{"id":31530,"date":"2013-05-24T09:32:28","date_gmt":"2013-05-24T13:32:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/?page_id=31530"},"modified":"2016-05-17T10:27:21","modified_gmt":"2016-05-17T14:27:21","slug":"httpilgazzettinonapoletano-altervista-org","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/httpilgazzettinonapoletano-altervista-org\/","title":{"rendered":"LA STORIA DI NAPOLI"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/la-cultura-di-napoli\/banfi-e-co-fragola-4\/\" rel=\"attachment wp-att-31979\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31979\" title=\"banfi-e-co-fragola\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/banfi-e-co-fragola3.gif\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"100\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/banfi-e-co-fragola3.gif 100w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/banfi-e-co-fragola3-36x36.gif 36w\" sizes=\"auto, (max-width: 100px) 100vw, 100px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/la-cultura-di-napoli\/images-3-2\/\" rel=\"attachment wp-att-31998\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31998\" title=\"images (3)\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/images-31.jpg\" alt=\"\" width=\"152\" height=\"104\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/la-cultura-di-napoli\/copertina2_600\/\" rel=\"attachment wp-att-31661\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31661\" title=\"copertina2_600\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/copertina2_600.jpg\" alt=\"\" width=\"547\" height=\"157\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/copertina2_600.jpg 608w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/copertina2_600-300x86.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 547px) 100vw, 547px\" \/><\/a><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">.Storia di Napoli<\/span><\/strong><\/h1>\n<p style=\"text-align: center;\">La citt\u00e0 di Napoli, ricca di storia e di tradizione, domina l&#8217;omonimo golfo, ed \u00e8 circondata da luoghi meravigliosi quali il Vesuvio, la penisola sorrentina, le isole di Capri, Ischia e Procida e i\u00a0Campi Flegrei. Posta al centro del Mediterraneo, ha sempre svolto un ruolo fondamentale di collegamento tra culture diverse, ed ha visto nei secoli il succedersi di fasi storiche diverse e che hanno lasciato il segno sia nella architettura della citt\u00e0 che nelle tradizioni e nell&#8217;indole del popolo napoletano. Capoluogo della Regione Campania e &#8220;capitale&#8221; del Mezzogiorno d&#8217;Italia, Napoli oggi copre una superficie di 117 Km quadrati, con una popolazione, nella sola citt\u00e0, di oltre un milione di abitanti.<\/p>\n<table id=\"table3\" border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><big><span style=\"color: #800000;\"><a name=\"Le origini\"><\/a><\/span><\/big><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><big>Le antichissime origini di Napoli affondano nella leggenda, o meglio, in una serie di leggende. Al centro di tutte, c&#8217;\u00e8 la sirena Partenope, che, affranta per l&#8217;astuzia di Ulisse sfuggito al potere del canto delle sirene, si sarebbe<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/SirenaPartenope.GIF\" alt=\"La sirena Partenope, in una delle prime raffigurazioni di questo mitologico personale (solo in seguito il corpo di uccello divenne quello di un pesce)\" width=\"149\" height=\"150\" align=\"right\" \/> suicidata, e il suo corpo sarebbe andato alla deriva fino ad incagliarsi sugli scogli dell&#8217;isoletta di Megaride, dove oggi sorge il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/monumenti\/CastelOvo.htm\">Castel dell&#8217;Ovo<\/a>. Secondo una versione meno leggendaria, Partenope sarebbe stata invece una bellissima fanciulla, figlia del condottiero greco Eumelo Falevo partito alla volta della costa campana, per fondarvi una colonia; ma una tempesta colp\u00ec la nave, provocando la morte di Partenope, in tributo alla quale fu dato il nome alla nascente citt\u00e0. Dalle informazioni storiche, in effetti, si sa che coloni greci si insediarono dapprima nell&#8217;isola di<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/dintorni\/Isole.htm#Ischia\">Ischia<\/a> (IX secolo a.C.), per trasferirsi poi a\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/dintorni\/CampiFlegrei.htm#Cuma\">Cuma<\/a> e, solo nel VI secolo a.C., fondare la citt\u00e0 di Partenope sull&#8217;isola di Megaride. Si trattava pi\u00f9 che altro di uno scalo commerciale per mantenere i contatti con la madre patria, che, in un secondo momento, si espanse sul vicino Monte Echia (Pizzofalcone), assumendo la struttura di un piccolo centro urbano.<\/big><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table id=\"table1\" border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><big><span style=\"color: #800000;\"><a name=\"Napoli greco-romana\"><\/a><\/span><\/big><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong><span style=\"color: #400040;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/miniature\/NapoliGreca.jpg\" alt=\"Napoli greco-romana\" width=\"130\" height=\"144\" align=\"right\" border=\"1\" \/><\/span><\/strong><big>Nel 470 a.C., i greci Cumani decisero di fondare una vera e propria citt\u00e0, scegliendo una zona pi\u00f9 ad oriente della vecchia Partenope, zona che corrisponde all&#8217;attuale centro storico; il nome prescelto fu quello di Neapolis (&#8220;citt\u00e0 nuova&#8221;), per distinguerla dal precedente nucleo urbano (Palepolis, &#8220;citt\u00e0 vecchia&#8221;). Probabilmente, in questa fase, la citt\u00e0 era una repubblica aristocratica retta da due arconti e da un consiglio di nobili. Urbanisticamente la citt\u00e0, come nella tradizione delle citt\u00e0 greche, era caratterizzata dalla presenza di cardi e decumani, ed era ricca di edifici di culto e di pubblica utilit\u00e0: templi, curia, teatro, ippodromo; divenne una importante colonia della Magna Grecia, insieme a Taranto e Cuma, e dalle tradizioni, dalla cultura, dalla mentalit\u00e0, dall&#8217;arte sviluppatesi in questo periodo attinsero i romani nella successiva fase della vita della citt\u00e0.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/monumenti\/grecoromana\/index.htm\"><em>Clicca qui per un tour tra le vestigia della Napoli greco-romana<\/em><\/a>.<\/big> <big><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/miniature\/Seiano-small.JPG\" alt=\"Le grotte di Seiano a Posillipo\" width=\"140\" height=\"192\" align=\"left\" border=\"1\" \/><span style=\"color: #000000;\">Neapolis non era una citt\u00e0 guerriera, ma dovette presto difendersi da due scomodi vicini: i Sanniti, che nel 423 a.C. conquistarono Cuma scacciandone gli abitanti, e i Romani, determinati ad espandere verso sud il proprio dominio. I primi rapporti tra Roma e Neapolis furono improntati all&#8217;amicizia e al tentativo di stipulare accordi, ma, sotto le pressioni delle altre colonie, Neapolis fu poi spinta a rifiutare collaborazioni coi romani; questo port\u00f2 nel 326 a.C. ad un conflitto armato che, nonostante l&#8217;alleanza dei partenopei con sanniti e nolani, si concluse con la vittoria del console romano. La pace non fu tuttavia disonorevole: fu creata una confederazione con Roma, e la citt\u00e0 pot\u00e9 mantenere le proprie prerogative e istituzioni, rivelandosi nel seguito una fedele alleata del sempre pi\u00f9 potente vicino. Del resto, Neapolis era per Roma un importante veicolo della cultura e della civilt\u00e0 greca: la citt\u00e0 e i suoi dintorni divennero meta privilegiata per le residenze estive dei patrizi romani, che costruirono tra Puteoli e Sorrento lussuose ville (Scipione l&#8217;Africano, Silla, Tiberio, Caligola, Claudio, Nerone, Bruto e Lucullo, ad esempio, scelsero queste terre per riposo e diletto; Cicerone, Orazio, Plinio il Vecchio, Virgilio, trovarono qui ispirazione per il proprio genio artistico). Napoli era insomma un centro di raffinata cultura, un lembo di Grecia nella penisola italica, che i romani seppero sempre rispettare e apprezzare, evitando di inquinarlo e opprimerlo.<\/span><\/big><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table id=\"table2\" border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><big><span style=\"color: #800000;\"><a name=\"Il ducato di Napoli\"><\/a><\/span><\/big><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><big>La divisione dell&#8217;Impero romano, le invasioni barbariche nella penisola, e poi la caduta dell&#8217;Impero Romano d&#8217;Occidente (476 d.C.) determinarono la storia di Napoli nell&#8217;Alto Medioevo. Nel 536 Giustiniano, imperatore d&#8217;Oriente, invi\u00f2 Belisario a conquistare la citt\u00e0, che pur si difese valorosamente; poi, nel 542, Napoli fu invasa dai Goti, che sbaragliarono le forze bizantine; queste, tuttavia, nel 553 si ripresero la citt\u00e0 sotto il comando di Narsete, che con una grande battaglia ai piedi del Vesuvio scacci\u00f2 definitivamente i Goti dalla Campania. