Cronaca- C’è un pedofilo assassino al Parco Verde. MIMMA, la mamma di Fortuna: “Pronta a farmi giustizia da sola”

“Voglio giustizia, e se non me la danno me la faccio da me”. Parole dure quelle di Domenica Giordano, madre di Fortuna, la bambina di 6 anni morta a Caivano che, stando alle prime indiscrezioni emerse dall’autopsia, avrebbe subito degli abusi sessuali.”Preferisco andare in galera ma sapere che il mostro non può nuocere più – continua la donna 27enne, conosciuta come Mimma dai amici e parenti -. Sono sola e dopo la folla dei funerali con la partecipazione apparente del quartiere, sono rimasta sola con la mia famiglia”.

Subiva abusi sessuali la piccola di 6 anni, Fortuna Loffredo, morta il 24 giungo scorso a Caivano (comune di Napoli) dopo essere precipitata dal settimo piano dell’isolato 3 del Parco Verde. E’ quanto emergerebbe dall’autopsia che il perito ha consegnato al pm Federico Bisceglia, titolare dell’inchiesta.”E’ stata depositata ieri – spiega il legale della famiglia Angelo Pisani – ma non abbiamo ancora ricevuto una copia. Dalle prime indiscrezioni sembrano confermati gli abusi sessuali che la piccola Fortuna avrebbe subito nei giorni precedenti alla morte, provocata da una caduta che riteniamo non accidentale”. Parole chiare quelle di Pisani che confermano dubbi e sospetti sulle reali cause della morte della bambina di sei anni. Diversi gli elementi anomali riscontrati lo scorso 24 giugno. Dal mancato ritrovamento sul corpo della piccola della scarpina destra all’altra tragedia avvenuta un anno prima (27 aprile 2013 ) sempre nello stesso edificio del Parco Verde, quando un bimbo di tre anni, Antonio Giglio, precipitò da un balcone. Anche quest’ultimo non aveva al piede la scarpa destra.

Era una bambina bella e allegra. Viveva con la mamma, la nonna e i fratellini in un palazzone di mattoni che, ai suoi occhi, pareva toccasse il cielo. Case popolari tirate su alla buona e lasciate a se stesse, senza controlli e manutenzione. Brutti casermoni dove povertà e degrado mettono in fuga spensieratezza e bellezza. Abitava, Chicca, nello stesso edificio dal quale l’anno prima era precipitato Antonio, il suo amichetto di soli 4 anni.

Il 24 giugno, giorno della sua morte, la piccola Fortuna era andata a giocare proprio a casa della sorellina del bimbo deceduto un anno prima. Gli inquirenti della procura di Napoli Nord ed i carabinieri non hanno mai smesso di approfondire tutte le possibili piste. “Trovate il mostro che ha ucciso la mia Angela”, fu l’appello lanciato ad agosto dalla mamma di Fortuna, Domenica Guardato: “Tra queste case c’è chi ha visto, che sa cosa è successo al mio angelo. Aiutatemi a sapere”.

”E’ terribile, ma conferma un sospetto di cui si parlava e al quale feci un riferimento nell’omelia durante il funerale della piccola Fortuna”. Queste le parole di don Maurizio Patriciello, parroco al Parco Verde di Caivano, sugli abusi subiti dalla piccola Fortuna. ”Ora – evidenzia don Maurizio – mi aspetto che si faccia luce anche sulla morte del piccolo Antonio Giglio, avvenuta nello stesso palazzo un anno prima”.

La violenza subita da Chicca getta inquietanti sospetti anche su quella di Antonio. La notizia, in poche ore, fa giro delle redazioni e richiama, come era prevedibile, al «Parco Verde» tanti giornalisti e troupe televisive. La pedofilia, grazie a Dio, è uno scandalo che ancora sconvolge gli animi. È facile, però, per tanti, abbinare pedofilia e povertà. Come se questa insana voglia di certi adulti di violentare e tormentare i bambini a proprio piacimento scaturisse di fatto da uno stato di povertà economica e di mancanza di cultura. Le cose non stanno così e dobbiamo dirlo a voce alta e ferma. Facciamo fatica a liberarci dalla favola che da qualche secolo ha fatto tanti proseliti che l’istruzione migliora anche moralmente l’uomo. Non è vero.

About gennaro61

Gennaro Napoletano - Direttore Editoriale di LaFragolaNapoli.it