Afragola (Na)-La Festa del Sacro Cuore;Il Cuore del Dio della misericordia;

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Di Alfonso Fontanella

L’anno passa in fretta. Il Natale sembra appena trascorso. L’attesa della Pasqua; la primavera, che quest’anno tarda ad arrivare; maggio, il mese dei fiori e, per i più devoti, il mese di Maria e in un batter d’occhio ci troviamo catapultati a giugno.

foto di Alfonso Fontanella

foto di Alfonso Fontanella

A giugno, che bello, chiudono le scuole, si respira aria di vacanza e di festa. E qui, ad Afragola, si attendono anche le feste del Sacro Cuore prima e quella del santo protettore Antonio di Padova poi, con le rispettive peregrinazioni. Ma questo è un anno particolare. Il 2016 è l’anno del Giubileo. Voluto da papa Francesco per riflettere in particolar modo sulla misericordia di Dio. In altri termini, papa Francesco ha notato che molti cristiani hanno una brutta idea di Dio, che non corrisponde al Dio che Gesù ci ha rivelato. È un dio che ci siamo costruiti nella nostra mente, nella nostra immaginazione, un dio che, chi sa per quale motivo, fa morire il giusto e lascia in vita il delinquente, che si diverte a distribuire malattie e sofferenze per cui è auspicabile tenerselo buono, mostrarsi devoti al suo cospetto, con la speranza che ci risparmi da qualche sciagura.

(foto di Alfonso Fontanella)

(foto di Alfonso Fontanella)

Le processioni, già in uso in varie parti del mondo antico, come in Egitto, in Grecia e a Roma, dopo il riconoscimento del cristianesimo da parte dell’imperatore Costantino, cominciarono a svolgersi liberamente. Esse avevano uno scopo propiziatorio, espiatorio o gratulatorio. Ad Afragola, già dalla metà del del diciassettesimo secolo, si portava in processione la statua del Santo di Padova e, le offerte dei fedeli, perlopiù contadini, consistevano in prodotti del loro raccolto. Molto più recente, all’inizio del ‘900, è la processione del Sacro Cuore. Nel 1907 i Missionari dei Sacri Cuori di Secondigliano aprivano una nuova comunità ad Afragola e costruivano la chiesa dedicata al Sacro Cuore di Gesù. Dal 1912, ogni anno, viene portata in processione per le strade cittadine la statua lignea del Sacro Cuore. Le processioni sono l’unico retaggio preconciliare rimasto immutato nel tempo. Alla luce del cammino di rinnovamento della chiesa, bisogna restare aperti all’azione dello Spirito, che può suggerire forme nuove di evangelizzazione, pur restando legati alle tradizioni del nostro popolo, ma purificate da tutto ciò che non esprime l’autenticità del messaggio evangelico. Papa Francesco è stato una benedizione per la chiesa, che ha consigliato una sosta di riflessione, così che in tutte le chiese si mediti, nelle omelie, nelle catechesi, nei gruppi, negli oratori e anche nei comitati festa sul Dio che Gesù ci ha rivelato. Un Dio compassionevole, che, come un padre, scruta l’orizzonte nell’attesa che il figlio prodigo, che ha dissipato l’eredità, torni. (Lc. 15) Un Dio dal cuore misericordioso che rompe gli schemi della logica umana e supera la giustizia.

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Un Dio che ci stupisce e ci mette in crisi, perché spesso vorremmo che agisse diversamente. Quante volte è capitato di pensare che, se stessimo al posto di Dio, faremmo meglio. Un Dio, che ci tratta da adulti, liberi di accettarlo o rifutarlo, di accogliere il suo progetto di salvezza o restare legati al nostro modo superstizioso di interpretare la vita. Il cuore di Cristo rappresenta l’oltre del sentimentalismo religioso e del devozionismo basato sulla semplice emozione. Il cuore di Cristo rappresenta un amore eterno, senza condizioni e senza calcoli. E così propone di amare a chi vuole seguirlo. Allora la festa, la processione, il folklore acquistano significato se sono riempiti di contenuti di fede e impegno alla conversione. Altrimenti possiamo risparmiarcela.

 

di Alfonso Fontanella

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Gennaro Napoletano – Direttore Editoriale di LaFragolaNapoli.it