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/miniature\/CastelOvo-small.jpg\" alt=\"Castel dell'Ovo\" width=\"160\" height=\"116\" align=\"right\" border=\"1\" \/>In seguito, pur sotto la sgradita dominazione bizantina, la citt\u00e0 dovette respingere forti e rozzi nemici come i Longobardi e i Vandali. Dopo un tentativo di indipendenza nel 615, che port\u00f2 a un governo autonomo di breve vita, l&#8217;imperatore d&#8217;oriente nel 661 accolse le istanze dei napoletani, nominando un duca napoletano a capo della citt\u00e0: Basilio. In questo modo, pur dipendendo formalmente da Bisanzio, la citt\u00e0 dispose di un governo proprio, che fu dapprima nominato dai bizantini, poi divenne elettivo, e infine ereditario. Ci\u00f2 dur\u00f2 dal 661 al 1137, periodo di aspre lotte in cui Napoli fu tutto sommato una delle poche isole di civilt\u00e0 rimaste nella penisola ormai soggiogata dalle popolazioni barbare.<\/big><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table id=\"table4\" border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><big><span style=\"color: #800000;\"><a name=\"Il dominio normanno\"><\/a><\/span><\/big><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><big>Nei secoli di governo ducale, Napoli si trov\u00f2 spesso contrapposta ai Longobardi e ai Saraceni, e per questo ricorse a volte al supporto di altre popolazioni, chiamate in forma mercenaria ad aiutare le difese napoletane. Fu il caso dei Normanni, a cui fu concesso il feudo di Aversa in cambio della resistenza alle mire espansionistiche di Benevento. Ma questi, sotto la dinastia degli Altavilla, ben presto non seppero pi\u00f9 accontentarsi del loro\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/miniature\/CastelCapuano-small.JPG\" alt=\"Castel Capuano\" width=\"130\" height=\"149\" align=\"left\" border=\"1\" \/>ruolo, ed intrapresero una serie di brillanti campagne che li portarono alla conquista della Sicilia, da cui scacciarono gli arabi, e poi ad estendere le loro mire sul sud Italia. Ruggiero II, fattosi proclamare re, occup\u00f2 Salerno, Amalfi, Capri, Ravello e Amalfi e nel 1137, con un accordo col duca Sergio, impose di fatto il suo potere su Napoli; alla morte del duca, Ruggiero \u00a0 riconobbe ampia autonomia alla citt\u00e0, e nomin\u00f2 un supervisore ritornandosene a Palermo. Nel 1154, anche Ruggiero mor\u00ec, e gli succedette Guglielmo I, detto il Malo; a dispetto del nome, questi fu un sovrano giusto e saggio, e da allora la storia di Napoli si leg\u00f2 strettamente a quella di Palermo;\u00a0 fece costruire\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/monumenti\/CastelCapuano.htm\">Castel Capuano<\/a>, strinse importanti alleanze con le Repubbliche Marinare, si guadagn\u00f2 la stima degli aristocratici napoletani. Dopo di lui, Guglielmo II, detto il Buono, govern\u00f2 altrettanto saggiamente, e alla sua morte una assemblea di nobili, prelati e rappresentanti del popolo, per evitare che il regno cadesse in mano ai tedeschi che premevano alle frontiere, design\u00f2 Tancredi d&#8217;Altavilla come suo successore. Furono gli ultimi sprazzi di vita del regno normanno, perch\u00e9, dopo aver respinto l&#8217;assedio svevo nel 1191, alla morte di Tancredi nel 1194 il sovrano tedesco Enrico VI si impossess\u00f2 del mezzogiorno d&#8217;Italia.<\/big><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table id=\"table5\" border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><big><strong><span style=\"color: #800000;\"><a name=\"Napoli sveva\"><\/a><\/span><\/strong><\/big><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><big><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/FedericoII-stemma.GIF\" alt=\"Lo stemma di Federico II\" width=\"140\" height=\"140\" align=\"right\" \/>Dopo 3 anni di regno di Enrico VI, non molto felici per la citt\u00e0, vi fu l&#8217;ascesa al trono di Federico II, da molti considerato il pi\u00f9 grande sovrano che sia mai stato su un trono europeo. Con Napoli non ebbe da principio un buon rapporto, tanto che nel primo periodo i partenopei appoggiarono diversi tentativi di sovversione; poi i rapporti migliorarono e, quando tra il 1220 e il 1222 il monarca visit\u00f2 la citt\u00e0, ne rimase suggestionato, e promosse lavori importanti di restauro e abbellimento. Uomo di gran cultura, cre\u00f2 per il suo regno un forte potere centrale, riorganizz\u00f2 la pubblica amministrazione, la giustizia, l&#8217;esercito, il commercio; si rese protagonista di alcune imprese militari di successo in Germania e a Gerusalemme, ma, soprattutto, si deve ricordare che am\u00f2 circondarsi di poeti, filosofi e letterati, e regal\u00f2 proprio alla citt\u00e0 di Napoli la prima Universit\u00e0 di stato della storia: il celebre &#8220;Studium&#8221;, che acquis\u00ec presto un gran prestigio internazionale, eguagliato solo dalle universit\u00e0 di Parigi e Bologna. Alla morte di Federico, per\u00f2, il suo successore Corrado incontr\u00f2 non pochi problemi ad essere accettato in citt\u00e0, e ci vollero diversi mesi di assedio per vincere le resistenze, appoggiate anche dal pontefice Innocenzo IV. Nel 1254 morirono sia Corrado che il papa, e stavolta il nuovo pontefice Alessandro IV non dette manforte a Napoli, che dovette accogliere il nuovo sovrano Corradino, accompagnato e supportato, per la sua giovane et\u00e0, dallo zio Manfredi.<\/big><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table id=\"table6\" border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><big><span style=\"color: #800000;\"><a name=\"Napoli angioina\"><\/a><\/span><\/big><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><big>Nel 1266, chiamato in Italia dal papa, Carlo d&#8217;Angi\u00f2, fratello del re di Francia, sconfisse Manfredi a Benevento e assunse la corona del regno del Sud. Per decisione di Carlo, la citt\u00e0 divenne capitale del regno (nonostante le forti\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/miniature\/CastelNuovo-small.JPG\" alt=\"Maschio Angioino\" width=\"180\" height=\"108\" align=\"left\" border=\"1\" \/>proteste siciliane), e la societ\u00e0 fu organizzata in\u00a0<em>Sedili<\/em>, organismi democratici che fungevano da mediatori tra il monarca e gli interessi del popolo. Nonostante una forte pressione fiscale, con la nuova dominazione la citt\u00e0 cambi\u00f2 volto: sorsero splendide chiese, fabbriche monumentali, ci fu uno sviluppo di artigianato e commercio, e la popolazione aument\u00f2 a dismisura, cosicch\u00e9 Napoli divenne la prima metropoli d&#8217;Italia, probabilmente seconda solo a Parigi in Europa. Tuttavia, le cose non furono affatto facili per il sovrano: anzitutto dovette fronteggiare nel 1267 un nuovo assalto di Corradino, che, sconfitto a Tagliacozzo, fu fatto decapitare, poco pi\u00f9 che adolescente, in piazza Mercato; poi vi furono i Vespri Siciliani nel 1282, con la perdita della Sicilia, e un tentativo di sommossa a Napoli nel 1284, ad opera dei ghibellini, represso con l&#8217;aiuto dell&#8217;aristocrazia locale. Morto Carlo, nel 1285, gli succedette\u00a0<a name=\"Carlo_II_Angi\u00f2\"><\/a>, che port\u00f2 migliorie al patrimonio monumentale della citt\u00e0 (ampliamento delle mura, ristrutturazione del\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/monumenti\/CastelOvo.htm\">Castel dell&#8217;Ovo<\/a>, restyling del<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/monumenti\/CastelNuovo.htm\">Maschio Angioino<\/a>, costruito dal padre), e si rivel\u00f2 anche buon<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/miniature\/SanDomenico-small.JPG\" alt=\"La basilica di San Domenico Maggiore\" width=\"140\" height=\"164\" align=\"right\" border=\"1\" \/> legislatore. Nel 1309, un altro grande sovrano ascese al trono napoletano: Roberto d&#8217;Angi\u00f2, detto il Saggio, amante delle lettere e dell&#8217;arte, che cre\u00f2 un clima intellettuale notevole (Boccaccio, Giotto, Petrarca, Tino da Camaino risiedettero e lavorarono qui in quel periodo), promosse gli studi legislativi, promosse la costruzione della chiesa di S.Chiara (nella quale vi \u00e8 il suo monumento funebre), e una grande fioritura dello stile gotico (chiese di S.Lorenzo, S.Paolo Maggiore, dell&#8217;Incoronata, basilica di S.Domenico Maggiore). Dopo la morte di Roberto (1343), la nipote Giovanna cre\u00f2 non pochi problemi alla citt\u00e0 con i suoi comportamenti frivoli e dissennati; in questo periodo, epidemie di peste, sommosse e incursioni ungheresi tormentarono la citt\u00e0; il trono di Giovanna cadde dopo quarant&#8217;anni di regno per mano del nipote Carlo Durazzo d&#8217;Angi\u00f2, che approfitt\u00f2 della fiducia in lui riposta per assassinarla e prendere il suo posto, morendo per\u00f2 pochi anni dopo. La stirpe dei Durazzo, ramo secondario dei d&#8217;Angi\u00f2, port\u00f2 sul trono di Napoli, dopo Carlo, il giovane Ladislao; grosse ostilit\u00e0 vennero a questi da Luigi II d&#8217;Angi\u00f2, che aveva pretese al trono, e che portarono alla divisione della citt\u00e0 in due fazioni. Tuttavia, Ladislao fin\u00ec per prevalere, e fu anche un buon sovrano; nel 1404, col desiderio di unificare la penisola, conquist\u00f2 Roma, ma dovette abbandonarla nel 1409. Mor\u00ec appena quarantenne, lasciando il trono alla sorella Giovanna, anch&#8217;essa dedita, come la sua omonima antenata, pi\u00f9 alle tresche amorose e agli scandali che alle attivit\u00e0 di governo.