \u00e8 in grado di fornire.<\/p>\n<p>Il Global Footprint Network spiega che \u00abdurante la maggior parte della storia, l&#8217;umanit\u00e0 ha utilizzato le risorse della natura per costruire citt\u00e0 e strade, per fornire cibo e creare prodotti, e per assorbire le emissioni di anidride carbonica a un tasso che era ben all&#8217;interno del bilancio della Terra.\u00a0Ma a met\u00e0 degli anni 1970, abbiamo attraversato una soglia critica: il consumo umano ha iniziato superare ci\u00f2 che il pianeta poteva riprodurre\u00bb. Secondo i calcoli del Global Footprint Network, \u00abla nostra richiesta di risorse rinnovabili ecologiche e dei loro servizi \u00e8 pari a pi\u00f9 di 1,5 volte quelle della Terra\u00bb.\u00a0I dati ci dimostrano che siamo sulla cattiva strada per richiedere le risorse di due pianeti ben prima della met\u00e0 del secolo.<\/p>\n<p>Naturalmente non tutti i Paesi &#8220;mangiano&#8221; le risorse terrestri allo stesso modo e come sempre sono i Paesi sviluppati a \u00a0consumare di pi\u00f9, ma quelli emergenti stanno recuperando rapidamente terreno, aumentando il peso sul pianeta. \u00a0Se tutti gli abitanti della Terra consumassero quanto un cittadino del piccolo regno petrolifero del Qatar, i pianeti Terra necessari per l&#8217;umanit\u00e0 sarebbero 6 e mezzo.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 oggi l&#8217;impronta ecologica totale della Cina re la sua richiesta di risorse naturali sono le pi\u00f9 grandi del mondo, ma la sua impronta pro-capite rimane modesta, ma con la crescita economica e gli aumenti dei consumi personali la popolazione cinese avr\u00e0 un impatto sempre maggiore sull&#8217;incremento del disavanzo ecologico del pianeta. Se si prendono i Paesi pi\u00f9 ricchi, gli Usa sono andati in Overshoot gi\u00e0 il 28 marzo, l&#8217;impronta pro-capite usa equivale al consumo di 4 pianeta Terra. Ma anche l&#8217;emergente Brasile ha superato il limite il 6 luglio e per sostenere i suoi consumi pro-capite ci vorrebbero poco meno di due pianeti.<\/p>\n<p>Stiamo quindi utilizzando ed oltrepassando nostro capitale naturale pi\u00f9 velocemente di quanto possa ricostituirsi, stiamo trattando il nostro pianeta come la nostra economia, ma questa &#8220;bolla&#8221; quando scoppier\u00e0 lascer\u00e0 l&#8217;intera umanit\u00e0 senza risorse, non \u00e8 in gioco la borsa di Milano o New York, \u00e8 in forse la sopravvivenza della vita sul pianeta cos\u00ec come la conosciamo, compresa la nostra.<\/p>\n<p>I sintomi ci sono tutti, li guardiamo per un attimo orripilati e poi voltiamo la testa: i cambiamenti climatici causati dai gas serra sono sempre pi\u00f9 veloci, le foreste ed i mari non riescono ad assorbire tutta la CO2 che scarichiamo in atmosfera, le specie vegetali e animali sono in una crisi di estinzione che colpisce l&#8217;intera biodiversit\u00e0, la pesca \u00e8 al collasso, i prezzi delle materie e del cibo innescano disordini, le guerre per l&#8217;acqua sono gi\u00e0 combattute e lo saranno sempre di pi\u00f9. \u00abLe crisi ambientali e finanziarie che stiamo vivendo sono i sintomi di una catastrofe incombente &#8211; dice Global Footprint Network &#8211; L&#8217;umanit\u00e0 sta semplicemente utilizzando pi\u00f9 di quello che il pianeta pu\u00f2 fornire\u00bb.<\/p>\n<p>Presentando il rapporto dell&#8217;Earth Overshoot Day 202, Mathis Wackernagel, presidente di Global Footprint Network, ha sottolineato: \u00abLe nazioni di tutto il mondo, \u00a0e in particolare nel sud dell&#8217;Europa, hanno iniziato a sperimentare dolorosamente quanto significa spendere di pi\u00f9 di quello che guadagnano. La pressione sulle risorse \u00e8 simile a quell&#8217;overspending finanziario e pu\u00f2 diventare devastante. Mentre i deficit di risorse diventano pi\u00f9 grandi e i prezzi delle risorse rimangono elevati, i costi per le nazioni diventano insopportabile\u00bb. La nostra &#8220;spesa&#8221; ecologica eccessiva \u00e8 diventata un circolo vizioso che ci sta trascinando sempre pi\u00f9 in basso, versi il consumo del capitale della Terra e se non fermiamo la crescita di questa &#8220;spesa&#8221; i costi sociali ed economici potrebbero essere drammatici.