Napoli- Ritornano agli Incurabili i suoi tesori,Tra cui le «Carte Incurabiline»

 

Dopo la riapertura della storica farmacia, il restauro e la ricollocazione della tela di Bardellino sul soffitto della sala borbonica, sono tornati «a casa» gli antichi “gioielli” del patrimonio dell’“Ospedale del Reame”, ovvero il cinquecentesco complesso di Santa Maria del Popolo agli Incurabili.

L’Ospedale degl”Incurabili nasceva a Napoli nel 1522 per opera di Maria Richenza moglie di Giovanni Lonc (Longo), Ministro del Re di Napoli Ferdinando il Cattolico.

A 46 anni rimase anche vedova e sola in una citta’ straniera: ella infatti era spagnola, giunta a Napoli al seguito del marito.

A 47 anni, in pellegrinaggio al Santuario di Loreto, durante la celebrazione della Santa Messa, guari’ dal suo male e riacquisto’ vigore fisico ed ancor piu’ vigore spirituale.

Decise allora di spendere la sua vita in opere di bene e di carita’. Comincio’ a frequentare le opere pie e caritatevoli napoletane: l’Ospedale di San Giacomo, dei Fatebenefratelli (La Pace), dei Pellegrini ed in particolare l’Ospedale di San Nicola al molo, che la vide attiva ed instancabile lavoratrice per sette anni. In quel periodo comincio’ a farsi strada in lei l’idea di organizzare un’opera di assistenza per malati “incurabili”.

In appena due anni di lavori nasceva, sulla splendida collina di Caponapoli, l’Ospedale degli Incurabili; il 23 Marzo 1522 i malati, in processione, con a capo Maria Longo, lasciavano il vecchio ospedale al Maschio Angioino per trasferirsi nella nuova sede. Attorno all’Ospedale nascevano poi, sempre ad opera della Longo, la chiesa di Santa Maria del Popolo, che dette l’altro nome all’Ospedale, la sede dei Bianchi, il ricovero delle Pentite, il Monastero delle Riformate.

La citta’ di Napoli, colpita nei secoli, periodicamente, da flagelli e calamita’, epidemie di peste e di colera, carestie, lue, guerre di occupazione, in tutte le occasioni di piu’ acuta sofferenza, trovo’ nell’Ospedale un preciso punto di riferimento.

L’opera svolta dall’Ospedale nella storia ancor recente dell’ultima guerra, cosi’ come ci viene raccontata in suo scritto dal Marinelli, all’epoca sovrintendente dell’Ospedale, rappresenta una pagina bellissima e nobilissima, purtroppo poco conosciuta, della storia della citta’. La vita dell’Ospedale nei secoli e’ la storia della carita’ a Napoli.

A illustrare i dettagli delle nuove acquisizioni è stato lo stesso generale Scoppa e il direttore del Museo, Gennaro Rispoli, chirurgo e genius loci della Farmacia settecentesca e di tutto il complesso, alla cui passione si deve il rilancio di questo luogo un tempo abbandonato al degrado e ora combattuto grazie agli sforzi dell’Asl e con il contributo fondamentale della Regione Campania e dei numerosi volontari dell’associazione “Il faro di Ippocrate”.
Le opere che fanno ritorno a «casa» sono tutte di provenienza ospedaliera – pertinenti a varie sedi dell’Asl Na1 Centro – e coprono un periodo che va dal XVI al XVIII secolo, che coincide con lo splendore della rete assistenziale di Napoli capitale del Regno. Tra i beni recuperati ci sono le “Carte Incurabiline”, che erano conservate nell’Archivio di Stato di Napoli, e anche alcuni arredi della cosiddetta “Sala del Governatore” (tra cui delle antiche poltrone che erano da tempo al “Cardarelli”). E nelle bacheche blindate (e video-sorvegliate) saranno esposti gli splendidi “argenti degli Incurabili”, che testimoniano più di altre meraviglie quello straordinario connubio di medicina, carità, arte, scienza e religione che ha caratterizzato la storia della Santa Casa degli Incurabili, uno crogiuolo di luminari, scienziati, botanici, pittori, scultori, artigiani, architetti, santi e beati

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Gennaro Napoletano - Direttore Editoriale di LaFragolaNapoli.it