<\/big><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table id=\"table7\" border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><big><span style=\"color: #800000;\"><a name=\"Napoli aragonese\"><\/a><\/span><\/big><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><big>Qualche anno prima di morire, Giovanna Durazzo, sentendosi in pericolo, chiese aiuto ad Alfonso d&#8217;Aragona, re di Sicilia, e l&#8217;adott\u00f2, legittimandone\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/miniature\/ArcoAlfonso.JPG\" alt=\"L'arco di trionfo del Castel Nuovo, voluto da Alfonso d'Aragona\" width=\"120\" height=\"152\" align=\"right\" border=\"1\" \/>di fatto il diritto alla successione. In seguito torn\u00f2 sui suoi passi, designando Renato d&#8217;Angi\u00f2 come erede, ma ci\u00f2 provoc\u00f2 la rabbia del sovrano aragonese, che nel 1442 assedi\u00f2 ed espugn\u00f2 Napoli. Fu l&#8217;inizio della dominazione aragonese, che port\u00f2 sviluppo economico e civile alla citt\u00e0, e presso la cui corte fu possibile la penetrazione degli ideali e dell&#8217;arte rinascimentale: artisti come Giovanni Pontano, Jacopo Sannazaro, Pietro Summonte, Pietro Beccadelli e Lorenzo Valli poterono manifestare il loro talento proprio grazie al clima virtuoso promosso da Alfonso, che si merit\u00f2 l&#8217;appellativo di Magnanimo. E grandiose testimonianze di quel periodo ci rimangono nel patrimonio artistico della citt\u00e0: si pensi all&#8217;arco marmoreo del\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/monumenti\/CastelNuovo.htm\" target=\"_self\">Castel Nuovo<\/a> (voluto proprio dal sovrano per celebrare la conquista della citt\u00e0), alla chiesa di S.Anna dei Lombardi, a quella di S.Angelo al Nilo, opere cui contribuirono grandi artisti quali il Vasari e Donatello. Alla morte di Alfonso il Magnanimo, nel 1458, la corona di<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/miniature\/PortaCapuana-small.JPG\" alt=\"Porta Capuana\" width=\"146\" height=\"109\" align=\"left\" border=\"1\" \/> Napoli pass\u00f2 al figlio\u00a0<a name=\"FerranteAragona\"><\/a>, mentre la Sicilia fu assegnata all&#8217;altro figlio Giovanni. Sotto il regno di Ferrante, la citt\u00e0 dovette difendersi da nuove pretese angioine (contenute con le vittorie a Sarno e nella battaglia navale di Ischia), combattere una guerra contro Firenze (nel 1458), e il sovrano dovette anche fronteggiare numerosi tentativi di congiura ordite dai Baroni del regno; Ferrante fu un buon re e un fine legislatore, e durante il suo regno fu edificata la maestosa\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/monumenti\/PortaCapuana.htm\" target=\"_self\">Porta Capuana<\/a>. Nel 1493 questi mor\u00ec, e sul trono sal\u00ec Alfonso II, che tuttavia, sotto la pressione di un possibile ritorno francese, appoggiato da molti contestatori interni, presto abdic\u00f2 in favore del figlio Ferrantino. Ferrantino non pot\u00e8 per\u00f2 opporsi a lungo all&#8217;esercito francese di Carlo VIII, e dovette rifugiarsi a Ischia mentre gli angioini entravano in citt\u00e0; solo quando Carlo ritorn\u00f2 a Parigi, lasciando a Napoli alcune guarnigioni, l&#8217;aragonese riusc\u00ec a rientrare in citt\u00e0, e a riguadagnarsi i favori del popolo napoletano. Mor\u00ec per\u00f2 due anni dopo, tra i rimpianti dei napoletani, e la corona pass\u00f2 allo zio Federico d&#8217;Altamura.<\/big><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table id=\"table8\" border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><big><span style=\"color: #800000;\"><a name=\"Il vicereame spagnolo\"><\/a><\/span><\/big><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><big>Si attribuisce questa definizione ai due secoli di dominazione colonialista compresi tra il 1503 e il 1707: la corona di Madrid esercit\u00f2 il suo potere su Napoli e sul regno con avidit\u00e0 e incapacit\u00e0; uno stuolo di vicer\u00e9 si successe alla<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/miniature\/PalazzoReale-small.JPG\" alt=\"Palazzo Reale\" width=\"160\" height=\"115\" align=\"right\" border=\"1\" \/> reggenza della citt\u00e0, e si rese protagonista di angherie, furti di opere d&#8217;arte, imposizione di imposte strozzanti. In questo periodo, per difendere il popolo dalle prepotenze iberiche, nacque e si afferm\u00f2 il fenomeno della &#8220;camorra&#8221;, che in un primo tempo costitu\u00ec quindi una sorta di societ\u00e0 segreta con fini di mutua assistenza. Numerosi eventi bellici contrassegnarono quest&#8217;epoca: l&#8217;occupazione dei possedimenti pugliesi di Venezia, la spedizione africana a Tunisi e quella celebre a Tripoli (in cui vi fu la vittoria di Lepanto), la spedizione punitiva contro il pontefice Paolo IV, e, sul piano difensivo, l&#8217;invasione francese respinta nel 1526, e le numerose incursioni dei pirati arabi e turchi. Anche sul fronte interno, ci furono numerosi tentativi di sollevazione popolare, dovuti all&#8217;insostenibile pressione fiscale e ai tentativi di instaurazione dell&#8217;Inquisizione; la pi\u00f9 celebre e ardita fu quella del 1647, che vide come<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/miniature\/SanMartino-Small.JPG\" alt=\"Chiostro della Certosa di San Martino\" width=\"150\" height=\"106\" align=\"left\" border=\"1\" \/> protagonista\u00a0<a name=\"Masaniello\"><\/a> a capo di una folla inferocita, che tenne per oltre un anno in scacco i &#8220;padroni&#8221; spagnoli, fino alla presa del Castello del Carmine, quartier generale degli insorti. Dal punto di vista artistico, tuttavia, la citt\u00e0 seppe anche in questo periodo esprimere grandissime individualit\u00e0 in tutti i campi (Torquato Tasso, Giovambattista Basile, Giambattista Marino in letteratura; Tommaso Campanella, Giordano Bruno e Giambattista Vico in filosofia; Massimo Stanzione, Battistello Caracciolo, Bernardo Cavallino, Salvator Rosa, Luca Giordano, Mattia Preti, Andrea da Salerno nella pittura; Pietro Bernini, Michelangelo Naccherino, Giovanni da Nola e Girolamo Santacroce nella scultura; Domenico Fontana e Cosimo Fanzago in architettura); tra le opere pi\u00f9 significative che ci rimangono del tempo, vanno citati il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/monumenti\/PalazzoReale.htm\">Palazzo Reale<\/a>, la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/monumenti\/Certosa.htm\">Certosa di San Martino<\/a> e la chiesa del\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/monumenti\/GesuNuovo.htm\">Ges\u00f9 Nuovo<\/a>.<\/big><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table id=\"table9\" border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><big><span style=\"color: #800000;\"><a name=\"I Borbone\"><\/a><\/span><\/big><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><big>Gli anni successivi al 1707 costituirono un periodo di transizione, caratterizzato da un vicereame austriaco che non lasci\u00f2 grandi segni sulla storia cittadina. Nel 1734, sul trono di Napoli sal\u00ec Carlo di Borbone, erede designato della dinastia spagnola, che -a dispetto della sua discendenza- da subito impront\u00f2 il suo regno ad una maggiore autonomia rispetto ai due secoli precedenti. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/miniature\/Caserta2-min.jpg\" alt=\"La facciata della Reggia di Caserta, la pi\u00f9 bella d'Europa dopo Versailles\" width=\"126\" height=\"150\" align=\"left\" border=\"1\" \/>Il sovrano, al trono come Carlo VII, attu\u00f2 una serie di riforme nei settori dell&#8217;amministrazione, del fisco, del commercio e in quello militare, che costituirono un nuovo impulso per lo sviluppo nei decenni successivi di attivit\u00e0 che ancora oggi caratterizzano il tessuto economico e produttivo di Napoli: dalle attivit\u00e0 artigianali (l&#8217;arte presepiale, ma anche le lavorazioni del corallo, delle ceramiche e porcellane, dei metalli preziosi, del legno) a quelle industriali (i cantieri navali di Castellammare, la manifattura di S. Leucio), a quelle commerciali (il porto di Napoli). Forte fu inoltre il suo impegno per il contenimento del potere temporale del clero e per l&#8217;abbattimento dei privilegi feudali ancora esistenti all&#8217;epoca. Il regno di Carlo I ha lasciato importanti segni anche nell&#8217;architettura e urbanistica cittadina (nel 1737 fu inaugurato il<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/monumenti\/TeatroSanCarlo.htm\">Teatro San Carlo<\/a>; nel 1738 si avviarono i lavori per l&#8217;edificazione della\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/monumenti\/Capodimonte.htm\">Reggia di Capodimonte<\/a> e della Reggia di Portici; nel 1751 fu affidata a Ferdinando Fuga l&#8217;edificazione del\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/monumenti\/PalazzoFuga.htm\">Real Albergo dei Poveri<\/a>; l&#8217;anno successivo Luigi Vanvitelli<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/miniature\/TeatroSanCarlo2-min.jpg\" alt=\"Interno del Real Teatro San Carlo, cos\u00ec intitolato in onore di Carlo I di Borbone\" width=\"130\" height=\"118\" align=\"right\" border=\"1\" \/>inizi\u00f2 la realizzazione della\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/dintorni\/ReggiaCaserta.htm\">Reggia di Caserta<\/a>, sul modello di Versailles; nel 1757 lo stesso Vanvitelli progett\u00f2 il Foro Carolino, l&#8217;attuale\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/architettura\/Dante.htm\">Piazza Dante<\/a>) e nella cultura dell&#8217;epoca (il San Carlo divenne il tempio della musica italiana ed europea, quarant&#8217;anni prima della nascita della Scala di Milano, e in questi anni raggiunse il massimo splendore la scuola musicale napoletana; gli scavi di Ercolano e Pompei divennero parchi archeologici tutelati, e per il loro studio si investirono grandi risorse; si fond\u00f2 la fabbrica delle porcellane di Capodimonte; giunse a Napoli la collezione Farnese, oggi vanto del<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/musei\/MuseoNazionale.htm\">Museo Archeologico<\/a>). La corona di Carlo vacill\u00f2 nel 1740, quando -a seguito della guerra tra Spagna e Austria- il Regno di Napoli sembr\u00f2 dover passare sotto un&#8217;altra dominazione; il sovrano si oppose per\u00f2 a tale decisione, e difese con l&#8217;esercito l&#8217;indipendenza del Mezzogiorno d&#8217;Italia dalla corona austriaca.<\/big><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/miniature\/VillaComunale1-min.JPG\" alt=\"La cassa armonica nella Villa Comunale di Napoli\" width=\"150\" height=\"150\" align=\"left\" border=\"1\" \/><\/strong><big><a name=\"FerdinandoIV\"><\/a>, Carlo fu richiamato a Madrid per salire sul trono di Spagna, e a Napoli lasci\u00f2 il figlio Ferdinando, che, pur proseguendo la linea del padre, fu una figura di minore spessore dal punto di vista politico e storico. Agli anni del regno di Ferdinando IV risalgono\u00a0 la nascita dell&#8217;innovativa manifattura di S. Leucio (1779), la trasformazione della spiaggia di Chiaia nella Villa Reale, poi divenuta\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/parchi\/VillaComunale.htm\">Villa Comunale<\/a> (1778), l&#8217;istituzione della scuola militare della Nunziatella (1767), la costruzione del Real Cantiere Navale di Castellammare (1783) e dei colossali Granili (1799). Sono anche gli anni in cui la citt\u00e0 si va trasformando sulle tracce del Barocco, e si espande rapidamente, con densit\u00e0 abitative sempre pi\u00f9 insostenibili. <a name=\"Rivoluzione 1799\"><\/a> porta anche a Napoli i venti della Rivoluzione Francese, le cui voci suscitano orrore e disapprovazione alla Corte di Ferdinando, mentre in citt\u00e0 cominciano a diffondersi, nei salotti degli intellettuali dell&#8217;epoca, le idee liberali e giacobine provenienti da oltralpe. Le congiure e le repressioni iniziano a diffondersi, e nel 1794 ci sono le prime condanne a morte (De Deo, Vitaliani, Galiani). Personaggi della levatura di Mario Pagano, Domenico Cirillo, Ettore Carafa, Eleonora Pimentel Fonseca (la cui vicenda \u00e8 meravigliosamente narrata nel romanzo storico di Enzo Striano,\u00a0<em>Il resto di niente<\/em>) e Luisa Sanfelice animano il movimento ostile alla monarchia, che raggiunge il suo apice nel 1799: il generale napoleonico Championnet entra a Napoli costringendo Ferdinando a riparare in Sicilia, e sotto la protezione delle armi francesi i giacobini napoletani proclamano il 24 gennaio la Repubblica Partenopea. L&#8217;esperienza non ha per\u00f2 lunga durata, perch\u00e8 nel corso dello stesso anno una spedizione del Cardinale Ruffo di Calabria,<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/miniature\/RivoluzionePartenopea1799-min.jpg\" alt=\"Una scena della Rivoluzione Partenopea del 1799 (le truppe francesi di Championnet che entrano in citt\u00e0 nel mese di gennaio) in un quadro dell'epoca, conservato a Versailles.\" width=\"170\" height=\"107\" align=\"right\" border=\"1\" \/> sostenuta dagli alleati inglesi e dal sovrano spagnolo, sbarca in Calabria, e risale -sotto la bandiera della Santa Fede- fino a Napoli, ottenendo il favore della nobilt\u00e0 e della popolazione agricola. Le truppe francesi nel giugno 1799 abbandonano la citt\u00e0, e i cosiddetti &#8220;sanfedisti&#8221;,\u00a0 una volta presi i rivoluzionari arroccati nel\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/monumenti\/CastelSantElmo.htm\">Castel S.Elmo<\/a>, si dedicano ad una dura repressione, passando per la forca in piazza Mercato tutti i repubblicani. Nell&#8217;occasione, si consuma anche la vendetta personale del celebre ammiraglio inglese Nelson, che fa impiccare sulla sua nave il valoroso ammiraglio napoletano Francesco Caracciolo, cui sar\u00e0 poi dedicato il<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/architettura\/Caracciolo.htm\">lungomare di Napoli<\/a>. Ferdinando torna cos\u00ec sul trono del Regno di Napoli, ma non vi rimarr\u00e0 ancora a lungo: l&#8217;Europa \u00e8 ormai segnata dall&#8217;egemonia napoleonica, e ben presto l&#8217;imperatore dei francesi decide di far dono del Sud Italia al fratello Giuseppe. Nel 1805, le truppe francesi entrano di nuovo in citt\u00e0, e Ferdinando \u00e8 di nuovo costretto all&#8217;esilio a Palermo. Nonostante la storiografia sia sempre stata molto critica nei confronti della dinastia borbonica, il Settecento borbonico fu per Napoli un periodo di sviluppo e prestigio internazionale. Nel Regno operarono e fiorirono artisti di chiara fama, quali i musicisti Scarlatti, Pergolesi, Cimarosa e Paisiello, i pittori Solimena, Vaccaro, De Mura, lo scultore Sanmartino (autore del famoso\u00a0<em>Cristo Velato<\/em>), i gi\u00e0 citati architetti Vanvitelli e Fuga. La citt\u00e0 raggiunse i 337.000 abitanti nel 1765, seconda in Europa solo a Parigi.<\/big><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table id=\"table10\" border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><big><span style=\"color: #800000;\"><a name=\"Il decennio francese\"><\/a><\/span><\/big><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><big>Giuseppe Bonaparte regn\u00f2 a Napoli per appena tre anni (1805-1808), nel corso dei quali avvi\u00f2 in citt\u00e0 alcuni rilevanti lavori pubblici (tra cui la strada che attraversa\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/quartieri\/Posillipo.htm\">Posillipo<\/a>) e realizz\u00f2 una riforma amministrativa, ampliando i confini di Napoli -suddivisa in dodici quartieri-, istituendo la figura del sindaco, supportato da un organo elettivo, e introducendo il catasto urbano. In questo periodo furono anche istituiti l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/parchi\/OrtoBotanico.htm\">Orto Botanico<\/a>, a via Foria, e il Conservatorio di Musica, che trov\u00f2 sede nel convento di S.Pietro a Majella, e che tanto avrebbe contribuito in seguito alla fioritura della musica napoletana.<\/big><big><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/Miniature\/Murat-min.gif\" alt=\"Ritratto di Gioacchino Murat\" width=\"105\" height=\"116\" align=\"right\" border=\"1\" \/><a name=\"Murat\"><\/a>, Napoleone affid\u00f2 il regno a Gioacchino Murat, suo genero e fedele generale del suo esercito; il carattere del nuovo sovrano lo fece benvolere dal popolo napoletano, e le sue abilit\u00e0 militari gli permisero di costituire un esercito che ottenne importanti successi, sia in casa (conquistando l&#8217;isola di Capri, gi\u00e0 in mano agli inglesi, e sconfiggendo una flotta anglo-spagnola nel golfo di Napoli) che nella campagna di Russia del 1812. Per la citt\u00e0, Murat comp\u00ec altri lavori pubblici, come l&#8217;apertura del Corso Napoleone, che collegava via Toledo con Capodimonte e preludeva a uno sviluppo della citt\u00e0 verso nord. Il Congresso di Vienna e la Restaurazione imposero l&#8217;allontanamento di Murat da Napoli, nonostante i suoi numerosi tentativi di rimanere sul trono. Confinato in Corsica, il generale volle attuare nell&#8217;ottobre 1815 un ultimo disperato piano per la riconquista del Regno, sbarcando con una piccola guarnigione in Calabria; catturato dall&#8217;esercito borbonico, fu condannato alla fucilazione.