‘LAUDATO SI’. L’ENCICLICA DI PAPA FRANCESCO

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di Lucia Antinucci

La terra, capolavoro di bellezza e perfezione, viene purtroppo maltrattata e saccheggiata! Papa Francesco si pone in ascolto dei suoi lamenti e dei suoi gemiti,  ed egli, con la sua profonda sensibilità umana e cristiana, unisce la sofferenza del creato a quelli di tutti gli abbandonati ed emarginati del mondo.

Nell’Enciclica  ‘Laudato si’inoltre  si insiste molto sull’ «intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso; la critica al nuovo paradigma e alle forme di potere che derivano dalla tecnologia; l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia; la necessità di dibattiti sinceri e onesti; la grave responsabilità della politica internazionale e locale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita».

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I cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità», le cui alterazioni  ricadono sui più poveri. L’accesso all’acqua potabile e sicura, ad esempio,  è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani. Privare i poveri dell’accesso all’acqua significa negare «il diritto alla vita radicato nella loro inalienabile dignità»

Papa Francesco, come già detto, si pone quindi in ascolto della sofferenza di ‘sora nostra madre terra’, e con la sua enciclica egli intende sollecitare tutti e ciascuno, i singoli e le famiglie, le collettività locali, le nazioni e  la comunità internazionale, ad operare una «conversione ecologica» (San Giovanni Paolo II) globale. Essa si traduce nell’impegno concreto a «cambiare rotta», a prendersi «cura della casa comune», la terra, la nostra comune madre e sorella, altrimenti essa non potrà più essere accogliente nei nostri confronti. Il discorso del Papa non è pessimistico, come lo vorrebbero etichettare coloro che in base ad interessi economici lo criticano. Quello del pontefice è invece un monito realista: occorre darsi fa fare subito, altrimenti tutti ne pagheremo le conseguenze, e soprattutto le generazioni future: «Che tipo di mondo desideriamo trasmettere – si chiede il Papa – a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?».

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Il discorso del Papa , che è rivolto non solo ai cattolici, ma anche ai fedeli delle altre comunità cristiane, delle altre religioni e spiritualità, a tutti gli uomini di ‘buona volontà’, è una seria riflessione con basi non solo teologiche, ma anche filosofiche e scientifiche. All’accorato appello egli unisce il messaggio della speranza, facendo sua l’invocazione del Poverello di Assisi, il cantore del creato che, occorre ricordare, dettò il ‘Cantico di frate Sole’ quando ormai, per l’aggravarsi della sua patologia oculistica, non poteva più contemplare la bellezza del creato, che tanto l’emozionava e gli riempiva l’animo di gioia. Quando ormai ‘sora nostra morte corporale’ si stava avvicinando e il giullare di Dio stava per immergersi nella fonte di ogni Bellezza, pur soffrendo atrocemente, egli chiese che  gli venisse letto con l’accompagnamento musicale il Cantico di frate sole. E’ questa testimonianza profetica molto attuale, che ha sempre toccato la sensibilità anche di coloro che si professano non credenti, e che il Papa argentino ha inteso proporre alla riflessione di tutti.

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L’enciclica unisce la dimensione estetica, morale e spirituale a quella scientifica. Il Pontefice argentino passa da un ascolto della situazione a partire dalle migliori acquisizioni scientifiche oggi disponibili (cap. 1), al confronto con la Bibbia e la tradizione giudeo-cristiana (cap. 2), individuando la radice dei problemi (cap. 3) nella tecnocrazia e in un eccessivo ripiegamento autoreferenziale dell’essere umano. La proposta dell’Enciclica (cap. 4) è quella di una «ecologia integrale, che comprenda chiaramente le dimensioni umane e sociali», inscindibilmente legate con la questione ambientale. In questa prospettiva Papa Francesco propone (cap. 5) di avviare a ogni livello della vita sociale, economica e politica un dialogo onesto, che strutturi processi decisionali trasparenti, e ricorda (cap. 6) che nessun progetto può essere efficace se non è animato da una coscienza formata e responsabile, suggerendo spunti per crescere in questa direzione a livello educativo, spirituale, ecclesiale, politico e teologico. Il testo termina con due preghiere, una offerta alla condivisione con tutti coloro che credono in «un Dio creatore onnipotente», e l’altra proposta a coloro che professano la fede in Gesù Cristo, ritmata dal ritornello «Laudato si’», con cui l’Enciclica si apre e si chiude.

 

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   Lucia  Antinucci

Pontificia università “San Tommaso d’Aquino”

                                                        

 

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Gennaro Napoletano - Direttore Editoriale di LaFragolaNapoli.it