<\/p>\n<p><a rel=\"attachment wp-att-26032\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?attachment_id=26032\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-26032\" title=\"earth\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/earth3.gif\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"359\" \/><\/a><\/p>\n<p>Secondo Wackernage \u00abdall&#8217;impennata dei prezzi dei combustibili fossili ai paralizzanti debiti nazionali, dovuti in parte all&#8217;aumento dei prezzi delle risorse naturali, le nostre economie stanno affrontando la realt\u00e0 di anni di spese al di l\u00e0 delle nostre possibilit\u00e0. Se vogliamo mantenere societ\u00e0 stabili e vite produttive, non possiamo pi\u00f9 sostenere un ampliamento del deficit di bilancio tra ci\u00f2 che la natura \u00e8 in grado di fornire e quanto le nostre infrastrutture, economie e stili di vita richiedono\u00bb.<\/p>\n<p>Mentre la recessione globale iniziata nel 2008 ha rallentato la richiesta di risorse e le emissioni di CO2, i consumi globali continuano ad aumentare e Global Footprint Network lancia l&#8217;ennesimo avvertimento ad un&#8217;umanit\u00e0 che sembra resa sorda dall&#8217;inazione politica e da un&#8217;economia accecata: \u00abPer invertire veramente le tendenze senza il rischio di maggiori crisi economiche, i limiti delle risorse devono essere al centro del processo decisionale. Le attuali tendenze per le \u00a0risorse gi\u00e0 non possono soddisfare le esigenze di una popolazione di 7 miliardi del pianeta che \u00e8 in crescita. Circa due miliardi di persone non hanno accesso alle risorse necessarie per soddisfare i loro bisogni di base. Mentre milioni di persone nelle economie emergenti si uniscono alla classe media, il nostro consumo di risorse e il deficit ecologico del mondo non potranno che aumentare\u00bb.<\/p>\n<p>E&#8217; possibile invertire la tendenza e invertire le attuali tendenze del consumo? \u00a0Global Footprint Network e la sua rete di partner ci credono e chiedono ai \u00a0governi ed alle istituzioni finanziarie di tutto il mondo di prendere decisioni in linea con la realt\u00e0 ecologiche, decisioni che possono aiutare a chiudere il gap del bilancio ecologico e prevedere un futuro prospero invertendo il trend di dissipazione delle risorse.<\/p>\n<p>\u00abOra \u00e8 il momento di trovare dei modi di funzionamento delle nostre economie che continuino a lavorare in futuro &#8211; conclude Wackernagel &#8211; La ripresa a lungo termine avr\u00e0 successo solo se avviene attraverso riduzioni sistematiche della nostra domanda di risorse e di servizi ecosistemici\u00bb.<\/p>\n<p>Rassegna stampa<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.greenreport.it\/_new\/index.php?page=default&amp;id=17459\">http:\/\/www.greenreport.it\/_<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 O cambiamo modello di consumo o il pianeta non regge Oggi \u00e8 il primo giorno del 2012 che la popolazione del pianeta Terra vive sfruttando riserve di risorse che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":26030,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,1],"tags":[],"class_list":["post-26029","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ambiente","category-la-fragola-napoli"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26029","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26029"}],"version-history":[{"count":8,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26029\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26040,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26029\/revisions\/26040"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26030"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26029"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26029"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26029"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}