<\/big><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table id=\"table11\" border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><big><span style=\"color: #800000;\"><a name=\"Il ritorno borbonico\"><\/a><\/span><\/big><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/miniature\/PiazzaPlebiscito-min.jpg\" alt=\"La basilica di San Francesco di Paola, a Piazza Plebiscito\" width=\"200\" height=\"84\" align=\"left\" border=\"1\" \/><\/strong><big>Con il Congresso di Vienna, fu decretato il ritorno a Napoli di Ferdinando di Borbone, che stavolta sal\u00ec al trono con il nome di Ferdinando I, dopo aver unificato il Regno di Napoli e quello di Sicilia nel &#8220;Regno delle Due Sicilie&#8221;. Tra i primi atti del nuovo governo, Ferdinando introdusse nuovi innovativi codici g<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/miniature\/Floridiana-min.JPG\" alt=\"Lo scalone principale della Villa Floridiana, voluta da re Ferdinando per la moglie morganatica, Duchessa di Floridia\" width=\"127\" height=\"144\" align=\"right\" border=\"1\" \/>iuridici, e stipul\u00f2 il concordato con la Chiesa, restituendo i beni confiscati dai francesi, ma senza ripristinare tutti i privilegi preesistenti al decennio. In questi anni, viene edificato il Palazzo S.Giacomo nell&#8217;attuale\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/architettura\/Municipio.htm\">piazza Municipio<\/a>, quale sede dei nuovi ministeri del Regno; nel 1816, si avvia la risistemazione del largo di Palazzo (l&#8217;attuale\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/architettura\/Plebiscito.htm\">Piazza Plebiscito<\/a>), ribattezzata\u00a0<em>Foro Ferdinandeo<\/em>, con l&#8217;edificazione dell&#8217;imponente proscenio neoclassico della\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/monumenti\/SanFrancesco.htm\">chiesa di San Francesco di Paola<\/a> e l&#8217;aggiunta delle due statue equestri dei sovrani Carlo e Ferdinando di Borbone; nello stesso anno, Ferdinando fa realizzare per la moglie morganatica, duchessa di Floridia, la bella\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/parchi\/Floridiana.htm\">Villa Floridiana<\/a> al Vomero; nel 1819, viene istituito l&#8217;Osservatorio Astronomico, il primo in Europa. Il 1820 fu l&#8217;anno dei moti liberali in Europa, e a Napoli questi si riflessero nella rivolta capeggiata da Guglielmo Pepe. Spaventato da questa nuova crisi, Ferdinando assunse un atteggiamento ambiguo e proditorio, concedendo dapprima la Costituzione, e chiedendo poi l&#8217;intervento militare austriaco, per poterla abrogare.<\/big><big><a name=\"Ferdinando II\"><\/a>, morto Ferdinando, gli successe Francesco I, che regn\u00f2 per pochi anni, senza lasciare segni notevoli. Nel 1830 sal\u00ec al trono Ferdinando II, che invece conquist\u00f2 da subito la benevolenza del suo popolo, e inizialmente anche la stima dei liberali italiani<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/miniature\/Napoli-Portici-min.jpg\" alt=\"Particolare di una rappresentazione d'epoca del viaggio inaugurale della ferrovia Napoli-Portici\" width=\"150\" height=\"109\" align=\"left\" border=\"1\" \/>. Insieme a un grosso sforzo di riorganizzazione dell&#8217;esercito, il nuovo re dette impulso al progresso in diversi settori, permettendo a Napoli di divenire un centro d&#8217;eccellenza, e di raggiungere tanti primati: nel 1837 fu la prima citt\u00e0 d&#8217;Italia ad avere l&#8217;illuminazione a gas; nel 1839 fu inaugurata la Napoli-Portici, prima ferrovia italiana; nel 1841 nacque l&#8217;Osservatorio Vesuviano, primo centro vulcanologico del mondo. Furono inaugurate linee telegrafiche, nuove strade, ponti, strutture sanitarie, scuole e istituti professionali, e la popolazione raggiunse il mezzo milione di abitanti, indiscutibilmente la citt\u00e0 pi\u00f9 grande d&#8217;Italia. La cultura dell&#8217;epoca vide la nascita della grande tradizione della canzone napoletana, le prime espressioni del teatro dialettale (con Eduardo Scarpetta) e la fioritura, nelle arti figurative, della Scuola di Posillipo, che annover\u00f2 tra i suoi esponenti Domenico Morelli, F.P. Michetti, i fratelli Palizzi, Gioacchino Toma. Sul piano politico, il 1848 fu l&#8217;anno delle sommosse liberali, e anche a Napoli, sulla scia delle riforme ottenute in Toscana e Piemonte, vi furono sollevazioni che si conclusero con la promulgazione della Costituzione e l&#8217;istituzione del Parlamento. Gli anni successivi videro il Regno di Napoli battersi al fianco del Papa, impegnato nelle lotte contro i liberali e costretto all&#8217;esilio a Gaeta; l&#8217;esercito inviato da Ferdinando ottenne importanti vittorie contro i rivoluzionari romani, a Terracina e Palestrina. Ferdinando II mor\u00ec nel 1859, alle soglie del fatidico anno dell&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia.<\/big><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table id=\"table12\" border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><big><span style=\"color: #800000;\"><big><strong><a name=\"Napoli dopo l'Unit\u00e0\"><\/a> d&#8217;Italia<\/strong><\/big><\/span><\/big><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><big><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/miniature\/PalazzoDoria-Garibaldi.jpg\" alt=\"Garibaldi acclamato dal popolo napoletano in Palazzo Doria d'Angri\" width=\"161\" height=\"164\" align=\"right\" border=\"1\" \/>Alla morte di Ferdinando, gli succede il giovane Francesco II, che sar\u00e0 l&#8217;ultimo Re delle Due Sicilie. E&#8217; il 1860, e lo sbarco a Marsala dei\u00a0<em>Mille<\/em> guidati da Garibaldi \u00e8 agevolato dall&#8217;ammutinamento della marina borbonica, e dalla benevolenza di alcuni generali di stanza in Sicilia; mentre risalgono lo stivale, i garibaldini acquisiscono il consenso dei liberali, della diplomazia inglese e piemontese, della borghesia e perfino della camorra. Francesco II, per non tingere di sangue la capitale, porta il suo esercito a nord, al di l\u00e0 del fiume Volturno, e attende i garibaldini, che affronter\u00e0 nella battaglia di Caiazzo. Stretti tra l&#8217;esercito di Garibaldi a sud e quello piemontese, che nel frattempo penetra da nord sotto il comando di Vittorio Emanuele II, i reggimenti napoletani si arroccano nella fortezza di Gaeta, dove resistono a lungo, ma senza possibilit\u00e0 di ribaltare gli esiti della guerra. Cos\u00ec, con lo storico incontro di Teano, Vittorio Emanuele si vede consegnare tutto il Mezzogiorno d&#8217;Italia e il 7 settembre Garibaldi entra a Napoli e, dal balcone di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/monumenti\/PalazzoDoria.htm\">Palazzo Doria d&#8217;Angri<\/a>, annuncia al popolo l&#8217;annessione al nascente Stato italiano, sotto la corona sabauda; il plebiscito del 21 ottobre confermer\u00e0 quest&#8217;atto. I successivi sono anni di cambiamento e assestamento, soprattutto per la popolazione, alle prese con una nuova realt\u00e0 politica e con un governo lontano e indifferente; nelle campagne si diffonde il fenomeno conosciuto come &#8220;brigantaggio&#8221;, e la repressione \u00e8 dura, con l&#8217;invio di un esercito di 120.000 uomini.<\/big> Si ringrazia il sito:<a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/musei\/MuseoNazionale.htm\">www.danpiz.net<\/a> di Daniele Pizzo<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/la-cultura-di-napoli\/banfi-e-co-fragola-5\/\" rel=\"attachment wp-att-31980\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31980\" title=\"banfi-e-co-fragola\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/banfi-e-co-fragola4.gif\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"100\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/banfi-e-co-fragola4.gif 100w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/banfi-e-co-fragola4-36x36.gif 36w\" sizes=\"auto, (max-width: 100px) 100vw, 100px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/index.htm\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"la napoli di Daniele Pizzo\" src=\"http:\/\/www.danpiz.net\/napoli\/images\/Napoli.jpg\" alt=\"Panorama di Napoli da via Tasso (foto: Daniele Pizzo - 2003)\" width=\"500\" height=\"198\" \/><\/a><strong>La Napoli OnLine di Daniele Pizzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Quando la vera napoletaniet\u00e0 divenda passione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/la-cultura-di-napoli\/banfi-e-co-fragola-6\/\" rel=\"attachment wp-att-31983\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31983\" title=\"banfi-e-co-fragola\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/banfi-e-co-fragola5.gif\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"100\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/banfi-e-co-fragola5.gif 100w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/banfi-e-co-fragola5-36x36.gif 36w\" sizes=\"auto, (max-width: 100px) 100vw, 100px\" \/><\/a> <strong><em>Se mi farete compagnia vi immergerete, assieme a me, nei colori, odori, sapori e tradizioni della mia Napoli. In questo post di tantissime pagine, infatti, collochero&#8217; e potete collocare, alla rinfusa, tutto quello che riguarda Napoli e i napoletani, con la speranza che chi non ci vive o chi vi \u00e8 lontano possa comprendere i costumi, le bellezze, le contraddizioni, l&#8217;umorismo, l&#8217;allegria, la solarita&#8217; di questa citta&#8217; e di questo popolo e perch\u00e8 no anche la sua strafottenza <\/em><\/strong><strong>.