di Gennaro Napoletano 11-04-2014
Fecondazione, cade divieto eterologa. La Consulta: “È incostituzionale”
La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della norma della legge 40 che vieta il ricorso a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta
La sentenza della Corte costituzionale che ha cancellato il divieto di eterologa previsto dalla legge 40 del 2004 ha valore di legge e non è oppugnabile. Da oggi non potrà mai più essere emanata dal Parlamento una legge che prevede il divieto di fecondazione di tipo eterologa. Tale decisione vale per tutti i cittadini italiani che hanno problemi di sterilità. Nessun vuoto normativo.
L’accesso alla legge 40 che regolamenta la procreazione medicalmente assistita (pma) è riservato alle coppie infertili. Questo significa che le coppie fertili ma portatrici di patologie genetiche, e che potrebbero beneficiare della procreazione medicalmente assistita e quindi della diagnosi pre-impianto, non possono usufruire della fecondazione assistita. Dopo però che il Tribunale di Roma ha sollevato dubbi di costituzionalità in merito alla questione all’inizio di quest’anno si attende ora il parere della Consulta, dopo la bocciatura arrivata nel 2012 anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. È vietato e rimane in vigore inoltre l’accesso alla pma per single e coppie dello stesso sesso.
Come siamo messi male se la magistratura invece di giudicare secondo le leggi si arroga il diritto di eliminare una che non gli piace (pur se brutta e fatta male), andando contro al volere sia del legislatore che del popolo, che già si era espresso sull’argomento con un referendum (chiedendone anzi la modifica in senso più restrittivo).
Sono tanti quelli che parlano di diritto alla genitorialità, anzi addirittura, secondo loro che gli illuministi ci hanno messo un paio di secoli a contrastare l’idea di stampo medioevale e feudale che una persona potesse essere oggetto di un diritto altrui;
L’uomo moderno obnubilato dalla capacità tecnica l’ha subito recuperata.
Parole insensate dettate da coloro che hanno, e che vivono, in una dimensione al di fuori dei principi e valori della natura, che per altri non è solo ed esclusivamente umana. Mi domando e mi chiedo, con la possibilità che abbiamo attualmente con la determinazione del DNA ,come reagirebbero i futuri figli nel sapere di non appartenere, o in parte, a quel “genitore”? Sarebbe interessante analizzare una futura reazione umana di “questi” in una società del futuro già troppo bersagliata da non valori e da falsi progettualità.
Non vogliamo toccare il lato teologico della questione perché sicuramente potremmo essere subito definiti dei “bigotti” un termine troppo vago per definire un problema che coinvolge anche i cosiddetti cristiani perbene che credono nel valore della Famiglia ed in particolare del Matrimonio inteso come sacramento, in maniera poco coerente, ecco che scatta la falsa testimonianza, ecco il bigotto.
Rimanendo nel discorso, dal punto di vista esclusivamente laico, caduto il divieto che ha costretto, a partire dal 2004, migliaia di coppie a varcare i confini nazionali in cerca di un figlio, ricorrendo alla donazione di ovociti o spermatozoi. Secondo l’Osservatorio del turismo procreativo nel 2011 sono state almeno 2000 le coppie espatriate a causa dell’eterologa. Inizia come la definisce Famiglia Cristiana “Ultima follia italiana” – Non si è fatto attendere il commento pesante della rivista cattolica, che in apertura del suo sito titola così a proposito della sentenza della Corte Costituzionale: “Fecondazione selvaggia per tutti”. Il giornale di Paolini parla anche di “ultima follia italiana”, sempre riferendosi alla pronuncia della Consulta “E’ una sentenza shock”, scrive il settimanale, anche se “non giunge inaspettata”.
Con la decisione della Corte Costituzionale cade dunque anzitutto il divieto di fecondazione assistita eterologa, previsto dall’art. 4 comma 3 della legge, che riportava: “E’ vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo”. Cadono anche, di conseguenza, i due incisi che recitano entrambi “in violazione del divieto di cui all’art. 4, comma 3”, cioè del divieto di eterologa, previsto nei commi 1 e 9 dell’art. 9, che resta però immutato per le altre parti, compreso il divieto di disconoscimento di paternità in caso di eterologa.
Incostituzionale è infine anche l’art. 12 comma 1 sulle sanzioni: “Chiunque a qualsiasi titolo utilizza a fini procreativi gameti di soggetti estranei alla coppia richiedente, in violazione di quanto previsto dall’articolo 4, comma 3, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 300.000 a 600.000 euro”.
Lorenzin: “Intervenga il Parlamento” – “Una legge svuotata. Richiede un intervento parlamentare”. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, commenta così la decisione della Corte Costituzionale di eliminare il divieto di fecondazione eterologa imposto dalla legge 40.
“L’introduzione della fecondazione eterologa nel nostro ordinamento è un evento complesso che difficilmente potrà essere attuato solo mediante decreti”, aggiunge la Lorenzin a margine degli “Stati Generali della Salute” in corso a Roma.
In soli dieci anni di vita, la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita è finita in tribunale 28 volte. E, in seguito a venti bocciature, ne è uscita trasformata in più parti rispetto al testo pubblicato in Gazzetta ufficiale il 24 febbraio 2004. L’incostituzionalità del divieto di utilizzo di seme o embrioni esterni alla coppia, la tecnica eterologa, sancita dalla Consulta, rappresenta quindi solo l’ultimo intervento di una lunga serie.


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