<a href=\"http:\/\/pulcinella291.forumfree.it\/?t=26476735\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-32009\" title=\"napolimia\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/napolimia1.gif\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"297\" \/><\/a>Si ringrazia il sito <a href=\"http:\/\/pulcinella291.forumfree.it\/?t=26476735\">pulcinella291.forumfree.it<\/a><br \/>\n<\/strong><a href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/la-cultura-di-napoli\/corenapule\/\" rel=\"attachment wp-att-31986\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31986\" title=\"corenapule\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/corenapule.gif\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"89\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/la-cultura-di-napoli\/banfi-e-co-fragola-7\/\" rel=\"attachment wp-att-31987\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31987\" title=\"banfi-e-co-fragola\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/banfi-e-co-fragola6.gif\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"100\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/banfi-e-co-fragola6.gif 100w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/banfi-e-co-fragola6-36x36.gif 36w\" sizes=\"auto, (max-width: 100px) 100vw, 100px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/la-cultura-di-napoli\/images-5-8\/\" rel=\"attachment wp-att-31988\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31988\" title=\"images (5)\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/images-51.jpg\" alt=\"\" width=\"354\" height=\"142\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/images-51.jpg 354w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/images-51-300x120.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&#8216;Napule \u00e8 \u2019nu paese curioso:&#8217; &#8216;e&#8217; &#8216;nu teatro antico, sempre apierto. Ce nasce gente ca senza cuncierto scenne p&#8217; &#8216;e strate e sape recita&#8217;. Nunn\u2019\u00e8 c&#8217; &#8216;o ffanno apposta; ma pe&#8217;lloro &#8216;o panurama \u00e8 &#8216;na scenografia, &#8216;o popolo e&#8217; &#8216;na bella cumpagnia, l&#8217;elettricista e&#8217; Dio ch&#8217; &#8216;e fa campa&#8217;..<\/strong><\/p>\n<p>Va p&#8221;o vico na voce, na stesa, p&#8221;e mma\u00e9ste ca v\u00f2nno f\u00e1 spesa&#8230; Na carretta, ch&#8217;\u00e8 chiena &#8216;e campagna, ll&#8217;accumpagna pe&#8217; tutt&#8221;a citt\u00e1. Coro: Ll&#8217;accumpagna pe&#8217; tutt&#8221;a citt\u00e1. Mo na sciassa cu &#8216;o rrusso e cu &#8216;o ggiallo, s&#8217;appresenta cu &#8216;a museca e &#8216;o ballo: pazzari\u00e9llo \u00e8 chist&#8217;ommo ch&#8217;avanza&#8230; V\u00f3tta e scanza, cchi\u00f9 folla se fa&#8230; <strong>Pu\u00f3&#8217; d\u00ed ch&#8221;e strade &#8216;e Napule cheste s\u00f3&#8217;: nu palcoscenico, pu\u00f3&#8217; d\u00ed ch&#8221;a gente &#8216;e Napule chesto v\u00f2&#8217;: nu palcoscenico&#8230; S\u00f3&#8217; scene comiche, s\u00f3&#8217; scene tragiche, mentre se recita siente &#8216;e cant\u00e1: &#8220;Napule, Napule, Napule, Na&#8217;&#8230; Acqua fresca&#8230;chi s&#8221;a v\u00e9ve!&#8221; La Napoli colorata e dei vicoli \u00e8 un gran palcoscenico. Versi che somigliano ad un quadro&#8230;&#8217;na carretta ch&#8217;\u00e8 chiena &#8216; e campagna. E&#8217; il massimo della sintesi poetica. A questo si aggiunga una interpretazione stupenda e Palcoscenico diventa un classico della musica napoletana<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/la-cultura-di-napoli\/banfi-e-co-fragola-9\/\" rel=\"attachment wp-att-31991\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-31991 aligncenter\" title=\"banfi-e-co-fragola\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/banfi-e-co-fragola8.gif\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"100\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/banfi-e-co-fragola8.gif 100w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/banfi-e-co-fragola8-36x36.gif 36w\" sizes=\"auto, (max-width: 100px) 100vw, 100px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a style=\"font-weight: bold; font-size: 13px; line-height: 19px;\" href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/la-cultura-di-napoli\/mandolini1\/\" rel=\"attachment wp-att-31989\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-31989\" title=\"mandolini1\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/mandolini1.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"246\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Napoli e la musica La musica \u00e8 da sempre patrimonio culturale della citt\u00e0 di Napoli \u00e8 parte integrante del costume di vita del popolo napoletano ed il napoletano fin dai tempi piu&#8217; remoti fu universalmente accettato come lingua, specie nel canto.Il canto era talmente radicato nello spirito napoletano che il popolo usava comunicare in molte occasioni proprio con questo mezzo espressivo e chi viene ancora oggi in visita alla nostra citt\u00e0 potr\u00e0 ancora sentire, nei quartieri pi\u00f9 popolari, i versi melodiosi che i venditori ambulanti lanciano a squarciagola per le strade per decantare le merci in vendita.Nel &#8216;700 e nell&#8217;800 le orchestrine dei musicanti erano presenti in ogni quartiere ove, sia di giorno che di notte, facevano musica popolare con strumenti tipici della regione come il calascione, la chitarra battente, la tammorra, e strumenti ancora pi\u00f9 popolari come putip\u00f9, triccaballacche, e scetavajasse che accompagnavano una o pi\u00f9 voci. Durante il 18\u00b0 secolo il Regno di Napoli esport\u00f2 nelle maggiori capitali europee un cos\u00ec gran numero di compositori ed esecutori della sua musica, e di cos\u00ec grande livello artistico, da far considerare lo stile napoletano come il metro del gusto musicale internazionale (Tyler, 1989). Nel &#8216;700 il napoletano, allora come oggi, era nelle musiche l&#8217;unico dialetto universalmente accettato come lingua, ed i turisti stranieri rimanevano colpiti, oltre che dalle bellezze della citt\u00e0, dal carattere dei napoletani e dal fatto che i balli, il canto e la danza erano un costume di vita di questo popolo. Charles Burney (1771) riporta nel suo diario, alla data del 23 ottobre 1770, che nelle strade di Napoli, di notte, vi erano cantanti che, accompagnati da calascione, mandolino e violino, riempivano di suoni e canti le strade, rendendo difficoltoso il riposo! E&#8217; quindi chiaro che in una citt\u00e0 ove la musica era da sempre un costume di vita, si sia parallelamente sviluppata l&#8217;arte di costruire gli strumenti per far musica: mandolini, mandole, liuti, calascioni, lire, violini, chitarre, pianoforti, etc. Anche se il periodo aureo della liuteria napoletana \u00e8 stato il &#8216;700, questa antica tradizione si \u00e8 mantenuta nei secoli fino ai nostri giorni. Gli strumenti napoletani, antichi e moderni, sono molto apprezzati nel mondo e ci\u00f2 fa onore alla nostra citt\u00e0. GLI STRUMENTI MUSICALI NAPOLETANI Le castagnelle.sono la versione povera e popolaresca delle pi\u00f9 nobili nacchere spagnole e consistono in due piccole, cave semisfere di legno intagliato ad hoc, ma un tempo anche di osso ugualmente lavorato,esse sono legate a coppia con una fettuccia che \u00e8 inforcata dal dito medio vengono azionate schiacciandole ritmicamente contro il palmo della mano, per modo che urtandosi fra di loro, producano un suono secco e schioppettante, atto ad accompagnare, quasi sempre, i passi delle danze popolari quali tarantella, saltarello ed altre consimili.il termine castagnelle o castagnette \u00e8 dallo spagnolo casta\u0148etas (che in terra iberica indicano le nacchere) quasi castagna per la forma vagamente somigliante delle castagnelle come delle nacchere al frutto del castagno. La tammorra\u00a0\u00e8 propriamente l\u2019ampio tamburo corredato di vibranti piattelli metallici posti in delle fessure ricavate sul cerchio ligneo contentivo della pelle di animale (per solito ovino) che costituisce la superficie che viene colpita, perr cavarne il suono, ritmicamente con le dita o il palmo di una mano, mentre l\u2019altra agita lo strumento per far vibrare di pi\u00f9 i piattelli.Versione ridotta e piu&#8217; manegevole della tammora \u00e8 il tammurriello. Lo scetavajasse\u00a0tipicissimo strumento musicale popolare napoletano, che per il modo con cui \u00e8 sonato fa pensare ad una sorta di violino, sebbene non abbia corde o cassa armonica di sorta; esso \u00e8 essenzialmente formato da due congrue aste lignee di cui una fornita di ampi denti ricavati per incisione lungo tutta la faccia superiore dell\u2019asta corredata altres\u00ec di numerosi piattelli metallici infissi con chiodini lungo le facce laterali della medesima asta; l\u2019altra asta usata dal sonatore a mo\u2019 di archetto viene fatta scorrere contro i denti della prima asta (tenuta poggiata ,quasi a mo\u2019 di violino, contro la clavicola) per ottenerne uno stridente suono, facendo altres\u00ec vibrare ritmicamente i piattelli nel tipico onomatopeico nfrunfr\u00f9. Il triccabballacche\u00a0\u00e8 tipico strumento musicale popolare usato in quasi tutta l\u2019Italia centro \u2013meridionale e non solo dai piccoli concertini rionali popolari, ma anche da pi\u00f9 vaste formazioni addirittura di tipo bandistico; esso \u00e8 costituito da un\u2019 asta lignea fissa alla cui sommit\u00e0 insiste una testa a forma di parallelepipedo, contro cui vengono ritimicamente spinte analoghe teste di due aste mobili incerneriate alla base di quella fissa; le teste per aumentare il clangore dello strumento sono provviste dei soliti piattelli metallici. La caccavella\u00a0conosciuta anche con il nome di putip\u00fa. Tale strumento in origine era formato essenzialmente da una pentola di coccio, pentola non eccessivamente alta, ma di ampia imboccatura sulla quale era distesa una pelle d\u2019ovino, pelle che debordando dalla bocca era fermata con stretti giri di spago, per modo che si opportunamente tendesse; al centro di detta pelle in un piccolo foro \u00e8 infissa verticalmente un\u2019assicella cilindrica (originariamente una sottile canna) che soffregata dall\u2019alto in basso e viceversa con una pezzuola o una spugnetta bagnate permette di trasmettere le vibrazioni alla pelle che, \u00e8 tesa sulla pentolina che fa da cassa di risonanza per modo che se ne ottenga il caratteristico suono ( put-p\u00f9,put-p\u00f9), vagamente somigliante a quello prodotto dal contrabbasso, suono che per via onomatopeica conduce al putip\u00f9 che, come \u00f2 detto, \u00e8 l\u2019altro nome con cui \u00e8 conosciuta la caccavella . Altri strumenti da ricordare sono:-mandolino strumento notissimo il cui nome \u00e8 il diminutivo di mand\u00f2la che \u00e8 dal tardo latino pandura forgiata sull\u2019omologo greco pando\u00fdra generico strumento a corde simile al liuto. &#8211; chitarra altro strumento notissimo, il cui nome \u00e8 dal greco kith\u00e0ra, attraverso il latino c\u00ecthara; &#8211; ciaramella sorta di piffero, strumento a fiato ad ancia piccola e stretta usato come voce solista; il suo nome \u00e8 probabilmente dal greco k\u00e8ras che \u00e8 il corno, pur esso strumento a fiato di tal che pi\u00f9 acconciamente in luogo di ciaramella si dovrebbe dire ceramella, sempre che non si voglia seguire per ciaramella il pur percorribile latino: calamella sulla scorta di un calamus che \u00e8 canna, zufolo,flauto; &#8211; urganetto che \u00e8 l\u2019organetto ( versione povera del bandeon o bandoneon argentino, sorta di piccolissima fisarmonica a bottoni) il cui nome \u00e8 dal greco: organon generico strumento anche musicale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/la-cultura-di-napoli\/banfi-e-co-fragola-10\/\" rel=\"attachment wp-att-31994\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31994\" title=\"banfi-e-co-fragola\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/banfi-e-co-fragola9.gif\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"100\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/banfi-e-co-fragola9.gif 100w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/banfi-e-co-fragola9-36x36.gif 36w\" sizes=\"auto, (max-width: 100px) 100vw, 100px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/la-cultura-di-napoli\/images-2-12\/\" rel=\"attachment wp-att-31995\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-31995\" title=\"images (2)\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/images-22.jpg\" alt=\"\" width=\"254\" height=\"199\" \/><\/a>La Lingua Napoletana \u00e8 stata relegata a definirsi Dialetto a causa della contrapposizione, intercorsa fra il Re (di Napoli e di Sicilia), Federico II di Svevia, ed il Papa dell\u2019epoca, Innocenzo IV. nel 1245. La vicenda storica narra che a seguito del rifiuto di Re Federico II, divenuto nel 1212 anche Imperatore di Germania, al Papa Innocenzo IV di non voler procedere ad un\u2019ulteriore Crociata, dopo avervi partecipato da protagonista nella Sesta, fu da quest\u2019ultimo scomunicato e nei cedolari legislativi, nelle bolle Statali, nei libri che s&#8217;incominciano a diffondere, intim\u00f2 ai sudditi di tutta la penisola italiana e dell\u2019allora cristianit\u00e0 di non utilizzare il linguaggio usato dallo scomunicato Sovrano, il Napoletano, e di servirsi bens\u00ec di quello fiorentino, il cosiddetto Latino -Volgare. Quest\u2019avvenimento non ha precluso al Napoletano, la lingua parlata imperante fino al 1860 in tutto il meridione nel regno appartenuto ai Borboni, di essere una delle lingue pi\u00f9 conosciute al mondo, grazie alla diffusione delle sue meravigliose canzoni, che varcando oceani, superando interi continenti vengono cantate con parole solamente in napoletano e senza bisogno di traduzione. Il Napoletano \u00e8 una lingua, che trae origini dal latino, ma prima ancora dall\u2019osco-sabellico, dal greco, dal linguaggio dei fenici, dal bizantino, dal francese, dallo spagnolo, negli ultimi tempi si \u00e8 arricchito di vocaboli dall\u2019inglese e perfino dall\u2019americano, durante la seconda guerra mondiale e la conseguente occupazione di Napoli. Una caratteristica del napoletano parlato \u00e8 che spesso le vocali, se non toniche , (quando cio\u00e8 non cade l\u2019accento) e quelle utilizzate in fine di parola, non vengono pronunciate distintamente, anzi acquistano un suono indistinto, che viene definito dall\u2019alfabeto fonico internazionale Schwa (temine antico ebraico per dire insignificante) e viene trascritto col simbolo \u0259 (una e capovolta) per indicare che \u00e8 una vocale semimuta alla francese.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">UN PO&#8217; DI LEZIONE DI NAPOLETANO Il Napoletano (&#8216;o nnapulitano) \u00e8 la lingua romanza parlata nella citt\u00e0 di Napoli e, nelle sue variazioni e contaminazioni, in Campania e in certe zone delle vicine regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, basso Lazio, Marche, Molise e Puglia. \u00c8 una lingua bella e dinamica e vogliamo insegnartela!.Se sei interessato nella stessa sezione di questo sito &#8220;napoli \u00e8&#8221; troverai un vocabolario napoletano ben aggiornato. L&#8217;Italia Meridionale \u00e8 conosciuta per la sua cucina, la sua musica, il suo romanticismo e la passione, in generale, che tutte queste cose riescono a generare. Purtroppo, \u00e8 anche conosciuta, per\u00f2, per la piaga della criminalit\u00e0 da cui ogni buon meridionale vuole a tutti i costi divincolarsi per dare piena libert\u00e0 alle sue passioni. Sai: anche la sola ragione del cibo \u00e8 buona per imparare questa lingua! Imparare il Napoletano pu\u00f2 risultare difficile, dato che non esiste una grammatica standard e non c&#8217;\u00e8 nessuna autorit\u00e0 che ne stabilisca il vocabolario e la relativa grammatica. Ci sono solo delle norme generalmente accettate e noi, in questa sezione, tratteremo, soprattutto, di quelle, avendo cura di indicarti eventuali varianti quando esse siano importanti o interessanti ecco come si dice . le parti del corpo=&#8217;e parte do cuorpo &#8216;a capa -testa &#8216;o fetillo -l&#8217;ano (slang) &#8216;o vraccio braccio &#8216;a coscia* gamba &#8216;e rine -schiena &#8216;o stomm\u00ebco -stomaco &#8216;a mana mano &#8216;a vocca bocca &#8216;o d\u00e8nte (pl. &#8216;e diente) dente l&#8217;uocchio occhio &#8216;a recchia orecchio &#8216;o dito (r\u00ect) dita &#8216;o p\u00e8de (pl. &#8216;e piede) piede &#8216;o naso naso &#8216;o d\u00ebnucchio ginocchio &#8216;o cuollo collo &#8216;o guv\u00ebto gomito &#8216;o mascariello guancia &#8216;a spalla spalla &#8216;o &#8216;mbelliculo\/ &#8216;o velliculo ombelico &#8216;a nas\u00e8rchia narice &#8216;o pietto petto &#8216;a coscia coscia &#8216;o capetiello capezzolo &#8216;a cascetta costato &#8216;o bavero il mento &#8216;o core il cuore &#8216;a huallera lo scroto &#8216;o fegheto il fegato &#8216;e rine le reni &#8216;o r\u00ebtone l&#8217;alluce &#8216;o retill il mignolo e&#8217;custat le costole e&#8217;stintin l&#8217;intestino o&#8217;pesce il pene &#8216;a pucchi\u00e0cca la vagina e&#8217;capill i capelli In napoletano si usa &#8220;coscia&#8221; anche per &#8220;gamba&#8221;, del resto in italiano, all&#8217;inverso, si usa gamba anche per significare &#8220;coscia&#8221;. Ricavato da &#8220;http:\/\/it.wikibooks.org\/wiki\/Corso_di_napoletano\/Parti_del_corpo&#8221; I SALUTI buongiorno bonn\u00ed, bongiorno ciao ci\u00e1o, u\u00e9 buonasera bonas\u00e9ra buonanotte bonanotte arrivederci, ci vediamo statte bbuono Questa \u00e8 solamente la forma grammaticale dei saluti napoletani. Perch\u00e9, per quanto riguarda la civilt\u00e0, i Napoletani, in un saluto sono molto calorosi, quindi si avr\u00e0 un saluto lunghissimo, cos\u00ec, ad esempio: &#8220;U\u00e9 Genn\u00e1, comme staje, &#8216;a quantu tiempo ca nun ce sentimmo, tutto &#8216;a posto, \u00e2 casa tutt&#8217;a posto, mugliereta, mammeta, figlieta? Jammece &#8216;a pigli\u00e0 nu caf\u00e8, per\u00f2 pav&#8217;io, nun mettere &#8216;a mana \u00f4 portafoglio! Mamma e comme te s\u00ee fatto bello, ecc&#8230;.&#8221; Il Saluto potrebbe durare ancora parecchio, essendo i Napoletani un popolo molto cordiale. IL TEMPO\u00e8 soleggiato c&#8217;e st\u00e0 o sole&#8217; fa molto caldo fa nu caver&#8217; e pazz&#8217; pioviggina schizzichea sta piovendo sta chiuvenn&#8217; sta piovendo molto sta facenn nu cuofen&#8217; d&#8217;acqua fa freddo fa friddo fa molto freddo s&#8217; puzz&#8217; e fridd LE STANZE DELLA CASA a&#8217; stanza \u00f3 lietto = camera da letto a&#8217; stanza \u00f3 ba\u00f1o\/ o&#8217; banho = camera da bagno a&#8217; stanza \u00f3 pranzo = camera da pranzo a&#8217; cucina = la cucina o&#8217; ripostijo\/ o&#8217; stanzino = lo stanzino (ripostiglio) a&#8217; stanzetta\/ a&#8217; camera re criature = camera dei bambini l&#8217;andron do palazzo\/ = il cortile del palazzo a&#8217; pixina = la piscina o&#8217; ciardino = il giardino l&#8217;asteco = l&#8217;attico o&#8217; terrazzo = il terrazzo o&#8217; balcon \/ o&#8217; barcon = il balcone a&#8217; cantina \/ = la cantina o&#8217; puzzo \/ = il pozzo e&#8217; scale \/ = le scale a&#8217; fen\u00e8sta \/ = la finestra a&#8217; fen\u00e8stella \/ = la finestrella o&#8217; salon \/ = sala da pranzo o&#8217; corridojo \/ = il corridoio Che tiempo fa? \u00e8 soleggiato- ce sta &#8216;o sol fa molto caldo- fa nu cavero \u00ea pazze pioviggina -schezzech\u00efa sta piovendo sta chiuvenno sta piovendo molto -sta facenno nu cuofeno d&#8217;aqqua\/se rapute &#8216;o ciel ( o patapate e l&#8217;acqua) fa freddo -fa friddo fa molto freddo -fa assaje friddo I saluti buongiorno- bonn\u00ed, b\u00f2na jurn\u00e0ta ciao -ci\u00e1, hu\u00e9 buonasera -bonas\u00e9ra buonanotte bonanotte arrivederci,- ci vediamo statte bbuono\/ ce verrimmo<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/WeGUc1B5hf4\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-32012\" title=\"il dialetto napoletano\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/mqdefault1.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"180\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/mqdefault1.jpg 320w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/mqdefault1-300x169.jpg 300w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/mqdefault1-195x110.jpg 195w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Video: IL Dialetto Napoletano<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Si ringrazia il sito\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cogitoergosud.it\/\">www.cogitoergosud.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.tarantelluccia.it\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33224\" title=\"pulcinella1\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/pulcinella1.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.tarantelluccia.it\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33223\" title=\"mq1\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/mq1.png\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"240\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/mq1.png 240w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/mq1-36x36.png 36w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/mq1-115x115.png 115w\" sizes=\"auto, (max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><\/p>\n<h2>La Belle Epoque e l\u2019epoca d\u2019oro della canzone napoletana<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"Una delle primi automobili\" src=\"http:\/\/www.tarantelluccia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/auto-epoca.jpg\" alt=\"Auto d'epoca\" width=\"300\" height=\"183\" \/>Tra la fine dell\u2019ottocento e l\u2019inizio della prima guerra mondiale l\u2019Europa vive un periodo straordinario: la\u00a0<em>Belle \u00c9poque<\/em> (l\u2019epoca bella). \u00c8 innanzitutto un periodo di pace: finalmente nel vecchio continente non ci sono pi\u00f9 guerre fratricide. \u00c8 poi un periodo di grande splendore per l\u2019arte e la cultura. Ma \u00e8 soprattutto un periodo di invenzioni straordinarie: si vedono le prime automobili, i primi aerei, i primi treni. E poi l\u2019illuminazione elettrica, la radio, il cinema, l\u2019introduzione dei prodotti chimici e del petrolio. Malattie che da secoli affliggono l\u2019uomo vengono sconfitte. E Pensate stiamo parlando di poco pi\u00f9 di cento anni fa!<\/p>\n<p>E a Napoli cosa succede in questo periodo ? Semplicemente,\u00a0c\u2019\u00e8 una sorta di magia per cui le note musicali e i versi delle canzoni sembrano scendere gi\u00f9 dal cielo come per incanto, con i musicisti e i poeti che devono solo acchiapparle con le mani per farne canzoni. Tanto che anche la gente comune si scopre compositore di canzoni:<em>Vincenzo Russo<\/em> lavora in un negozio di guanti, ma scrive i versi di\u00a0<em>\u2018I te vurria vas\u00e0<\/em>.\u00a0<em>Salvatore Gambardella<\/em> non ha mai studiato musica, ma compone la melodia di\u00a0<em>\u2018O Marinariello<\/em>.<\/p>\n<p>Certo gi\u00e0 da tempo Napoli era considerata la capitale mondiale del bel canto, tuttavia \u00e8 in questo periodo che la melodia e la poesia partenopea raggiungono il loro massimo splendore. Nasce la canzone napoletana d\u2019autore, risultato del felice incontro tra gli\u00a0<a title=\"Canzoni napoletane antiche\" href=\"http:\/\/www.tarantelluccia.it\/canzoni-napoletane-antiche\/\">antichi canti popolari<\/a> (sorti nei secoli precedenti) e l\u2019esperienza dell\u2019opera buffa.\u00a0<strong>E\u2019 l\u2019epoca d\u2019oro della canzone napoletana, un periodo di circa 40 anni che inizia nel 1880 e finisce poco dopo la fine della grande guerra<\/strong>. Sia ben chiaro: anche dopo saranno scritte splendide canzoni. Ma \u00e8 questa l\u2019epoca d\u2019oro. Quella delle pi\u00f9 belle canzoni napoletane di tutti i tempi; quelle che pi\u00f9 classiche non si pu\u00f2! \u00a0(dal sito <a href=\"http:\/\/www.tarantelluccia.it\/\">http:\/\/www.tarantelluccia.it\/<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.musicanapoli.org\/video\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33227\" title=\"logo\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/logo.png\" alt=\"\" width=\"349\" height=\"103\" srcset=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/logo.png 349w, http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/logo-300x89.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.caffenews.it\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-33347\" title=\"caffenews_header-e1324575753811\" src=\"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/caffenews_header-e1324575753811-300x60.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"60\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; .Storia di Napoli La citt\u00e0 di Napoli, ricca di storia e di tradizione, domina l&#8217;omonimo golfo, ed \u00e8 circondata da luoghi meravigliosi quali il Vesuvio, la penisola sorrentina, le [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-31530","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/31530","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31530"}],"version-history":[{"count":93,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/31530\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38144,"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/31530\/revisions\/38144"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.lafragolanapoli.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31530"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}